01.03.2018 - Didattica
Arriva la NEVE e scende il silenzio

Arriva la neve e tutto si ferma. Cessano anche i rumori, le grandi città mettono da parte il loro normale frastuono e si lasciano abbracciare da quella atmosfera ovattata che contribuisce ad accompagnare scorci inusuali. Angoli di quotidianità che diventano paesaggi remoti, grigi marciapiedi che escono dalla realtà per vestire la tela di un pittore.

L’atmosfera che crea la neve è unica, ma non è solo una suggestione: le nevicate abbondanti riescono a rendere tutto ovattato quasi surreale, ed il motivo è da ricercare nella fisica.

I fiocchi di neve sono leggerissimi, sia perchè l’acqua è uno dei pochi liquidi in natura che non raggiunge la sua massima densità allo stato solido (la raggiunge a quello liquido a +4°C), sia anche perché la struttura del cristalli di neve contiene molti spazi pieni d’aria. Per questo i fiocchi, a temperature sotto lo zero, cadono lentamente e quando si depositano a terra non si schiacciano ne si comprimono, ma si appoggiamo semplicemente l’uno sul’altro.

Proprio ai “vuoti d’aria” che ci sono nella neve dobbiamo il silenzio che percepiamo quando le nostre città sono innevate. La neve in sostanza fa da isolante, anche acustico. I rumori, che poi altro non sono se non onde sonore, vengono filtrati e assorbiti dallo strato di neve fresca: ne bastano 2 centimetri perché i rumori ambientali non si propaghino più nell’atmosfera.

La riduzione del rumore è molto più evidente subito dopo una nevicata, mentre tende ad attenuarsi man mano che passa il tempo e la neve perde la “freschezza”. La neve infatti, con il passare del tempo, va incontro a complessi processi di trasformazione che vanno man mano a chiudere gli spazi vuoti. Se le temperature rimangono basse la neve si comprime e diventa compatta, se salgono le intercapedini vengono riempie di elementi d’acqua: è l’inizio della fusione. E del ritorno dei rumori…

Luca Angelini

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