Servizio meteorologico al BMW Italian Open 2012

In occasione del BMW Italian Open di Golf, tenutosi dal 13 al 16 Settembre 2012 ai Roveri di Fiano (TO), la sezione piemontese dell'Associazione ONLUS MeteoNetwork ha prestato il primo servizio meteorologico di supporto alla Protezione Civile direttamente sul campo. E' un traguardo importante per il futuro delle varie sezioni dei volontari del Ciriacese e valli di Lanzo; la collaborazione proseguirà anche nei prossimi mesi in caso di eventi meteorologici particolari, specie quando verranno emesse allerte di maltempo, come già è stato fatto durante gli scorsi mesi in occasione dell'alluvione di Genova, dello Spezzino e del terremoto in Emilia.

I componenti di MeteoNetwork che hanno partecipato sono Andrea Vuolo, Lorenzo Cima, Alessandro Tarable, Andrea Tritto, Mattia Zanellato e Luca Garbolino.

Foto 1: Alcuni componenti dello staff piemontese al lavoro.

Foto 2: Uno dei bollettini emessi, corredato con carte dei modelli firmati MeteoNetwork.

Le Supercelle di Martedì 10 Luglio 2012 in Piemonte

La giornata di Martedì 10 Luglio 2012, agli stormchasers (cacciatori di temporali) del Nord Ovest italiano è subito parsa agli occhi come una giornata ottimale per temporali organizzati anche di forte intensità. Gli ingredienti c'erano tutti e ben inquadrati dal nostro WRF MeteoNetwork.

L'energia non mancava in quanto il Nord Italia si trovava al confine tra l'anticiclone africano che trasportava aria molto calda ed umida (il carburante) e le fresche infiltrazioni instabili di origine atlantica (indispensabili per far esplodere i temporali e sfruttare la grande quantità di energia); inoltre era prevista una buona convergenza dei venti al suolo ed un buon shear in grado di strutturare le celle temporalesche e farle diventare anche di tipo supercellulare come poi si è effettivamente verificato.

Qui sotto tre mappe eloquenti.

 

 

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Intorno alle 17 la rete di stormchasers Piemontesi si mette in contatto e aspetta l'”esplodere” dei primi updraft temporaleschi.

Era evidente che inizialmente doveva esser vinta un'inversione termica in quota intorno ai 4-5km poiché fino a quando mi sono messo in movimento verso il target (Vercellese Occidentale) alcuni cumuli salivano ma a tale quota si sgretolavano rapidamente.

La prima parte della magia della natura avviene proprio mentre ero sull'autostrada A4 per Milano intorno le 17:30 quando, superata Chivasso, ho iniziato ad osservare un enorme cumulo congesto in direzione della pedemontana Canavesana che saliva rapidamente. Era un'autentica esplosione. Si notava visivamente l'updraft salire, nonostante fossi a diversi chilometri di distanza. In quel momento ho capito che l'inversione termica era stata vinta e che la cella temporalesca che aspettavamo con ansia stava sviluppandosi rapidamente. Decisi allora di fermarmi appena dopo il casello dell'A4 di Rondissone per capire la possibile traiettoria del temporale e per sentire al cellulare gli altri amici stormchasers Piemontesi per indicazioni reciproche circa il procedere successivo della caccia. Le emozioni salivano così come la carica di adrenalina.

Una volta che la struttura temporalesca ha raggiunto la maturità (intorno le 17:55) ho iniziato ad osservare una rotazione evidente dell'updraft e così decisi di muovermi ulteriormente verso Nord in direzione dell'Uscita di Borgo d'Ale (VC) per avvicinarmi ulteriormente.

La cella scendeva rapidamente in pianura e quando mi son fermato una decina di chilometri più a Nord (in una piazzola di sosta dell’A4 a circa 3km dall’uscita di Borgo d’Ale), ho potuto osservare che il temporale aveva già sviluppato una wall cloud sotto la base. In quel momento (ore 18) la cella si trovava alcuni chilometri ad Ovest/Nord-Ovest del mio punto di osservazione. Ho iniziato così a scattare le prime foto della base della struttura che in quei momenti aveva inoltre sviluppato un grosso funnel cloud molto basso.

La supercella deviando come da prassi verso destra rispetto le correnti in quota si avvicinava rapidamente alla mia postazione: decido di rimanere fermo e aspettare che la wall cloud mi passasse davanti agli occhi (tutto questo tra le 18 e le 18:13) anche perché non conoscevo molto bene le strade seguirla verso Est.

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In quei momenti altri miei amici stormchasers erano in rapido movimento verso la cella temporalesca intercettandola da un punto di vista diverso: osservavano la wall cloud da Est.

Due foto di Alessandro Piazza:

Una volta che la base del temporale e quindi la wall cloud mi è sfilata ad Est decido che è il momento di muovermi per trovare nuovamente un buon punto di osservazione. Ma con enorme stupore vedo che la wall cloud è stupenda anche vista da dietro e decido di accontentarmi ancora. Così uscito a Borgo d’Ale decido di fermarmi appena ad Ovest di Bianzè (VC) e tra le 18:18 e le 18:28 scattando altre numerose foto mentre purtroppo, con il passare dei minuti, iniziavo a notare la struttura del temporale lentamente a perdeva ed a scemava.

Infatti il meso si stava occludendo e le precipitazioni da RFD avvolgevano la base del temporale: la wall cloud scomparve quasi completamente…

Verso le 18:35 finalmente mi sono incontrato con un amico (Alessandro Piazza) e decidiamo di seguire comunque la cella temporalesca anche perché continuava a mostrare picchi precipitativi notevoli al radar. Tuttavia la cella temporalesca non riuscirà più ad organizzarsi come lo era in precedenza, se non in un debole tentativo che non si è concretizzato. In seguito scopriremo, grazie ad Alessandro Piazza, che la supercella in questione ha prodotto grandine fino a 6cm di diametro a Stroppiana (VC).

Raggiunta un’altra amica (Valentina Abinanti) decidiamo di portarci a Nord, tra Fara Novarese ed Oleggio dove si era formata una discreta linea temporaleesca. In quelle zone riusciamo ancora ad osservare una debole Supercella LP tra le 20:29 e le 20:43, prima che evaporasse tutto definitivamente.

La giornata di caccia si conclude.

Momenti eccitanti, spettacolari, minuti che purtroppo volano. Sapere di essere testimoni di questo spettacolo della natura ci rende orgogliosi dei nostri sforzi e la voglia di far vedere a tutti quanto abbiamo visto è la molla che ci fa muovere ogni volta percorrendo anche centinaia di chilometri in poche ore.

I primi rigori invernali nelle doline della Provincia di Cuneo

Sono passati poco meno di due anni da quando la Sezione Regionale Piemontese di MeteoNetwork si recava per la prima volta ai 2335m dell'Altopiano della Gardetta (Valle Maira, Alpi Cozie) per dare il via ufficiale al Progetto di Monitoraggio Termico e Scientifico delle Conche e delle Doline della Provincia di Cuneo. Dapprima un'attenta analisi cartografica ed un costruttivo confronto con gli amici di MeteoTriveneto e gli specialisti dell'Arpa Veneto (che da alcuni anni conducono studi analoghi sulle montagne nordestine), poi diversi sopralluoghi e qualche primordiale test con termometri MIN-MAX. Nell'ottobre del 2010 infine, la prima installazione professionale, con schermo solare passivo, datalogger digitale e pali telescopici. Le operazioni logistiche sono poi proseguite nell'estate appena trascorsa, con l'impianto di altre tre strumentazioni analoghe. Ma è sul fronte politico-burocratico che, fin da subito, sono arrivate le prime grandi soddisfazioni: pieno appoggio e disponibilità da parte dell'ente provinciale e dei diversi comuni interessati, fondamentale sostegno del locale Centro Meteorologico di Datameteo (www.datameteo.com), lusinghiera e prestigiosissima collaborazione del mondo accademico, in particolare grazie alla Professoressa Marta Pappalardo dell'Università di Pisa ed al Dr. Ph.D Matteo Spagnolo dell'Università di Aberdeen. Cosa pretendere di più da un progetto di ricerca simile? Probabilmente nulla, se non qualche valore termometrico importante in grado di stuzzicare l'opinione pubblica verso uno studio apparentemente così alieno e futile, ma contenitore in realtà di specifiche e variegate informazioni su quello che potrebbe essere definito come il “biotopo di una dolina”. Dicevamo della mancanza di notevoli valori termici: neanche a farlo apposta, proprio nella settimana in cui il gelo e la neve hanno abbracciato l'intera penisola, la Conca delle Turbiglie sita presso la Frazione Serra del Comune di Pamparato (CN) ad appena 950m di quota, ha voluto rimediare a tale manchevolezza, spingendosi ben al di sotto della fatidica soglia dei -20°C. Alle 7.23 di lunedì 6 febbraio infatti, il datalogger digitale Omega OM-63 (posto a 190cm dal suolo in uno schermo solare in base alle norme imposte dall'Organizzazione Mondiale della Meteorologia) ha registrato la straordinaria minima di -32.8°C. Un dato assolutamente impressionante, vista la quota piuttosto modesta del sito in oggetto. Non un valore record, ma forse uno dei più bassi registrati recentemente in Provincia di Cuneo. Ma la vera particolarità di questi veri e propri freezer naturali, risiede soprattutto nella differenza di temperatura riscontrabile in pochi metri di dislivello: appena prima infatti, ovviamente al di fuori della dolina, vi è la stazione ufficiale dell'Arpa Piemonte, il cui termometro non si è spinto al di sotto dei -13°C.

Foto 1: l'installazione realizzata con pali telescopici e schermo solare passivo

Foto 2: una panoramica d'insieme della dolina ammantata di neve

Un intero mondo che continueremo ad esplorare insomma, per approfondirne la conoscenza o per fugarne dubbi e perplessità. Per ora abbiamo un'unica certezza: nelle ore notturne forse, è preferibile pernottare altrove!

Da oggi anche MeteoNetwork monitorerà particolari conche e doline di montagna

E' con grande piacere e orgoglio che l'associazione MeteoNetwork, annuncia la nascita di un nuovo progetto meteorologico, di monitoraggio delle conche e doline cuneesi.
Nell' articolo in allegato troverete maggiori dettagli, buona lettura.

Autori: 

Gabriele Gallo Vicepresidente MeteoNetwork

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Monitoraggio conche e doline Piemontesi.pdf55.29 KB

Analisi peggioramento piemontese di inizio maggio.

Questi primi giorni del mese di Maggio sono risultati sull'intero territorio piemontese particolarmente movimentati e forieri di abbondanti precipitazioni, rivelatesi purtroppo dannose ed eccessive in alcune zone della regione.
Qui di seguito potete trovare un'analisi meteorologica completa dell'evento appena trascorso, corredata altresì dalle cronache locali e dalle immagini più significative dell'intero peggioramento. Il documento è stato realizzato e curato dallo Staff di MeteoNetwork Piemonte. Si ringrazia l'Arpa Piemonte per la gentile concessione delle scansioni radar e dei grafici utilizzati.

Autori: 

Staff MeteoNetwork Piemonte

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Analisi peggioramento 2-5 Maggio 2010 – Piemonte e Valle d'Aosta.pdf1.56 MB

Il peggioramento di inizio marzo piemontese

La neve che non ti aspetti, quando ormai la primavera meteorologica è iniziata da una decina di giorni, è quella che molte volte offre al meteoappassionato le gioie più grandi. E' accaduto in Piemonte, dove un'intera regione si è ritrovata sotto una dama bianca degna dei migliori inverni padani.
Lo staff piemontese di meteonetwork è lieto di presentarvi un'analisi del marcato peggioramento a stampo invernale che ha interessato la nostra regione e limitatamente anche la Valle d' Aosta nei giorni che vanno dal 9 all' 11 marzo
Qui di seguito troverete una dettagliata analisi sinottica che vuole descrivere ciò che ha condizionato il verificarsi di questi fenomeni, oltre ad una puntuale cronaca di quei giorni.

Buona lettura!

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Analisi evento 9-11 marzo 2010 Piemonte.pdf3 MB

Termina la collaborazione tra MNW Piemonte e CRI

E' giunta al termine la collaborazione che ha visto lavorare fianco a fianco la sezione MeteoNetwork Piemonte e la Croce Rossa Italiana, per la fornitura di un servizio previsionale specifico per il campo base situato a Gori (Georgia).
Pubblichiamo inoltre la lettera con la quale la CRI ha formalmente richiesto la collaborazione di MeteoNetwork e cogliamo l'occasione per ringraziare di cuori i fautori di questa iniziativa.

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MNW-CRI.pdf54.83 KB
Lettera Croce Rossa.pdf688.24 KB

Analisi primavera 2008

tabelle dati analisi primavera 2008 piemonte

La primavera meteorologica del 2008 si può dividere convenzionalmente in due fasi.
La prima include il mese di marzo e la prima decade di aprile, ed è caratterizzata da precipitazioni al di sotto della media (in alcune aree anche abbondantemente), da frequenti episodi favonici e da temperature generalmente sopra media, fatta eccezione per l’ultima decade di marzo, in concomitanza con il periodo pasquale, quando si assiste ad una sensibile flessione termica e, localmente, addirittura alla comparsa della neve fino a quote pianeggianti.
La seconda fase, invece, comprende la seconda decade di aprile, e si protrae fino agli ultimi giorni di maggio (per poi proseguire anche nelle prime due settimane di giugno): essa si distingue per un tempo dinamico, grazie a ripetute incursioni atlantiche che apportano pressoché ovunque precipitazioni abbondanti, in alcuni casi a carattere alluvionale; dal punto di vista termico, aprile chiude per lo più in media (in alcune
zone si registra anche un lieve deficit), mentre maggio è caratterizzato da un certo surplus termico, soprattutto per quanto riguarda le temperature minime.
Le precipitazioni risultano ben distribuite, sia geograficamente che temporalmente e non vi sono stati episodi favonici.

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MARZO 2008.pdf15.96 KB
APRILE 2008.pdf20.13 KB
MAGGIO 2008.pdf18.55 KB

L’alluvione nel Piemonte occidentale: analisi di una tragedia

Con qualche settimana di ritardo, per la quale ci scusiamo, vi alleghiamo la terza ed ultima parte dell'analisi relativa all'alluvione del Maggio del 2008 in Piemonte. Nel particolare trovate qui di seguito le foto e la cronaca dei danni più gravi subiti dalle province di Cuneo e Torino. Come i precedenti, anche questo approfondimento è curato dalla Sezione Regionale di MNW Piemonte.

Autori: 

Fabrizio Fresia, Matteo Gamarino, Gabriele Gallo

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Premessa all'evento meteorico del 28 30 Maggio 2008 lv.pdf788.56 KB
Analisi Alluvione, Parte Seconda.pdf1.34 MB
Alluvione nel Torinese.pdf1.63 MB
Alluvione nel Cuneese.pdf1.93 MB

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