26.02.2026 - Cronaca Meteo
Analisi Meteo del 26 Febbraio 2026

L’attuale scenario meteorologico sul comparto europeo è dominato da una robusta figura di alta pressione che sta condizionando in modo determinante il tempo su gran parte del continente. Analizzando la mappa del potenziale a 500 hPa, si osserva un imponente promontorio di matrice subtropicale africana che, risalendo dal bacino del Mediterraneo, si estende con decisione verso nord fino a lambire le latitudini scandinave. Questa configurazione determina una diffusa stabilità atmosferica: i moti discendenti tipici dell’anticiclone inibiscono lo sviluppo di correnti ascensionali, rendendo di fatto estremamente improbabile l’insorgenza di fenomeni temporaleschi o instabilità convettiva su tutta l’Europa occidentale.

A fare da contraltare a questa cupola anticiclonica, troviamo una profonda e vasta saccatura depressionaria centrata nei pressi dell’Islanda. Al suolo, questa struttura si traduce in un campo barico caratterizzato da isobare molto ravvicinate, indice di gradienti pressori decisamente marcati. La stretta vicinanza tra il promontorio stabilizzante e il sistema depressorio nord-atlantico genera una tesa ventilazione dai quadranti sud-occidentali, che interessa in particolar modo le Isole Britanniche e le regioni del Nord Europa poste lungo la linea di confine tra le due diverse masse d’aria.

Per quanto concerne la situazione sul territorio italiano, l’egemonia dell’alta pressione si conferma assoluta e persistente. Questa condizione, che si protrae ormai da diversi giorni, è la principale responsabile delle ampie schiarite e del tempo stabile che caratterizzano la quasi totalità delle nostre regioni. Tuttavia, la stabilità indotta dal regime anticiclonico non è sempre sinonimo di cieli tersi: la compressione dell’aria verso i bassi strati agisce infatti come un “tappo” atmosferico, intrappolando l’umidità residua in prossimità del suolo. Tale dinamica favorisce la condensazione e la conseguente formazione di nebbie diffuse o nubi basse, fenomeni che continuano a interessare diverse aree del Paese nonostante l’elevato valore barometrico.

Sul fronte della ventilazione, l’analisi della mappa delle isobare al suolo non evidenzia gradienti significativi sull’Italia, suggerendo una circolazione generalmente debole. I venti tendono comunque a disporsi in accordo con la rotazione oraria del regime anticiclonico, orientandosi prevalentemente da nord o nord-ovest lungo il settore adriatico, mentre una componente da est interessa il Tirreno occidentale. In questo contesto di marcata stabilità, le precipitazioni risultano pressoché assenti su tutto il territorio nazionale, confermando una fase meteorologica statica e priva di variazioni di rilievo.

Autore: Roberto Pinna

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