Previsione di un fronte

FronteQuesto articolo nasce da un confronto nell'area didattica del nostro forum e mette in risalto proprio l'eterogeneità del nostro gruppo e la notevole “palestra” costituita dalle discussioni didattiche. Nei giorni precedenti alla creazione di questo thread didattico infatti Lorenzo Catania si era reso protagonista di una performance degna dei migliori meteoman, descrivendo l'evoluzione di una perturbazione con dovizia di particolari. Di fronte alla sua esposizione ho ritenuto utile aprire in primis per me, ma un po' a tutti, una  nuova discussione che spiegasse a grandi linee, come si fa avendo delle mappe a costruire i movimenti di un fronte.
Detto e fatto, contando sulla disponibilità di Lorenzo Catania ne è uscito un bel lavoro che a mio avviso ha meritato un posto anche in questo portale.
   
Buona lettura a tutti.
Luigi Bellagamba

Proseguono le analisi del Progetto Clima: Dicembre 2007

dicembre 2007L’analisi che vi propone il Progetto Clima per il mese di dicembre analizza dettagliatamente il comportamento del tempo nel primo mese invernale dell'inverno 2007-2008. Nel primo pdf allegato trovate la statistica suddivisa in tre macro-aree: Nord, Centro, Sud e Isole. Ai dati puntuali riferiti ad alcune delle sessanta stazioni della rete dell’Aeronautica Militare si accompagnano alcuni grafici che danno un andamento d’insieme per ogni macro-area, mentre la tabella riassuntiva e il relativo grafico ci permettono di quantificare le medie e le anomalie pesate su tutta l’Italia.
   
Nel secondo pdf, invece, trovate un’analisi dell’ondata di freddo che ha colpito il Centro-Sud tra il 14 e il 16 dicembre. Infine, nel terzo pdf, il resoconto mensile per la città di Milano curato da Gianfranco Bottarelli.

Partono le analisi del Progetto Clima: Novembre 2007

Con questa pubblicazione, anche il Progetto Clima incomincia a proporvi una serie di elaborati, a cadenza mensile, che svilupperanno l’analisi del comportamento del clima italiano. Scusandoci per il ritardo, iniziamo con il mese di novembre in cui proponiamo, nei due pdf allegati, il riassunto teleconnettivo e sinottico e la statistica di alcune città campione riferita ai parametri di temperatura e precipitazioni. 
   
Trattandosi della nostra prima uscita, abbiamo cercato di presentarvi un lavoro il più curato possibile, ma siamo noi i primi a riconoscere che si può fare ancora di più. A tal proposito, già con il mese di dicembre la parte statistica sarà ancora più ampia, articolata e dettagliata.
   
Il lavoro che vi appresterete a leggere è il frutto di una proficua collaborazione tra i ragazzi che hanno aderito a questo progetto e di un’organizzazione interna che ha equamente ripartito i compiti tra tutti i collaboratori: si tratta di un vero e proprio lavoro di squadra, portato avanti giorno dopo giorno con passione e costanza.
   
Sotto la supervisione del Comitato Scientifico, il Progetto Clima saprà sicuramente intraprendere, da qui in avanti, un cammino di sviluppo mirato a diffondere una corretta conoscenza ed interpretazione della climatologia italiana.
   
Buona lettura

La fase invernale di Pasqua 2° parte

Dopo aver analizzato nella prima parte la preparazione dell’attacco invernale al ponte pasquale, ed aver capito come siamo arrivati in pieno Marzo ad avere una configurazione tipicamente invernale, passiamo ad occuparci della seconda parte del peggioramento, quella che va dal 22 al 24 Marzo sempre grazie all’ausilio delle analisi di Lorenzo Catania, ed al contributo fotografico di molti nostri lettori.

Buona lettura a tutti.

North Atlantic Oscillation – Parte Prima

NaoPerché scrivere un articolo sulla North Atlantic Oscillation? La prima risposta che mi viene in mente è legata al fatto che per capire di più nell’ ambito delle teleconnessioni l’unico mezzo è avere una buona conoscenza dell’inglese e cominiciare a vagare in Internet per trovare articoli che trattino questo argomento. Il fatto è che la North Atlantic Oscillation non è fine a se stessa: ci sono interazioni molteplici che possono influenzare l’andamento di questa teleconnessione e questo indice è in grado di influenzare a sua volta altri indici.
   
Per fare un po’ di chiarezza e mettere a disposizione in italiano i testi che ho tradotto ho deciso di mettere tutto nero su bianco ed è così uscito fuori questo lavoro che dovrebbe almeno negli intenti rendere più chiaro a tutti cosa è la NAO.
   
Questa prima parte pubblicata sul nostro portale può essere intesa come un’introduzione, una parte semplicemente descrittiva che spiega cos’è la North Atlantic Oscillation. Seguirà una parte dedicata alle interazioni.
   
Auguro a tutti buona lettura a nome del CS di MNW.
Luigi Bellagamba

Puglia: Aprile 2012 – Statistica

Nella regione Puglia le stazioni totali prese in esame sono 44.
Sono risultate valide 33 stazioni per la temperatura e 30 stazioni per la pluviometria.
La situazione pugliese in termini di quantità di stazioni utili alle statistiche climatiche è sicuramente tra le migliori con quasi un 70% di validità. Non male !

Partiamo dall’andamento delle temperature
Valori del 2012 assolutamente in linea con quelli del periodo precedente, anche se una qualche anomalia è presente nel valore estremo minimo

PGr1A

Facendo uno zoom a livello stazioni si osservano estremi massimi tra nella gamma 25-30° indice di una situazione termica omogeneamente distribuita, così per tutti gli altri valori caratteristici, quali  temperatura massima e minima.

PGr2A

Mentre l’aspetto termico ci regala una situazione abbastanza in linea, discorso assolutamente diverso si presenta per la pluviometria.
Il seguente grafico ci mostra sostanzialmente che ha piovuto di più per più giorni ma non più intensamente del periodo precedente. Quindi ci sono stati in media più fenomeni temporleschi che nell’ultimo periodo ma non molto intensi.

PGr3A

Zoomando sulle singole stazioni notiamo che ci sono dei veri e propri campioni di accumulo quali Bari e Locorotondo ma nel complesso ha piovuto mediamente per 9 giorni su quasi ogni stazioni ma con fenomeni locali non molto intensi.

PGr4A

Dando ora uno sguardo agli andamenti annuali si può notare che mentre i valori medi si sono mantenuti in linea anno dopo anno, si ha un andamento crescente dal 2009 dei valori estremi massimi e un andamento decrescente a partire dallo stesso anno dei valori estremi termici minimi con un conseguente allargamento della forbice termica rispetto al 2009 di circa 8°C

Altra cosa che si nota è l’inversione di tendenza del periodo 2009-2012 rispetto 2007-2009 e ques’ultimo rispetto a quello precedente …Ciclicità termica ?

PGr5A

Dal punto di vista pluviometrico, sicuramente il periodo 2009-2011 evidenzia una tendenza alla siccità molto marcata. Fenomeno che si è invertito proprio nel 2012 laddove sia accumulato che numero di giorni sono aumentati rispetto al 2011.

PGr6A

Di seguito le città che hanno staccato i valori estremi in ambito termico e pluviometrico

PTb1A

 

Autori: 

AC Statistiche e grafici a cura di Cristina Cappelletto, commento di Francesco Leone

Dietro le quinte: la fine delle estate 2008?


L’autunno è la stagione in cui in genere assistiamo all’alternanza di circolazioni ancora tipiche dell’estate, con bel tempo e temperature gradevoli, a situazioni perturbate e fresche che introducono alla stagione invernale. Durante l’autunno la frequenza con cui si presentano situazioni dalle caratteristiche estive va diminuendo man mano che ci si avvicina alla stagione fredda, lasciando sempre più spazio ad un tempo più umido e freddo. E’ lecito quindi attendersi, in questo periodo dell’anno, bruschi cambiamenti del tempo meteorologico, che il più delle volte possono erroneamente far pensare alla scomparsa delle mezze stagioni.
Durante i primi 10 giorni dell’autunno meteorologico 2008 (1 Settembre-30 Novembre), la situazione meteorologica in Europa è stata caratterizzata dal rafforzamento dell’alta pressione delle Azzorre sul Mediterraneo, con contributo via via maggiore di aria di origine africana. I primi disturbi alla stabilità hanno così coinvolto solo la parte più settentrionale e occidentale d’Europa mentre, specie in Italia, si sono registrati valori termici considerevolmente sopra le medie del periodo. Durante gli ultimi giorni della settimana appena trascorsa la situazione è invece cambiata grazie all’isolamento di un grosso anticiclone sulla Penisola scandinava. Così, una prima perturbazione atlantica arrivata sul Regno Unito (Figura 1) durante il suo tipico spostamento da Ovest verso Est, ha trovato la “strada sbarrata” ed è stata costretta a trovare una via più meridionale, la via per il Mediterraneo.

Fronte freddo in discesa sul Mediterraneo
Figura 1: Immagine satellitare sull’Europa alle ore 5 di Giovedì 11 Settembre 2008. In blu il lungo fronte freddo che scende verso il Mediterraneo. Al suo seguito linee di instabilità e aria fredda. In rosso il fronte caldo che risale verso la Norvegia. In viola il fronte occluso.Elaborazione grafica a cura di Lorenzo Catania.

Nella giornata di venerdì 12 l’aria fredda entra nel bacino del Mediterraneo dalla Porta di Carcassonne: lo scontro tra masse d’aria dalle caratteristiche nettamente differenti, rinvigorite dal contributo marino viste le alte temperature superficiali, produce i primi sistemi temporaleschi che colpiscono soprattutto la Pianura Padana Centro Orientale, la Sardegna ed il Lazio (Figura 2).

Fronte freddo sulle regioni centrali italiane
Figura 2: a sinistra immagine satellitare alle ore 13 di venerdì 12 Settembre 2008. Il fronte freddo ha raggiunto le regioni centrali italiane. L’aria fredda nelle ore successive comincerà ad affluire anche dalla porta della Bora, con l’approssimarsi del fronte freddo sull’Austria. Sistemi convettivi alla mesoscala sono presenti sulla Pianura Padana centrale, Ovest Sardegna.(Elaborazione grafica a cura di Lorenzo Catania). A destra è visibile il top delle nubi. I sistemi convettivi prima individuati ci mostrano la loro struttura tondeggiante: sono agglomerati di temporali, alcuni anche molto violenti, che colpiranno Sardegna, Lazio e Pianura Padana centro orientale.

Sabato 13 Settembre la perturbazione prende forma (Figura 3a). Un minimo di pressione a 500hPa si scava sul Golfo di Genova andando in breve tempo a coincidere con il minimo al suolo. Contemporaneamente l’aria fredda russa affluisce aggirando le Alpi da est. Una lunga fase perturbata comincia a concretizzarsi per il nord Italia con venti freddi, precipitazioni e nevicate in alta montagna. Sulla Campania e su tutte le regioni Meridionali gli effetti dello scontro tra aria in risalita dall’Africa e quella nordatlantica si fanno sentire con temporali anche violenti e duraturi a partire dalla serata (Figura 3b). Sulle altre regioni si assiste a rovesci sparsi, alcuni anche di forte intensità.

Aria fredda da ovest e da est
Figura 3a-b: a) sinistra: immagine satellitare alle ore 7 di sabato 13 Settembre 2008: azione a “tenaglia” con l’aria fredda che sfocia nel Mediterraneo sia da ovest (fronte freddo, linea tratteggiata blu) che da est , dove osserviamo la sovrapposizione del fronte caldo della perturbazione atlantica sull’aria fredda russa in discesa da nordest (fronte occluso in viola). B) destra: Ore 20:30 si comincia a delineare il minimo di geopotenziale sull'ovest Piemonte, sviluppatosi bene grazie anche all'orografia ed alla azione combinata di Mistral da una parte e Bora dall'altra. Nel frattempo sulla Toscana centrale l'arrivo di una Jet Streak (un'accelerazione improvvisa della Corrente a Getto) ha portato alla formazione di una nuova linea temporalesca, che lentamente si estenderà verso nord-est, scivolando in contemporanea (molto lentamente) verso SE. Elaborazione grafica ed interpretazione a cura di Lorenzo Catania.

Domenica 14 Settembre La struttura depressionaria nella sua fase più matura si manifesta nel pieno vigore. L’instabilità è accentuata, i venti si intensificano portando una corposa diminuzione della temperatura e le precipitazioni si fanno sentire specialmente sulle linee frontali. Il fronte freddo ha raggiunto nelle prime ore della giornata la Sicilia, la Calabria e la Puglia, mentre il fronte occluso è stazionario da molte ore sull’appennino tosco-emiliano. Altrove permangono condizioni prettamente instabili con alternanza di nubi, rovesci e sprazzi di sole. La neve ha fatto la sua comparsa sulle Alpi a quote prossime o lievemente inferiori ai 2000 metri. Durante il pomeriggio e la serata di Domenica i fenomeni tendono ad indebolirsi ulteriormente. L’intera struttura ciclonica tende infatti ad occludersi con il passare delle ore.

Vortice sull'Italia
Figura 4a-b: a) sinistra: immagine satellitare delle prime ore di Domenica 14 Settembre 2008: Un bel vortice abbraccia tutta l'Italia in una morsa di tempo generalmente instabile. La perturbazione formatasi venerdì sera sulle Baleari ormai è evoluta in ossequio ai venti freddi russi ed a quelli freschi atlantici, arrivando ad occludersi in buona parte; il ramo freddo sta finendo di attraversare il sud, con gli ultimi spettacolari temporali. Al nord, grazie ai venti in quota ancora favorevoli, nonostante il passaggio dell'occlusione c'è ancora qualche ammasso cumuliforme ben organizzato; sulle altre regioni l'instabilità è ancor meglio accentuata, ed i cumulonembi sono alternati a belle schiarite.(Elaborazione grafica ed interpretazione a cura di Lorenzo Catania).

Al termine della giornata di domenica la prima perturbazione a carattere autunnale, che ha coinvolto la totalità delle regioni italiane, ha dato ormai il meglio di sé. Le precipitazioni sono state mediamente abbondanti e a carattere temporalesco, specie sulla Pianura Padana, sulle Alpi di Nordest ed al sud Italia, segnatamente su Campania, Calabria Basilicata e Sicilia. Le regioni centrali hanno anch’esse beneficiato delle prime piogge dopo un lungo periodo siccitoso (circa 80 giorni senza precipitazioni degne di considerazione), ma sono state le più penalizzate a causa del carattere stazionario della perturbazione.

Autori: 

Staff Comitato Scientifico

North Atlantic Oscillation – Parte Prima

Perché scrivere un articolo sulla North Atlantic Oscillation? La prima risposta che mi viene in mente è legata al fatto che per capire di più nell’ ambito delle teleconnessioni l’unico mezzo è avere una buona conoscenza dell’inglese e cominiciare a vagare in Internet per trovare articoli che trattino questo argomento. Il fatto è che la North Atlantic Oscillation non è fine a se stessa: ci sono interazioni molteplici che possono influenzare l’andamento di questa teleconnessione e questo indice è in grado di influenzare a sua volta altri indici.

Per fare un po’ di chiarezza e mettere a disposizione in italiano i testi che ho tradotto ho deciso di mettere tutto nero su bianco ed è così uscito fuori questo lavoro che dovrebbe almeno negli intenti rendere più chiaro a tutti cosa è la NAO.

Questa prima parte pubblicata sul nostro portale può essere intesa come un’introduzione, una parte semplicemente descrittiva che spiega cos’è la North Atlantic Oscillation. Seguirà una parte dedicata alle interazioni.

Autori: 

Luigi Bellagamba

AllegatoDimensione

NAO parte 1.pdf2.25 MB

Verifica outlook estivo

Le previsioni stagionali sono da sempre un insidia in virtù della oggettiva difficoltà nel prevedere le linee di tendenza che potranno manifestarsi nei mesi successivi. Da qualche anno il Comitato Scientifico “espone” il fianco pubblicando le previsioni stagionali e, novità di quest’anno, eseguendo le revisioni del lavoro effettuato.
Al termine dei mesi analizzati dal nostro outlook era perciò un obbligo verificare quanto di buono era stato previsto nel nostro lavoro, e quanto invece poteva essere stato sbagliato, e dopo le verifiche mensili, ecco qua la verifica stagionale.
In attesa perciò di cominciare a lavorare per il prossimo outlook invernale, ecco in allegato il lavoro.
Buona lettura

Autori: 

Rossi Andrea

AllegatoDimensione

Verifica outlook estivo.pdf174.81 KB

Verifica di giugno

In questo articolo si analizza in dettaglio la proiezione del mese di giugno 2008 fornita il 20 maggio precedente dal Comitato Scientifico Meteonetwork. In particolare state analizzate in dettaglio le seguenti parti differenziate:

  1. la parte di proiezione mensile classica, dedicata ad una descrizione generale basata sulle anomalie di geopotenziale, pressione media ed analisi del getto in quota
  2. la parte dedicata all’evoluzione dalle configurazioni nel mese analizzato, rispetto a quanto previsto

I punti salienti sono stati messi in evidenza e si è cercato di fornire un punto di vista su alcune difformità riscontrate. Questo lavoro verrà ripetuto per ciascuna previsione mensile e per il suo aggiornamento, fatto all'inizio del mese interessato. Infine a fine stagione sarà discusso il quadro complessivo della proiezione.”

Autori: 

Andrea Rossi

AllegatoDimensione

Outlook CS-MNW Verifica Giugno.pdf656.07 KB

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