12.01.2026 - Cronaca Meteo
Analisi meteo del 12 Gennaio 2026

La mappa sinottica a 500 hPa indica la permanenza di un promontorio anticiclonico di matrice subtropicale che si estende con vigore su gran parte dell’Europa meridionale e sul bacino del Mediterraneo. L’Italia si trova quasi interamente protetta da questa solida cupola di alta pressione, che indica atmosfera stabile in quota. Questa specifica configurazione atmosferica determina una forte subsidenza, ovvero un movimento dell’aria dall’alto verso il basso che impedisce lo sviluppo di nubi a carattere perturbato.

Mentre sulle regioni del Centro-Sud e sulle aree montuose il tempo risulterà ampiamente soleggiato, la stabilità atmosferica favorirà il fenomeno dell’inversione termica nelle zone di pianura e nelle vallate chiuse. Di conseguenza, sulla Pianura Padana e lungo le coste dell’alto Adriatico è altamente probabile la formazione di nebbie fitte e persistenti o nubi basse che potrebbero mantenere il clima più freddo e umido rispetto alle zone collinari. Al di fuori di queste aree, il contesto rimarrà dominato dalla quasi totale assenza di precipitazioni e da una ventilazione generalmente debole.

Proprio riguardo alla ventilazione, osservando le isobare al suolo, si può intuire la classica circolazione anticiclonica in senso orario, che comporta venti da sud-ovest in tutto il mar tirreno e da nord lungo il basso adriatico. Inoltre, il gradiente barico sul tirreno risulta relativamente modesto, comportando venti di libeccio di moderata intensità. Al contrario, le isobare sul basso adriatico appaiono più ravvicinate, con il risultato che si osserverà una ventilazione più sostenuta.

Per quanto riguarda le precipitazioni, come già indicato in precedenza, la subsidenza inibirà eventuali correnti ascensionali a meno che, localmente, non si verifichino risalite di masse d’aria causate dall’orografia del territorio. Potrebbe proprio essere il caso del vento di libeccio che, spazzando tutto il mar tirreno e caricandosi in questo modo di umidità, incontrando le regioni costiere di Liguria e Toscana, portebbe causare nuvolosità e piogge a carattere non temporalesco.

Spostando lo sguardo verso i bordi di questa figura di alta pressione, si nota un graduale calo dei valori barici verso l’Europa orientale e i Balcani, dove filtrano correnti più fredde di origine settentrionale, le stesse che hanno interessato la penisola italiana nei giorni scorsi. Tuttavia, per quanto riguarda il territorio italiano, il blocco anticiclonico appare sufficientemente robusto da deviare ogni perturbazione atlantica o nordica verso latitudini molto più elevate, garantendo una giornata di prevalente stabilità atmosferica su quasi tutto lo Stivale, pur con il rischio di un progressivo accumulo di inquinanti nei bassi strati a causa della mancanza di ricambio d’aria.

Autore: Roberto Pinna

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