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	<title>Nuvole Archivi - MeteoNetwork</title>
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	<title>Nuvole Archivi - MeteoNetwork</title>
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		<title>Primavera irrequieta</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/nuvole/primavera-irrequieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Meteonetwork]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 10:04:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuvole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci si avvia a grandi passi verso il traguardo astronomico della stagione più gradevole dell&#039;anno e il tempo sull&#039;Italia pare non voglia mettere giudizio. E perchè mai dovrebbe farlo prorpio a marzo, mese che per antonomasia potrebbe essere etichettato come il &#8220;cavallo pazzo&#8221; della primavera? Anche se può sembrare paradossale, la primavera è stagione multitasking, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2019/07/primavera15.jpg?w=300&#038;ssl=1" style="float:left"  />Ci si avvia a grandi passi verso il traguardo astronomico della stagione più gradevole dell&#039;anno e il tempo sull&#039;Italia pare non voglia mettere giudizio. E perchè mai dovrebbe farlo prorpio a marzo, mese che per antonomasia potrebbe essere etichettato come il &#8220;cavallo pazzo&#8221; della primavera? Anche se può sembrare paradossale, la primavera è stagione multitasking, capace di prender sembianze talora di un inverno avanzato e tal altra di un&#039;estate in anticipo. Una stagione che, a dispetto di questo, ha una sua chiara individualità, quella che vede dispiegarsi le vele dei contrasti tra un Polo ancora in piena letargia invernale e un Tropico esuberante per un sole già alto sugli orizzonti.</p>
<p>Guardate il tempo previsto per i prossimi giorni: due possibili ondate di maltempo, una tra il 21 e il 23 e l&#039;altra tra il 26 e il 27 marzo, <span>entrambe anticipate e seguite da condizioni di tempo instabile. Marcata escursione termica tra il giorno e la notte, tra una giornata e l&#039;altra completano il quadro di quel che sarà la terza decade di marzo, in perfetta sintonia con la stagione entrante.</span></p>
<p>La primavera dunque nasce come un ricambio d&#039;aria quando si spalanca la finestra, una prova generale di climatizzazione del Pianeta che ci fa sapere di essersi svegliato dal sonno dell&#039;inverno. Fiumi di vento si disegnano lungo l&#039;emisfero, ognuno con il suo carico di tempo, talora radioso e mite, talora più cupo e freddo. La primavera non è quindi la stagione del tempo bello stabile, ma è un periodo dalle tinte forti, dove non di rado l&#039;azzurro carico di un cielo che sembra tinteggiato di fresco può stagliarsi contro il nero profondo dei primi temporali, dove il bianco della neve, ancora abbondante sui crinali dei monti, lascia spazio ai primi dossi fioriti, dove un pomeriggio in maniche di camicia non deve far dimenticare ad una serata con maglioni al seguito.</p>
<p>Cambia la luce, cambia la durata del giorno, cambierà anche l&#039;orario, quasi a ricordarci che tra non molto il nostro orologio biologico andrà settato sull&#039;ora estiva. E intanto grandi manovre andranno svolgendosi nell&#039;atmosfera caotica di queste settimane. La più maestosa vedrà la luce solare andare a risvegliare l&#039;ozono stratosferico che permetterà il riassorbimento del vortice polare d&#039;alta quota, si, proprio lui al quale avevamo affidato molti dei nostri sogni bianchi dell&#039;inverno. Final warming: fine dell&#039;inverno. Quel che è stato è stato, certamente molta è la delusione tra gli appassionati per questa stagione che avrebbe potuto sfondare e che invece non ha mai mollato il freno a mano. Il tempo dovrà ora cavarsela da solo, tutto dovrà svolgersi in perfetta sintonia tra oceani e atmosfera, tra pianure e montagne, a cavallo di un equilibrio sempre nuovo, certamente difficile in questi anni di rapido cambiamento climatico.</p>
<p>A noi, spettatori non paganti di questo grande mistero, non resta che rinnovare la nostra ammirazione verso la Natura, che ci permette di crescere ogni giorno un po&#039; di più, confermarne il rispetto, come un figlio verso i genitori, proponendoci di capirla meglio, come un genitore verso il proprio figlio.</p>
<p>Luca Angelini</p>
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		<title>Le nevicate di marzo</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/nuvole/le-nevicate-di-marzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Meteonetwork]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 19:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuvole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nevicate marzoline durano dalla sera alla mattina; e chi l&#039;ha detto? La dirompente contingenza che sta cercando di sopperire alle pesanti mancanze dell&#039;inverno sembrerebbe contraddire questo aforisma. L&#039;immagine di apertura è per l&#039;entroterra abruzzese, con in bella mostra la nevicata del 5 marzo 2015, in località Rocca di Mezzo. Ma che differenza c’è tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2019/07/rocca.jpg?w=300&#038;ssl=1" style="float:left"  />Le <strong>nevicate marzoline</strong> durano dalla sera alla mattina; e chi l&#039;ha detto? La dirompente contingenza che sta cercando di sopperire alle pesanti mancanze dell&#039;inverno sembrerebbe contraddire questo aforisma. L&#039;immagine di apertura è per l&#039;entroterra abruzzese, con in bella mostra la nevicata del 5 marzo 2015, in località Rocca di Mezzo. Ma che differenza c’è tra una <strong>nevicata invernale e una primaverile</strong>?</p>
<p>Essenzialmente lo stato fisico dell&#039;atmosfera fa la differenza, dato che durante l’inverno l’aria fredda giace appoggiata ai bassi strati e pertanto le nevicate più copiose che si verificano sono da <strong>addolcimento</strong>, ovvero si generano in seno allo scorrimento di aria mite e umida al di sopra del cuscino freddo. Durante la <strong>primavera</strong> invece capita spesso di assistere a vere e proprie “mini” bufere di neve con temperature al suolo anche superiori allo zero gradi. Si tratta di episodi comunque molto brevi ma intensi, che spesso si accompagnano ad un successivo rovescio di pioggia. Questa situazione tradisce la presenza di aria molto fredda in quota, solitamente di origine <strong>polare o</strong> <strong>artica marittima</strong>.</p>
<p>Lo <strong>spessore verticale notevole</strong> di questa massa d’aria generatasi direttamente sulla calotta polare, genera un evidente rimescolamento e quindi una notevole turbolenza, poichè gli strati d’aria prossimi al suolo sono più caldi per via del soleggiamento primaverile. In seno alle linee frontali che guidano queste irruzioni fredde (il caso attuale ne è un esempio), possono generarsi processi ciclogenetici che costruiscono ammassi nuvolosi in buona parte convettivi, con le sommità che ghiacciano velocemente già tra <strong>2000-3000 metri</strong> e che altrettanto velocemente possono far nascere rovesci o addirittura temporali.</p>
<p>Considerate le temperature estremamente basse della massa d’aria in quota, la precipitazione risulterà in larga parte <strong>nevosa</strong> anche se al suolo annoveriamo temperature positive, perchè trascinerà con sè verso il suolo proprio le sacche di aria fredda presenti in quota, attraverso veloci moti verticali discendenti, i quali oltretutto non lasciano al fiocco di neve il tempo sufficiente ad una completa fusione. Si parla quindi di “<strong>neve tonda</strong>”</p>
<p>Si annoverano però altri casi interessanti: se durante la discesa e la salita nella nube, il fiocco di neve incontra strati atmosferici molto ampi a temperature positive e tenderà quindi a <strong>fondere parzialmente, </strong>salvo poi incontrare nuovamente temperature negative, che porteranno alla sua trasformazione in una pallina ghiacciata. Questa prenderà il nome di “<strong>graupel” o neve pallottolare</strong>. L’effetto sarà simile a quello di una grandinata, ma in realtà la dinamica di formazione della grandine non permetterà a questo tipo di precipitazione di verificarsi per lo scarso spessore della nube generatrice (abbiamo detto tra 2000 e 3000 metri).</p>
<p>Ricordiamo infine che le <strong>nevicate marzoline, o meglio della prima parte della primavera</strong>, sono tra le più abbondanti dell’anno per unità di tempo <span>nelle zone di media montagna</span>. A temperature prossime allo zero si presentano con fiocchi a larga falda. In tali situazioni si possono avere accumuli di neve fresca anche consistenti nel giro di poche ore, cui si assoceranno poi gli inevitabili problemi di carico legati al possibile distacco spontaneo di slavine e valanghe, classico &#8220;lato B&#8221; della seppur bellissima neve concessaci dalla principessa primavera.  </p>
<p><strong>Luca Angelini</strong></p>
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		<title>Sabbia e nuvole</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/nuvole/sabbia-e-nuvole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Meteonetwork]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2014 14:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuvole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cieli lattiginosi, caldo, vento solo sulle coste.Questo è il biglietto da visita che ci ha presentato oggi il tempo: venti caldi soffiati dal nord Africa verso l&#039;Italia, richiamati da una bassa pressione che si sta facendo strada dalle coste spagnole e francesi puntando la Penisola e mulinando venti più freschi dall&#039;Atlantico. Ma con il vento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cieli lattiginosi, caldo, vento solo sulle coste.<br />Questo è il biglietto da visita che ci ha presentato oggi il tempo: venti caldi soffiati dal nord Africa verso l&#039;Italia, richiamati da una bassa pressione che si sta facendo strada dalle coste spagnole e francesi puntando la Penisola e mulinando venti più freschi dall&#039;Atlantico.</p>
<p>Ma con il vento caldo che ci sta investendo arriva anche la sabbia, tanta, direttamente dal deserto algerino. Un evento affatto raro, ma che magari stamani può aver colpito per la veemenza con la quale si è presentato ai nostri occhi. Le velature di nuvole si sono mescolate &#8211; e ancora si mescolano &#8211; alle velature dovute alle folate di sabbia sollevata dal deserto e poi trasportata fino a noi, dando una sensazione di oppressione, e magari anche accentuando artificiosamente la sensazione di caldo.</p>
<p>Un piccolo anticipo d&#039;estate africana, insomma, che però verrà subito spezzato dal passaggio di temporali generati dall&#039;aria più fresca oceanica in arrivo.<br />Finché l&#039;aria sarà carica di sabbia i temporali avranno due caratteristiche ben precise: saranno particolarmente ricchi di fulmini, specialmente tra nuvola e nuvola; inoltre porteranno piogge con gocce di grosse dimensioni, ma non particolarmente abbondanti. Questo perché da una parte la polvere derivante dalla sabbia è un materiale che si presta a caricarsi elettricamente, specialmente per strofinio tra i vari grani dovuto alle turbolenze all&#039;interno della nuvola; dall&#039;altra parte la sabbia &#8211; rispetto ad altri sali o particelle &#8211; ha la capacità di costruire gocce più grandi per propria natura.</p>
<p>Una volta che invece l&#039;aria fresca &#8211; almeno in quota &#8211; sarà arrivata i cumulonembi avranno più carburante per crescere, quindi ci saranno piogge più forti, mentre parte della sabbia in sospensione verrà scaricata al suolo. Ovviamente arriverà anche aria meno calda.<br />Questo però non avverrà prima di stanotte, se non addirittura domani.</p>
<p>A seguire si rimarrà in una condizione &#8220;né carne né pesce&#8221;, con cieli meno nuvolosi ma non del tutto limpidi, poche piogge ma comunque con il rischio di alcuni temporali in zone ristrette, aria né eccessivamente calda né fresca (si tornerà in sostanza sui 25-28 gradi di massima), quantomeno per il fine settimana.</p>
<p>Basterà per godersi una giornata al mare? Sì, ma non dappertutto. Tuttavia è presto per dire dove, come e quando.<br />E attenzione al rischio di temporali sull&#039;Appennino, soprattutto domenica.</p>
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