23.09.2019 - Meteo
Lo “scoperto caotico” che ci fa sbagliare le previsioni

La maggior parte delle volte neanche ce ne accorgiamo, visto che previsione e realtà quasi coincidono, poi però ci sono qui casi, il più delle volte proprio nelle situazioni più delicate del tempo, in cui realtà e previsione sono nettamente differenti.

Il caso del 22-23 settembre 2019 ad esempio, che prevedeva il rischio di forti temporali su determinate zone d’Italia, ne è un esempio lampante: laddove ci dovevano essere forti temporali ci sono state piogge si vero, ma molto più moderate, ben diverse dalle aspettative (vedi comparazione qui sotto).

Tecnicamente i modelli che hanno calcolato lo stato dell’atmosfera non hanno collocato correttamente un minimo di pressione che, nei bassi strati, avrebbe dovuto attraversare il golfo Ligure, inasprendo il dislivello barico e quindi lo scontro dei venti. Così i forti temporali messi a previsione non si sono verificati.

Come è possibile? Perchè questi errori?

Il responsabile è lui: lo “scoperto deterministico“. Questa locuzione, che magari non sarà ineccepibile dal punto di vista tecnico, ma sicuramente di facile comprensione per la gente comune, indica quella frazione di previsione che sfugge dai calcoli matematici e viene deviata dalla componente caotica che caratterizza il volume atmosferico.

Più una situazione meteorologica è movimentata e complessa e maggiore sarà la frazione caotica che insidia il responso numerico, quindi di conseguenze più vistoso sarà l’errore in sede di previsione. Temporali e quote neve, processi che si attuano a piccola scala, sono i fenomeni più vistosi che risentono molto di questi errori.

E dici poco? No, ma dobbiamo farcene una ragione. Una previsione meteorologica, proprio per l’insidia di questa frazione che sfugge ai calcoli matematici non sara MAI identica alla realtà. Un ritratto non è una fotografia, anche se ci assomiglia.

Ricordiamocelo la prossima volta che pretenderemo troppo nel dettaglio delle nostre previsioni.

Luca Angelini

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