Outlook Dicembre 2019

PREMESSA

L’estate appena trascorsa ha visto l’affermazione di un pattern AO/NAO– dopo un lungo periodo di positività, che durava da circa 3 anni; questi due indici sono molto importanti per la definizione dei pattern dominanti nel nostro emisfero e nel comparto euro-atlantico. Questa configurazione ha certamente influito sulla tenuta dei ghiacci artici, che difatti hanno patito un forte deficit tra la fine dell’estate e la prima metà dell’autunno.

A causa del forte ammanco di ghiaccio nell’area polare, anche quest’anno il vortice polare troposferico (VPT) ha subito un grave ritardo nel proprio sviluppo; questo ritardo ha avuto inevitabili ripercussioni sullo sviluppo del vortice polare stratosferico che, a causa dei deboli flussi verticali di calore proveniente dal basso, è andato incontro ad un repentino quanto indisturbato raffreddamento.

Il VPS oggi si presenta più freddo e compatto della norma. Gli stessi nuclei di vorticità potenziali (EPV) appaiono molto coesi ed estesi in tutta la superficie del vortice a partire dai piani alti fino ai piani medi (da 1 a 50/70 hPa), mentre continuano ad essere più rarefatti ai limiti della tropopausa.

In troposfera il mese di Novembre ha presentato caratteristiche di particolare dinamicità nel comparto europeo; il mese è stato infatti caratterizzato da un’azione insistente da parte delle correnti nord-atlantiche e dalla presenza di un fronte polare piuttosto basso per il periodo, con le conseguenze che abbiamo sperimentato (e stiamo ahimé tuttora sperimentando).

ANALISI DELLE COMPONENTI TELECONNETTIVE

STRATOSFERA

Come anticipato in premessa il VPS appare più freddo e compatto rispetto alla media climatologica, ed alle alte e medie quote è contraddistinto da EPV molto coese ed estese. A breve subirà inoltre un intenso forcing dinamico a carico di una sola onda prevalente (Minor Warming, senza escludere l’eventualità di un Canadian Warming), che imporrà un’ulteriore contrazione della massa ed una rapida dislocazione sui meridiani euroasiatici, con il suo core centrato al di fuori del polo geografico.

Come conseguenza assisteremo ad una diminuzione delle velocità zonali sul polo e un consistente calo del North Annular Mode (NAM), dal momento che questo indice tiene in considerazione la proiezione ortogonale dell’Arctic Oscillation oltre alla profondità del VPS.

La compressione di massa esercitata su nuclei di vorticità così strutturati andrà a trasmettere moto zonale verso i piani isentropici più bassi, con probabili riflessi in troposfera a cavallo tra la fine del mese di novembre e l’inizio del mese di dicembre; in questa fase si dovrebbe assistere ad un rinforzo del VPT, in grado di imporre un reset alla circolazione che ha contraddistinto gran parte del mese di novembre.

Di difficile previsione il comportamento del VPS nella fase successiva, è ipotizzabile un proseguimento del disturbo in prevalenza a carico della prima onda, con un VPS che troverebbe equilibrio al di fuori del polo geografico. In questo caso potremmo assistere ad un indebolimento delle EPV a causa del minor contributo dovuto al raffreddamento radiativo, con cessazione del trasferimento di moto verso la troposfera, ma con un contestuale rinforzo delle velocità zonali alle quote più alte (1-5 hPa) qualora si configurasse un Canadian Warming.

Non possiamo del tutto escludere le due opzioni estreme, seppure al momento appaiano di difficile realizzazione. Le due opzioni vedrebbero in alternativa un riaccentramento del VPS sul polo geografico, con probabile superamento della soglia NAM ed Extreme Stratospheric Event (ESE) cold, oppure una attivazione della seconda onda con possibile Major Midwinter Warming (MMW) di tipo split ed ESE warm. Ribadiamo tuttavia che al momento queste due ipotesi hanno secondo noi una probabilità di realizzazione molto bassa, quantomeno nel mese di dicembre.

Aggiungiamo inoltre che la combinazione tra fase occidentale della QBO (seppure in inversione di segno a partire dalle quote più alte) e minimo solare non depongono a favore dell’insorgenza di riscaldamenti stratosferici maggiori durante la prossima stagione invernale.

TROPOSFERA

Gli impulsi in discesa dalla stratosfera porteranno alla formazione di un dipolo artico (AD) abbastanza marcato a partire da fine novembre. Con una tale disposizione è certamente più probabile assistere alla formazione di onde di Rossby sul settore Pacifico-Nord America rispetto al nostro comparto Atlantico-Europeo.

A differenza degli anni passati, sembra proseguire un trend di fondo poco incline alla positività del segno della NAO, anche se il tripolo nord-Atlantico, negativo nella prima meta dell’autunno, nelle ultime settimane risulta sicuramente meno chiaro ed impostato. Rimanendo in ambito SSTA, è sicuramente da tenere in considerazione il redivivo “warm blob” sul Nord Pacifico, visto in lieve spostamento verso est negli ultimi giorni. Nella visione d’insieme del Nord emisfero è quindi ancora presente il dipolo NAD (nord Pacifico/Atlantico), anche se sono evidenti alcune differenze che potrebbero influire sull’incidenza di questo dipolo proprio sul segnale NAO.

Rimaniamo su valori molto alti di IOD, anche se l’influenza di questo indice è più apprezzabile nel semestre caldo e meno in quello freddo, mentre è completamente abortito il tentativo di nascita della NINA con SOI in forte calo e SSTA in area ENSO che rimangono orientate verso le debole positività.

PROIEZIONE MESE DI DICEMBRE

Come riportato in premessa, il mese di dicembre dovrebbe risentire del trasferimento dei minimi di geopotenziale del VPT nel settore euro-asiatico (AD-) a causa del forcing imposto dalla compressione di massa del VPS. Questa fase di transizione e di “azzeramento” delle condizioni sinottiche dominanti fino ad oggi può essere collocata nella prima settimana/decade del mese di dicembre; il marcato calo della pressione in quota attiverà profonde ondulazioni nel getto polare, con probabili discese di aria fredda di origine artica verso l’Europa centrale.

Il target di queste incursioni fredde non è chiaramente definibile a priori, ma non possiamo ad oggi escludere un parziale interessamento della nostra penisola dal momento che il segno della NAO dovrebbe mantenersi attorno alla neutralità, impedendo una forte spinta verso est al getto in discesa sul continente. Riteniamo comunque che il progressivo incremento del gradiente orizzontale e il concomitante approfondimento del VPT tenderanno a marginalizzare gradualmente le irruzioni fredde, che non dovrebbero scendere oltre la Mitteleuropa.

Una modifica del pattern è attesa nella seconda decade del mese, con una redistribuzione dei minimi di geopotenziale sul comparto euro-atlantico; le vorticità appaiono minoritarie nel settore canadese. In questa fase la corrente a getto polare dovrebbe risultare più bassa e ondulata nel settore atlantico fino alle porte dell’Europa, con direttrice mediamente occidentale (o temporaneamente anche sud-occidentale) e quindi prevalentemente zonale; il getto sarà invece più teso invece sull’Europa settentrionale e nelle regioni subartiche euroasiatiche, a causa della permanenza in loco del nucleo principale del vortice polare. In questa fase il segno della NAO potrebbe portarsi temporaneamente su valori positivi.

L’ultima settimana del mese di dicembre dovrebbe infine vedere un progressivo e generale allentamento della tensione zonale nel comparto europeo, con la formazione di onde troposferiche di media ampiezza in grado di favorire un’alternanza tra masse d’aria mite da ovest e aria progressivamente più fredda, che potrebbero verso la fine del mese interagire tra loro.

PROSPETTIVE

Alla luce di quanto sopra esposto, ci potremmo aspettare tre differenti configurazioni sinottiche nel corso del mese, che tenderanno ora a prevalere, ora ad interagire tra loro.

Una prima fase è connotata dalla discesa di aria più fredda e secca di origine artica, che andando tuttavia ad interagire con l’aria umida preesistente potrebbe inizialmente portare a qualche precipitazione, seppure in maniera più isolata e meno continuativa rispetto a quanto avvenuto nel mese di novembre; il quadro termico non dovrebbe discostarsi eccessivamente dalle medie del periodo. Progressivamente assisteremo all’ingresso di aria più asciutta con una componente maggiormente settentrionale, che dovrebbe marginalizzare le precipitazioni sui versanti nord-alpini e adriatici centro-meridionali, permettendo un progressivo incremento dei valori barici al suolo soprattutto delle regioni settentrionali e tirreniche.

Figura 1 – Anomalie di geopotenziale a 500 hPa previste per la prima parte di dicembre (rielaborazione dal sito ESRL-NOAA)

La seconda fase dovrebbe invece essere caratterizzata dalla presenza di una corrente a getto che dalle medie latitudini dell’Atlantico potrebbe avvicinarsi al continente europeo, apportando condizioni di generale variabilità soprattutto al nord Italia in un contesto molto mite per il periodo. Ci saranno occasioni solo per brevi precipitazioni, in un contesto comunque di nuvolosità diffusa specie sulle regioni settentrionali, mentre il tempo sarà migliore sulle altre regioni; le temperature saranno ovunque al di sopra delle medie del periodo.

Figura 2 – Anomalie di geopotenziale a 500 hPa previste per la seconda parte di dicembre (rielaborazione dal sito ESRL-NOAA)

Nella terza ed ultima fase le correnti occidentali miti, in seno a maggiori ondulazioni della corrente a getto nel continente europeo tenderanno ad alternarsi con aria più fredda in grado di interagire con le prime, consentendo il ritorno a condizioni climatiche più in linea con il periodo. In questo contesto ci aspettiamo un tipo di tempo più favorevole a precipitazioni, soprattutto al nord e al centro ove il calo termico potrebbe consentire episodi nevosi anche a quote basse. Generalmente più mite e variabile al sud Italia.

Figura 3 – Anomalie di geopotenziale a 500 hPa previste per la parte finale di dicembre (rielaborazione dal sito ESRL-NOAA)

Verifica Outlook estate 2019

Previsione descrittiva:

Negli ultimi anni abbiamo verificato con buona costanza un sostanziale consolidamento del pattern in affermazione nel mese di Giugno . Pertanto, anche nella seconda parte dell’estate, ci aspettiamo una distribuzione delle anomalie di GPT sostanzialmente immutata. E’ verosimilmente attendibile una fisiologica espansione della fascia subtropicale verso nord con una sostanziale aumento di geo potenziali anche nelle zone che vedranno un Giugno più “instabile”. Ci aspettiamo che si possano altresì verificare delle saltuarie infiltrazioni di aria nord atlantica verso le latitudini più basse del Mediterraneo.

Dopo un mese di giugno caratterizzato da prevalenti scambi meridiani tra l’oceano Atlantico e l’Europa frutto degli esiti di forti anomalìe positive di geopotenziale in sede polare, una seppur debole ripresa del gradiente polare nei mesi di luglio e agosto non possiamo escludere possa concretizzarsi in pattern assimilabili a WR4 dove le fasce altopressorie a medio alte latitudini potrebbe esporre l’Europa meridionale ad infiltrazioni di correnti moderatamente instabili
Queste dinamiche potrebbero evolvere rapidamente in cut-off forieri, nelle zone d’interesse, di fasi marcatamente instabili.”
 
Previsione grafica (anomalie geopotenziali a 500 hPa):
 
 
Verifica descrittiva:

 

Estate connotata da una SNAO negativa, in netta controtendenza con le ultime 2 estati. In virtù di ciò la componente zonale è stata blanda, e rispetto alla previsione abbiamo avuto GPT maggiormente slanciati verso nord e meno adagiati verso E/NE. L’istmo caratterizzato da GPT più elevati della norma può essere localizzato sul Mediterraneo centrale. Non sono mancate le fasi instabili anche decise. Si conferma ancora una volta l’evidenza che il pattern che va a consolidarsi ad inizio estate viene difficilmente scalfito durante il resto della stagione, stante un getto scarsamente ingerente sul continente.
Per essere più precisi si può asserire che i mesi di Giugno ed Agosto sono stati connotati da un WR3, mentre il mese di Luglio ha avuto un pattern assimilabile più ad WR1 in virtù di una deciso “reversal pattern” in area PNA, in un contesto comunque decisamente improntato ad una decisa meridianizzazione delle dinamiche circolatorie.

Per quanto riguarda l’aspetto termico, si evidenzia che in un contesto di scarsa “dinamicità configurativa” l’immissione nel sistema di una notevole quantità di calore avvenuta durante l’avvezione calda di fine Giugno ha a suo modo condizionato l’andamento termico complessivo stagionale sull’Italia e, più in generale, su tutto il continente europeo.

 

Verifica grafica (anomalie geopotenziali a 500 hPa):
 
 

Outlook Estate 2017

INTRODUZIONE
L'andamento della circolazione atmosferica ereditato dall'inverno ha visto durante la stagione primaverile l'affermazione di un poderoso anticiclone centrato sull'Europa centro-occidentale. Andando ad analizzare le anomalie di geopotenziale sul comparto di nostra pertinenza, dal 1 Gennaio si può difatti osservare una notevole staticità del pattern prevalente, salvo brevi e temporanee modifiche alla circolazione dominante.
Confrontando i plot riguardanti le anomalie di geopotenziale (GPT) per il periodo gennaio-maggio (figura 1) e quelle riguardanti la sola primavera (figura 2), scorgiamo difatti un pattern sostanzialmente immutato, con forti anomalie di GPT centrate su Iberia-Francia-UK-Islanda, testimoni di un sostanziale blocco alle correnti zonali in ingresso sull'Europa.

Figura 1 – Anomalie GPT a 500 hPa periodo gennaio-maggio 2017 (elaborato da www.esrl.noaa.gov)

Figura 2 – Anomalie GPT a 500 hPa periodo marzo-maggio 2017 (elaborato da www.esrl.noaa.gov)

Al contrario, nel periodo in esame è andata consolidandosi una forte anomalia negativa su Scandinavia orientale e Mar di Barents.
Tale andamento circolatorio ha influito pesantemente anche sulla distribuzione dell'anomalie delle SST atlantiche. L'anomalia positiva (SSTA+) si è sviluppata a partire dal largo della costa africana nord-occidentale, guadagnando spazio verso nord durante la primavera estendendosi su tutto l'Atlantico orientale con anomalie estese di oltre +1°C (vedi figura 3).

Figura 3 – Distribuzione SSTA atlantiche periodo 28 maggio – 3 giugno 2017 (elaborato da www.esrl.noaa.gov)

Rimangono invece attive ormai da tempo SSTA opposte (negative) in centro Atlantico. Le correnti atlantiche di conseguenza hanno prodotto un'ondulazione del getto pressochè stazionaria al largo degli USA.

QUADRO TELECONNETTIVO
Il passaggio stagionale della stratosfera artica ricalca quello delle ultime estati. Dopo fasi di AO tendenzialmente positiva nel periodo freddo, durante il passaggio stagionale abbiamo assistito ad un repentino cambio di segno sia dell'AO che della NAO, che ha prodotto un rapido mutamento delle condizioni meteorologiche nell'Europa centro-settentrionale; l'Europa meridionale è invece rimasta più protetta dall'azione del getto polare, relegato a latitudini più elevate. Questo periodo di NAO mediamente neutra/debolmente negativa è previsto mutare solo temporaneamente all'interno del range previsionale (vedi figura 4).

Figura 4 – Andamento osservato NAO e previsione su base Ensemble (da www.cpc.ncep.noaa.gov)

Attualmente sulle isole britanniche si è manifestata una profonda saccatura, che presumibilmente influirà sulle SST circostanti ridimensionando almeno in parte le anomalie positive.
Il getto polare sta manifestando una certa dinamicità, mostrando 6-7 Rossby emisferiche, anche grazie all'associazione NAO neutra-negativa / PNA neutro-positivo. L'attività intertropicale invece ha appena abbandaonato l'Oceano Indiano, e dovrebbe intensificarsi sull'Oceano Atlantico (fase 1) andando a sommare i suoi effetti alle SSTA+, apportando in questo modo una possibile modifica del getto in est Atlantico in grado di produrre configurazioni tipiche di un regime di SNAO+ (Summer NAO) (vedi figura 5).

Figura 5 – Plottaggio anomalie GPT 500 hPa per MJO in fase 1 – ENSO neutro (da www.meteonetwork.it)

Un fisiologico calo delle velocità zonali, strettamente connesso all'incedere stagionale, rende evidente come la forte connotazione della circolazione atmosferica tardo primaverile, legata alla forzanti sopra descritte, possa rappresentare l'elemento cardine nella valutazione e nella proiezione dei pattern prevalenti non solo per la prima parte della stagione estiva.

QUADRO PREVISIONALE
Sulla base di quanto esposto in precedenza, ci attendiamo una distribuzione media delle anomalie GPT per l'intero trimestre del tipo riportato nella seguente mappa (figura 6).

Figura 6– Anomalie medie GPT 500 hPa previste per l'estate 2017 (elaborato su base www.esrl.noaa.gov)

Presumibilmente la stagione estiva vedrà una prima parte della stagione connotata da una forte anomalia di geopotenziale sul comparto centro-occidentale Europeo, con flusso zonale confinato sull'Atlantico centro-settentrionale e conseguente regime anticiclonico prevalente su Mediterraneo centro-occidentale.
In questa prima parte l'Italia sarà interessata in prevalenza dall'alternanza di figure altopressorie a matrice continentale e/o azzorriana, con il settore alpino solo sporadicamente interessato dalle code dei sistemi perturbati che, come detto sopra, transiteranno prevalentemente alle alte latitudini.
Il contesto pluviometrico sarà generalmente sottomedia, in particolare sui settori occidentali della penisola; il quadro termico è previsto generalmente sopra le medie di riferimento su tutto il territorio nazionale.

Durante il proseguio della stagione estiva non ci attendiamo particolari stravolgimenti al quadro generale, salvo osservare una lenta ma costante “retrogressione” verso ovest dei centri di anomalia di GPT.
Il pattern atmosferico che tenderà ad instaurarsi durante il periodo in oggetto vedrà quindi un'anomalia negativa di GPT sull'Europa nord-orientale, interessata dal rientro del jet stream, che produrrà un parziale interessamento del settore balcanico e del Mediterraneo centro-orientale.
Per quanto concerne la penisola italiana, nel periodo in esame è lecito attendersi un progressivo ridimensionamento delle anomalie termiche positive, che tenderanno a permanere soltanto sui settori occidentali della penisola. Relativamente alla pluviometria, si prevede una seconda parte della stagione con accumuli attorno alle medie di riferimento o localmente superiori sulle aree appenniniche dei settori centro-meridionali.

Comitato Tecnico Scientifico di MeteoNetwork

Un nuovo predictor invernale proposto dagli amici del Centro Meteo Toscana

I nostri esperti Riccardo Valente ed Alessandro Pizzuti, membri del CSCT (Center Study of Climate and Teleconnections), da diversi mesi stanno lavorando alla realizzazione di un progetto molto ambizioso, finalizzato all’elaborazione di un indice altamente predittivo per la stagione invernale. Ebbene i risultati finali sono a dir poco sbalorditivi, in quanto l’indice si presenta come il più predittivo tra tutti quelli che esistono attualmente in circolazione.

Ma ecco come proprio Riccardo ha provato ha spiegarci il peso che avrà questa importantissima scoperta scientifica, che  quest’anno verrà “testata sul campo” provocando l’interesse di migliaia di appassionati!  . Buona lettura.

Riccardo : L’OPI (“October Pattern Index”), esattamente come il SAI di Cohen, viene sviluppato durante il mese di ottobre. Esso, come si deduce dal nome stesso, si basa sullo schema circolatorio (pattern) dominante che si manifesta, a scala emisferica, durante il mese di ottobre e viene calcolato in via del tutto automatizzata attraverso uno specifico software messo in piedi grazie al fondamentale aiuto del nostro amico, nonché informatico di mestiere, Andrea Zamboni.
Ma non voglio anticiparvi troppo. La ricerca sarà pubblicata a fine mese (probabile il 25), quando verrà messo a disposizione il file PDF scaricabile da tutti. Inoltre, per l’inizio del prossimo ottobre, sarà attiva on-line una specifica  pagina di monitoraggio in tempo reale dell’indice. Praticamente la pagina, attraverso una procedura del tutto automatizzata, si auto-aggiornerà ad ogni uscita dei run GFS (ad eccezione del 18z), mostrando, di volta in volta, l’evoluzione dell’indice e, dunque, la proiezione per il prossimo inverno. Ciò ci consentirà di scoprire insieme, le caratteristiche principali dell’inverno che verrà, con un affidabilità sconosciuta ad oggi, a livello mondiale. E sicuramente, soprattutto in anni molto confusi dal punto di vista teleconnettivo come quello in corso (attività solare su  valori “minimi” ormai da tempo immemore ma con QBO in piena fase positiva discendente, ciclo ENSO poco decifrabile già a breve-medio termine anche per i principali centri di calcolo mondiale, ecc…), disporre di un indice affidabile in ogni circostanza, permetterà un grosso passo avanti per le previsioni stagionali invernali in riferimento ai  centri principali di popolazione del mondo occidentale: Europa e Stati Uniti orientali.

Link all'articolo sul CMT: http://www.centrometeotoscana.it/2013/09/11/unimportante-scoperta-scient…

Inverno in letargo almeno fino all'inizio del 2013

Dopo un inizio stagionale puntuale sulla “tabella di marcia”, l'Inverno si è preso un periodo di “aspettativa” consegnandoci un Santo Natale mite e con neve solamente a quote medio-alte.

Già dai primi giorni di Dicembre, con lo split del Vortice Polare e la conseguente discesa di aria artica verso il Mediteraneo, la neve ha raggiunto le pianure del Nord, spingendosi fino alle coste romagnole. Anche la Sicilia ha ricevuto la visita della Dama bianca, con Messina innevata come non accadeva da molti anni.

Poi, con il ricompattamento del Vortice Polare, tutto il freddo è stato “assorbito” parzialmente da una circolazione più occidentale e mite. Anche l'ultimo peggioramento della scorsa settimana, dopo aver inizialmente riportato neve fino in pianura, si è concluso con pioggia anche sui rilievi.

In questi giorni, oltre alla zonalità atlantica presente sull'Ovest europeo e sulla nostra Penisola, si è aggiunta anche l'Alta pressione Nord-africana a “rovinarci” le Feste natalizie. Con il suo contributo mite sta mettendo a rischio la neve caduta finora sulle Alpi, alzando lo zero termico ben oltre le medie stagionali fino alla quota di ben 3000 metri!

Tra Natale e Santo Stefano giungerà una perturbazione atlantica, le piogge bagneranno le regioni settentrionali ed i versanti tirrenici, con neve inizialmente oltre i 2000 metri.

Nel giorno di Santo Stefano giungerà aria più fresca al seguito del fronte atlantico e finalmente la quota neve ritornerà a quote stagionali, verso i 1400 metri.

Successivamente tra il 29 ed il 30 Dicembre aria fredda dalla Penisola Balcanica affluirà sulla nostra Penisola, con maggior interessamento dei versanti adriatici e parte del Sud. La neve cadrà a partire da 700-800 metri sui rilievi appenninici accompagnata da con un calo delle temperature.

Con l'arrivo del nuovo anno la circolazione non subirà variazioni importanti e vi sarà ancora l'Alta pressione a tener lontani i rigori invernali.

Solo dopo l'Epifania la stagione invernale potrebbe riprendere il suo cammino stagionale, quando il Vortice Polare verrà nuovamente disturbato dalle rimonte delle alte pressioni sub-tropicali.

Porro Fabio

Analisi e proiezione Inverno 2012/2013

INTRODUZIONE

La propagazione verticale delle onde planetarie dalla troposfera alla stratosfera sarà favorita dalla fase negativa dell'oscillazione quasi biennale (QBO) in bassa stratosfera fino alla quota di 30 hPa. Tuttavia, a quote superiori osserviamo un raffreddamento superiore al normale ed una fase pienamente occidentale dei venti stratosferici. Questi due fatti renderanno difficoltoso l'accoppiamento tropo-strato del Vortice Polare, almeno durante la prima parte della stagione.
In Novembre abbiamo osservato il fallimento del tentativo di accoppiamento del Vortice Polare Troposferico (VPT) con la stratosfera. Un raffreddamento oltre il normale ciclo radiativo di quest'ultima è stato inibito dalle due principali onde oceaniche, ben supportate dal trasporto dell'elevato calore latente immagazzinato in Oceano Atlantico in prossimità di Terranova e in Oceano Pacifico al largo di Giappone e Kamchatka. In particolare, in entrambi gli oceani la perdurante differenza di geopotenziale tra i propri settori orientali ed occidentali ha amplificato l'effetto di risonanza in stratosfera, che è visto proseguire verso la media stratosfera.
Il ciclo solare 24 è molto dissimile dai precedenti. Esso si trova attorno al suo momento di massimo, avendo un indice mediato di macchie solari mensili (SSN) poco oltre le 60. Questo valore fu ampiamente previsto dal Comitato Scientifico MNW con un metodo messo a punto 3 anni fa e pubblicato sulla rivista InMeteo. Questo fatto determina un massimo di attività solare molto simile a quella dei minimi dei 3 precedenti cicli solari, che associato alla fase negativa della QBO incrementa la circolazione dell'ozono regolata dalla Brewer Dobson Circulation. Tuttavia, se consideriamo il valore medio del flusso solare di questo periodo e previsto nelle prossime settimane e lo paragoniamo alla stratificazione effettuata dal gruppo di Labitzke et al. (Freie Universität di Berlino), vediamo come questo rientri nella parte media del ciclo, ed in questo caso, in chiave MMW, si hanno relativamente pochi casi di abbinamento con la QBO.
La persistenza di anomalie positive SST sul Mar di Okhotsk ed in zona RM (Mare del Labrador) da metà Autunno in poi, qualora associata ad un abbozzo di tripolo atlantico nella prima parte della stagione, è correlata all'irrobustimento e all'espansione verso Ovest dell'anticiclone siberiano. Gli effetti in Europa di un ENSO neutro o debolmente positivo risulterebbero poco influenti, e comunque non propeudetici a particolari azioni zonali in Atlantico. In più, in sede pacifica verrebbero meno le forzanti capaci di approfondire il Vortice Polare.
Ogni stagione invernale mostra caratteristiche peculiari che la contraddistinguono dalle altre, rendendola di fatto unica ed irripetibile. Avendo ben chiara questa premessa, sulla base del complesso quadro teleconnettivo illustrato in precedenza abbiamo provato a tracciare alcune ipotesi relative al possibile andamento della prossima stagione invernale 2012/13.

 

OUTLOOK STAGIONALE

A livello stratosferico riteniamo probabile un progressivo riscaldamento di tutta la colonna d’aria dopo il forte raffreddamento di Novembre, ma non necessariamente si arriverà al superamento della soglia critica del Northern Annular Mode. Di conseguenza, a livello generale l’evoluzione mostra due possibili scenari:

  • Una prima ipotesi contempla un vortice canadese e un anticiclone siberiano in rinforzo a partire dalla seconda metà di Dicembre; tale ipotesi è dettata dall'influenza delle forzanti troposferiche legate all'elevato gradiente termico esistente (anomalia delle temperature superficiali oceaniche descritte nell'introduzione, copertura nevosa euro-asiatica in media e sopra la media nella seconda parte di Ottobre). In un simile contesto non è escluso il superamento della soglia critica di accoppiamento tropo-stratosferico ad opera di un Evento Stratosferico Estremo (ESE) Warm nella prima parte di Gennaio;
  • Una seconda ipotesi tiene conto, limitatamente alla seconda parte della stagione, di una oscillazione artica (AO) di segno positivo, condizionata da un ESE Cold che si potrebbe realizzare verso la metà di Gennaio. L’ipotesi è quella di un precondizionamento stratosferico da mancato superamento del NAM per forte displacement del Vortice Polare Stratosferico (VPS) nella seconda metà di Dicembre. Una circolazione secondaria in seno al Vortice Polare è vista estendersi alle basse latitudini dell’area euro-asiatica, cioè tra il Sud-Est Europa e l'area Caspica.

 

DICEMBRE – META' GENNAIO
La prima parte di Dicembre sarà caratterizzata da un Weather Regime (WR) di tipo European Low (EUL), con alternanza di saccature di origine polare marittima e transitori promontori interciclonici sui meridiani europei (progressivamente sempre più verso Est). Si dovrebbe quindi assistere ad un rinforzo del vortice canadese e ad un contestuale aumento dei GPT in sede scandinava, a cui seguirà una fase depressionaria sul bacino del Mediterraneo. Riteniamo infatti che si possa instaurare una circolazione secondaria sull'area balcanica-ionica, con sporadiche interazioni con l'aria atlantica per strappi nel getto. Possibile retrogressione “alta”, con target Europa centrale, verso fine anno.

Temperature: leggero sottomedia, più marcato al Nord-Est. Precipitazioni: in media o sopramedia al NE e versanti orientali, leggero sotto media altrove.

Figura 1 – Anomalia altezza geopotenziale 500 hPa – Prima metà Inverno (indicativamente 1/12-15/1)

META' GENNAIO – FEBBRAIO (ipotesi A)

E' previsto il consolidamento di condizioni di AO mediamente negativa, con l'alta russa che potrebbe estendere la sua influenza fin sull'Europa orientale. Vortice canadese che si mantiene attivo. Mantenimento delle condizioni della prima metà di Gennaio con rinforzo della circolazione secondaria su area balcanica e adriatico/ionica. Saltuarie interazioni con aria atlantica per momentanei strappi nella corrente a getto. Possibile evento importante di matrice artica verso fine Gennaio in caso di ESE Warm.

Temperature: sotto la media, in particolare sui versanti orientali. Precipitazioni: in media al Centro-Sud (localmente sopra media sui versanti orientali), prevalentemente sottomedia al Centro-Nord.

Figura 2 – Anomalia altezza geopotenziale 500 hPa – Seconda metà Inverno – Ipotesi A (indicativamente 16/1-28/2)

 

META' GENNAIO – FEBBRAIO (ipotesi B)

Si prevede un compattamento del VP in seguito all'ESE Cold. Si rinforzano le velocità zonali con l'instaurarsi di condizioni medie di AO+ e NAO+. Permane una debole circolazione secondaria sull'area egea e ionica. Situazione prevalentemente anticiclonica sull’Europa centrale ed occidentale.

Temperature: sopra la media al Centro-Nord, in media o localmente sotto al Sud. Precipitazioni: sotto media al Centro-Nord, in media al Sud.

Figura 3 – Anomalia altezza geopotenziale 500 hPa – Seconda metà Inverno – Ipotesi B (indicativamente 16/1-28/2)

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