Reversal pattern in ottobre?

Da due mesi a questa parte, stiamo assistendo ad un rinforzo della semipermanente islandese con blande ondulazioni limitate al solo Atlantico centrorientale, con il risultato che il Mediterraneo centrale ha subito il progressivo rafforzamento del campo anticiclonico.
La particolare disposizione delle SSTA atlantiche ha giocato un ruolo chiave, a mio avviso, nel favorire il permanere di condizioni miti e stabili anche nel mese di Settembre, interrotte solo da fugaci eventi perturbati.
Nella figura sottostante, che rappresenta l’anomalia delle temperature superficiali marine, ho evidenziato un’area molto estesa con SSTA negative. Il particolare dipolo, SSTA- nel Nord Atlantico e SSTA+ nella fascia centrale dell’Atlantico settentrionale, è probabilmente favorito dal permanere di condizioni Nina nel Pacifico e ha importanti implicazioni nel medio e nel lungo periodo.

Figura1

Costruendo un indice che contempli le SST nell’area evidenziata sopra (45N-60N e 40W-10W) si possono analizzare più in dettaglio le correlazioni con le altezze geopotenziali nei mesi autunnali sul comparto europeo.
Partiamo dal lag 0, ossia tra le SST in tale area nel mese di settembre e le correlate altezze geopotenziali nello stesso mese. Le altezze geopotenziali correlate, rispecchiano in maniera fedele le anomalie osservate nei primi 15 giorni del mese. Anomalie che con ogni probabilità sono destinate a persistere anche nella seconda metà del mese.
N.B: essendo le SSTA in tale area negative, a correlazioni positive corrisponderà una maggiore probabilità di avere altezze geopotenziali negative rispetto alla media, e viceversa.

Figura2

Ed eccoci al mese di ottobre, con correlazione a lag 1 (ovvero con le SSTA del mese di settembre). In questo caso – ecco spiegato il titolo dell’articolo – si osservano invece correlazioni quasi opposte rispetto a settembre. Quindi SSTA nagative nell’area sopra descritta, sembrerebbero favorevoli ad un “reversal pattern” (ovvero una configurazione barica opposta rispetto a quella settembrina) accompagnato quindi da una instabilità persistente nel Mediterraneo centrale.

Figura3

Ovviamente si tratta di supposizioni esposte valutando come unico predictor, l’attuale dipolo Atlantico, che necessiteranno di essere vagliate più approfonditamente nelle prossime settimane in sede di analisi modellistica.
Volendoci spingere ancora più in là, novembre e dicembre vedrebbero il ritorno di condizioni più stabili, rispetto alla media.

Figura4

Bisogna però tenere conto che all’aumentare del lag, le correlazioni diminuiscono drasticamente. Pertanto sarà meglio riaggiornarsi e nel frattempo continuare a seguire gli sviluppi sul fronte della NAO prevista nei prossimi mesi:



 
Autori: 

Marco Magnani

Outlook Inverno 2011-2012

A nostro avviso sussistono tutti gli elementi per osservare con una certa frequenza regimi di ATH (anticiclone in Atlantico a ridosso delle coste europee), EUH (anticiclone europeo) e, nella prima parte, ZON (zonalità, NAO+) e SCL (vortice freddo centrato sulla Scandinavia). Propendiamo per un’anomalia positiva dei GPT su centro-nord Atlantico e nord Europa, una negativa ove riteniamo che possa distendersi il getto atlantico, una negativa debole sul basso Mediterraneo, frutto di una media dei 3 mesi invernali che assumerebbero le seguenti caratteristiche specifiche.


Dicembre
Il mese di Dicembre potrebbe seguire le orme finali del mese di Novembre. La prima parte del mese vede il getto abbassarsi di latitudine in corrispondenza dei meridiani centro-occidentali europei. Nella seconda parte l’alta oceanica si erge conquistando le medie latitudini in un regime del tempo che inizia ad oscillare verso l’ATH. Nel complesso il mese dovrebbe risultare in media termica, con precipitazioni più abbondanti sul Mediterraneo orientale.

Gennaio
Il mese di Gennaio potrebbe segnare lo snodo verso un tipo di circolazione diversa, probabilmente non prima della prima decade o della metà. Sussiste la possibilità di una svolta innescata da un SSW. Il mese dovrebbe finire con un pattern maggiormente meridiano, con HP maggiormente slanciato in pieno nord Atlantico e conseguente caduta barica sull'Europa centrale e meridionale. Con queste condizioni, si prevede una graduale diminuzione termica man mano che il mese evolve, con scarti finali maggiormente negativi e precipitazioni che ne risentirebbero di conseguenza.

Febbraio
Febbraio è il mese più difficile da prevedere. Riteniamo siano possibili due scenari, a seconda che la stratosfera forzi la circolazione troposferica (mediante SSW) o meno. Nel primo caso è possibile che il mese sia connotato da un coriaceo blocco anticiclonico scandinavo (con probabile radice continentale) con le conseguenze termiche e pluviometriche del caso (entrambe negative). Nel secondo caso, una possibile influenza da parte della Nina potrebbe portare ad una situazione tipicamente da ATH con le anomalie positive in pieno oceano, ma protese verso le isole britanniche. Scarti termici abbastanza negativi, soprattutto sulle adriatiche e precipitazioni un po' più abbondanti sul centro-sud in questo secondo caso. Ad oggi le chance sono per un 50%-50%.

ANOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A  500HPA –  INVERNO 2011/12

figura 1

ANOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A  500HPA – PRIMA METÀ INVERNO (indicativamente 1/12 – 15/1)
figura 2

ANOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A  500HPA –  SECONDA METÀ INVERNO (indicativamente 16/1 – 29/2)
VARIANTE A
figura 3

NOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A  500HPA –  SECONDA METÀ INVERNO (indicativamente 16/1 – 29/2)
VARIANTE B
figura 4

A cura di Stefano Agustoni, Marco Magnani, Andrea Rossi, Alessandro Vannuccini, Andrea Giulietti, Luca Bargagna
Autori: 

Comitato Tecnico Scientifico di Meteonetwork

Estate ancora in pole position, lentissimo decadimento stagionale

Pochi i cambiamenti all’orizzonte e pochi ve ne sono stati a dire il vero dalla seconda metà di Agosto: Anticiclone Azzoriano, con contributi Sub-Tropicali, in forma smagliante con clima tipicamente Estivo ovunque e scarsità di piogge che comincia a farsi sentire in alcune regioni, questo lo scenario attuale che prevale su quasi tutto il Mediterraneo e sulla nostra penisola.

Certo, la matrice del caldo attuale non consente alle temperature di raggiungere i valori raguardevoli toccati durante l’ondata di caldo Africano di fine Agosto, anche a causa del sole che tende a tramontare sempre più presto col passare dei giorni, tuttavia allo stato attuale non vi sono le condizioni per un cambiamento del tempo più deciso proprio a causa dell’affermarsi dell’Anticiclone che viene spinto verso di noi anche dallo scarso contributo dei flussi Nord Atlantici che non trovano modo di estendersi da Nord verso Sud in maniera più diretta, andando a scorrere invece in modo più facile da W verso E sul Nord Europa.


1


Ciò sta rimandando quindi la classica rottura delle condizioni tipicamente estive che è ben nota negli ultimi anni proprio nel mese di Settembre, mese, quest’ultimo, che proprio in questi ultimi due decenni è come se avesse preso il “sopravvento” rispetto a tutti gli altri mesi dell’anno poiché è stato l’unico, in Italia, insieme forse al mese di Febbraio, a non subire in modo evidente la risalita termica dovuta al GW attuale, ed infatti spesso si sono registrati bruschi abbassamenti della temperatura e uno stop deciso delle condizioni meteo estive proprio in questi giorni. Per dare un idea per esempio, anche nel 2008 il mese di Settembre partì caldissimo, con una prima decade anche più calda di questa che si è conclusa, ma finì in maniera decisamente opposta, con correnti fresche Nordorientali protagoniste assolute durante la seconda parte del mese. Ma soprattutto i vari mesi di Settembre del 1996, 2001, 2002, 2007, 2010, per citarne alcuni, tutti piuttosto freschi e con anomalie negative diffuse un po’ ovunque.

Non pare subire invece la stessa sorte questo mese di Settembre, forse in risposta alle anomalie negative del mese di Luglio, che invece è sempre risultato un mese caldissimo negli ultimi decenni, tranne quest’anno, appunto. Quindi dopo una performance estiva alquanto altalenante durante la prima parte stagionale, l’Estate sta dando il meglio di se proprio sul finire e durante le prime settimane di Autunno meteorologico (che ricordiamo, è entrato il 1° Settembre), Estate 2011 che si è conclusa all'incirca in media se consideriamo le medie degli ultimi 20 anni e un pò sopra le medie clino '71-'00, in particolar modo sulle regioni del versante Adriatico, causa sopratutto dell'ondata di caldo fortissima del mese scorso, seconda parte di Agosto che, ricordiamo, si è rivelata fra le più calde degli ultimi 30 anni proprio a causa della massicca onda di calore registrata e altresì, la seconda parte di Luglio si è mostrata la più fredda degli ultimi tre decenni, anche in questo caso. Si è trattata dell'Estate “meno calda” dal 2005 in poi, a seconda delle zone.

Le condizioni attuali vedono l’Anticiclone ben proteso su tutta l’Europa Meridionale con caldo moderato su tutte le aree esposte, ancora oggi valori di +32+33 sono risultati facili da raggiungere nelle aree interne, in Val Padana e nelle regioni centrali. Un debole passaggio di aria più fresca causerà l’avvicinarsi di un fronte NordAtlantico sui crinali alpini, durante l’inizio della prossima settimana, temporali e rovesci isolati durante le ore centrali del giorno comunque potranno formarsi sulle zone alpine centro-orientali, e nelle aree interne delle regioni Centro-Meridionali nelle giornate di Lunedì 12 e Martedì 13 a seguito della temporanea erosione del campo anticiclonico da Nord. Temperature in lieve diminuzione ovunque ma sempre di qualche grado al di sopra delle medie.


2


Nel frattempo l’ex-uragano Katia, declassato a tempesta tropicale,  avrà raggiunto le coste occidentali del Regno Unito, dove si attendono venti forti e imponenti mareggiate, e ciò tenderà nuovamente a “spiattellare” l’area di Alta Pressione verso il Mediterraneo, consentendo il perdurare del periodo di stabilità e di temperature tipicamente Estive sulla nostra penisola, pur con valori non eccessivamente elevati ma sempre al di sopra delle medie di Settembre. Soprattutto l’assenza di piogge, se escludiamo gli isolati temporali pomeridiani di calore che andranno a formarsi, sarà il vero “leit motiv” del periodo in essere e la vera anomalia per questo mese di Settembre, se la situazione non dovesse vedere sbocchi “autunnali” prima della fine dello stesso.

Autori: 

Giuseppe Figliola

Piove sempre sul bagnato

La settimana scorsa una perturbazione già descritta nel precedente articolo ha causato un' alluvione nella Liguria orientale, con gravi danni e purtroppo una decina di morti soprattutto nell'area delle 5 terre. Tutto a causa di una sistema convettivo stazionario in loco per circa 6 ore. Durante la settimana una depressione stazionaria tra Sicilia e Tunisia ha contribuito ad incrementare ulteriormente la pluviometria locale con precipitazioni convettive che si sono esaurite oggi. Adesso nel prossimo week-end ci attende una nuova perturbazione atlantica, figlia di una ondulazione piuttosto marcata in senso meridionale del jet stream polare. La sua evoluzione seguirà all'incirca la stessa avutasi la settimana scorsa, quindi contribuendo ad aggravare ulteriormente la situazione idrogeologica del nord- ovest italiano. Ma vediamo in dettaglio. Attualmente l 'estesa depressione atlantica a ridosso delle isole britanniche sta generando una lunga serie di fronti estesi tra il Marocco e l' Islanda, con precipitazioni che interessano tutta la penisola iberica e la Francia insieme alle già citate isole britanniche. (fig. 1) Nelle prossime ore il fronte si spezzerà a ridosso delle Alpi generando un minimo secondario sul Golfo del Leone.
analisi1630utc03112011
Figura 1. Analisi satellitare sull'Europa rielaborata delle ore 16.30 UTC del 03-11-2011. Fonte www.sat24.com 
Stanotte le precipitazioni cominceranno ad interessare il nord- ovest, sostanzialmente a causa dello Stau, dovuto alle correnti prevalentemente meridionali, che causeranno anche un consistente aumento delle temperature su tutta l' Italia. La quota neve sarà in rialzo dai 2000 m. si nota un primo abbozzo del minimo descritto in precedenza (figg 2-3). 
fig2pres
Figura 2. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 04/11/2011 sull' Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
fig3pio
Figura 3. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 04/11/2011 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Domani in giornata il fronte proseguirà la sua lenta traversata verso est, e a causa di ciò le precipitazioni risulteranno più intense lungo l'area frontale che parte dal Marocco e arriva alle Alpi Marittime (figg. 4-5). Comunqeu saranno ancora a regime tra il debole e moderato su cuneese e Liguria occidentale. Il vento soffierà molto forte laddove i rilievi formano delle vallate strette, ad esempio nella valle del Rodano.
fig4press
Figura 4. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 04/11/2011 sull' Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
fig5pio
Figura 5. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 04/11/2011 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Ecco finalmente che in nottata domani il fronte si spezzerà formando un minimo di pressione al largo della costa catalana. In questa fase le precipitazioni interesseranno quasi tutto il nord-ovest, e precipitazioni da Stau saranno presenti anche sulle prealpi centro orientali. Particolarmente critica potrebbe essere la situazione in Liguria, che sarà interessata da precipitazioni consistenti forse anche di natura convettiva, spinte dalle correnti meridionali (figg. 6-7).
fig6press
Figura 6. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 05/11/2011 sull' Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
fig7pio
Figura 7. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 05/11/2011 sull' Italia. Plotting by MeteoNetwork.
Sabato 5 novembre durante la giornata la situazione rimarrà all'incirca stazionaria, il fronte freddo si avvicinerà alle due isole maggiori, il minimo depressionario rimarrà tra Baleari e Catalogna cominciando ad occludersi. L precipitazioni però insisteranno sul nord-ovest spostandosi proprio a ridosso delle Alpi sud- occidentali. Però anche il nord del Piemonte e il nord ovest della Lombardia risentiranno dell'influsso umido meridionale, e le precipitazioni arriveranno consistenti anche in queste aree, così come nelle prealpi centro-orientali (figg. 8-9). Il resto del paese rimarrà sotto le correnti umide meridionali, con cieli velati da nubi alte e temperature ben oltre la media del periodo.
fig8press
Figura 8. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 05/11/2011 sull' Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
fig9pio
Figura 9. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 05/11/2011 sull' Italia. Plotting by MeteoNetwork.
Andando più in la con le linea temporale, ma rimanendo sul condizionale, per domenica la situazione prevede che il minimo sia ormai in cut-off sulle Baleari. Ma un minimo secondario sulla Francia orientale potrebbe insistere per altre 24-36 ore. Il fronte freddo dovrebbe interessare tutta la costa tirrenica con precipitazioni a carattere convettivo dapprima sulla Sardegna e poi al resto della fascia tirrenica, con ulteriore incremento nell'intensità delle stesse sul Piemonte e sulla Liguria occidentale. Datosi che il minimo rimarrebbe stazionario in loco, il fronte non si sposterebbe più verso est ma si esaurirebbe in loco. Marginalmente potrebbero essere colpite ancora prealpi centro-orientali, Toscana e Emilia-Romagna tra piacentino e parmense (figg. 10-12). Alla fine di questo evento gli accumuli supereranno le tre cifre in molte aree del nord-ovest. Speriamo solo che non succeda ciò che è accaduto in Riviera di Levante durante l'ultimo evento perturbato, ancora fresco nella mente dei suoi abitati. 
fig10press
Figura 10. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 06/11/2011 sull' Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
fig11pio
Figura 11. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 06/11/2011 sull' Italia. Plotting by MeteoNetwork.
fig12pio
Figura 12. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 06/11/2011 sull' Italia. Plotting by MeteoNetwork.
Autori: 

Cristian Rendina

Verifica OUTLOOK ESTATE 2011

La seconda parte della verifica dell’estate 2011, segue quella pubblicata per il solo mese di e si divide a sua volta in tre parti.

Nella prima verifichiamo l’outlook per il solo mese di luglio. La proiezione di tale mese è stata soggetta ad una revisione pubblicata con la verifica del mese di giugno.

Nella seconda parte verifichiamo tutto quanto non è stato aggiornato, tra cui anche il mese di agosto.







1. Aggiornamento proiezione di luglio


Così recitava l’aggiornamento del Comitato Scientifico pubblicato il 1° luglio (http://www.meteonetwork.it/articoli/comitato-scientifico/verifica-giugno-aggiornamento-luglio-2011):


A nostro avviso la modifica avvenuta nella seconda parte del mese potrebbe avere ripercussioni su alcuni regimi del tempo (WR) attesi nel mese di luglio. La figura mostra i 4 WR estivi.


w12


w22


In particolare, salgono le quotazioni di una più profonda bassa pressione in Atlantico (WR3) che si estende su UK e sud Scandinavia. Un possibile break potrebbe coinvolgere anche l’area euro-mediterranea (WR1). Anche il WR2 connotato da una maggiore e più forte estensione azzorriana verso il sud Europa potrebbe essere più frequente di quanto ipotizzato nell’outlook. Viceversa, il WR4 scende di quotazione.


In primo luogo si può osservare la latitanza della cellula di alta pressione su Europa centrale, semmai relegata a quella russo-balcanica. In secondo luogo, la spinta del getto atlantico è stata molto intensa sulla porzione centro-ovest dell’Europa. 

La mappa di rianalisi del mese di luglio riflette il pattern EA/WR- (East Atlantic / Western Russia negativo), cioè la profonda depressione atlantica che si estende su Europa occidentale  (WR3). 


Fig 1



Il break alla stabilità estiva ha coinvolto l’area mediterranea da metà mese (WR1) ed in particolare dal 19 al 21 luglio e dal 24 al 26 luglio. 

In figura la configurazione del 20 e del 25 luglio dall’archivio di Wetterzentrale:

Fig 2

Fig 3

Infine il regime 2, ovvero il pattern afro-azzorriano, si è mantenuto basso di latitudine interessando il sud nella seconda decade.


Da notare che l’aggiornamento proposto si discosta notevolmente da quanto previsto inizialmente (http://www.meteonetwork.it/articoli/comitato-scientifico/analisi-e-proiezione-estate-2011).

Le ragioni sono dovute al fatto che a fine maggio puntavamo ad una maggiore tenuta del campo anticiclonico europeo che aveva dominato in modo ferreo la stagione primaverile. La proiezione del mese di giugno si era rivelata soddisfacente ma ad un attento studio si evidenziava già il cambio di pattern, inizialmente previsto non prima di agosto.

Invitiamo quindi a seguire gli aggiornamenti proposti perché quella delle proiezioni stagionali è materia soggetta a continua sperimentazione ed un tipo di approccio a livello teleconnettivo è quello di proiettare singolarmente ciascun mese solo quando inizia (proiezioni mensili). Questo perché tutti i predittori sono attualizzati e dunque si evita di dover proiettare un mese sulla base della previsione dei predittori.




2. Verifica complessiva e del mese di agosto


Così recitava l’outlook stagionale:


A nostro avviso sussistono tutti gli elementi per osservare con una certa frequenza una cellula di alta pressione sull’Europa centro-orientale. Molte circostanze lasciano supporre un’azione di sostegno all’Alta delle Azzorre per allungarsi ed estendersi fino alle medie latitudini nella prima parte della stagione. Per ragioni dinamiche propendiamo per un’anomalia positiva sull’Europa centrale e orientale, una negativa ove riteniamo che possa distendersi il getto atlantico, una negativa debole sul basso Mediterraneo, estesa forse al nostro settore insulare ed infine un’incertezza con massimo spread sulla Penisola Iberica. Alcuni elementi ci portano a considerare un’estensione del getto dalla Scozia verso il nord della Scandinavia in agosto, con infiltrazioni di aria fresca e instabile nel Mediterraneo pilotate dall’isolamento per cut-off di una o più gocce fredde.


Queste sono le mappe interessate alla verifica: a sinistra la proiezione e a destra la rianalisi di quanto è successo.


Fig 4



Purtroppo la mappa di proiezione non è stata sottoposta a revisione nel momento in cui lo fu il mese di luglio per cui essa non aveva più nessuna validità. Per inciso, la mappa continuava ad evidenziare ancora la cellula di alta pressione su Europa centrale e la mancata spinta del getto atlantico laddove la revisione indicava il WR3 come regime del tempo prevalente.


Infine per quanto riguarda la parte finale della stagione e con essa il mese di agosto, effettivamente è stata ben inquadrata l’estensione del getto atlantico dalle Isole Britanniche verso la Scandinavia. Questo ha implicato una risalita della cella africana sui meridiani mediterranei e del sud Europa verso la Russia, riflettendo il pattern EA+ (East Atlantic positivo).


Fig 5



Questo era l’outlook di agosto:


Agosto dovrebbe vedere una maggiore instabilità legata a cut-off depressionari che avranno come obiettivo il Mediterraneo, lasciato scoperto dalla cupola anticiclonica del mese precedente, i cui massimi di altezza geopotenziale si dovrebbero andare a collocare più a NE, tra la Scandinavia e l’Europa nordorientale.

Vi saranno probabilmente surplus precipitativi locali, legati ad episodi anche intensi, e le temperature non dovrebbero discostarsi troppo dalle medie del periodo, più fresche al CentroSud e leggermente superiori al Nord ed in particolare NW.

Sostanzialmente è mancato l’inserimento di un impulso dal nord Atlantico, anche se la confluenza di opposte masse d’aria ha mantenuto un cut-off stazionario sul basso Mediterraneo.

Complessivamente la proiezione del mese di agosto non ha interpretato correttamente l’evoluzione associata al pattern espresso nell’outlook stagionale che invece si è rivelato ben posto.

Autori: 

Comitato Scientifico di Meteonetwork

Fra Atlantico e Azzorre

La prima pertubazione, vera, autunnale, ha fatto purtroppo parlare di se in negativo per la tremenda alluvione registrata nel Levante Ligure, che è costata la vita ad almeno 9 persone e danni per milioni di euro fra i comuni di Borghetto Vara, Pignone, Monterosso e Vernazza, in provincia di La Spezia. L’evento eccezionale è stato causato dall’eccessiva persistenza di un flusso di correnti instabili, che han generato poi un intenso groppo temporalesco che si è soffermato, troppo a lungo, anche a causa dell’orografia, su tali zone, riversando praticamente la metà dell’acqua che cade in un anno in una comune località tirrenica in quasi 6 ore (picchi fino a 500 mm di pioggia) ! La tragedia era quindi quasi inevitabile, ma come spesso diciamo, anche la scarsa manutenzione in termini di abbandono del territorio e la localizzazione delle aree abitative incide in modo netto sul realizzarsi di tante sciagure, appena due anni fa infatti, il 1° Ottobre 2009 un alluvione simile colpì l’area a Sud di Messina e anche in quel caso il dissesto idrogeologico e la distribuzione delle abitazioni in luoghi dove non si dovrebbero costruire, fecero il resto.
 
alluvione_liguria1
 
Ha piovuto quindi non solo in Liguria ma in diverse regioni, limando un po’ quel deficit in cui versavano diverse aree. All’abbandono della pertubazione, si è nuovamente instaurato un campo di Alta Pressione sulla penisola, con due effetti: un generale aumento termico, soprattutto nelle temperature massime, infatti sono tornati valori diurni al di sopra dei +20+22 gradi in molte località, e il fenomeno della Nebbia, specie in Val Padana e questa mattina sulle coste del versante Adriatico fino nelle zone più interne, con la presenza di nubi basse. Altrove il sole la fa da padrona, alternato a qualche velatura e, come ribadito, un clima molto piacevole, più tipico di una mezza primavera che di fine Ottobre.
 
In realtà in vasto campo alto pressorio si troverà a “lottare” con gli strascichi Atlantici ancora presenti sul Mediterraneo occidentale ed infatti nubi a carattere temporalesco sono presenti poco a largo della Sardegna, dove sono in atto piogge e qualche temporale durante il pomeriggio e per questa sera il sistema instabile “sbarcherà” fino in Sicilia, che sarà anch’essa interessata da temporali che potrebbero rivelarsi anche di forte intensità.
 
 pubsat
Durante il ponte di Ognisanti quindi sarà costante la presenza di fenomeni di instabilità poco a largo della penisola, mentre rimarrà saldo il corridoio di Alta Pressione, che troverà terreno fertile progressivamente verso Est, sulle restanti regioni: le temperature tenderanno a calare di qualche grado, soprattutto nelle minime, ma le giornate saranno comunque abbastanza miti per il periodo, con valori di +2/+4 gradi sopra la media. Soffierà un vento debole di tramontana che tenderà ad acutizzare la sensazione di freddo, che in realtà non c’è.
 
Successivamente dovrebbe riapparire in modo più deciso l’avanzare del vortice islandese a largo della coste Francesi e Inglesi e appena dopo il 2 Novembre potrebbero ripresentarsi condizioni simili a quella della passata pertubazione Atlantica, con forti piogge prima sul NordOvest, Liguria e Alto versante Tirrenico e successivamente su tutte le restanti regioni, a causa dell’avanzare del fronte instabile da Ovest verso Est. Ovviamente l’augurio è quello che non si ripresentino gli eventi alluvionali di cinque giorni fa in Liguria, anche se con queste correnti il carico di pioggia è spesso consistente sulle aree occidentali della penisola, come mostrato dall'immagine che segue. Tuttavia il peggioramento sembra, allo stato attuale, apparire meno intenso del preedente ma potrebbe durare più a lungo, poichè potrebbe isolarsi la depressione Atlantica proprio sul Mediterraneo Occidentale sul finire della prossima settimana.
 
pubmap
 
Le temperature come ribadito rimarranno complessivamente miti per tutto il periodo, generalmente al di sopra della media specie sulle regioni meridionali, anche per l’assenza di saccature a carattere freddo in discesa sul Mediterraneo, d’altronde quando le correnti atlantiche tentano un dominio sulle altre configurazioni, è difficile che si possano realizzare scenari in grado di far calare il freddo dalle alte latitudini sulle nostre regioni, almeno per il momento. Riprenderanno a soffiare venti di scirocco e poi di libeccio sui quadranti meridionali della penisola.
Autori: 

Giuseppe Figliola

Con lo sguardo rivolto alla metà di Novembre

Dopo il primo vero disturbo del vortice polare troposferico (VPT) ad opera di un blocking barico in area scandinava, il VPT si ricompatta disassandosi verso l’emisfero a noi più distante. L’AO, indice che caratterizza la circolazione sub-polare nord emisferica, torna temporaneamente positivo.
Il jetstream diverge in modo da mantenere attiva una debole pulsazione anticiclonegetica in Europa (area A in figura).  D’altro canto, sul nordamerica i venti zonali legati al getto polare appaiono in difficoltà soprattutto in terra canadese orientale con un collasso del getto in alta quota (area B).
Questo non depone bene per un’ulteriore espansione dell’oscillazione artica che con difficoltà riuscirebbe ad interessare il nord Atlantico e la Groenlandia.

fig 1

Figura 1 – Schema della correnti occidentali in alta troposfera previsti Domenica 30 Ottobre

Se la wave 2 è latitante, l’approfondimento depressionario sul tratto aleutinico ed est-siberiano è invece perfettamente in media col raffreddamento radiativo. Questo contribuisce a mantenere il PNA a cavallo della linea media senza ulteriori sussulti in attesa che venga forzato dall’entrata del pattern de La Nina. Essa è prevista dal CFS in fortissimo rinforzo a novembre (forse estremo come rinforzo rispetto agli altri modelli) ma attualmente permane su livelli al più moderati e limitatamente al settore orientale.
A riprova del comportamento di un pattern in ambito Pacifico che è ben lungi dallo stabilizzarsi in accordo all’ENSO, l’area di convezione intertropicale collegata alla MJO subisce un vero tracollo proprio sul settore indiano ed indo-pacifico dopo aver impattato sul settore 8 ed ancor più in 1, corrispondente all’Atlantico tropicale e all’Africa (Figura 2). Inoltre la MJO è prevista rimanere debole nelle prossime due settimane nei settori 3, 4 e 5. Le implicazioni sulla wave 2 (cioè il rafforzamento della semipermanente nord-atlantica) non dovrebbero essere preminenti.

fig 2

Figura 2 – Percorso seguito dalla MJO negli ultimi 30 giorni (linea rossa) e sua previsione probabilistica (area grigia) su base Ensemble (linee gialle)

Anche perché si confermano quei disturbi sopra la tropopausa artico-canadese e groenlandese (Figura 3) che erano stati inquadrati fin dall’inizio della stagione autunnale, associabili alla mancata riflettività e maggiore assorbimento nel campo dell’infrarosso su vaste porzioni dell’Oceano Artico rimaste prive della banchisa polare.

fig 3

Figura 3 – Debole ma esteso riscaldamento sulla bassa stratosfera groenlandese e canadese

Come tutto ciò si riflette sul pattern euro-atlantico ?
L’indebolimento della NAO che pur ancora in territorio positivo è destinata progressivamente a scendere fin alla neutralità a fine periodo considerato appare un naturale sbocco ad una situazione che alla divergenza del getto in quota associa una più che probabile frattura del tripolo da NAO+ sulle SST atlantiche (Figura 4).

 

fig 4

Figura 4 – SSTA, anomalia delle acque oceaniche superficiali del 25 Ottobre

La prima conseguenza sarà il cedimento della struttura depressionaria in Atlantico. Successivamente la frattura più netta del tripolo che si verrebbe a generare tenderebbe a sfilacciare a monte il campo dei venti zonali: le perturbazioni raramente riuscirebbero a sfilare franche sull’Europa centrale ma scorrerebbero più a nord mentre la saccatura atlantica si indebolisce verso sud-est ed inserimenti di fronti atlantici andrebbero ad attivare la depressione latente tra il nord Africa, la Spagna ed il vicino Atlantico.
L’anomalia del geopotenziale a 500 hPa vedrebbe un lungo corridoio positivo dal medio Atlantico fino alla Russia del nord, passando appunto sui meridiani centrali europei. Regime di tipo EEH (East-European High) di cui la Figura 5 ottenuta con un flottaggio. Forte negatività sul sud-ovest Europa e moderata sul nord-est Atlantico. Turchia, Egeo e a tratti la Grecia presi dal rientro dei venti continentali.

fig 5

Figura 5 – Anomalia GPT a 500 hPa localizzata attorno alla metà di Novembre
Autori: 

Andrea Rossi

Arriva lo Scirocco

Dopo questa parentesi piuttosto fresca per il periodo, anche se con precipitazioni ancora di stampo per lo più convettivo (con notevoli disagi soprattutto a Roma), ci attendono ancora 24 ore di relativa calma meteorologica. Attualmente una depressione molto allungata sui meridiani, dal Marocco all'Islanda sta scalfendo l' alta pressione situata sull' Europa centrale sul suo bordo occidentale, costringendola a spostarsi più a est (fig. 1.). Questo favorirà la presenza di correnti meridionali su tutto il Mediterraneo centro-occidentale, con alti tassi di umidità e temperature nella norma o poco sopra, tranne ove ci saranno effetti locali di compressione.
analisi1500utc23102011
Figura 1.Figura 1. Analisi satellitare sull'Europa rielaborata delle ore 15.00 UTC del 23-10-2011. Fonte www.sat24.com 
Come detto domani sul nostro paese la situazione sarà ancora di calma piatta, con residue precipitazioni convettive e irregolarmente distribuite al sud, per via della debole area depressionaria presente in quota, residuo della precedente perturbazione di qualche giorno fa, destinata però ad esaurirsi e a spostarsi verso est. Il fronte avanzerà verso est, disteso da nord a sud dall' Islanda fino alla Spagna centrale, per poi curvarsi verso sud ovest giungendo fino alle coste marocchine. Precipitazioni interesserano dunque isole britanniche Francia, Spagna e Marocco (figg 2-3). una piccola onda baroclina si formerà sulla Tunisia, relegando alcune precipitazioni in loco.
press1
Figura 2. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 24/10/2011 sull' Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
prec1
Figura 3. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 24/10/2011 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Domani in nottata il fronte si appresterà a spezzarsi all'altezza del Golfo del Leone per effetto della presenza della barriera orografica Alpina. Quindi un minimo poco profondo si formerà sul golfo, pronto a spostarsi verso est. In questa fase le precipitazioni cominceranno ad interessare il settore di nord ovest, nelle province di Imperia e Cuneo. Quota neve sui 1500 m. ma in aumento(fig. 4-5) Residue precipitazioni all' estremo sud, per via della piccola onda descritta in precedenza che si troverà sullo Ionio.
press2
Figura 4. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 25/10/2011 sull'Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
prec2
Figura 5. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 25/10/2011 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Martedì mattina il fronte avrà formato un minimo separato dal fronte principale, e le correnti meridionali la faranno da padrone su tutta la penisola (escluso correnti settentrionali nei bassi strati in Piemonte, tipica circolazione presente in queste situazioni.). Le precipitazioni insisteranno sul Piemonte, la Liguria, ove localmente potrebbero raggiungere accumuli notevoli, e gran parte delle Prealpi fino al nord-est. Al sud ancora precipitazioni residue dovute all'onda baroclina sullo Ionio. (figg 6-7).
press3
Figura 6. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 25/10/2011 sull'Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
prec3
Figura 7. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 25/10/2011 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Nella nottata tra martedì 25 e mercoledì 26 il minimo sarà ben formato sul Mar Ligure, ma con valori pressori piuttosto alti, quindi i venti non saranno troppo sostenuti. Il fronte freddo si sposterà su Toscana Emilia-Romagna e Lombardia, ma la seconda potrebbe rimanere in ombra pluviometrica, mentre al nord-est potrebbero esserci accumuli notevoli (figg. 8-9). Possibile acqua alta a Venezia, ma con valori di altezza non eccezionali. Per il proseguio, il fronte dovrebbe spostarsi lentamente verso est- sud-est, apportando precipitazioni sulle restanti regioni italiane. Ma al momento è ancora presto per previsioni dettagliate, anzi ancora qualcosa da qui a martedì potrebbe cambiare, pur rimanendo simile l'impianto generale.
press4
Figura 8. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 26/10/2011 sull'Europa. Presenti anche  i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
prec4
Figura 9. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 26/10/2011 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Autori: 

Cristian Rendina

Altri impulsi da Nord poi timide velleità Atlantiche

La notizia meteo del giorno è sicuramente il fortissimo nubifragio che ha colpito questa mattina la Capitale, notevolissimi accumuli precipitativi, compresi, nell’intera provincia romana, fra 55 mm fino a picchi di 145 mm nella parte Sud-Ovest della città, caduti in poco meno di due ore, un evento inconsueto quindi, ma non eccezionale o mai visto, come sovente si vuol far passare in questi casi: infatti l’evento ha colpito un intera area metropolitana che risente di notevoli disagi e allagamenti in questi casi, ma piogge di questo genere, con accumuli così elevati, capitano praticamente tutti gli anni in diverse parti d’Italia, solo che la memoria facilmente dimentica questi episodi e risaltano più quando capitano nelle grandi città, soggette appunto a problematiche più vistose.
 
accumuli lazio
 
Nubifragio generato da una sottile linea temporalesca che ha “tagliato” di netto il Lazio e sconfinando poi nelle zone interne centrali, in queste ore le piogge più consistenti si stanno concentrando su Molise e Nord della Puglia, ma groppi temporaleschi sono ancora presenti in mare aperto a largo delle coste Campane, non sono esclusi temporali anche di una certa intensità nelle zone appena citate nelle prossime ore. Il tempo comunque andrà velocemente migliorando già dalla mattinata di domani, con gli ultimi strascichi del maltempo che si isoleranno fra Sicilia, Calabria e Puglia, mentre la goccia fresca in quota, responsabile della formazione dell’ammasso temporalesco di oggi, andrà a colmarsi sulle regioni settentrionali: le temperature tenderanno a calare nuovamente, dopo una leggera ripresa i giorni scorsi, soprattutto sulle regioni del Centro-Nord, a causa dell’aria fredda d’origine Marittima che si sta riversando in queste ore dalla porta della Bora (e infatti già oggi nevicate si sono registrate anche a quote collinari sulle Alpi orientali), sul resto d’Italia infine saremo comunque in media con le temperature stagionali previste per la seconda parte di Ottobre.
I cieli tuttavia non andranno rasserenandosi del tutto al passaggio definitivo del fronte pertubato ma anzi, residua instabilità rimarrà comunque presente all’estremo Sud con locali rovesci e temporali a cui seguirà  probabilmente l’avvicinarsi di una configurazione che fin’ora ha sempre latitato in questo primo scorcio autunnale: le pertubazioni Atlantiche.
 
sinottica 20.10
 
Infatti l’Anticiclone tenderà definitivamente a liberare il campo sull’Europa Centro-Occidentale, dov’era fin’ora stato presente con decisa fermezza e, al suo posto, un flusso di correnti Nord Atlantiche, ora presenti fra Islanda e Groenlandia, piegheranno sul Golfo di Biscaglia inviando sistemi pertubati in rapida successione sul Mediterraneo Occidentale, tipica configurazione Atlantica autunnale. Tale flusso Atlantico accosterà la penisola nei primi giorni della prossima settimana, solitamente in questi casi le regioni che risentono di più del cambiamento sono quelle Settentrionali, specie settore Nord-Occidentale e le regioni del versante Tirrenico e saranno proprio queste a beneficiare del mite e umido flusso pertubato, che ancora viene visto tuttavia con poca incisività dai modelli matematici, come se anche gli stessi modelli bramino nel’insicurezza previsionale, dopo un lungo periodo di clima per lo più secco per le nostre “lande”.
 
Se sarà o meno la svolta definitiva per un clima più piovoso non lo possiamo dire con certezza, potrà trattarsi forse di un solo passaggio instabile, certamente però negli ultimi dieci giorni abbiamo potuto apprezzare il notevole distacco da quelle caratteristiche climatiche estive che ancora imperversavano in modo anomalo durante l’intero del mese di Settembre ad una situazione più Autunnale, con temperature più basse pur con l’assenza di apporti precipitativi consistenti, vedremo se sarà la volta buona questa in arrivo.
Autori: 

Giuseppe Figliola

Autunno: secondo tempo

Siamo quasi arrivati al giro di boa dell’Autunno meteorologico, dopo aver vissuto una prima parte di stagione decisamente sopra le righe a causa del predominio quasi costante di strutture anticicloniche ben strutturate nel cuore del continente europeo; la goccia fredda del 19-20 Settembre e la saccatura artica dello scorso week-end sono stati solo due episodi isolati, anche se hanno apportato una fenomenologia localmente importante con nevicate a quote molto basse per il periodo nelle zone più esposte (settore alpino di Nord-Est a Settembre, Appennino centrale lo scorso week-end).
Le seguenti mappe di reanalisi (ricavate dal sito internet dell’ente americano ESRL-NOAA), relative al quadro delle anomalie di geopotenziale sul piano isobarico dei 500 hPa (Figura 1) ed a quello delle anomalie termiche alla quota prossima a quella del suolo (1.000 hPa, Figura 2), sono la testimonianza di quanto detto finora, evidenziando una marcata anomalia di geopotenziale centrata sul settore alpino ed un quadro termico decisamente sopra la norma su tutta la penisola (solo le isole maggiori ricadono al di fuori della zona con anomalia di +2°C rispetto alla media 1981-2010).

Aut_1
Figura 1 – Anomalie geopotenziale 500 hPa (in dam) – Periodo 1 Set-5 Ott (http://www.esrl.noaa.gov)

Aut_1temp

Figura 2 – Anomalie temperature 1.000 hPa (in °C) – Periodo 1 Set-5 Ott (http://www.esrl.noaa.gov)
Nell’ultimo articolo di Andrea Rossi, incentrato sull’analisi del comportamento della corrente a getto nell’ultimo mese, viene ipotizzata la possibilità che la parte finale di Ottobre ed il mese di Novembre si presentino con caratteristiche differenti rispetto a quanto visto fino ad oggi. Tale ipotesi è suffragata dall’analisi su base statistica dell’andamento di due importanti indici teleconnettivi quali l’AMO e la PDO nell’ultimo trimestre.
L’AMO, acronimo di Atlantic Multidecadal Oscillation, è un indice legato alle temperature delle acque superficiali (SST) della porzione boreale dell’Oceano Atlantico, tra l’equatore e la Groenlandia. Valori positivi dell’AMO sono correlati ad anomalie SST positive e viceversa.
La PDO, acronimo di Pacific Decadal Oscillation, è invece legata alle SST del Pacifico settentrionale. La fase positiva della PDO è associata ad anomalie SST positive lungo le coste nord-americane e ad anomalie SST negative nella porzione centro-occidentale del Pacifico settentrionale; quando la disposizione delle anomalie è opposta abbiamo una PDO negativa.
Utilizzando i database storici del NOAA è possibile risalire ai valori mensili di questi due indici a partire dal 1871 fino ad oggi; attraverso un confronto tra l’andamento di questi due indici nel trimestre appena concluso (Lug-Ago-Set 2011) con quello dei trimestri Lug-Ago-Set del passato, è stato possibile individuare un set di anni con caratteristiche di AMO e PDO affini a quelle di questo scorcio di 2011.
Riguardo all’AMO, i trimestri Lug-Ago-Set più affini al 2011 sono risultati il 1958, il 1876, il 1942, il 1936, il 1888 ed il 1927. Prendendo a riferimento questi anni, la risultante delle anomalie a 500 hPa per questa seconda parte di Autunno è la seguente (Figura 3). Gli scostamenti rispetto alla media sono relativi al periodo 1981-2008:

11_AMO

Figura 3 – Analisi statistica trimestre Lug-Ago-Set (AMO) – Anomalie geopotenziale 500 hPa (in dam) previste per il mese di Novembre (http://www.esrl.noaa.gov)
La stessa analisi comparativa è stata effettuata sul database relativo ai valori mensili della PDO. I trimestri più affini al Lug-Ago-Set 2011 sono risultati il 1955, 2010, 1933, 1876 e 2001. Prendendo a riferimento questi anni, la risultante delle anomalie a 500 hPa per questa seconda parte di Autunno è la seguente (Figura 4):

11_PDO
Figura 4 – Analisi statistica trimestre Lug-Ago-Set (PDO) – Anomalie geopotenziale 500 hPa (in dam) previste per il mese di Novembre (http://www.esrl.noaa.gov)
In entrambi i casi si nota come siano presenti consistenti anomalie negative di geopotenziale sul Mediterraneo centro-occidentale, ed al contrario siano presenti valori di GPT più alti della norma tra Gran Bretagna ed Islanda, identificando un pattern completamente opposto (reversal pattern) rispetto a quello dominante che ha caratterizzato la prima parte della stagione (vedi Figura 1).
Si prepara un mese di Novembre grigio e piovoso? Tra non molto potremo verificare questa ipotesi.
Autori: 

Luca Bargagna

Associazione MeteoNetwork OdV
Via Cascina Bianca 9/5
20142 Milano
Codice Fiscale 03968320964