
La mappa sinottica odierna del 12 febbraio 2026 descrive uno scenario di severo maltempo dominato da un vortice ciclonico centrato tra il centro Italia e l’Adriatico. La caratteristica saliente di questa giornata è il gradiente barico, ovvero la differenza di pressione in uno spazio ristretto, che sta scatenando venti di tempesta su gran parte della penisola. Le correnti, con una disposizione nettamente ciclonica, richiamano aria fredda in quota con valori di geopotenziale molto bassi, visibili nelle tonalità verdi e azzurre che avvolgono il Paese.
Il protagonista assoluto della giornata è il vento che soffia con raffiche superiori ai 100 km/h, in particolare lungo i crinali appenninici e sui bacini occidentali, cioè sul Mar Tirreno. Il Maestrale impetuoso sta sferzando la Sardegna e il Mar Tirreno, portando onde che possono raggiungere i sei metri di altezza e causando mareggiate distruttive sulle coste esposte. Al Sud, il transito della perturbazione si traduce in venti da nord ovest sui quadranti tirrenici delle regioni meridionali e venti da sud e sud-ovest sul Mar Ionio e il Mar Adriatico, come del resto mostrano le curve isobariche che si possono osservare in figura.
Mentre le regioni settentrionali vedono un miglioramento con schiarite alternate a venti di caduta come il Foehn che dai fondovalle potrà estendersi alle prime pianure occidentali, le zone interne del Centro e l’Appennino meridionale affrontano piogge e rovesci. Le autorità hanno emesso allerte meteo arancioni e gialle per molte regioni, segnalando pericoli non solo per le piogge intense, ma soprattutto per la caduta di alberi e strutture leggere a causa delle raffiche di burrasca forte. Questa configurazione, tipica dei mesi invernali più dinamici, richiede la massima prudenza negli spostamenti e lungo le litoranee.
Autore: Roberto Pinna