Dopo l’inverno 2006/2007 e quello appena trascorso, sempre più spesso ci capita di lamentarci di quanto la stagione fredda non soddisfi le nostre aspettative. Mi è sembrato opportuno perciò cominciare a lavorare in un’ ottica non più meramente “orticellistica”, e vedere se effettivamente quanto avvenuto negli ultimi due inverni in Italia sia da inquadrare in un ambito strettamente locale oppure in un ambito emisferico. Nasce così l’idea di una rubrica periodica mensile per capire se effettivamente tutto l’emisfero boreale si muove nella stessa direzione o se siamo semplicemente vittime del ciclico evolvere delle condizioni climatiche. Ecco quanto ottenuto dalla comparazione di alcuni parametri, quali la temperatura, la pressione, le SST ( temperature delle acque) e le precipitazioni sul nostro emisfero.
Buona lettura,
Luigi Bellagamba.
Categoria: Attività Associativa
La fase invernale di Pasqua 2° parte
Dopo aver analizzato nella prima parte la preparazione dell’attacco invernale al ponte pasquale, ed aver capito come siamo arrivati in pieno Marzo ad avere una configurazione tipicamente invernale, passiamo ad occuparci della seconda parte del peggioramento, quella che va dal 22 al 24 Marzo sempre grazie all’ausilio delle analisi di Lorenzo Catania, ed al contributo fotografico di molti nostri lettori.
La stratosfera
In questo lavoro sono esposti i concetti di base sulla struttura termica e sinottica della stratosfera, che hanno l’obiettivo di mettere a disposizione una chiave di lettura sui possibili scenari configurativi emisferici indotti da particolari dinamiche stratosferiche. Lo scopo divulgativo con cui ci si è mossi nel redigere il lavoro, attraverso un uso di terminologia il più possibile semplificata e senza scendere troppo in dettagli tecnici, si rivolge sia a chi si sta avvicinando per la prima volta all’argomento, sia a chi vuole approfondire concetti già noti e confrontare nuovi risultati attraverso l’analisi di alcuni casi di studio.
L'impatto dell'Oceano Atlantico sul clima europeo
Al giorno d'oggi si sente spesso parlare della Corrente del Golfo, soprattutto in relazione al clima europeo e ai cambiamenti a vasta scala che potrebbe portare una sua alterazione. Nello specifico ci si chiede quali potrebbero essere le conseguenze dell'arresto di una delle maggiori correnti oceaniche della Terra: una nuova era glaciale? stavolgimenti climatici globali immediati?
In realtà molti sono i fraintendimenti che ruotano attorno al mito della tiepida corrente atlantica: innanzitutto la Corrente del Golfo, nella sua corretta denominazione oceanografica, non potrà MAI fermarsi, almeno fin quando esisteranno i venti, i continenti saranno disposti come oggi e la Terra girerà; quello che potrebbe avvenire è un arresto, o rallentamento, della Corrente del Nord Atlantico, non della Corrente del Golfo, da cui si distingue.
Ma a parte questa improprietà dell'uso dei termini, non c'è alcuna evidenza, per ora, che negli ultimi decenni il trasporto di calore attraverso l'oceano verso l'Europa sia diminuito. In questo senso gli studi sono constrastanti nel diagnosticare l'eventuale cambiamento della circolazione atlantica.
Questo approfondimento non ha il compito di cercare delle risposte che solo ulteriori studi potranno fornire, ma di spiegare la conoscenza dello stato attuale delle cose per eliminare molti equivoci sorti su questi argomenti.
Ho pensato di fornire una prima parte propedeutica alla comprensione dei temi che verranno trattati (THC, MOC, AMO) in cui si discutono le principali caratteristiche della circolazione oceanica globale, pur senza una rigorosa spiegazione matematica dei fenomeni che appesantirebbe non poco la lettura.
Claudio Stefanini
La radiazione elettromagnetica
La radiazione elettromagnetica è un fattore molto importante alla base delle dinamiche atmosferiche. In questo lavoro si prendono in considerazione le onde elettromagnetiche che più le riguardano, ovvero il visibile, l'ultravioletto e l'infrarosso e viene mostrata l'enorme quantità di energia che trasportano con loro. Inoltre è spiegato in maniera qualitativa come avvengono gli scambi di energia e le interazioni con le molecole che compongono l'atmosfera, ovvero assorbimento, riflessione e trasmissione, ed è riportato un bilancio energetico globale che ci spiega l'insorgere dei moti atmosferici a livello globale.
A spasso per il mondo: Marzo 2008
Ecco un nuovo aggiornamento dell’analisi relativa all’emisfero boreale. Si affronta questa volta Marzo 2008: in Europa in questo mese , come ben ricordiamo, abbiamo assistito ad una recrudescenza invernale che ha mitigato in parte l’assenza di fenomenologia di questo inverno.verifica di Giugno
In questo articolo si analizza in dettaglio la proiezione del mese di giugno 2008 fornita il 20 maggio precedente dal Comitato Scientifico Meteonetwork. In particolare state analizzate in dettaglio le seguenti parti differenziate: 1) la parte di proiezione mensile classica, dedicata ad una descrizione generale basata sulle anomalie di geopotenziale, pressione media ed analisi del getto in quota; 2) la parte dedicata all’evoluzione dalle configurazioni nel mese analizzato, rispetto a quanto previsto. I punti salienti sono stati messi in evidenza e si è cercato di fornire un punto di vista su alcune difformità riscontrate. Questo lavoro verrà ripetuto per ciascuna previsione mensile e per il suo aggiornamento, fatto all'inizio del mese interessato. Infine a fine stagione sarà discusso il quadro complessivo della proiezione.”Proseguono le analisi del Progetto Clima: Gennaio 2008
Benritrovati al consueto appuntamento con le analisi mensili del Progetto Clima, che ci illustra l'andamento del primo mese del 2008. Nel primo allegato trovate l'analisi sinottica del mese di Gennaio a cura di Giacomo Tassi, con descrizione sintetica dei principali eventi meteo locali e a corredo la rielaborazione grafica delle mappe GFS-MNW. Nel secondo allegato l'analisi microclimatica per la città di Milano, corredata da grafici, confronti statistici e una minuziosa descrizione degli eventi osservati in città e dintorni, a cura di Gianfranco Bottarelli.
North Atlantic Oscillation – Parte Prima
Perché scrivere un articolo sulla North Atlantic Oscillation? La prima risposta che mi viene in mente è legata al fatto che per capire di più nell’ ambito delle teleconnessioni l’unico mezzo è avere una buona conoscenza dell’inglese e cominiciare a vagare in Internet per trovare articoli che trattino questo argomento. Il fatto è che la North Atlantic Oscillation non è fine a se stessa: ci sono interazioni molteplici che possono influenzare l’andamento di questa teleconnessione e questo indice è in grado di influenzare a sua volta altri indici.
Per fare un po’ di chiarezza e mettere a disposizione in italiano i testi che ho tradotto ho deciso di mettere tutto nero su bianco ed è così uscito fuori questo lavoro che dovrebbe almeno negli intenti rendere più chiaro a tutti cosa è la NAO.
Questa prima parte pubblicata sul nostro portale può essere intesa come un’introduzione, una parte semplicemente descrittiva che spiega cos’è la North Atlantic Oscillation. Seguirà una parte dedicata alle interazioni.
Auguro a tutti buona lettura a nome del CS di MNW.
Luigi Bellagamba
Partono le analisi del Progetto Clima: Novembre 2007
Con questa pubblicazione, anche il Progetto Clima incomincia a proporvi una serie di elaborati, a cadenza mensile, che svilupperanno l’analisi del comportamento del clima italiano. Scusandoci per il ritardo, iniziamo con il mese di novembre in cui proponiamo, nei due pdf allegati, il riassunto teleconnettivo e sinottico e la statistica di alcune città campione riferita ai parametri di temperatura e precipitazioni.
Trattandosi della nostra prima uscita, abbiamo cercato di presentarvi un lavoro il più curato possibile, ma siamo noi i primi a riconoscere che si può fare ancora di più. A tal proposito, già con il mese di dicembre la parte statistica sarà ancora più ampia, articolata e dettagliata.
Il lavoro che vi appresterete a leggere è il frutto di una proficua collaborazione tra i ragazzi che hanno aderito a questo progetto e di un’organizzazione interna che ha equamente ripartito i compiti tra tutti i collaboratori: si tratta di un vero e proprio lavoro di squadra, portato avanti giorno dopo giorno con passione e costanza.
Sotto la supervisione del Comitato Scientifico, il Progetto Clima saprà sicuramente intraprendere, da qui in avanti, un cammino di sviluppo mirato a diffondere una corretta conoscenza ed interpretazione della climatologia italiana.
Buona lettura