
Marco Magnani

Marco Magnani

A nostro avviso sussistono tutti gli elementi per osservare con una certa frequenza regimi di ATH (anticiclone in Atlantico a ridosso delle coste europee), EUH (anticiclone europeo) e, nella prima parte, ZON (zonalità, NAO+) e SCL (vortice freddo centrato sulla Scandinavia). Propendiamo per un’anomalia positiva dei GPT su centro-nord Atlantico e nord Europa, una negativa ove riteniamo che possa distendersi il getto atlantico, una negativa debole sul basso Mediterraneo, frutto di una media dei 3 mesi invernali che assumerebbero le seguenti caratteristiche specifiche.
Gennaio
Il mese di Gennaio potrebbe segnare lo snodo verso un tipo di circolazione diversa, probabilmente non prima della prima decade o della metà. Sussiste la possibilità di una svolta innescata da un SSW. Il mese dovrebbe finire con un pattern maggiormente meridiano, con HP maggiormente slanciato in pieno nord Atlantico e conseguente caduta barica sull'Europa centrale e meridionale. Con queste condizioni, si prevede una graduale diminuzione termica man mano che il mese evolve, con scarti finali maggiormente negativi e precipitazioni che ne risentirebbero di conseguenza.
Febbraio
Febbraio è il mese più difficile da prevedere. Riteniamo siano possibili due scenari, a seconda che la stratosfera forzi la circolazione troposferica (mediante SSW) o meno. Nel primo caso è possibile che il mese sia connotato da un coriaceo blocco anticiclonico scandinavo (con probabile radice continentale) con le conseguenze termiche e pluviometriche del caso (entrambe negative). Nel secondo caso, una possibile influenza da parte della Nina potrebbe portare ad una situazione tipicamente da ATH con le anomalie positive in pieno oceano, ma protese verso le isole britanniche. Scarti termici abbastanza negativi, soprattutto sulle adriatiche e precipitazioni un po' più abbondanti sul centro-sud in questo secondo caso. Ad oggi le chance sono per un 50%-50%.

ANOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A 500HPA – PRIMA METÀ INVERNO (indicativamente 1/12 – 15/1)
ANOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A 500HPA – SECONDA METÀ INVERNO (indicativamente 16/1 – 29/2)
VARIANTE A
NOMALIA ALTEZZA GEOPOTENZIALE A 500HPA – SECONDA METÀ INVERNO (indicativamente 16/1 – 29/2)
VARIANTE B
Comitato Tecnico Scientifico di Meteonetwork

Pochi i cambiamenti all’orizzonte e pochi ve ne sono stati a dire il vero dalla seconda metà di Agosto: Anticiclone Azzoriano, con contributi Sub-Tropicali, in forma smagliante con clima tipicamente Estivo ovunque e scarsità di piogge che comincia a farsi sentire in alcune regioni, questo lo scenario attuale che prevale su quasi tutto il Mediterraneo e sulla nostra penisola.
Certo, la matrice del caldo attuale non consente alle temperature di raggiungere i valori raguardevoli toccati durante l’ondata di caldo Africano di fine Agosto, anche a causa del sole che tende a tramontare sempre più presto col passare dei giorni, tuttavia allo stato attuale non vi sono le condizioni per un cambiamento del tempo più deciso proprio a causa dell’affermarsi dell’Anticiclone che viene spinto verso di noi anche dallo scarso contributo dei flussi Nord Atlantici che non trovano modo di estendersi da Nord verso Sud in maniera più diretta, andando a scorrere invece in modo più facile da W verso E sul Nord Europa.

Ciò sta rimandando quindi la classica rottura delle condizioni tipicamente estive che è ben nota negli ultimi anni proprio nel mese di Settembre, mese, quest’ultimo, che proprio in questi ultimi due decenni è come se avesse preso il “sopravvento” rispetto a tutti gli altri mesi dell’anno poiché è stato l’unico, in Italia, insieme forse al mese di Febbraio, a non subire in modo evidente la risalita termica dovuta al GW attuale, ed infatti spesso si sono registrati bruschi abbassamenti della temperatura e uno stop deciso delle condizioni meteo estive proprio in questi giorni. Per dare un idea per esempio, anche nel 2008 il mese di Settembre partì caldissimo, con una prima decade anche più calda di questa che si è conclusa, ma finì in maniera decisamente opposta, con correnti fresche Nordorientali protagoniste assolute durante la seconda parte del mese. Ma soprattutto i vari mesi di Settembre del 1996, 2001, 2002, 2007, 2010, per citarne alcuni, tutti piuttosto freschi e con anomalie negative diffuse un po’ ovunque.
Non pare subire invece la stessa sorte questo mese di Settembre, forse in risposta alle anomalie negative del mese di Luglio, che invece è sempre risultato un mese caldissimo negli ultimi decenni, tranne quest’anno, appunto. Quindi dopo una performance estiva alquanto altalenante durante la prima parte stagionale, l’Estate sta dando il meglio di se proprio sul finire e durante le prime settimane di Autunno meteorologico (che ricordiamo, è entrato il 1° Settembre), Estate 2011 che si è conclusa all'incirca in media se consideriamo le medie degli ultimi 20 anni e un pò sopra le medie clino '71-'00, in particolar modo sulle regioni del versante Adriatico, causa sopratutto dell'ondata di caldo fortissima del mese scorso, seconda parte di Agosto che, ricordiamo, si è rivelata fra le più calde degli ultimi 30 anni proprio a causa della massicca onda di calore registrata e altresì, la seconda parte di Luglio si è mostrata la più fredda degli ultimi tre decenni, anche in questo caso. Si è trattata dell'Estate “meno calda” dal 2005 in poi, a seconda delle zone.
Le condizioni attuali vedono l’Anticiclone ben proteso su tutta l’Europa Meridionale con caldo moderato su tutte le aree esposte, ancora oggi valori di +32+33 sono risultati facili da raggiungere nelle aree interne, in Val Padana e nelle regioni centrali. Un debole passaggio di aria più fresca causerà l’avvicinarsi di un fronte NordAtlantico sui crinali alpini, durante l’inizio della prossima settimana, temporali e rovesci isolati durante le ore centrali del giorno comunque potranno formarsi sulle zone alpine centro-orientali, e nelle aree interne delle regioni Centro-Meridionali nelle giornate di Lunedì 12 e Martedì 13 a seguito della temporanea erosione del campo anticiclonico da Nord. Temperature in lieve diminuzione ovunque ma sempre di qualche grado al di sopra delle medie.

Nel frattempo l’ex-uragano Katia, declassato a tempesta tropicale, avrà raggiunto le coste occidentali del Regno Unito, dove si attendono venti forti e imponenti mareggiate, e ciò tenderà nuovamente a “spiattellare” l’area di Alta Pressione verso il Mediterraneo, consentendo il perdurare del periodo di stabilità e di temperature tipicamente Estive sulla nostra penisola, pur con valori non eccessivamente elevati ma sempre al di sopra delle medie di Settembre. Soprattutto l’assenza di piogge, se escludiamo gli isolati temporali pomeridiani di calore che andranno a formarsi, sarà il vero “leit motiv” del periodo in essere e la vera anomalia per questo mese di Settembre, se la situazione non dovesse vedere sbocchi “autunnali” prima della fine dello stesso.
Giuseppe Figliola













Cristian Rendina

La seconda parte della verifica dell’estate 2011, segue quella pubblicata per il solo mese di e si divide a sua volta in tre parti.
Nella prima verifichiamo l’outlook per il solo mese di luglio. La proiezione di tale mese è stata soggetta ad una revisione pubblicata con la verifica del mese di giugno.
Nella seconda parte verifichiamo tutto quanto non è stato aggiornato, tra cui anche il mese di agosto.
1. Aggiornamento proiezione di luglio
Così recitava l’aggiornamento del Comitato Scientifico pubblicato il 1° luglio (http://www.meteonetwork.it/articoli/comitato-scientifico/verifica-giugno-aggiornamento-luglio-2011):
A nostro avviso la modifica avvenuta nella seconda parte del mese potrebbe avere ripercussioni su alcuni regimi del tempo (WR) attesi nel mese di luglio. La figura mostra i 4 WR estivi.


In particolare, salgono le quotazioni di una più profonda bassa pressione in Atlantico (WR3) che si estende su UK e sud Scandinavia. Un possibile break potrebbe coinvolgere anche l’area euro-mediterranea (WR1). Anche il WR2 connotato da una maggiore e più forte estensione azzorriana verso il sud Europa potrebbe essere più frequente di quanto ipotizzato nell’outlook. Viceversa, il WR4 scende di quotazione.
In primo luogo si può osservare la latitanza della cellula di alta pressione su Europa centrale, semmai relegata a quella russo-balcanica. In secondo luogo, la spinta del getto atlantico è stata molto intensa sulla porzione centro-ovest dell’Europa.
La mappa di rianalisi del mese di luglio riflette il pattern EA/WR- (East Atlantic / Western Russia negativo), cioè la profonda depressione atlantica che si estende su Europa occidentale (WR3).

Il break alla stabilità estiva ha coinvolto l’area mediterranea da metà mese (WR1) ed in particolare dal 19 al 21 luglio e dal 24 al 26 luglio.
In figura la configurazione del 20 e del 25 luglio dall’archivio di Wetterzentrale:


Infine il regime 2, ovvero il pattern afro-azzorriano, si è mantenuto basso di latitudine interessando il sud nella seconda decade.
Da notare che l’aggiornamento proposto si discosta notevolmente da quanto previsto inizialmente (http://www.meteonetwork.it/articoli/comitato-scientifico/analisi-e-proiezione-estate-2011).
Le ragioni sono dovute al fatto che a fine maggio puntavamo ad una maggiore tenuta del campo anticiclonico europeo che aveva dominato in modo ferreo la stagione primaverile. La proiezione del mese di giugno si era rivelata soddisfacente ma ad un attento studio si evidenziava già il cambio di pattern, inizialmente previsto non prima di agosto.
Invitiamo quindi a seguire gli aggiornamenti proposti perché quella delle proiezioni stagionali è materia soggetta a continua sperimentazione ed un tipo di approccio a livello teleconnettivo è quello di proiettare singolarmente ciascun mese solo quando inizia (proiezioni mensili). Questo perché tutti i predittori sono attualizzati e dunque si evita di dover proiettare un mese sulla base della previsione dei predittori.
2. Verifica complessiva e del mese di agosto
Così recitava l’outlook stagionale:
A nostro avviso sussistono tutti gli elementi per osservare con una certa frequenza una cellula di alta pressione sull’Europa centro-orientale. Molte circostanze lasciano supporre un’azione di sostegno all’Alta delle Azzorre per allungarsi ed estendersi fino alle medie latitudini nella prima parte della stagione. Per ragioni dinamiche propendiamo per un’anomalia positiva sull’Europa centrale e orientale, una negativa ove riteniamo che possa distendersi il getto atlantico, una negativa debole sul basso Mediterraneo, estesa forse al nostro settore insulare ed infine un’incertezza con massimo spread sulla Penisola Iberica. Alcuni elementi ci portano a considerare un’estensione del getto dalla Scozia verso il nord della Scandinavia in agosto, con infiltrazioni di aria fresca e instabile nel Mediterraneo pilotate dall’isolamento per cut-off di una o più gocce fredde.
Queste sono le mappe interessate alla verifica: a sinistra la proiezione e a destra la rianalisi di quanto è successo.
Purtroppo la mappa di proiezione non è stata sottoposta a revisione nel momento in cui lo fu il mese di luglio per cui essa non aveva più nessuna validità. Per inciso, la mappa continuava ad evidenziare ancora la cellula di alta pressione su Europa centrale e la mancata spinta del getto atlantico laddove la revisione indicava il WR3 come regime del tempo prevalente.
Infine per quanto riguarda la parte finale della stagione e con essa il mese di agosto, effettivamente è stata ben inquadrata l’estensione del getto atlantico dalle Isole Britanniche verso la Scandinavia. Questo ha implicato una risalita della cella africana sui meridiani mediterranei e del sud Europa verso la Russia, riflettendo il pattern EA+ (East Atlantic positivo).
Questo era l’outlook di agosto:
Agosto dovrebbe vedere una maggiore instabilità legata a cut-off depressionari che avranno come obiettivo il Mediterraneo, lasciato scoperto dalla cupola anticiclonica del mese precedente, i cui massimi di altezza geopotenziale si dovrebbero andare a collocare più a NE, tra la Scandinavia e l’Europa nordorientale.
Vi saranno probabilmente surplus precipitativi locali, legati ad episodi anche intensi, e le temperature non dovrebbero discostarsi troppo dalle medie del periodo, più fresche al CentroSud e leggermente superiori al Nord ed in particolare NW.
Sostanzialmente è mancato l’inserimento di un impulso dal nord Atlantico, anche se la confluenza di opposte masse d’aria ha mantenuto un cut-off stazionario sul basso Mediterraneo.
Complessivamente la proiezione del mese di agosto non ha interpretato correttamente l’evoluzione associata al pattern espresso nell’outlook stagionale che invece si è rivelato ben posto.
Comitato Scientifico di Meteonetwork




Giuseppe Figliola

Dopo il primo vero disturbo del vortice polare troposferico (VPT) ad opera di un blocking barico in area scandinava, il VPT si ricompatta disassandosi verso l’emisfero a noi più distante. L’AO, indice che caratterizza la circolazione sub-polare nord emisferica, torna temporaneamente positivo.
Il jetstream diverge in modo da mantenere attiva una debole pulsazione anticiclonegetica in Europa (area A in figura). D’altro canto, sul nordamerica i venti zonali legati al getto polare appaiono in difficoltà soprattutto in terra canadese orientale con un collasso del getto in alta quota (area B).
Questo non depone bene per un’ulteriore espansione dell’oscillazione artica che con difficoltà riuscirebbe ad interessare il nord Atlantico e la Groenlandia.

Se la wave 2 è latitante, l’approfondimento depressionario sul tratto aleutinico ed est-siberiano è invece perfettamente in media col raffreddamento radiativo. Questo contribuisce a mantenere il PNA a cavallo della linea media senza ulteriori sussulti in attesa che venga forzato dall’entrata del pattern de La Nina. Essa è prevista dal CFS in fortissimo rinforzo a novembre (forse estremo come rinforzo rispetto agli altri modelli) ma attualmente permane su livelli al più moderati e limitatamente al settore orientale.
A riprova del comportamento di un pattern in ambito Pacifico che è ben lungi dallo stabilizzarsi in accordo all’ENSO, l’area di convezione intertropicale collegata alla MJO subisce un vero tracollo proprio sul settore indiano ed indo-pacifico dopo aver impattato sul settore 8 ed ancor più in 1, corrispondente all’Atlantico tropicale e all’Africa (Figura 2). Inoltre la MJO è prevista rimanere debole nelle prossime due settimane nei settori 3, 4 e 5. Le implicazioni sulla wave 2 (cioè il rafforzamento della semipermanente nord-atlantica) non dovrebbero essere preminenti.

Anche perché si confermano quei disturbi sopra la tropopausa artico-canadese e groenlandese (Figura 3) che erano stati inquadrati fin dall’inizio della stagione autunnale, associabili alla mancata riflettività e maggiore assorbimento nel campo dell’infrarosso su vaste porzioni dell’Oceano Artico rimaste prive della banchisa polare.

Come tutto ciò si riflette sul pattern euro-atlantico ?
L’indebolimento della NAO che pur ancora in territorio positivo è destinata progressivamente a scendere fin alla neutralità a fine periodo considerato appare un naturale sbocco ad una situazione che alla divergenza del getto in quota associa una più che probabile frattura del tripolo da NAO+ sulle SST atlantiche (Figura 4).
La prima conseguenza sarà il cedimento della struttura depressionaria in Atlantico. Successivamente la frattura più netta del tripolo che si verrebbe a generare tenderebbe a sfilacciare a monte il campo dei venti zonali: le perturbazioni raramente riuscirebbero a sfilare franche sull’Europa centrale ma scorrerebbero più a nord mentre la saccatura atlantica si indebolisce verso sud-est ed inserimenti di fronti atlantici andrebbero ad attivare la depressione latente tra il nord Africa, la Spagna ed il vicino Atlantico.
L’anomalia del geopotenziale a 500 hPa vedrebbe un lungo corridoio positivo dal medio Atlantico fino alla Russia del nord, passando appunto sui meridiani centrali europei. Regime di tipo EEH (East-European High) di cui la Figura 5 ottenuta con un flottaggio. Forte negatività sul sud-ovest Europa e moderata sul nord-est Atlantico. Turchia, Egeo e a tratti la Grecia presi dal rientro dei venti continentali.
Andrea Rossi










Cristian Rendina



Giuseppe Figliola




Luca Bargagna