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	<title>Attività Associativa Archivi - MeteoNetwork</title>
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	<title>Attività Associativa Archivi - MeteoNetwork</title>
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		<title>CALL FOR VOLUNTEERS – Entra a far parte di MeteoNetwork</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/attivita-associativa/call-for-volunteers-entra-a-far-parte-di-meteonetwork/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Marasco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 09:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciao, MeteoNetwork si avvicina al traguardo dei 23 anni di attività, un percorso di crescita costante reso possibile dall’impegno e dalla dedizione dei suoi volontari. La nostra associazione è un motore in continuo movimento, che raggiunge obiettivi sempre più ambiziosi e, al contempo, si impegna a mantenere e consolidare i risultati ottenuti nel tempo. Tuttavia, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Ciao,</div>
<div>MeteoNetwork si avvicina al traguardo dei 23 anni di attività, un percorso di crescita costante reso possibile dall’impegno e dalla dedizione dei suoi volontari. La nostra associazione è un motore in continuo movimento, che raggiunge obiettivi sempre più ambiziosi e, al contempo, si impegna a mantenere e consolidare i risultati ottenuti nel tempo. Tuttavia, per continuare a progredire, è essenziale rinnovare l’energia che la alimenta.</div>
<div></div>
<div><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-17508" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/03/f5f83228-b079-4c44-8b6a-6dccb775a59e.jpg?resize=600%2C506&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="506" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/03/f5f83228-b079-4c44-8b6a-6dccb775a59e.jpg?w=970&amp;ssl=1 970w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/03/f5f83228-b079-4c44-8b6a-6dccb775a59e.jpg?resize=300%2C253&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/03/f5f83228-b079-4c44-8b6a-6dccb775a59e.jpg?resize=768%2C648&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></div>
<div>Per questo, ci rivolgiamo a te: se hai interesse per la meteorologia, la climatologia e la citizen science e desideri contribuire attivamente alla nostra realtà associativa, ti invitiamo a unirti al nostro team. Attualmente siamo alla ricerca di volontari per i seguenti ambiti:</div>
<div>•Amministrazione (gestione associativa, supporto burocratico e organizzativo);</div>
<div>•Comunicazione e social media (creazione di contenuti, gestione delle piattaforme e interazione con la community);</div>
<div>•Editoria (redazione di articoli, newsletter e contenuti divulgativi).</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Se desideri mettere a disposizione di MeteoNetwork le tue competenze e parte del tuo tempo libero, facci sapere la tua disponibilità inviando il tuo CV all’indirizzo <a href="mailto:info@meteonetwork.it"><strong>info@meteonetwork.it</strong></a>. Insieme individueremo l’area più adatta ai tuoi interessi e alle tue capacità.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Contribuisci con noi a far crescere MeteoNetwork e a portare avanti la passione per la meteorologia, la climatologia e la citizen science.</div>
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		<title>Outlook Febbraio 2025</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/comitato-tecnico-scientifico/outlook-febbraio-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Bargagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 22:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook stagionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA La circolazione emisferica del mese di Gennaio ha visto un vortice polare che gradualmente si è allineato su tutta la colonna in seguito all&#8217;Extreme Stratosphere Event di tipo cold conclamato in stratosfera a fine dicembre. Nella prima parte del mese, a fronte di una stratosfera molto fredda e profonda, è corrisposta una troposfera con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><b>PREMESSA</b></span></p>
<p><span style="color: #333333;">La circolazione emisferica del mese di Gennaio ha visto un vortice polare che gradualmente si è allineato su tutta la colonna in seguito all&#8217;Extreme Stratosphere Event di tipo cold conclamato in stratosfera a fine dicembre.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Nella prima parte del mese, a fronte di una stratosfera molto fredda e profonda, è corrisposta una troposfera con un elevato wave-number, sintomo di una scarsa energia nei piani più bassi della colonna; i</span><span style="color: #333333;">&nbsp;fattori che hanno concorso a tale connotazione troposferica vanno ricercati principalmente nello stato dell&#8217;</span><abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr><span style="color: #333333;">, con anomalie superficiali assimilabili ad una debole/moderata Niña CP.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">A dispetto di un vortice polare molto freddo e compatto in stratosfera, non abbiamo osservato in modo rapido e continuativo una trasmissione del </span><span style="color: #333333;">segnale verso il basso. La trasmissione di moto è avvenuta in modo dapprima frammentato, poi su due onde e successivamente a carico principalmente del lobo canadese nel momento in cui è arrivato ad interessare la tropopausa. </span><span style="color: #333333;">Il trasferimento di vorticità dal continente eurasiatico a quello nord americano è avvenuto solo di recente, ed è quindi uno degli elementi principali di questo outlook.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Le difficoltà in fase prognostica e tutti i dubbi sull&#8217;allineamento della colonna del vortice sono stati fugati dal progressivo aumento dapprima della&nbsp;</span><abbr title="Arctic Oscillation ( indica la differenza di pressione tra il circolo polare e le latitudini medie dell emisfero boreale)">AO</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;e successivamente della&nbsp;</span><abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr>:</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17460" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ao.png?resize=640%2C220&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="220" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ao.png?resize=1024%2C352&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ao.png?resize=300%2C103&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ao.png?resize=768%2C264&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ao.png?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /> <img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17461" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/nao.png?resize=640%2C223&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="223" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/nao.png?resize=1024%2C357&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/nao.png?resize=300%2C105&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/nao.png?resize=768%2C268&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/nao.png?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span style="color: #333333;">ANALISI TELECONNETTIVA</span></b><br />
<span style="color: #333333;">L&#8217;attività tropicale ha visto una perdurante latitanza della convezione sul Pacifico anche nel mese di gennaio, con una buona attività invece dall’Atlantico verso l’Oceano Indiano e nuovamente sul continente marittimo. </span><span style="color: #333333;">Una fase leggermente calante del regime Niña-like potrebbe consentire un tentativo di avanzamento verso il Pacifico della zona di convergenza a bassa quota, associabile alla zona di sviluppo della convezione tropicale.</span></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17462" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/MJO.png?resize=540%2C540&#038;ssl=1" alt="" width="540" height="540" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/MJO.png?w=540&amp;ssl=1 540w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/MJO.png?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/MJO.png?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333;">Un&nbsp;</span><abbr title="GLobal Atmospheric Angular Momentum (media globale del momento angolare. Il bilancio totale energetico di tale indice è dato dalla somma di due forze: forza di torsione montagnosa dovuta quando il getto attraversa le catene montuose; forza di torzione frizionale tipica di quando due oggetti entrano in contatto tra loro">GLAAM</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;ancora negativo per tutto il mese appena trascorso e un&nbsp;</span><abbr title="Global Wind Oscillation (oscillazione globale dei venti. Serve per verificare le variazioni della circolazione globale atmosferica intrastagionale)">GWO</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;molto debole e principalmente in stage 1, hanno portato ad una scarsa reattività troposferica, con flussi che sono rimasti deboli. Come già accennato n</span><span style="color: #333333;">on è previsto nessun drastico cambiamento in merito a questi 2 indici, e i forecast attuali continuano a vedere valori neutro/negativi del&nbsp;</span><abbr title="GLobal Atmospheric Angular Momentum (media globale del momento angolare. Il bilancio totale energetico di tale indice è dato dalla somma di due forze: forza di torsione montagnosa dovuta quando il getto attraversa le catene montuose; forza di torzione frizionale tipica di quando due oggetti entrano in contatto tra loro">GLAAM</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;per tutto il mese di febbraio, uniti ad un&nbsp;</span><abbr title="Global Wind Oscillation (oscillazione globale dei venti. Serve per verificare le variazioni della circolazione globale atmosferica intrastagionale)">GWO</abbr><span style="color: #333333;"> sempre su valori molto deboli.</span></p>
<p>In assenza di forzanti troposferiche, appare molto probabile che anche all&#8217;inizio di febbraio il&nbsp;<abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr>&nbsp;si presenti più freddo e compatto della media, con ulteriori impulsi che andranno ad operare su una colonna più allineata e “ricettiva”, dato che negli ultimi giorni del mese di gennaio abbiamo assistito ad un aumento delle MPV anche in bassa stratosfera.</p>
<p><b><span style="color: #333333;">PROIEZIONE PER FEBBRAIO</span><br />
</b><span style="color: #333333;">All&#8217;inizio del mese di febbraio è previsto un ulteriore rinforzo degli zonal wind in stratosfera:</span></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17463" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ZW.png?resize=640%2C239&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="239" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ZW.png?resize=1024%2C383&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ZW.png?resize=300%2C112&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ZW.png?resize=768%2C287&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2025/02/ZW.png?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><span style="color: #333333;">La struttura del vortice continuerà a presentarsi allungata e con un forte sbilanciamento verso il continente nord Americano. Il s</span><span style="color: #333333;">uddetto impulso genererà pertanto un considerevole aumento delle vorticità su quel settore, andando ad innescare un&#8217;onda lunga che partirà dall&#8217;est Atlantico in direzione Scandinavia.&nbsp;</span><span style="color: #333333;">La divergenza del jet stream in quel settore andrà ad innescare un pattern di blocco assimilabile a&nbsp;<abbr title="Scandinavian Pattern (se positivo, indica la presenza di alta pressione sulla Scandinavia, se negativo bassa pressione nella stessa zona)">Scand</abbr>+, dove una sorta di ponte tra l&#8217;anticiclone atlantico e quello sul nord della Russia potrebbe essere all&#8217;origine di un innesco di aria artico-continentale in retrogressione verso l&#8217;Europa orientale.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Il getto polare rimarrà quindi confinato sul nord-ovest dell&#8217;Atlantico grazie alla rottura di una vasta onda anticiclonica dinamica protesa dall&#8217;Europa settentrionale fino all&#8217;artico Russo ,con un tipico assetto da&nbsp;<abbr title="East Atlantic (indica la differenza di pressione tra l'Atlantico nord orientale e l'Atlantico sud orientale)">EA</abbr> neutro-negativa.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">L&#8217;aria fredda giunta sul settore est europeo, oramai dalle caratteristiche puramente continentali, non riuscirà in un primo momento a progredire verso Sud e verso Ovest in direzione dell&#8217;Europa centrale e meridionale, poiché i nuovi impulsi provenienti dalla stratosfera contribuiranno ad iniettare vorticità sul settore atlantico.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Lo &#8220;stallo&#8221; do</span>vuto all&#8217;azione di queste due forze contrapposte contribuirà al mantenimento dello &#8220;status quo&#8221; almeno fino all&#8217;inizio della seconda decade, con lo &#8220;strappo&#8221; di deboli nuclei di vorticità in seno al jet-stream che dovrebbero temporaneamente &#8220;bucare&#8221; la struttura altopressoria che continuerà a dominare sull&#8217;Europa centro-settentrionale, creando una sorta di divergenza della corrente a getto; la traiettoria e gli effetti di questi strappi rimangono ad oggi francamente imprevedibili.</p>
<p><span style="color: #333333;">Qualora l&#8217;equilibrio circolatorio dovesse permanere immutato,&nbsp;</span><span style="color: #333333;">stante anche una scarsa evoluzione delle forzanti tropicali come accennato precedentemente,&nbsp;</span><span style="color: #333333;">la perdurante azione del blocking scandinavo favorirebbe l&#8217;insorgenza di intensi flussi di calore verso la stratosfera, con una progressiva erosione della massa del&nbsp;<abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr> accentuando la sua bilobazione.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">La continuità di un&#8217;azione di erosione bilaterale da parte degli eddy calore e momento, che soprattutto nella fase di late winter tende ad erodere la massa del <abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr> nella regione di surf, non porta ad escludere la possibilità di una completa rottura (split) del vortice con riflessi su tutta la colonna. </span><span style="color: #333333;">In tal caso la propagazione dell&#8217;onda critica (<em>Charney e Drazin</em>) avrebbe modo di produrre i propri effetti sulla circolazione troposferica nel corso della terza decade grazie all&#8217;instaurazione di moti antizonali sulle regioni polari e subpolari.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Diversamente, qualora non si dovesse verificare la dinamica sopra descritta, la situazione caratterizzata da un vortice bilobato in stratosfera dovrebbe mantenere una sorta di riflessione d&#8217;onda piuttosto stabile in troposfera, con un impianto caratterizzato a lungo da un blocking (BLO) nel settore euroatlantico e da un AKR (Alaskian Ridge) tra il Pacifico e il continente americano.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Ad oggi, la mancata decisa traslazione della convezione tropico-equatoriale in stage 3 (<abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">mjo</abbr>&nbsp;6/7 e&nbsp;<abbr title=" Atmospheric Angular Moment (momento angolare atmosferico)">AAM</abbr>+) fa ritenere minoritaria l&#8217;ipotesi di un forcing pacifico ad una sola onda e un sostanziale mantenimento dei pattern indicati. Riteniamo decisamente improbabile un rinforzo del jet stream dal Nord Atlantico verso il cuore dell&#8217;Europa.</span></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>PROSPETTIVE</strong></span></p>
<p>Alla luce di quanto analizzato, si ritiene probabile un mese di febbraio condizionato da un coriaceo blocco presente tra l&#8217;Europa settentrionale ed orientale, durante il quale risulta difficile disegnare connotati precisi sia per quanto riguarda il quadro termico che precipitativo.</p>
<p>Orientativamente si potrebbe ipotizzare una prima parte del mese nella quale prevarrà un clima più asciutto, solo occasionalmente interessato dallo scorrimento di aria umida verso il mediterraneo e da centri depressionari a debole gradiente provocati dalla confluenza di aria più fredda proveniente dai quadranti orientali.</p>
<p>La seconda parte del mese potrebbe vedere una maggiore accentuazione di questi contrasti tra correnti occidentali umide e aria fredda di origine russa con condizioni di maggiore instabilità sulla nostra penisola in un contesto termico generalmente invernale.</p>
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		<title>Outlook Dicembre 2024</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/outlook-stagionale/outlook-dicembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Bargagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 16:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA L’autunno che si avvia alla conclusione ha visto un’evoluzione che si può definire “a doppia faccia”. Ad una prima metà contraddistinta da buona attività della corrente a getto in entrata verso il Mediterraneo centrale è seguita una seconda parte nettamente più anticiclonica. Attualmente la fase anticiclonica va incontro a modesti cedimenti sul suo fianco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #333333;">PREMESSA</span></strong><br />
<span style="color: #333333;">L’autunno che si avvia alla conclusione ha visto un’evoluzione che si può definire “a doppia faccia”. Ad una prima metà contraddistinta da buona attività della corrente a getto in entrata verso il Mediterraneo centrale è seguita una seconda parte nettamente più anticiclonica. Attualmente la fase anticiclonica va incontro a modesti cedimenti sul suo fianco orientale dovuti all&#8217;ingresso di aria fredda dal nord Atlantico, che ha come obiettivo l&#8217;Europa meridionale e balcanica. Di conseguenza il promontorio di alte pressioni si stabilizza più ad ovest (Atlantic Ridge, ATR), </span><span style="color: #333333;">benché temporaneamente si possa estendere fino all&#8217;Europa centrale.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">L&#8217;anomalia di copertura nevosa in Eurasia, conseguenza del pattern suddetto, vede un&#8217;importante anomalia positiva su est Europa, Balcani e Turchia. Sulla parte più continentale della Russia ha invece insistito un sistema di basse pressioni e di risalite calde provenienti dalle basse latitudini del medio Oriente.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">In stratosfera abbiamo avuto uno sviluppo del Vortice Polare in linea con la climatologia, con flussi di calore che si sono dimostrati piuttosto attivi durante il trimestre autunnale. L’andamento delle vorticità rispecchia quello riscontrato spesso negli ultimi anni, con&nbsp;</span><abbr title="Vorticità Potenziale">PV</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;organizzate e in linea con le medie in alta stratosfera e decisamente sotto la media climatologica in bassa stratosfera.</span></p>
<p><strong>ANALISI TELECONNETTIVA</strong><br />
<span style="color: #333333;">L’area&nbsp;</span><abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr><span style="color: #333333;"> ha visto nel corso degli ultimi mesi l’emersione di anomalie negative, che da ultimo sono andate a localizzarsi quasi esclusivamente nelle regioni più occidentali del Pacifico tropico-equatoriale a ragione di un&#8217;onda di Rossby oceanica che ha intensificato notevolmente i venti che soffiano da est dal meridiano del cambio di data verso il continente marittimo e da ovest dall&#8217;oceano Indiano sempre verso l&#8217;Oceania.<br />
</span><span style="color: #333333;">Infatti attualmente l&#8217;area&nbsp;<abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr> che presenta maggiormente anomalie negative, a dispetto di quella 1+2 addossata all&#8217;America latina, è proprio la regione 3.4 (ONI).<br />
L&#8217;assetto quindi la Niña-like (per la declaratoria del segnale effettivo de La Niña occorre una stabilizzazione delle anomalìe negative) presenta attualmente caratteristiche CP (Central Pacific) o addirittura Modoki.<br />
</span><span style="color: #333333;">Il segnale prevalente della&nbsp;</span><abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr><span style="color: #333333;"> rispecchia quindi le condizioni correnti nelle regioni tropico-equatoriali, facendo emergere a debole-moderata magnitudo le fasi 4/5, ovvero tra la parte orientale dell&#8217;oceano Indiano ed il continente marittimo, ove si esprimono i massimi di convezione.<br />
</span><span style="color: #333333;">A ragione di questo andamento permane una situazione caratterizzata da bassi eddy calore e momento verso la stratosfera, mentre in troposfera vorticità piuttosto disorganizzate operano all&#8217;interno di un flusso zonale frammentato da un pattern plurionda (si conta un pattern attuale di 5/6 onde di Rossby) che si mantiene mediamente con le proprie creste al di sotto dei 65°N.<br />
</span><span style="color: #333333;">Come accennato quindi, in troposfera si va definendo in questo finale di stagione un pattern caratterizzato da elevate velocità di gruppo in seno alle onde di Rossby multionda, con conseguente riflesso sul rinforzo del </span><abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;a cominciare dalle quote alte e medio alte.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Coerentemente con quanto osservato ad inizio della premessa, il profilo ondulatorio del nord emisfero risulta abbastanza statico e, nel settore di nostro maggior interesse si evidenziano:</span></p>
<ol class="decimal">
<li>Una configurazione coerente con un Atlantic Ridge Pattern ma con modesto trasferimento di momento della cresta dell&#8217;onda entro i 60/65°N</li>
<li>Un cavo d&#8217;onda che porta anomalìe negative di geopotenziale e di temperatura tra la Russia occidentale / la parte sud orientale scandinava verso l&#8217;Europa orientale, ove insisteranno condizioni già nettamente invernali</li>
<li>Fasi ondulatorie che a tratti conducono il ridge altopressorio atlantico ad estendersi verso l&#8217;Europa centrale (passaggio da un pattern ATR ad un pattern di blocco) e a portare dei rientri di aria fredda più marcatamente verso il Mediterraneo centro orientale, le regioni adriatiche e meridionali.</li>
</ol>
<p><span style="color: #333333;">Ci attendiamo, a partire segnatamente dalla terza decade di dicembre, l&#8217;emersione degli effetti derivanti da un progressivo accorpamento delle masse artiche in seno al vortice polare, favorito dalla possibile permanenza fino a quel momento di flussi di calore (sia verticali che orizzontali) bassi.</span><br />
<span style="color: #333333;">Questo andamento verrebbe confermato soprattutto qualora lo status attuale del Pacifico (orientato verso uno status Niña-like con sbilanciamento verso la parte centrale dello stesso oceano Pacifico) inibisse o limitasse ancora in modo sostanziale l&#8217;andamento dei flussi di calore.</span><br />
<span style="color: #333333;">In quest&#8217;ultima ipotesi è plausibile una sorta di reset del pattern plurionda, fino a quel momento in essere, a causa dell&#8217;intensificazione del flusso zonale e dell&#8217;incremento di tensione del jet stream polare.</span></p>
<p><strong><span style="color: #333333;">EVOLUZIONE PREVISTA PER IL MESE DI DICEMBRE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;">Il mese di Dicembre dovrebbe esordire mostrando le medesime caratteristiche degli ultimi giorni di Novembre, con un anticiclone esteso su buona parte dell&#8217;Europa centro-meridionale, con correnti atlantiche che rimarranno relegate alle isole britanniche ed alla penisola scandinava. In seno a questa circolazione, l&#8217;area balcanica si troverà interessata da correnti orientali moderatamente fredde, con interessamento più diretto del Mediterraneo orientale e dell&#8217;area jonica.</span><br />
<span style="color: #333333;">Durante la prima decade, il pattern Blocking (BLO) sopra descritto è previsto piuttosto mobile, con evoluzione dalla penisola iberica verso l&#8217;Europa centrale. Questo movimento potrebbe portare a qualche temporaneo strappo di aria polare da nord-ovest in ingresso sul cuore del continente. Rimane difficile stabilire i possibili effetti sul nostro territorio di un siffatto passaggio evolutivo, ma è ipotizzabile un blando e fugace passaggio perturbato al centro-nord con calo termico verso le medie del periodo.</span></p>
<p><span style="color: #333333;"><br />
</span><span style="color: #333333;">Il&nbsp;</span>possibile<span style="color: #333333;"> termine durante la seconda decade della particolare configurazione Indo-Pacifica (venti occidentali &#8211; Westerly Wind Burst &#8211; sull&#8217;Indiano e venti orientali &#8211; Easterly Wind Burst &#8211; sul Pacifico), con evoluzione di un </span>debole&nbsp;<span style="color: #333333;">segnale della Madden Julian Oscillation verso est (o un suo rientro nel cerchio), potrebbe portare una </span>temporanea&nbsp;<span style="color: #333333;">traslazione dell&#8217;asse anticiclonico verso Ovest con la nuova affermazione di un Atlantic Ridge ed una conseguente discesa di aria artica verso l&#8217;Europa centro-orientale, da inquadrare indicativamente per metà mese. Probabile anche l&#8217;interessamento del Mediterraneo centro-orientale, con l&#8217;ingresso di aria fredda e un possibile peggioramento del tempo di stampo invernale.</span><br />
<span style="color: #333333;">La scarsa magnitudo della&nbsp;</span><abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;non appare in grado di forzare con decisione il pattern multionda esistente, pertanto il ridge atlantico non si rivelerà particolarmente significativo&nbsp;</span>per effettuare una modifica duratura del tempo su gran parte dell&#8217;Italia. Nel contempo,<span style="color: #333333;">&nbsp;la prolungata assenza di flussi di calore comincerà&nbsp;</span>a produrre i propri<span style="color: #333333;">&nbsp;effetti&nbsp;</span>nell&#8217;assetto della colonna del vortice polare&nbsp;<span style="color: #333333;">e,&nbsp;</span>in prossimità della<span style="color: #333333;">&nbsp;fine della seconda decade&nbsp;</span>del mese di dicembre,<span style="color: #333333;">&nbsp;dovremmo assistere ad un deciso rinforzo della zonalità sul settore euro-atlantico, con il passaggio a condizioni di&nbsp;</span><abbr title="Arctic Oscillation ( indica la differenza di pressione tra il circolo polare e le latitudini medie dell emisfero boreale)">AO</abbr><span style="color: #333333;">&nbsp;e&nbsp;</span><abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr><span style="color: #333333;">+. Il blocco atlantico, c</span>ome il pattern plurionda che caratterizza il nord emisfero<span style="color: #333333;">, dovrebbero</span> quindi venire risolti dall&#8217;incremento di tensione della corrente a getto polare<span style="color: #333333;">.<br />
</span>E&#8217; possibile attendersi<span style="color: #333333;">, tra fine seconda e inizio terza decade, il passaggio ad un pattern ascrivibile ad una &#8220;Bartlett High&#8221;, </span>ove la distensione zonale dell&#8217;alta pressione mantiene mediamente un centroide tra l&#8217;Atlantico e l&#8217;Europa attorno ai 50/55° N.<span style="color: #333333;"><br />
Questo pattern dovrebbe accompagnarci almeno fino a fine mese, con condizioni&nbsp;</span>prevalentemente stabili e temperature che dovrebbero risultare lievemente sopra la media in quota e grossomodo nella norm<span style="color: #333333;">a nei bassi strati, con possono episodi di inversioni termiche e nebbia, anche persistente, nelle pianure del centro-nord.</span></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17235" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0022.jpg?resize=640%2C455&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="455" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0022.jpg?w=902&amp;ssl=1 902w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0022.jpg?resize=300%2C213&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0022.jpg?resize=768%2C546&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Figura 1 &#8211; Anomalie di geopotenziale previste indicativamente per le prime due decadi di dicembre</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17234" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0024.jpg?resize=640%2C455&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="455" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0024.jpg?w=903&amp;ssl=1 903w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0024.jpg?resize=300%2C213&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241128-WA0024.jpg?resize=768%2C546&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Figura 2 . Anomalie di geopotenziale previste indicativamente per l&#8217;ultima decade di Dicembre</p>
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		<title>OUTLOOK seconda parte estate 2024</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/associazione/outlook-seconda-parte-estate-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Cavazzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 13:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analisi iniziale La prima parte della stagione estiva ha vissuto una circolazione fortemente connotata, contraddistinta sostanzialmente da una buona vivacità del getto in ingresso sul continente Europeo con il Mediterraneo centrale soggetto a correnti prevalentemente dai settori sud-occidentali, con un tipo di tempo variabile ma anche instabile al nord con interessamento transitorio anche delle regioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Analisi iniziale</h2>
<p>La prima parte della stagione estiva ha vissuto una circolazione fortemente connotata, contraddistinta sostanzialmente da una buona vivacità del getto in ingresso sul continente Europeo con il Mediterraneo centrale soggetto a correnti prevalentemente dai settori sud-occidentali, con un tipo di tempo variabile ma anche instabile al nord con interessamento transitorio anche delle regioni centrali.<br />
Generalmente molto più stabile e caldo il clima al Sud Italia e in generale sul Mediterraneo orientale.<br />
Dietro questa vivacità della corrente a getto nel Nord Atlantico verso il continente europeo è abbastanza verosimile risalire al riscaldamento ulteriore delle fasce tropicali imposte dalla pregressa fase di El Nino ormai decaduta e quindi all&#8217;incremento del gradiente termico/barico avuto. Inoltre la persistenza delle preesistenti SSTA Atlantiche ha impattato nella circolazione extratropicale oltre le aspettative, condizionando la circolazione sul nostro comparto.<br />
A questo si aggiungano scarsi elementi di variabilità naturale ad alta frequenza che sarebbero stati possibili fattori in grado di incidere più significativamente su una possibile rottura dell&#8217;andamento circolatorio generale attuale.<br />
Tuttavia in questi giorni stiamo verificando come il solo innalzamento fisiologico delle fasce tropicali, in assenza di grossi scambi meridiani, stia portando con sé isoterme decisamente molto alte a fronte di una configurazione che probabilmente non sarebbe stata troppo penalizzante in mancanza di un trend di fondo dominato dal GW e quindi da un deciso incremento delle temperature e dei geopotenziali.</p>
<h2>Analisi teleconnettiva</h2>
<p>Il quadro teleconnettivo che si andrà a comporre nel prosieguo della stagione estiva non vedrà grossi mutamenti e di conseguenza l&#8217;impianto circolatorio nel suo insieme rimarrà abbastanza coerente con quanto fin qui visto, descritto in maniera piuttosto chiara da un segno della nao oscillante tra il segno positivo e negativo, ad indicare una circolazione mediamente occidentale nella quale si inseriscono ondulazioni mobili.<br />
Eccezion fatta quindi che per un fisiologico innalzamento delle fasce tropicali, per cui inevitabilmente si deve tenere conto del trend di fondo imputabile al GW, non dovremmo assistere a importanti cambiamenti sinottici, se non uno spostamento verso ovest del promontorio subtropicale di origine africana, che dal settore tunisino-libico si sposterebbe verso quello marocchino-algerino.<br />
Anche le stesse forzanti ad alta frequenza in grado potenzialmente di modificare l&#8217;inerzia fin qui avuta non sembrano essere in grado di imporre un diverso tracciato al trend ondulatorio e al comportamento generale della circolazione.<br />
La traccia delle SSTA atlantiche rimarrà presente ma sicuramente meno influente sulla circolazione atmosferica europea.</p>
<p>In base a quanto sopra, in un contesto sinottico abbastanza simile all&#8217;impianto fin qui avuto, occorre inevitabilmente valutare l&#8217;innalzamento medio delle fasce tropicali, le quali dovrebbero essere in grado di marginalizzare in modo più deciso gli effetti del trend ondulatorio, limitando gli effetti della circolazione oceanica a temporanei passaggi per lo più alle regioni alpine e prealpine con qualche temporaneo sconfinamento sul Nord e sulle regioni adriatiche.</p>
<h2>Prospettive</h2>
<p>La seconda parte del mese di Luglio dovrebbe vedere la penisola alla prese con un quadro configurativo medio in continuità con la prima metà del mese.<br />
Alta pressione che dovrebbe occupare stabilmente il Mediterraneo centro-occidentale con isoterme e geopotenziali molto alti. Si conferma una buona tensione zonale che, come detto, andrà prevalentemente a &#8220;rimbalzare&#8221; sulla struttura alto pressoria di cui sopra.<br />
E&#8217; lecito in questo contesto attendersi il passaggio di qualche cavo d&#8217;onda sul Nord Italia, in successivo scivolamento verso l’Adriatico, che temporaneamente potrebbe instabilizzare le condizioni meteorologiche sul Nord Italia e innescare un blando rimescolamento dell&#8217;aria fino sulle regioni centrali.</p>
<p>Il mese di Agosto non vedrà significativi mutamenti dello schema circolatorio. Sussisteranno le possibilità di ulteriori passaggi instabili sul Nord.<br />
Durante il corso del mese assisteremo alla massima espansione delle celle sub-tropicali ed un contestuale rinforzo del Jet stream alle alte latitudini in Atlantico. Avremo ancora ben presente un forte presidio anticiclonico in espansione dal settore marocchino-algerino verso il Mediterraneo occidentale, con l’Europa centrale che andrebbe a trovarsi in un terreno di scontro tra masse d’aria molto differenti, con la conseguente possibilità di fenomeni violenti.</p>
<p>Riteniamo anche verosimile una graduale espansione verso nord-est delle anomalie di geopotenziale con una cella che andrebbe a posizionarsi sul settore russo-finnico. Questa cella andrebbe a collegarsi con la zona calda succitata durante le fasi di rilassamento della corda zonale, andando a stabilizzare il tempo su buona parte d’Europa. Questi potrebbero rappresentare i passaggi più caldi anche sul nostro Paese, specialmente al centro-nord.<br />
Nelle fasi di ripresa del getto, questi collegamento verrebbe meno, con ingresso di deboli saccature e/o gocce fredde sull’Europa centrale, in scivolamento verso sud-est.</p>
<p>Nel periodo oggetto di analisi le temperature risulteranno essere oltre le medie di riferimento un po&#8217; su tutta la penisola, con qualche breve pausa soprattutto al Nord.<br />
Precipitazioni scarse eccezion fatta per le aree Alpine e il nord-est.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16764" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-07-16-21-28-30.jpg?resize=300%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-07-16-21-28-30.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-07-16-21-28-30.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-07-16-21-28-30.jpg?w=338&amp;ssl=1 338w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meteonetwork.it/associazione/outlook-seconda-parte-estate-2024/">OUTLOOK seconda parte estate 2024</a> proviene da <a href="https://www.meteonetwork.it">MeteoNetwork</a>.</p>
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		<title>Outlook Estate 2024 &#8211; Prima parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Bargagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 13:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA La stagione primaverile ha visto un sostanziale cambio di pattern iniziato a metà del mese di marzo in concomitanza del Major Warming stratosferico, il cui effetto sulla circolazione troposferica si è manifestato attraverso la dislocazione di nuclei freddi alle latitudini intermedie, tra cui un blocco di aria fredda sul Nord-Est europeo ed una circolazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meteonetwork.it/associazione/outlook-estate-2024-prima-parte/">Outlook Estate 2024 &#8211; Prima parte</a> proviene da <a href="https://www.meteonetwork.it">MeteoNetwork</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>PREMESSA</b></p>
<p>La stagione primaverile ha visto un sostanziale cambio di pattern iniziato a metà del mese di marzo in concomitanza del Major Warming stratosferico, il cui effetto sulla circolazione troposferica si è manifestato attraverso la dislocazione di nuclei freddi alle latitudini intermedie, tra cui un blocco di aria fredda sul Nord-Est europeo ed una circolazione secondaria di derivazione nord pacifica estesa fino all&#8217;Oceano Atlantico (ben descritta dalla negatività degli indici <abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr>&nbsp;e&nbsp;<abbr title="Pacific North America (se positivo, indica alta pressione nell America nord occidentale, dalle Montagne Rocciose all Alaska, se negativo, bassa pressione nella stessa zona)">PNA</abbr>). Questa circolazione si è prolungata fino ad oggi grazie al Final Warming intercorso a distanza di circa un mese dall&#8217;evento major, che ha contribuito a dare nuova linfa al pattern.</p>
<p>Riguardo all&#8217;<abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr>, il veloce rientro verso valori neutri al momento non ha avuto effetti sostanziali in troposfera, con una circolazione atmosferica che ha palesato gli effetti residuali del regime di&nbsp;<abbr title="Equilibrium Level - Livello di equilibrio (l altezza massima che una porzione di aria in ascesa non forzata può raggiungere mediante galleggiamento. Può talvolta venire superato grazie alla inerzia di potenti correnti ascensionali in occasione di temporali intensi andando a formare i cosiddetti Overshooting Top)">El</abbr> Niño con il mantenimento di una buona tensione zonale sul comparto Atlantico. Il mese di Maggio è infatti stato caratterizzato da una doppia azione sul nostro comparto, con il ramo occidentale ben supportato dal jet stream presente in Atlantico ed una circolazione orientale supportata dagli effetti del Final Warming. Le&nbsp;<abbr title="Sea Surface Temperature Anomaly (Temperatura in superficie dell Oceano Atlantico)">SSTA</abbr>&nbsp;atlantiche hanno in buona parte risentito dell&#8217;effetto della corrente fredda in uscita dal continente nord americano soprattutto ad inizio del mese di maggio, con una fascia di anomalie negative alle medie latitudini (tripolo da&nbsp;<abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr>-).</p>
<p>Tutto ciò ha avuto come effetto la rimozione di un longevo Atlantic Ridge (ATR) ad opera delle correnti atlantiche, molto efficaci nel portare un periodo particolarmente piovoso in Europa. Questo nuovo tipo di pattern, che possiamo descrivere attraverso un blocco alla circolazione sul nord Europa in concomitanza ad una <abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr>&nbsp;negativa, ha prodotto un forte gradiente di accumuli precipitativi tra il nord e il sud dell&#8217;Italia; con l&#8217;avanzamento della stagione tale gradiente si è riflesso anche sulle temperature superficiali, difatti ad un&#8217;anomalia di precipitazioni piuttosto marcata sul nord Italia si è contrapposta una fase piuttosto siccitosa e calda al Sud. La zona tropicale atlantica si mantiene su valori positivi; nella seconda parte di maggio la parte occidentale, comprendente il Mare delle Antille e il Golfo del Messico (Western Hemisphere Warm Pool,&nbsp;<abbr title="Western Hemisphere Warm Pool (é una zona di acqua con superficie avente temperatura superiore ai +28.5 °C compresa tra Golfo del Messico, Nord Atlantico Tropicale e Nord est Pacifico)">WHWP</abbr>), e diventata più calda del suo corrispettivo sulla parte orientale (Tropical North Atlantic index, TNA). L&#8217;Indian Ocean Dipole (<abbr title="Indian Ocean Dipole (si tratta di una variazione delle temperature dell Oceano Indiano)">IOD</abbr>) si mantiene su valori positivi. Le proiezioni attuali sullo stato futuro dell&#8217;<abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr>&nbsp;sono oggi orientate verso un segnale neutro/negativo, e non nettamente negativo come le proiezioni precedenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>ANALISI</b></p>
<p>L&#8217;impronta della stagione primaverile su quella estiva non appare immediatamente rimovibile, principalmente in virtù della disposizione delle <abbr title="Sea Surface Temperature Anomaly (Temperatura in superficie dell Oceano Atlantico)">SSTA</abbr> atlantiche; l&#8217;anomalia negativa alle latitudini intermedie si è ridotta, fino ad annullarsi nella parte centrale dell&#8217;oceano.</p>
<p>Le anomalie oceaniche nell&#8217;Oceano Indiano associate all&#8217;<abbr title="Indian Ocean Dipole (si tratta di una variazione delle temperature dell Oceano Indiano)">IOD</abbr>+ impattano solo indirettamente in Oceano Atlantico, mentre favoriscono l&#8217;intensificarsi dell&#8217;alta subtropicale sull&#8217;Africa nord-orientale e sul Mediterraneo orientale per l&#8217;innalzamento abnorme dell&#8217;<abbr title="Intertropical Convergence zone (linea di convergenza tropicale che rappresenta la zona delle basse pressione equatoriali, nelle quali convergono gli alisei)">ITCZ</abbr> sul Medio Oriente. Questo a sua volta attiva una circolazione calda e secca dall&#8217;Africa nord-occidentale verso il Mediterraneo centro meridionale, i Balcani e l&#8217;Europa orientale.</p>
<p>Per quanto concerne il mese entrante, oltre al &#8220;segnale di fondo&#8221; che ha caratterizzato la primavera ormai al termine bisogna considerare la presenza di un segnale emergente ad alta frequenza. Il segnale di fondo è caratterizzato dall&#8217;inerzia circolatoria imposta, come detto in premessa, da due fattori principali:</p>
<p>&#8211; I &#8220;residui&#8221; di una corrente medio atlantica molto umida, effetto della trasmissione nel nord Atlantico dello status&nbsp;<abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr>&nbsp;positivo ormai volto al termine;<br />
&#8211; Gli effetti in troposfera di un riscaldamento dinamico della stratosfera durante il mese di marzo e del successivo Final Warming.</p>
<p>Il primo dei due fattori sarà in progressivo esaurimento per la decadenza nella trasmissione del segnale <abbr title="El Nino Southern oscillation ( se positivo si ha il Nino, se negativo la Nina. Riguarda la temperatura sopra o sotto la norma del Pacifico orientale a largo delle coste del Perù)">ENSO</abbr> positivo e per l&#8217;incedere stagionale, con le fasce altopressorie che tenderanno fisiologicamente ad innalzarsi influenzando la traiettoria e l&#8217;intensità della corrente a getto durante il trimestre estivo.&nbsp;Il secondo fattore è responsabile del contributo di aria fresca che attualmente scende verso l&#8217;Europa centrale dalle latitudini settentrionali dell&#8217;Atlantico e dal Nord Europa.</p>
<p>Il segnale emergente consiste nei possibili effetti trasmessi lungo l&#8217;Oceano Pacifico dall&#8217;emersione e spostamento di un&#8217;onda di Kelvin, che dovrebbe far traslare i centri di massima convezione tropico-equatoriali verso i meridiani centro occidentali del Pacifico (equivalenti ad una fase 6/7 della <abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr>). Questo effetto si esprime subito nella forte intensificazione della corrente a getto subpolare pacifica e nella marcata positivizzazione del&nbsp;<abbr title="Pacific North America (se positivo, indica alta pressione nell America nord occidentale, dalle Montagne Rocciose all Alaska, se negativo, bassa pressione nella stessa zona)">PNA</abbr> rispetto ai valori molto negativi fin qui registrati.</p>
<p>Gli effetti di questa trasmissione d&#8217;onda potrebbero essere visibili anche nel comparto atlantico verso la fine della prima decade del mese di Giugno, quando dapprima verranno rimossi i blocchi precedenti (wave breaking), in particolare modo quello nel centro ovest Atlantico, mantenuti da uno stato inerziale della corrente a getto attorno ai 50/60°N, quindi si avrà una distensione zonale in direzione dell&#8217;Europa centrale (con inversione del gradiente sull&#8217;Europa meridionale in una sorta di temporaneo pattern WR4) e, infine, potrebbe aver luogo una nuova fase ondulatoria nel centro est Atlantico, con un cavo d&#8217;onda in avvicinamento verso Spagna, Portogallo e nord Italia il quale darà adito ad una nuova fase umida/instabile ad appannaggio soprattutto della parte occidentale del continente europeo.</p>
<p>In questo ambito è invece molto probabile il rinforzo di un&#8217;onda calda stabilizzante con focus sull&#8217;Europa orientale e sul Medio Oriente fino al Mediterraneo orientale, con possibili effetti più evidenti verso il sud Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>PROIEZIONI PER IL MESE DI GIUGNO E LA PRIMA PARTE DI LUGLIO</b></p>
<p>L&#8217;avvio del primo mese estivo vedrà la prosecuzione del pattern in essere, con il Mediterraneo centrale alla prese con una saccatura alimentata da aria fresca proveniente dal Nord Atlantico; le condizioni saranno marcatamente instabili al Nord Italia e gradatamente più stabili procedendo verso Sud.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16560" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.21.jpeg?resize=338%2C304&#038;ssl=1" alt="" width="338" height="304" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.21.jpeg?w=338&amp;ssl=1 338w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.21.jpeg?resize=300%2C270&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px" /></p>
<p>La traslazione del nucleo freddo Nord atlantico verso la zona scandinava farà sì che la stessa tenda ad allungarsi progressivamente verso Sud-Ovest, andando ad agganciare una zona depressa su Iberia- Est Atlantico, attivando una risposta altopressoria di matrice continentale Africana verso il Mediterraneo centrale.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16559" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22.jpeg?resize=338%2C305&#038;ssl=1" alt="" width="338" height="305" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22.jpeg?w=338&amp;ssl=1 338w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22.jpeg?resize=300%2C271&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px" /></p>
<p>Successivamente, attorno a metà mese, dovremmo assistere ad una nuova distensione del getto con aria stabile che dall&#8217;Oceano Atlantico andrebbe gradualmente a sostituire l&#8217;aria calda di matrice africana preesistente sul nostro comparto; tuttavia, al graduale decremento di GPT ed isoterme in quota potrebbe non corrispondere un efficace ricambio d&#8217;aria al suolo, con le giornate che potrebbero mantenersi particolarmente afose con tassi di umidità elevati nelle aree interne ed in Pianura Padana. Diversamente, sulle coste si attiveranno brezze diurne vivaci, stanti le temperature ancora non particolarmente elevate del mare.</p>
<p>La dinamica circolatoria in essere dovrebbe tendenzialmente proseguire a cavallo tra la seconda e la terza decade di Giugno, in quanto la buona vivacità del getto dovrebbe essere agevolata dalla disposizione delle&nbsp;<abbr title="Sea Surface Temperature Anomaly (Temperatura in superficie dell Oceano Atlantico)">SSTA</abbr> in Atlantico. In questo contesto è lecito attendersi un abbassamento del getto sull&#8217;Europa centrale, con il possibile transito di qualche fronte atlantico su Germania, Francia, Austria e Nord Italia. Sempre decisamente più stabili e calde le condizioni meteorologiche sul Sud Italia, Balcani ed est Europa.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16558" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22-1.jpg?resize=338%2C304&#038;ssl=1" alt="" width="338" height="304" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22-1.jpg?w=338&amp;ssl=1 338w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22-1.jpg?resize=300%2C270&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px" /></p>
<p>Tale circolazione dovrebbe protrarsi fino alla fine del mese, anche se si cominceranno a manifestare i segnali premonitori di quello che dovrebbe essere regime prevalente per il mese di Luglio, con un graduale indebolimento del jet stream atlantico ed un contestuale innalzamento delle fasce tropicali sul Nord Africa, che andranno ad opporsi via via con maggior vigore alla corrente a getto. Ci attendiamo pertanto una crescente difficoltà dei fronti instabili ad entrare franchi sull&#8217;Europa, ed il consolidamento di un&#8217;area stabile che dall&#8217;est Europa-Balcani dovrebbe espandersi verso Ovest, andando così a concretizzare il passaggio di testimone verso un WR3 che pare essere il regime prevalente per la prima parte di Luglio. Queste modifiche porteranno quindi a condizioni meteorologiche più calde e stabili, anche sulle regioni settentrionali; in questo contesto non è escludibile a priori il transito di gocce &#8220;fresche&#8221; dal Nord-Ovest europeo sulle nostre regioni come esito di piccoli &#8220;strappi&#8221; nel getto, ma ad oggi questa possibilità appare minoritaria.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16557" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22-2.jpg?resize=338%2C304&#038;ssl=1" alt="" width="338" height="304" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22-2.jpg?w=338&amp;ssl=1 338w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-01-at-15.34.22-2.jpg?resize=300%2C270&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px" /></p>
<p>Riassumendo, ad un Giugno piuttosto dinamico, specialmente al Nord Italia, dovrebbe seguire una prima metà di Luglio decisamente stabile e calda sull&#8217;intera penisola.</p>
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		<title>OUTLOOK CTS – Mese di Febbraio 2024</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/associazione/outlook-cts-mese-di-febbraio-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Bargagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 20:33:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook stagionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA Subito dopo la metà del mese di Gennaio abbiamo assistito ad un riscaldamento stratosferico che ha portato ad una brevissima inversione dei venti zonali; a seguito di questo disturbo, il Vortice Polare Stratosferico si è allungato sui paralleli, operando un temporaneo trasferimento di massa dal settore euroasiatico a quello nordamericano. A seguito del riscaldamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PREMESSA</strong></p>
<p>Subito dopo la metà del mese di Gennaio abbiamo assistito ad un riscaldamento stratosferico che ha portato ad una brevissima inversione dei venti zonali; a seguito di questo disturbo, il Vortice Polare Stratosferico si è allungato sui paralleli, operando un temporaneo trasferimento di massa dal settore euroasiatico a quello nordamericano. A seguito del riscaldamento stratosferico abbiamo osservato un repentino crollo dei flussi di calore e di momento su entrambe le onde planetarie (wave 1 e wave 2), con il <abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr> che si è andato nuovamente a riposizionare sull&#8217;Artico siberiano durante la terza decade del mese, evidenziando un certo approfondimento.</p>
<p>Nella prima parte del mese la convezione tropicale è stata attiva sull’Oceano Indiano, favorendo l’allungamento del Vortice Polare sullo stesso settore asiatico e producendo un rinforzo del momento angolare associato alla&nbsp;<abbr title="Global Wind Oscillation (oscillazione globale dei venti. Serve per verificare le variazioni della circolazione globale atmosferica intrastagionale)">GWO</abbr> (fasi 5 e 6), creando un momento torcente positivo (MT+) che ha contribuito al rinforzo del flusso zonale in uscita dal continente asiatico e americano, non favorendo quindi la genesi di ridge anticiclonici sopra i due oceani (indici descrittivi <abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr>&nbsp;e del&nbsp;<abbr title="Pacific North America (se positivo, indica alta pressione nell America nord occidentale, dalle Montagne Rocciose all Alaska, se negativo, bassa pressione nella stessa zona)">PNA</abbr> nettamente positivi nell&#8217;ultima decade del mese).</p>
<p>La mancata costruzione di un promontorio di alte pressioni sull’Oceano Atlantico è quindi risultata impattante sulla configurazione nord emisferica; sul finire del mese abbiamo assistito allo spostamento della convezione tropicale sul settore ovest del Pacifico, in una posizione più consona alla fase di Niño in essere. La fase 6 della <abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr> in buona magnitudine e il suo sofferto passaggio in fase 7, prodromica ad azioni di blocco tra il nord Europa ed il nord Atlantico, ha prodotto un’elevazione verso Nord-Est dell&#8217;anticiclone presente sull&#8217;Europa centro-occidentale, producendo una configurazione abbastanza inusuale per il periodo invernale con un’alta dinamica che ha raggiunto la Russia occidentale; tale azione si è manifestata con temperature nettamente sopra la norma su buona parte del continente europeo, in particolare sui settori centro-settentrionali ed occidentali, mentre ha prodotto un episodio di freddo moderato sul Mediterraneo orientale e più in generale sul comparto medio-orientale sul finire del mese.</p>
<p>A livello teleconnettivo registriamo un calo dei valori dell’Indian Ocean Dipole (<abbr title="Indian Ocean Dipole (si tratta di una variazione delle temperature dell Oceano Indiano)">IOD</abbr>) ed uno spostamento sulla parte centrale dell’Oceano Pacifico delle anomalie positive legate all&#8217;episodio di Niño, che sembra essere destinato a terminare entro la fine della stagione primaverile, come testimonia peraltro il ridimensionamento delle anomalie superficiali sulle coste del Pacifico orientale. Per quanto riguarda gli indici di Ice e Snow cover abbiamo un deficit generale sull’emisfero settentrionale, più marcato in Europa e in Nordamerica; in controtendenza invece la Cina. Per quanto riguarda i ghiacci artici assistiamo ad un deficit significativo sull&#8217;Artico europeo, sulla scia del trend a cui stiamo assistendo negli ultimi decenni.</p>
<p><span style="color: #374151;"><b><br />
EVOLUZIONE PREVISTA PER IL MESE DI FEBBRAIO</b></span></p>
<p><span style="color: #374151;">Sulla base di quanto riportato in premessa, l&#8217;inizio del mese di Febbraio evidenzierà la prosecuzione del pattern atmosferico che ha contraddistinto l&#8217;ultima parte di gennaio, con un&#8217;imponente alta pressione di origine oceanica posizionata sul nostro comparto associata alla presenza di un lobo del Vortice Polare tra la Scandinavia ed il nord Europa.</span></p>
<p><span style="color: #374151;">Per la prima parte del mese prevediamo un andamento &#8220;lineare&#8221; delle vicende stratosferiche, con un&nbsp;<abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr>&nbsp;leggermente più profondo della media che continuerà ad essere dislocato sul settore euro-asiatico. Nella seconda parte del mese potremmo assistere a nuovi warming sul settore asiatico, che poterebbero portare ad una nuova destabilizzazione del&nbsp;<abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr>.</span></p>
<p><span style="color: #374151;">Si prevede che la MJO, attualmente in fase 7 con magnitudo moderata, possa nuovamente emergere in fase 6 verso la fine della prima decade, andando ad influenzare progressivamente il setting del Vortice Polare; sul comparto europeo assisteremo quindi </span><span style="color: #374151;">ad un progressivo decadimento degli indici descrittivi (prima l&#8217;<abbr title="Arctic Oscillation ( indica la differenza di pressione tra il circolo polare e le latitudini medie dell emisfero boreale)">AO</abbr>&nbsp;e quindi la&nbsp;<abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr>) con un abbassamento del jet stream polare verso la fine della prima decade associato all&#8217;ingresso di correnti da Ovest verso il Mediterraneo, con la tendenza ad una progressiva instabilizzazione delle condizioni meteorologiche all&#8217;inizio della seconda decade.</span></p>
<p><span style="color: #374151;">Coerentemente con un nuovo passaggio della&nbsp;<abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr> in fase 7, verso la metà del mese ci aspettiamo un nuovo blocco alle correnti atlantiche, con il nucleo freddo posizionato sulla Scandinavia che dovrebbe spostarsi sull&#8217;Europa centro-orientale, acquisendo caratteristiche di continentalità. In questa fase riteniamo probabile l’afflusso di aria via via più fredda di origine artica fin sul mediterraneo centrale.</span></p>
<p><span style="color: #374151;">Il quadro teleconnettivo, che dovrebbe vedere anomalie di momento angolare positive,&nbsp;<abbr title="Global Wind Oscillation (oscillazione globale dei venti. Serve per verificare le variazioni della circolazione globale atmosferica intrastagionale)">GWO</abbr>&nbsp;in fase 6, migliore ripartizione delle vorticità in seno al&nbsp;<abbr title="Vortice Polare">VP</abbr>, unite alla&nbsp;<abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr>&nbsp;sul Pacifico e allo&nbsp;<abbr title="Indian Ocean Dipole (si tratta di una variazione delle temperature dell Oceano Indiano)">IOD</abbr> in fase calante, ci porta a prevedere un’evoluzione del pattern da Atlantic Ridge (ATR) a Blocking; si ritiene tuttavia improbabile almeno inizialmente una eccessiva negativizzazione della <abbr title="North Atlantic Oscillation (indica la differenza di pressione tra l Atlantico centro orientale e l Atlantico settentrionale)">NAO</abbr> come avvenuto a metà Gennaio, con il cuore delle anomalie positive di GPT che questa volta dovrebbe posizionarsi tra Islanda e Mare del Nord.</span></p>
<p><span style="color: #374151;">In considerazione delle configurazioni presenti sullo scacchiere europeo è verosimile ritenere che a ridosso della terza decade del mese si possa assistere ad una fase tipicamente invernale sull’Europa centrale, con possibile interessamento anche delle nostre regioni centro-settentrionali. </span>Qualora si dovesse andare incontro ad un più ficcante disturbo ai danni del&nbsp;<abbr title="Vortice Polare Stratosferico">VPS</abbr>&nbsp;e ad un calo del&nbsp;<abbr title="GLobal Atmospheric Angular Momentum (media globale del momento angolare. Il bilancio totale energetico di tale indice è dato dalla somma di due forze: forza di torsione montagnosa dovuta quando il getto attraversa le catene montuose; forza di torzione frizionale tipica di quando due oggetti entrano in contatto tra loro">GLAAM</abbr>&nbsp;con&nbsp;<abbr title="Madden Julian Oscillation (indica dove e l intensità dell attività convettiva nelle zone equatoriali)">MJO</abbr> in fase 8 di buona magnitudo è da ritenersi verosimile un graduale arretramento verso Ovest delle figure dominanti verso fine mese, con clima che si farebbe più umido e mite sul Mediterraneo.</p>
<p><span style="color: #374151;"><b>PROSPETTIVE PER L&#8217;ITALIA</b></span></p>
<p>Per quanto riguarda la penisola italiana è lecito attendersi una prima decade del mese di Febbraio decisamente stabile con temperature molto al di sopra della media di riferimento, soprattutto in collina e montagna, mentre le pianure potranno &#8220;beneficiare&#8221; degli effetti dell&#8217;inversione termica. Consolidata assenza di precipitazioni sulla penisola.</p>
<p>Nel corso della seconda decade dovremmo assistere ad un graduale rientro verso condizioni più consone al periodo con precipitazioni che dovrebbero interessare prevalentemente i settori occidentali del Centro-Nord peninsulare, in un contesto ancora mite al Centro-Sud e più vicino alle medie climatologiche al Nord, con possibilità di nevicate a quote medie sul settore alpino.</p>
<figure id="attachment_16145" aria-describedby="caption-attachment-16145" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-16145" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Prima-parte.png?resize=640%2C496&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Prima-parte.png?resize=1024%2C793&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Prima-parte.png?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Prima-parte.png?resize=768%2C595&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Prima-parte.png?w=1050&amp;ssl=1 1050w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-16145" class="wp-caption-text">Anomalie di geopotenziale previste per la prima parte di Febbraio. La tendenza è ad un progressivo abbassamento verso Sud delle anomalie di geopotenziale</figcaption></figure>
<p>Dopo metà mese ci attendiamo un ulteriore calo termico soprattutto al Centro-Nord, in un contesto anche instabile/perturbato. Anomalie di scarso rilievo al Sud e sul medio-basso Adriatico.</p>
<p>Tale assetto dovrebbe protrarsi per gran parte del mese, con tendenza ad un ulteriore aumento delle precipitazioni al Centro-Nord ed un contestuale blando rialzo termico.</p>
<figure id="attachment_16146" aria-describedby="caption-attachment-16146" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-16146" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Seconda-parte.png?resize=640%2C496&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Seconda-parte.png?resize=1024%2C793&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Seconda-parte.png?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Seconda-parte.png?resize=768%2C595&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2024/01/Seconda-parte.png?w=1050&amp;ssl=1 1050w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-16146" class="wp-caption-text">Anomalie di geopotenziale previste per la seconda parte del mese di Febbraio</figcaption></figure>
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		<title>OUTLOOK CTS &#8211; Mese di Gennaio 2024</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/associazione/outlook-cts-mese-di-gennaio-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Bargagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 15:15:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA Le ultime due decadi del mese di dicembre sono state contraddistinte come previsto da un netto rinforzo della corrente a getto polare sugli oceani Pacifico e Atlantico, indotto dal trasferimento di flusso zonale causato da un Mountain Torque positivo bilaterale nei continenti asiatico e americano. Il netto rialzo dei valori del PNA e della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>PREMESSA</strong></p>
<p style="text-align: left;">Le ultime due decadi del mese di dicembre sono state contraddistinte come previsto da un netto rinforzo della corrente a getto polare sugli oceani Pacifico e Atlantico, indotto dal trasferimento di flusso zonale causato da un Mountain Torque positivo bilaterale nei continenti asiatico e americano.<br />
Il netto rialzo dei valori del PNA e della NAO è avvenuto come conseguenza di tale forzante, ed il gradiente termico (enfatizzato dal trasferimento dei minimi di geopotenziale del vortice polare) ha portato nella terza decade di dicembre ad uno storm track molto teso con scarse ondulazioni con accenno di Atlantic Ridge, sempre in un contesto prevalente di NAO positiva.<br />
La risonanza di questo tipo di circolazione è risultata ben evidente in stratosfera, con un VPS compresso da un doppio forcing e da una sua dislocazione di massa con gli assi sui 2 oceani. Attualmente stiamo assistendo ad un rinforzo di W1 con un conseguente dislocamento di massa del vortice stratosferico, così come descritto nel precedente outlook.<br />
In questi giorni stiamo assistendo ad un disimpegno dalle condizioni di MT+, visibile dalla transizione dei venti globali verso uno stage 4, che porterà le anomalie positive di momento angolare (AAM+) a calare progressivamente.<br />
A livello teleconnettivo, per quanto riguarda la regione tropico-equatoriale continuano ad interferire due principali centri convettivi di azione: il primo, indotto da una fase moderata di ENSO+ nella regione 3.4, il secondo da un’anomala positività dello IOD.<br />
Tale interferenza si sviluppa sul coupling delle suddette forzanti oceano/atmosfera, spostando nel Pacifico i centri convettivi assai oltre il meridiano del cambio di data, ma attivando un polo attrattore anche in Atlantico e nell&#8217;estrema regione nord occidentale dell&#8217;oceano Indiano (fasi 8/1/2 della Madden Julian Oscillation).<br />
Nel frattempo, stiamo assistendo ad un calo progressivo della tensione dei venti zonali nel Nord Atlantico, con un ridimensionamento dei valori positivi della NAO.<br />
Parimenti in stratosfera si assisterà a breve ad una nuova rotazione di massa del VPS, con una configurazione ad asse bilobato disposto sui continenti.<br />
Per l&#8217;analisi del mese di gennaio si parte quindi da queste ultime condizioni sopra descritte.</p>
<p><strong>ANALISI DEL MESE DI GENNAIO</strong></p>
<p style="text-align: left;">La particolare disposizione del lobo del VPS sul settore euroatlantico riflette un approfondimento della saccatura sul nord Europa ed uno “svuotamento” di vorticità sull’Est Canada / Groenlandia, con temporanee fasi di cut-off anticiclonico su quest&#8217;ultima. Il fronte polare è atteso abbassarsi fino alle latitudini mediterranee ed alle medio basse latitudini dell&#8217;oceano Atlantico, rinforzando le correnti umide e miti da Ovest. Questo flusso potrebbe solo temporaneamente rallentare verso la fine della prima decade, quando la spinta dell&#8217;HP verso la Groenlandia porterà ad un fisiologico ma temporaneo break del flusso atlantico e all&#8217;avvicinamento di aria più fredda di matrice artica dall&#8217;Europa centrale.<br />
Nel suo complesso però, fatta salva la possibilità di un&#8217;ondulazione mobile di cui si faceva cenno, il flusso occidentale dovrebbe permanere tale e scorrere con blande ondulazioni dall&#8217;Atlantico fino all&#8217;Europa meridionale fino a tutta la seconda decade di gennaio compresa.<br />
La corrente a getto subtropicale dovrebbe infatti ricevere un&#8217;alimentazione di aria fredda che scorrerà con moto retrogrado dai confini dell&#8217;Europa centrale fino alle medie latitudini dell&#8217;oceano atlantico, per ripresentarsi quindi con correnti umide in entrata verso le coste dell&#8217;Europa meridionale.<br />
In questa fase, che dovrebbe realizzarsi attorno alla metà del mese di gennaio, le condizioni teleconnettive saranno caratterizzate da flussi di calore orizzontali e verticali (eddy) più deboli, dati i centri di maggior convezione situati nell&#8217;oceano Indiano, ed anomalie dei venti globali (GWO) prossime alla neutralità o leggermente negative.<br />
Alla fase NAO negativa si accompagnerà un calo anche del PNA, e quindi della tensione del jet stream polare anche sull&#8217;oceano Pacifico, a rispecchiare un segnale di fondo del Niño soppresso o fortemente limitato dal segnale positivo dello IOD.<br />
In stratosfera il riflesso di questa fase sarà visibile con un&#8217;attenuazione generale dei forcings d&#8217;onda ed un contenuto approfondimento del vortice polare.<br />
Tuttavia, emergono in prospettiva nuovi segnali che indicano la traslazione dei centri di maggior convezione sul Pacifico verso la fine della seconda decade di gennaio, con un&#8217;attività convettiva che tenderà ad assecondare il segnale di fondo del Niño mentre il segno positivo dello IOD dovrebbe attenuarsi.<br />
E&#8217; pertanto assai probabile l&#8217;emersione più palese di un segnale della MJO nelle fasi 6 e 7 ed una nuova positivizzazione delle AAM.<br />
In questa ultima fase del mese di gennaio emergono quindi indicazioni favorevoli all&#8217;emersione di nuove attività d&#8217;onda, con possibile esordio di regimi di blocking assimilabili a Scandinavian pattern positivo.<br />
Questa tipologia di pattern tornerà a favorire un&#8217;interferenza costruttiva delle Rossby troposferiche nei confronti delle onde planetarie climatologiche della stratosfera, che dovrebbero tornare ad apportare nuovi disturbi anche importanti al vortice stratosferico.<br />
Non si può escludere un evento di riscaldamento maggiore come conseguenza di questa evoluzione.<br />
E&#8217; quindi da considerare come probabile un netto cambio circolatorio in grado di veicolare masse d&#8217;aria molto fredda verso l&#8217;Europa centro meridionale.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>PROIEZIONE MENSILE</strong></p>
<p style="text-align: left;">In considerazione delle premessa esposte nell&#8217;analisi sopra riportata, il mese di gennaio, caratterizzato all&#8217;inizio da un progressivo calo del segno della NAO, dovrebbe vedere un’interferenza crescente delle correnti occidentali provenienti dalle medie latitudini del Nord Atlantico in direzione dell&#8217;Europa meridionale.<br />
Si tratterà di correnti umide e mediamente miti che solo a ridosso della fine della prima decade del mese potrebbero interferire con aria più fredda di matrice artica; in questa fase non sono da escludersi episodi di instabilità ,con nevicate (specie al Nord) anche a quote basse.<br />
Maggiori probabilità di eventi nevosi anche consistenti si verificheranno sull&#8217;Europa centrale per probabile sovrascorrimento di aria oceanica su strati di aria fredda confluenti o preesistenti, mentre sull&#8217;Europa meridionale soprattutto nel corso della seconda decade di gennaio si assisterà ad un’alternanza di fasi umide localmente perturbate e di intervalli interciclonici, in un contesto prevalentemente non freddo con temperature attorno alle medie del periodo (o leggermente superiori) al Nord e superiori alle medie del periodo al Centro-Sud, dove le schiarite potrebbero essere localmente più ampie rispetto a quanto ipotizzabile sulle regioni settentrionali.</p>
<p style="text-align: left;"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-16031 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/12/Gen1.jpg?resize=640%2C496&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/12/Gen1.jpg?w=700&amp;ssl=1 700w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/12/Gen1.jpg?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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<p style="text-align: left;">Un cambio di rotta è ipotizzabile a cavallo tra la seconda e la terza decade del mese a causa di più ampie trasmissioni d&#8217;onda, in grado di rinvigorire la corrente a getto polare.<br />
In quest&#8217;ultimo contesto il segno della NAO si potrebbe riportare su valori vicini alla neutralità consentendo ampie ondulazioni trasmesse dall&#8217;Atlantico in direzione dell&#8217;Europa settentrionale, ove è ipotizzabile un incremento del valore dei geopotenziali.<br />
Ne conseguirebbe un cambio circolatorio, contraddistinto dall&#8217;arrivo di masse d&#8217;aria fredda dal continente europeo e dalla Russia anche verso l&#8217;Europa meridionale ed il Mediterraneo.<br />
Conseguentemente in quest&#8217;ultima fase le regioni settentrionali vedrebbero un clima più rigido ma più asciutto, mentre le regioni esposte ai venti prevalenti da Nord-Est risentirebbero più direttamente degli effetti dell&#8217;aria fredda e di condizioni di maggior instabilità, con precipitazioni nevose localmente a quote basse o di pianura.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16032 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/12/Gen2.jpg?resize=640%2C496&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/12/Gen2.jpg?w=700&amp;ssl=1 700w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/12/Gen2.jpg?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Bando MeteoNetwork: progetto di monitoraggio meteorologico e condivisione dei dati</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/attivita-associativa/bando-meteonetwork-progetto-di-monitoraggio-meteorologico-e-condivisione-dei-dati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Marasco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 15:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Associazione MeteoNetwork indice un concorso di idee, con l’obiettivo di sostenere soggetti fisici e giuridici nelle attività di monitoraggio ambientale del territorio, mediante la raccolta e la condivisione di dati meteorologici, per la diffusione della conoscenza nel campo della meteorologia e della climatologia, promuovendo al contempo la libera condivisione dei dati meteorologici. A tale scopo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione MeteoNetwork indice un concorso di idee, con l’obiettivo di sostenere soggetti fisici e giuridici nelle attività di monitoraggio ambientale del territorio, mediante la raccolta e la condivisione di dati meteorologici, per la diffusione della conoscenza nel campo della meteorologia e della climatologia, promuovendo al contempo la libera condivisione dei dati meteorologici. A tale scopo, MeteoNetwork mette a disposizione 1 stazione meteorologica “Davis Instruments Vantage Pro2” che sarà assegnata al progetto ritenuto più rilevante.</p>
<p></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME PARTECIPARE</strong></p>
<p style="text-align: left;">SELEZIONE: I soggetti proponenti dovranno compilare la scheda di progetto scaricabile dall’apposita sezione del nostro sito indicando all’interno: descrizione della località che ospiterà la stazione, modalità di installazione, caratteristiche climatiche, modalità di trasmissione dati in rete, eventuali soggetti partner con relativo accordo di partenariato. Il Consiglio Direttivo valuterà ciascun progetto mediante apposita griglia di punteggio e assegnerà le stazioni meteorologiche alla proposta con maggior punteggio.</p>
<p></p>
<p style="text-align: center;"><strong>REGOLAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: left;">1) Soggetto promotore: il bando è indetto dall’Associazione MeteoNetwork.<br>2) Durata: il bando durerà 40 giorni dalla data di pubblicazione sul sito dell&#8217;Associazione.<br>3) Strumentazione a disposizione: 1 stazione meteorologica “Davis Instruments Vantage Pro2” dal valore di circa 1.000 euro.<br>4) Requisiti di partecipazione: possono partecipare al concorso tutte le organizzazioni non a scopo di lucro e gli istituti di istruzione.<br>5) Come partecipare: gli utenti dovranno compilare la scheda di progetto “Allegato A” in tutte le sue parti; non saranno prese in considerazione proposte incomplete o carenti della documentazione richiesta. Gli utenti avranno 40 giorni di tempo a partire dalla pubblicazione del bando sul sito dell’associazione per inviare la propria candidatura a <a href="mailto:info@meteonetwork.it">info@meteonetwork.it</a>.<br>6) Valutazione e assegnazione premi: il Consiglio Direttivo a proprio insindacabile giudizio valuterà i progetti finalisti entro 20 giorni dalla chiusura del concorso, tenendo conto anche delle seguenti premialità:<br>&#8211; Luogo dell’installazione: location carente di monitoraggio meteorologico nella rete MeteoNetwork: 5 punti<br>&#8211; Qualità dell’installazione: su tetto 1 punto; su prato 3 punti;<br>&#8211; Esperienza nel settore del soggetto proponente: da meno di 5 anni 1 punto; da oltre 5 anni 3 punti.<br>&#8211; Soggetto proponente socio MeteoNetwork: 5 punti;<br>&#8211; Evento di promozione del progetto: 3 punti;<br>&#8211; Accordi di partenariato: 3 punti;<br>&#8211; Eventuali output di progetto: 3 punti.</p>
<p>Il progetto con maggiore punteggio si aggiudicherà il premio di cui al punto 3.</p>
<p>7) Vincoli obbligatori: l’installazione della stazione dovrà rispettare i requisiti minimi previsti dalle norme MNW consultabili a questo link: <a href="http://wiki.meteonetwork.it/">http://wiki.meteonetwork.it/</a>. Dovrà essere garantita la necessaria alimentazione per la strumentazione e la costante condivisione online dei dati rilevati con iscrizione della stazione su <a href="http://my.meteonetwork.it/">http://my.meteonetwork.it/</a>.<br>Il mancato rispetto di uno o più vincoli obbligatori comporterà la restituzione del premio.</p>


<div class="wp-block-file"><a href="https://www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/Allegato-A_scheda-progetto.docx">Allegato-A_scheda-progetto</a><a href="https://www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/Allegato-A_scheda-progetto.docx" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/mnw.png?resize=424%2C424&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-15618" width="424" height="424" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/mnw.png?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/mnw.png?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/mnw.png?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/mnw.png?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2023/10/mnw.png?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Assemblea elettiva 2023</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/attivita-associativa/assemblea-elettiva-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Marasco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2023 08:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile 2023 si è svolta l’assemblea annuale dell’Associazione MeteoNetwork, durante la quale sono stati presentati ai soci, oltre ai bilanci associativi, le attività di gestione dei fondi 5&#215;1000 e le attività istituzionali svolte nel 2022 e in programmazione nel 2023. Le attività sono state svolte in streaming, una modalità consolidata negli ultimi anni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 aprile 2023 si è svolta l’assemblea annuale dell’Associazione MeteoNetwork, durante la quale sono stati presentati ai soci, oltre ai bilanci associativi, le attività di gestione dei fondi 5&#215;1000 e le attività istituzionali svolte nel 2022 e in programmazione nel 2023.</p>
<p>Le attività sono state svolte in streaming, una modalità consolidata negli ultimi anni che anche nel 2023 ha consentito una larga partecipazione dei soci di tutta Italia i quali hanno potuto presentare le proprie osservazioni o proposte e confrontarsi in merito all’ordine del giorno.</p>
<p>L’assemblea, inoltre, è stata occasione di rinnovo del <strong>Consiglio Direttivo</strong> 2023-2026 che ha visto l’elezione dei seguenti consiglieri:<br />
Alessandro Ceppi;<br />
Marco Giazzi;<br />
Francesco Marasco;<br />
Isabella Riva;<br />
Marco Tadini.<br />
Tra i candidati a tale carica era presente anche Franco Tuzzato che potrà assumere il ruolo di consigliere in caso di dimissioni di un eletto.</p>
<p>In occasione del primo consiglio direttivo successivo all’assemblea, i consiglieri hanno assegnato le seguenti nomine associative:<br />
Presidente – Marco Giazzi;<br />
Vice Presidente – Marco Tadini;<br />
Segretario – Luca Garbolino;<br />
Tesoriere: Fabrizio De Grandi.</p>
<p>Tutta l’Associazione augura un proficuo triennio a tutte le cariche sociali.</p>
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		<title>Outlook gennaio 2023</title>
		<link>https://www.meteonetwork.it/outlook/outlook-gennaio-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Cavazzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 14:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Associativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Outlook stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA Il mese di dicembre è stato, per gran parte, caratterizzato da un vortice polare troposferico debole fino in bassa stratosfera e da valori negativi degli indicatori NAO/AO. Alle quote medio alte della stratosfera diversamente il vortice ha proseguito un percorso di raffreddamento piuttosto marcato benché mantenuto in condizioni di equilibrio rispetto a moderati flussi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meteonetwork.it/outlook/outlook-gennaio-2023/">Outlook gennaio 2023</a> proviene da <a href="https://www.meteonetwork.it">MeteoNetwork</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>PREMESSA</h3>
<p>Il mese di dicembre è stato, per gran parte, caratterizzato da un vortice polare troposferico debole fino in bassa stratosfera e da valori negativi degli indicatori NAO/AO.<br />
Alle quote medio alte della stratosfera diversamente il vortice ha proseguito un percorso di raffreddamento piuttosto marcato benché mantenuto in condizioni di equilibrio rispetto a moderati flussi di calore prevalentemente disposti su W2 ( 2 waves pattern) con la prima cresta d&#8217;onda leggermente recessiva.<br />
La troposfera ha coadiuvato questo equilibrio attraverso un vortice poco coeso che ha permesso l&#8217;evoluzione di uno scenario assimilabile al pattern SCAND + ad ATH in evoluzione di blocco sulla Groenlandia.<br />
Una successiva fase maggiormente forzante in troposfera dovuta ad un AAM+ con Mountain Torque sulla catena asiatica ha generato un rinforzo del PNA evidente nell&#8217;approfondimento della depressione semipermanente aleutinica sfociato in un deciso blocco che ha esordito Dal Golfo dell&#8217;Alaska fino al polo ove si è generato il wave breaking dell&#8217;onda planetaria con conseguente inversione di gradiente troposferico e soppressione dei flussi orizzontali e verticali di calore per venir meno del gradiente meridionale di temperatura e di pressione.<br />
Tale evento è associato, proprio per quanto detto, ad un rapido rinforzo della colonna del vortice polare per il venir meno dei disturbi provocati dagli eddy calore e momento.<br />
L&#8217;evento stratosferico estremo che ne consegue rappresenta la rottura di quell&#8217;equilibrio fino a prima mantenuto tra flussi di calore e raffreddamento radiativo.<br />
L&#8217;influenza di questo evento in troposfera, manifestatasi soprattutto sull&#8217;andamento della NAO, ha dovuto verosimilmente fare i conti con MPV nettamente sotto la media su tutta la colonna del VP. Questo si traduce in una minor capacità da parte dei piani più alti di condizionare quelli più bassi a livello polare, come dimostra l&#8217;andamento dell&#8217;indice AO, in netta risalita ma su valori comunque neutri/debolmente negativi.</p>
<h3>PROSPETTIVE PER IL MESE DI GENNAIO</h3>
<p>La prima parte del mese di gennaio risentirà giocoforza degli eventi occorsi nell&#8217;ultima parte di dicembre con un debole rinforzo del vortice polare troposferico, soprattutto nel suo ramo Nord-Atlantico, al punto che l&#8217;indice NAO da valori marcatamente negativi, generati dal vasto anticiclone polare, invertirà repentinamente il suo segno divenendo positivo seppure in maniera contenuta.<br />
L&#8217;Europa meridionale nella prima decade di gennaio subirà dapprima i residui effetti generati dalla falla pressoria presente nel medio atlantico causata dalla precedente circolazione e responsabile di marcate anomalìe positive di temperatura e geopotenziale con valori del tutto anomali sull&#8217;Italia rispetto al periodo e a seguire di modeste ondulazioni in seno alla corrente occidentale con effetti limitati alle aree alpine e alle regioni settentrionali con temperature ancora elevate ma in progressivo ridimensionamento.<br />
La tendenza verso un periodo dai connotati moderatamente invernali dovrebbe aversi dopo l&#8217;epifania, intorno alla fine della prima decade del mese e caratterizzare questo breve periodo.<br />
Si prevede infatti un temporaneo aumento dei geopotenziali in direzione dell&#8217;Europa settentrionale verso la penisola scandinava ove vi sarà la tendenza all&#8217;affermarsi di una situazione di blocco.<br />
Il disturbo al vortice polare sarà pertanto a carico di 3 principali ondulazioni a livello emisferico.<br />
La prima nel Pacifico tra il Golfo dell&#8217;Alaska e la west coast nord americana incentivata dall&#8217;oscillazione del PNA che permarrà su valori mediamente positivi, la seconda dalle medie latitudini euroatlantiche verso la penisola scandinava e la terza più debole sull&#8217;Asia centro orientale.<br />
Due i principali centri motore nei quali si ripartiranno le masse artiche: il primo a carico della semipermanente aleutinica, il secondo a carico del vortice canado-groenlandese.<br />
Conseguenza di questo nuovo assetto sarà il calo dell&#8217;indice AO verso valori moderatamente negativi mentre il segno della nao oscillerà tra valori neutri o leggermente positivi.<br />
A ragione di questa circolazione si ritiene che gli afflussi di aria fredda provenienti dal continente euroasiatico dovrebbero prediligere l&#8217;Europa orientale con debole e marginale coinvolgimento delle regioni orientali della nostra penisola.<br />
Nel contempo la riattivazione degli eddy heat fluxes dopo la stasi di fine dicembre / inizio gennaio, dovrebbe rendersi evidente anche in stratosfera attraverso l&#8217;esordio di un nuovo disturbo al vortice polare con esordio prevalente di W1 su quasi tutte le quote (1/70 hpa).<br />
L&#8217;azione compressiva del pattern ad una onda si tradurrà in troposfera in un travaso verso est della forte semipermanente islandese formatasi in precedenza. Questo porterà ad un sensibile rinforzo zonale sul settore europeo. Le correnti dovrebbero disporsi da WNW/NW alle medio-basse latitudini con clima spesso perturbato sull&#8217;Europa centro-settentrionale e più stabile su quella meridionale. L&#8217;andamento delle correnti potrebbe portare a ripetuti fenomeni di foehn alpino sul Nord Italia, in un contesto non lontano dalle medie termiche su tutto il Paese.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14285" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2022/12/HmdsgDEyiv.png?resize=300%2C232&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="232" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2022/12/HmdsgDEyiv.png?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2022/12/HmdsgDEyiv.png?w=700&amp;ssl=1 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La rotazione del VP indotta dall&#8217;azione della prima onda dovrebbe compiersi, intorno a metà mese, con una maggiore redistribuzione delle masse artiche anche sul settore canadese, fino ad allora pressoché sgombro dalle maggiori vorticità. Questo potrebbe portare alla riemersione di uno dei pattern caratteristici di questo fine autunno/inizio inverno, cioè lo Scand +, intorno alla fine della seconda decade. Il tutto si accompagnerebbe con un calo della NAO su valori debolmente negativi e ad un nuovo disturbo a 2 onde in stratosfera.<br />
Sull&#8217;Europa si riaffaccerebbero, in questo caso, correnti fredde di matrice artico-continentale o polare-continentale, con probabile maggior interessamento delle zone centrali ed orientali europee. Qualora la NAO dovesse calare su valori più marcatamente negativi, non è da escludere un maggior travaso dell&#8217;aria fredda verso ovest (ipotesi minoritaria).<br />
Anche il nostro Paese dovrebbe risentire di questo afflusso freddo, specie le regioni Settentrionali e Orientali. Permane la possibilità di avere contributi umidi da ovest ad interagire con l&#8217;aria più fredda da est, durante l&#8217;ultima decade. In tal caso andrebbe valutata l&#8217;area di &#8220;scontro&#8221; per individuare quali zone potrebbero essere colpite da maltempo di carattere freddo, cosa ad ora impossibile da stabilire.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14286" src="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2022/12/VwH6cY7Gt7.png?resize=300%2C232&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="232" srcset="https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2022/12/VwH6cY7Gt7.png?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.meteonetwork.it/wp-content/uploads/2022/12/VwH6cY7Gt7.png?w=700&amp;ssl=1 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Qualora il disturbo su due onde dovesse risultare stazionario ed intrusivo, sarebbe da mettere in conto un MMW di tipo split nella prima parte del mese del febbraio.</p>
<p>Non possiamo tuttavia non sottolineare l&#8217;esistenza di un importante &#8220;bivio previsionale&#8221; a metà mese. Se infatti la rotazione del VP non dovesse tradursi in un aumento di gpt sul settore nord-europeo e quindi una riattivazione di wave 2 (ipotesi per noi maggioritaria) ma dovessimo assistere ad un fisiologico calo di W1 con riaccentramento del VPS sul Polo, allora si assisterebbe ad una nuova impennata del NAM in medio-alta stratosfera, con l&#8217;attivazione di un nuovo ESE Cold, stavolta con possibilità di condizionamento troposferico nettamente maggiori (ipotesi per noi minoritaria).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meteonetwork.it/outlook/outlook-gennaio-2023/">Outlook gennaio 2023</a> proviene da <a href="https://www.meteonetwork.it">MeteoNetwork</a>.</p>
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