30.01.2026 - Cronaca Meteo
Analisi Meteo del 30 Gennaio 2026

 

Osservando il quadrante nord-occidentale, l’elemento di maggior rilievo è senza dubbio la vasta e profonda depressione atlantica. Due minimi barici molto intensi, rispettivamente di 970 e 972 hPa, dominano l’oceano a ovest delle Isole Britanniche. La colorazione blu scuro evidenzia un geopotenziale molto basso, segno di aria fredda in quota che affonda verso sud, mentre le isobare estremamente ravvicinate tra loro indicano un gradiente di pressione fortissimo. Questa configurazione suggerisce venti burrascosi e condizioni di tempesta in arrivo verso l’Irlanda e il Regno Unito.

Spostando lo sguardo verso il nord del continente, si nota una robusta area di alta pressione centrata sulla Scandinavia, con un massimo al suolo di 1027 hPa. Questa struttura agisce come un vero e proprio muro di blocco che devia le perturbazioni atlantiche e, tipicamente in questa stagione, favorisce condizioni di stabilità atmosferica accompagnate da un clima rigido al suolo su quelle regioni.

Scendendo verso le latitudini medie, gran parte dell’Europa continentale, inclusa l’area del Mediterraneo centro-occidentale, la Spagna, la Francia e l’Italia, è contrassegnata da tonalità prevalenti sul verde. Questo segnala la presenza di una lieve saccatura in quota, indice di lieve possibile diffusa lieve instabilità atmosferica.

La penisola italiana è pienamente inserita nel contesto depressionario in quota che interessa il continenente europeo. Per quanto riguarda la configurazione barica al suolo, osserviamo la presenza di un minimo attorno ai 999/1000 hPa tra la Liguria e la Corsica, che potrebbe causare instabilità, nuvolosità e piogge in tutta l’area.

La ventilazione è in linea con la circolazione ciclonica e le isobare al suolo. Osserviamo quindi venti da maestrale o ponente su tutto il mar tirreno fino al canale di Sicilia e il mediterraneo centrale. Il mar adriatico non presenta nessuno o scarso gradiente barico e non si rileva ventilazione, se non a carattere di brezza da nord-ovest.

Infine, altra nota rilevante di instabilità nel bacino del Mediterraneo si trova sul settore sud-orientale, dove un minimo depressionario di 991 hPa insiste tra l’Egeo e la Turchia, portando ancora maltempo residuo su quelle aree prima di allontanarsi verso est.

Autore: Roberto Pinna

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