Memorandum del buon chaser


1. Distanza e posizione rispetto al temporale

Andare a caccia di temporali potrebbe sembrare una cosa facile e divertente. Non é detto che non lo possa diventare, anzi. Ma sicuramente, per chi non ha ancora maturato una certa esperienza, l'avventura potrebbe avere dei risvolti non previsti. Per non trovarci in situazioni potenzialmente pericolose, dobbiamo attenerci a delle regole ferree.

Ricordatevi sempre una cosa: osservare un temporale da troppo vicino é quasi sempre sconveniente e pericoloso.

Meglio stare ad una certa distanza perché:

  • si ha il tempo per valutare un sacco di cose come la traiettoria della cella o le strade da percorrere per seguire lo spostamento del temporale.
  • si ha il tempo per posizionare il cavalletto riuscendo così meglio nella fotografia.
  • sempre a riguardo della fotografia: con uno zoom si può operare bene lo stesso mentre, se troppo vicini, è probabile che la cella non ci stia nell'inquadratura pur disponendo di un buon grandangolo.

Lasciamo a voi trarne l'opposto di quanto sopra, in caso di estrema vicinanza alla tempesta.

Altra cosa importante é la posizione che dobbiamo tenere rispetto al temporale. Se siamo dalla parte sbagliata non si osserverà mai bene, a parte rari casi, la struttura della cella. Anzi, si rischia di entrare in zone turbolente o nell’area delle precipitazioni a discapito della visibilità, col pericolo di perdere l’orientamento e pure la calma, fattore essenziale per operare nel giusto modo. Tutte queste situazioni possono danneggiare il prosieguo della caccia.

Stare dalla parte giusta, invece, ha un sacco di vantaggi, vediamoli:

  • miglior visibilità e quindi la possibilità di tenere una maggior distanza nei confronti del cumulonembo.
  • luce migliore, in quanto spessissimo ci ritroveremo con il Sole alle spalle o di lato. Quindi, migliori fotografie.
  • assenza o quasi di precipitazioni rispetto al settore opposto, quindi più facilità nell'operare e nel muoversi.
  • possibilità di osservare qualche fenomeno vorticoso.

Bene, vedete che ragionandoci sopra si può già partire col piede giusto. Resta da vedere e da capire in che zona rispetto alla cella dobbiamo posizionarci. Lo schema seguente ci sarà, ora, di grande aiuto.

La figura rappresenta una supercella classica, cioè un’intensa cella temporalesca avente la corrente ascensionale rotante al suo interno, associata quindi ad un alto rischio di tornado. Si nota subito una freccia rossa che indica lo storm motion, ossia la direzione seguita dalla cella che solitamente, ma non sempre, procede da sud-ovest verso nord-est, come esemplificato nello schema. Sulla parte sinistra dell’immagine é visibile l’estesa area delle precipitazioni liquide con l’incudine sovrastante (zona colorata di bianco). Al centro possiamo invece notare un nocciolo di massima intensità dei fenomeni associato a rovesci di grandine.



Si notano poi delle frecce blu molto strette, in basso a destra, che indicano la zona di ingresso dei venti, caldi e umidi, di basso livello (inflow) che vanno ad “alimentare” il temporale. Un altro elemento, da considerare seriamente, è quel settore della tempesta che si incunea a sud della “wall cloud” (nube a muro): tale settore, denominato hook echo nello schema, é la zona fertile per la genesi di fenomeni vorticosi! Hook-echo significa, infatti, eco ad uncino.

Chissà quante volte lo avete sentito nominare, da noi o da altre persone, riferendosi a schermate radar! Il punto giallo mostra il settore dove maggiore è il rischio di tornado. E' da lì, appunto, che può generarsi il tornado che scende dalla wall cloud: questo per l'effetto di quell'invorticamento che vedete tradotto dalle freccette blu che formano una specie di cerchio attorno al punto giallo.

Infine, notiamo una zona contraddistinta da un segmento di colore rosso che riporta la dicitura “chaser position”. E' questa la posizione più idonea per seguire l’evoluzione della cella senza incorrere in situazioni potenzialmente pericolose. Si dovrà avanzare “assecondando” il movimento della cella, procedendo cioè parallelamente alla sua direttrice. Questo ci permetterà di mantenere le migliori condizioni di luce e visibilità per la nostra caccia.

Abbiamo però finora parlato della supercella, ovvero di un tipo di cella temporalesca solitamente isolata. Ma non sempre é così. Possiamo, infatti, trovarci di fronte a tempeste di diversa natura, inquadrabili nella categoria delle multicelle, certamente più frequenti della supercella. Anche in questo caso, è sempre bene posizionarsi a sud dell’estremità meridionale della tempesta, sia che si tratti di temporali disposti secondo una linea (“squall line”) che di quelli organizzati a grappolo (“cluster”): i motivi sono in sostanza gli stessi già visti per la supercella.

Doveroso è far notare come entrambe le tipologie base di temporale (supercella e multicella) tendono generalmente a deviare di 20-30 gradi alla destra del vento medio in quota a causa di particolari fattori termodinamici. Come si può intuire, questo moto deviante dovrà essere tenuto nella giusta considerazione: se il vento medio proviene da ovest, il temporale tenderà a deviare verso sud-est piuttosto che puntare verso est come verrebbe logico pensare.

2. Le regole di guida

  • lasciare sempre delle indicazioni a famigliari o conoscenti su dove si va e che cosa si va a fare.
  • adeguato rifornimento di carburante e verifica del buon funzionamento dell’auto.
  • abiti adatti alla situazione: impermeabile, scarponcini, cappello, guanti, ecc.
  • si raccomanda di essere almeno in due: un elemento che usi il PC e l'altro che guidi.
  • indispensabile avere un mezzo di comunicazione rapida (telefono cellulare).
  • avere sempre a disposizione un GPS o una cartina stradale (almeno 1:50.000).
  • blocco per gli appunti compatto ed agevole con due penne - meglio matite. No fogli volanti.
  • non fermarsi mai in zone della carreggiata dove si potrebbe intralciare pericolosamente il traffico.
  • usare sempre le frecce per indicare che si sta svoltando.
  • rallentare quando si ritiene di essere nella zona dei “flash flood” (allagamenti lampo).
  • fermarsi quando la grandine è troppo insistente.
  • occhio ai pali della luce o agli alberi caduti.
  • evitare di cacciare nelle ore notturne e in città se possibile.

3. Precauzioni per fulmini e tornado

  • se i fulmini nube-terra si abbattono a meno di 1-2 km mettersi al riparo, ad esempio all'interno del proprio veicolo (con i finestrini chiusi!).
  • se ci troviamo all’aperto e lontano dall’auto, tenere i piedi il più uniti possibile e piegarsi “a riccio” con la testa fra le ginocchia senza toccare il terreno con altre parti del corpo.
  • in genere, i fulmini nube-terra si manifestano quando le bande di pioggia si stanno formando e comunque prima dei rovesci; quindi, quando si sentono le prime gocce di pioggia, mettersi al riparo.
  • ricordarsi che i fulmini nube-terra possono scoccare anche dalle incudini.
  • in caso di temporali di nuovissima formazione bisogna prestare molta attenzione. Infatti, quando una base ben stagliata di un cumulonembo sta crescendo e non si è ancora delineata la struttura del temporale, bisogna mettersi al riparo: i primi fulmini sono quasi sempre nube- suolo e, senza scariche precedenti, non si può avere una localizzazione precisa della zona del temporale elettricamente più attiva.
  • evitare di indossare materiale che può essere conduttore: anelli d'oro o catenine, anche di altre leghe, nonché vestiario di tipo sintetico.
  • le scarpe da usare sono quelle in gomma con un buon spessore di suola.
  • evitare l'uso di telefonini o altri apparecchi, con antenna, anche a pile.
  • i capelli, in qualche caso, possono dare un preavviso di fulminazioni imminenti perchè, prima di una scarica, tendono ad alzarsi disponendosi perpendicolarmente al capo. Mettersi immediatamente al sicuro in luoghi possibilmente chiusi e lontani da tralicci, alberi, antenne e comunque da un qualsiasi oggetto che si elevi rispetto alle aree adiacenti (“potere delle punte”).
  • non rifugiarsi nelle auto in caso di tornado: sono trappole mortali. Accostare il veicolo con le opportune segnalazioni e trovare riparo o in un edificio solido o in un avvallamento del terreno. Mai nascondersi sotto i cavalcavia perché il vento vi si incanala e si può essere travolti facilmente.
  • non cercare mai di superare il tornado in velocità con l'automobile. Le trombe possono essere molto veloci e inoltre possono formarsene delle nuove nelle vicinanze.
  • attenzione ai detriti scagliati in aria dal vortice: questi possono precipitare anche a notevole distanza dal tornado.

4. Altri accorgimenti per le fotografie e le interviste

  • se siete all’interno dell’auto, attenzione ai riflessi dei vetri dei finestrini che potrebbero rovinare irrimediabilmente la vostra foto.
  • fotografate i chicchi di grandine sempre con a fianco un righello o un oggetto che possa far risalire alle dimensioni.
  • fate molta attenzione alla stima delle quantità totali di chicchi caduti, soprattutto in caso di concomitante o seguente pioggia che tende ad accumularli in quanto il ghiaccio galleggia.

Nel caso vogliate intervistare eventuali testimoni diretti dell’evento temporalesco, ricordatevi quanto segue:

  • le persone hanno diversa sensibilità ed essa non è nota a priori, quindi potrebbero essere suscettibili delle reazioni più disparate a seguito di un evento di forte maltempo che le ha colpite.
  • il primo contatto con un testimone deve essere circostanziato e rispettoso dell’esperienza vissuta. Eseguire interviste e sopralluoghi con la dovuta discrezione.
  • le interviste non devono essere lunghe e tediose alla ricerca dei dettagli più reconditi che si desidererebbero avere. Di regola non devono superare i 15-30 minuti.