23.03.2026 - Didattica
Medicane oppure Ciclone Extratropicale? Il caso del ciclone “Samuel”

IL MEDICANE E IL CASO STUDIO “SAMUEL”

Lo scorso 18 e 19 Marzo il sud Italia e, più in generale, il mediterraneo centrale, ha visto il passaggio di un fenomeno perturbativo particolare, che viene ormai chiamato “medicane” e di cui mostriamo una immagine tratta dal satellite Meteosat.

Il medicane “Samuel” dello scorso 18 Marzo in una immagine tratta dal satellite Meteosat

Un occhio non particolarmente allenato, potrebbe chiedersi cosa ci sia di così speciale in un fenomeno come questo di scala, tutto sommato, modesta e che potrebbe rientrare tranquillamente nella categoria dei cicloni “extratropicali” tipici delle nostre latitudini. In realtà siamo in presenza di un fenomeno particolare, denominato “MEDICANE”.

Il Medicane, fusione contratta dei termini Mediterranean Hurricane, rappresenta uno dei fenomeni più spettacolari e rari del nostro bacino. A differenza delle comuni perturbazioni, la sua genesi non è legata allo scontro tra diverse masse d’aria, ma risponde a una logica puramente termodinamica. Il motore di questo sistema è il flusso di calore latente fornito dalla superficie marina: quando l’aria fredda scorre sopra acque ancora calde, si innesca una convezione importante che si autoalimenta. Per permettere a questa struttura di organizzarsi, è necessaria un’assenza quasi totale di vento in quota, una condizione definita low wind shear, che consente alle torri temporalesche di ergersi verticalmente e ruotare attorno a un centro di bassa pressione comune.

Un esempio emblematico di questa dinamica è rappresentato dal Medicane Samuel (o anche Jolina) che il 18 marzo ha interessato marginalmente il Sud Italia prima di abbattersi con forza sulle coste del Nord Africa. Durante la sua fase di massima intensità, Samuel ha esibito le caratteristiche da manuale di un sistema tropicale: un occhio centrale limpido e ben definito, circondato da un muro di nubi imponenti, e un cuore tecnicamente definito Warm Core (Cuore Caldo). In questa configurazione, le temperature all’interno del nucleo del ciclone risultano più elevate rispetto all’ambiente circostante a tutte le quote troposferiche. Questo calore interno riduce la densità dell’aria, facendo crollare la pressione al suolo e generando venti ciclonici che, nel caso di Samuel, hanno flagellato la Tunisia e la Sicilia con raffiche da tempesta.

La morfologia del Medicane è solitamente simmetrica e compatta, con bande nuvolose che si avvolgono a spirale in modo concentrico. Al suo interno non esistono superfici di discontinuità termica: il sistema è privo di fronti, il che significa che l’aria è uniformemente calda e carica di umidità in ogni suo settore. Con un diametro che raramente supera i 300 chilometri, il Medicane è un fenomeno di mesoscala capace di muoversi quasi autonomamente rispetto alle grandi correnti d’alta quota, seguendo esclusivamente le zone dove il mare fornisce il maggior nutrimento energetico.

IL CICLONE EXTRATROPICALE E LA DINAMICA DELLE ALTE QUOTE

Spostando l’analisi sul Ciclone Extratropicale, ci troviamo di fronte al protagonista della meteorologia delle medie latitudini. In questo caso, il meccanismo di alimentazione è l’instabilità baroclina, ovvero il potenziale energetico generato dal contrasto tra l’aria calda sub-tropicale e l’aria fredda polare. A differenza del Medicane Samuel, che traeva forza dal basso, il ciclone extratropicale è guidato e sostenuto dall’alta atmosfera. Il suo sviluppo avviene tipicamente sotto il ramo ascendente delle Onde di Rossby, in una zona dove la Corrente a Getto (Jet Stream) tende a divergere. Questa divergenza in quota agisce come una sorta di pompa aspirante che richiama aria dalla superficie, provocando la caduta della pressione e l’innesco della rotazione ciclonica al suolo.

La struttura interna di questi sistemi è asimmetrica e si presenta con un Cold Core (Cuore Freddo), dove il nucleo del ciclone è occupato da aria sensibilmente più fredda rispetto alle masse d’aria esterne. La firma visiva al satellite è la tipica forma a virgola, che tradisce la presenza di complessi sistemi frontali. Il fronte caldo, dove l’aria mite scivola sopra quella fredda preesistente, precede il centro barico, mentre il fronte freddo, più veloce e aggressivo, insegue il centro premendo verso l’alto l’aria calda. Quando il fronte freddo raggiunge quello caldo, il sistema entra nella fase di occlusione, il momento di massima maturità dove il centro del ciclone si separa progressivamente dalle masse d’aria più calde di superficie.

Le dimensioni di un ciclone extratropicale sono vaste, estendendosi spesso per oltre mille chilometri e influenzando il tempo di interi continenti. Mentre Samuel è un fenomeno localizzato e di breve durata, legato alla temperatura del mare, il ciclone extratropicale è un ingranaggio fondamentale della circolazione generale dell’atmosfera, deputato al trasporto di calore dall’equatore verso i poli. Se il Medicane è una creatura del mare che muore rapidamente una volta toccata terra, il ciclone extratropicale è un gigante atmosferico che può attraversare interi oceani e catene montuose, evolvendo costantemente sotto la spinta incessante del getto polare e delle oscillazioni planetarie.

Autore: Roberto Pinna

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