





Andrea Rossi






Andrea Rossi









Cristian Rendina










Cristian Rendina

L’obiettivo della seconda goccia ad oggi non sembra essere quello di riattivare la depressione mediterranea, che Mercoledì è vista sfuggire tra il Golfo della Sirte, la Cirenaica e Creta, ma dovrebbe essere quello di creare ex-novo una depressione in zona tirrenica. In tale fase i modelli (vedi UKMO) a più riprese fanno vedere una struttura fortemente baroclina sul Nord Atlantico ad opera del ramo canadese del Vortice Polare. In una struttura di questo tipo il getto si intensifica a Sud-Est della struttura, operando quindi un trasporto di calore dalle zone temperate dell’Oceano verso Nord-Est, in direzione dell’Oceano Artico, settore russo e scandinavo. Questo crea un ponte tra l’alta oceanica posizionata vicino alle Isole Azzorre e un lago caldo in quota rilasciato giorni fa dall’anticiclone dinamico asiatico. Una volta terminato il contributo dinamico, al suolo è iniziata la termicizzazone e l’alta pressione russo-siberiana si presenta con massimi intorno ai 1.065 hPa.
A questo punto potrebbe esserci l’interazione con il Transiberian Express, un “enorme target” dove il ramo siberiano del Vortice Polare è visto macinare migliaia di chilometri in moto retrogrado verso l’Europa, alla velocità stimata di 1.000 km al giorno. E’ una massa d’aria continentale pura quella presente oggi sull’Altai Mongolo, laddove viene agganciata da una specie di affondo artico sul nord della Siberia, o meglio, da un travaso di aria polare marittima del ramo canadese del Vortice Polare. La temperatura è uniforme tra il suolo e i 1.300 m circa di altezza, intorno ai -35°C!
Il nuovo ramo siberiano acquista dinamicità, e dalla zona del Lago Bajkal e del Nord della Mongolia, in 2 giorni lo vediamo (Figura 1) addossarsi già alla catena degli Urali. Fa da precursore al Transiberian Express, un nucleo freddo precedentemente staccatosi dal Kazakistan che si muove con velocità dimezzata e, dopo 5 giorni, sarà raggiunto dalla retrogressione continentale nei pressi dell’Ucraina come visto dalla media dei modelli (vedi Figura 2). A questo punto il nucleo siberiano si scinde dalla sua parte più avanzata, che ci appare come un enorme nucleo gelido posizionato due giorni dopo sulla Russia e sui Balcani in procinto di interagire con una depressione mediterranea.
Andrea Rossi




Un altro impulso moderatamente freddo proveniente dai balcani ha interessato la regione a partire dalla serata del 24 con nuove precipitazioni un po’su tutta la regione; precipitazioni che hanno interessato anche la prima parte della giornata di Natale; si sono avute nevicate inizialmente a quote superiori ai 1.200 metri ma con limite che si è attesta intorno agli 800 a fine giornata quando le precipitazioni però si sono attenuate. Dopo questo peggioramento il rinforzo dell’alta pressione ha consentito un netto miglioramento delle condizioni anche se con una ventilazione tra debole e moderata, prevalentemente da est; le temperature si sono mantenute entro i valori medi del periodo; un nuovo moderato peggioramento è intervenuto nella giornata del 30 con altre deboli precipitazioni. L’ultimo dell’anno è trascorso con cielo sereno, venti moderati da nord-est e temperature piuttosto basse nelle ore notturne.
Ecco alcuni dati registrati dalla stazione meteo di Altavilla Silentina (SA) alla località Cerrelli per questo mese di Dicembre 2011:
Il totale delle precipitazioni mensili è stato di 150 mm.
La giornata più piovosa è risultata il 18 con 17,75 mm.
Le giornate senza alcuna precipitazione sono state 13.
La giornata più ventosa è risultata il 17 con un’intensità media del vento pari a 7,8 km/h ed una raffica max di 38,8 km/h.
La temperatura minima più bassa è stata registrata all’alba del giorno 20 con un valore di +1,2°C.
La temperatura massima più alta è stata registrata il giorno 8 con un valore di +18,1°C.
La media totale della temperatura in tutto il mese è stata di +11,2°C.
Analisi Clima – Meteoreporter

Inizio mese perturbato in Toscana, con temperature comunque miti. Le precipitazioni hanno interessato a macchia di leopardo tutta la regione anche se gli accumuli sono risultati minimi.
Risultano perturbate le giornate di sabato 3 con pioviggini che localmente assumono carattere di rovescio come sul pratese e sulle zone interne della Toscana e di domenica 4 con precipitazioni intense nel pomeriggio e di minor intensità in serata. Temperature sempre sopra media.
Nella notte tra domenica e lunedì è il vento a farla da padrone con libeccio che in alcune zone ha passato i 50 kmh. In alcune zone il forte vento ha anche causato danni scoperchiando tetti o determinando danni a strutture.
Nella mattinata del 5 nuovi rovesci sparsi, poi nel pomeriggio riprende a piovere con maggiore continuità, con un profilo termico comunque sempre sopra media. Nel pistoiese si raggiungono i 40 mm di precipitazioni quotidiane, considerando l'annata non è davvero poco. L'accumulo totale annuo infatti al momento supera di poco i 600 mm contro gli oltre 1000 mm di media.
Le giornate successive sono di tregua: entrano correnti sud occidentali miti, con mareggiate sulla costa. Le minime si assestano in pianura attorno ai 6°C, le massime sui 17-18°C.
La giornata del 9 Dicembre si apre con pioviggini ma con scarsi accumuli, che diventano più importanti nella giornata del 10 Dicembre (nel pisano 10 mm a metà giornata) in aumento nel primo pomeriggio.
La mattina dell'11 la nebbia la fa da padrona nelle zone interne della Toscana poi i cieli permangono nuvolosi: sono le avvisaglie di un nuovo peggioramento e forse per la prima franca nevicata in Appennino.
La mattina infatti il risveglio è piovoso, con accumuli interessanti che raggiungono i 58 mm a Pisa, o i 27 mm di Prato, o i 55 mm di Roccastrada nel grossetano (dove viene anche evocato un RR di 42mm orari). Nel corso della giornata si alternano momenti di intensificazione e di tregua. La sorpresa arriva comunque in serata: l'ingresso di aria fredda porta alla formazione di temporali con grandine a Bardolone 760 m slm la temperatura scende a 4,6°C. Il temporale che nasce nella provincia di Massa si sposta lungo le zone interne coinvolgendo Prato, Firenze e marginalmente la provincia di Pisa.

Prima neve sull’Appennino.
Il giorno 13 finalmente il panorama appenninico si presenta più consono al periodo, con neve che imbianca le cime. In Valdarno dalla collina si osserva la piana immersa nella nebbia e l'appennino che staglia col suo bianco candore.

Prima neve e nebbia in valle, in questa suggestiva immagine
Nella notte anche le temperature hanno cominciato a capire che siamo a Dicembre e si registrano minime attorno ai 3°C.
La giornata passa tranquilla e solo in serata vengono segnalate pioviggini senza accumuli interessanti. L'ingresso di questo fronte perturbato riporta le temperature in alto tanto che la mattina del 14 si ritorna ad una minima di 9°C e durante la giornata persiste una compatta e sterile nuvolosità con accumuli al massimo di 5 mm.
Il 15 si verificano forti mareggiate tra Mar Tirreno settentrionale e ligure con venti da Libeccio che a Livorno toccano punte di 88 kmh.
Il giorno successivo continua ad imperversare il libeccio (in serata su Livorno raffiche a 110kmh) e le mareggiate lungo le coste toscane sono una costante. Le boe collocate alla Gorgona segnalano onde che superano i 6 m. La pressione tende al deciso ribasso toccando i 991 hPa nella serata. Dal tardo pomeriggio si cominciano a vedere le prime precipitazioni. A Lucca in tarda serata l'accumulo è di 20 mm anche se le precipitazioni più importanti sembrano limitate all'alta Toscana.


Mareggiate: il 16 con onde oltre 3 metri sul tirreno settentrionale
Col passaggio del fronte freddo si registra inoltre un brusco calo delle temperature con minime intorno ai 5°C il giorno successivo. Il maltempo si concentra sulla parte meridionale della regione e fa notizia la prima spruzzatina stagionale di neve su Poppi (Ar).
Si arriva così al 20 Dicembre con gelate mattutine e di nuovo un segno negativo di fronte alle temperature su tutta la Toscana fino alle zone costiere, fino ai -6,8°C di Pracchia. Qualche debole precipitazione si realizza in giornata con quota neve relativamente bassa.
Il 21 Dicembre ancora temperature minime sotto zero, ma meno rigide. Nella nottata deboli nevicate sul Monte Serra con accumulo di circa 3 cm sopra i 500 m del versante lucchese.

prima neve sul Serra con accumuli
I giorni successivi nessuna novità in attesa di un live peggioramento annunciato per la vigilia di Natale. Pioviggini già dalla mattinata, con neve sull’Appennino anche a quote relativamente basse con temperature in progressivo aumento, tanto che le massime del 24 vengono raggiunte in tarda serata.
Il tempo si ristabilisce temporaneamente il giorno di Natale, ma il giorno di Santo Stefano ritornano le pioviggini. Le minime del 27 sono da incubo per i freddofili, addirittura circa 10°C in alcune località e la pressione sale a 1034 hPa. Il 28 ritorna ad un profilo termico più consono per il periodo senza peraltro nessun fenomeno, così come il 29 con minime sotto lo 0°C; in serata c’è spazio per qualche debole precipitazione nevosa in montagna.
Piogge più insistenti si realizzano il 30: su Arezzo addirittura vengono segnalate fulminazioni e precipitazioni intense anche se si è trattato solo di fenomeni locali.
L’ultimo giorno di questo Dicembre si chiude in maniera anonima al pari di quanto successo in questo 2011.
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Analisi Clima – Meteoreporter

Un significativo riscaldamento sulla stratosfera polare che è previsto in accordo ai due principali modelli, sui piani più alti della stratosfera, è capace di invertire sia il gradiente termico che la media zonale del venti a 60°N. L’alta del nord Pacifico, o Aleutinica associata alla wave 1, si sostituirà al vortice polare che guadagna l’arcipelago canadese.
Attualmente il nucleo freddo a 10 hPa è posizionato sui 60°N e 2.5°W con core di massima vorticità collocato più a nord est (75°N, 48°E). Il 18 gennaio il nucleo freddo perderà 10° di latitudine e si sposterà di ben 20° verso ovest, collocandosi in pieno Est Atlantico, ad ovest dell’Irlanda. Le maggiori incertezze riguardano invece il core di massima vorticità che è visto attualmente sganciarsi da quello termico per rimanere a latitudini del Mar Baltico.
Dunque siamo in presenza di un Minor Warming con Displacement del VPS su Est Atlantico/Scandinavia.
Figura 1. Temperature a 10 hPa secondo GFS 0Z del 11 gennaio
Figura 2. Temperature e altezze del geopotenziale a 10 hPa secondo ECMWF 12Z del 10 gennaio
Da notare la differenza tra le posizioni dei nuclei freddi alle varie quote isobariche il 18 gennaio: a 1 hPa sull’Arcipelago Canadese, a 10 hPa Est Atlantico mentre in basso a 100 hPa l’inerzia termica per il freddo accumulato soprattutto intorno ai 30 hPa (-8° sulla media di dicembre sul Polo Nord) in questo inizio invernale non permette al momento al core termico di scendere sotto il Mar Bianco (area Barents).
Dunque un colpo di maglio destrorso, tenendo a mente un avvitamento che entra in un foro in senso antiorario. Al netto della mancata discesa a latitudini temperate del nucleo freddo al limite della tropopausa e del nucleo di massima vorticità a 10 hPa, si sarebbe andati incontro ad un obiettivo mediterraneo di tutto rilievo.
Ma questa disposizione vagamente baroclina della struttura, pur non permettendo un allentamento troppo vistoso della tensione zonale foriero sul settore Atlantico di un’elevazione poco pronunciata (e forse anche duratura oltre il 60°N) dell’azzorriana associata alla wave 2, fa si che i massimi di vorticità positiva in troposfera si allentino sopra l’area groenlandese e si scindano verso l’area russo-siberiana.
Figura 3. Temperature a 100 hPa secondo ECMWF 12Z del 10 gennaio
Un ramo del getto polare interesserà la parte orientale della Groenlandia. Per esempio, il long range deterministico allude ad un debole canale di aria calda che mette in collegamento le due wave oceaniche in area SCAND/Nova Zemljia.
Considerando anche che l’effetto Baldwin-Dunkerton, vero deus ex machina delle analisi long-range e stagionali dell’inverno 2001-12 e relativo allo stratcooling del 20-25 novembre scorso volge al termine, fasi più neutrali dell’AO sono da attendersi. Il che significa incremento del wavenumber zonale cioè ondulazioni più pronunciate. La disposizione delle SSTA atlantiche, positive su una fascia temperata, non permette di catturare il getto troppo in basso. E questo evita un pericoloso slancio dell’indice Est Atlantico (EA+).
Figura 4. SSTA atlantiche del 7 gennaio
Come queste dinamiche si possano riflettere sui regimi del tempo in Europa e sul Mediterraneo ?
Il dato di fatto della stagione è il blocco basso-azzorriano. Per quanto detto e per le forzanti in ordine alla MJO non è possibile attendersi in questo mese un’elevazione troppo marcata di questo blocco. Ma una importante modifica intercorre sull’oscillazione dei venti troposferici: la GWO inizia a marcare territori o stages Nino-like dissociandosi dalla fase attuale di ENSO. Un maggiore forcing atteso dalla wave 1 con maggiore tendenza ad intrudere l’area artica dovrebbe permettere al getto un’uscita dal Nord America tale da ricollocare un po’ più verso ovest il blocco azzorriano, leggermente più centrato in Atlantico.
Figura 5. Global Wind Oscillation. Fasi Nina-like e Nino-like con momento angolare, rispettivamente, positivo (5-8) e negativo (1-4) (e variazione del momento angolare, rispettivamente, negativa e positiva)
Il secondo dato di fatto è la mancanza di innevamento sull’Europa orientale che la possiamo vedere collegata ad un deficit dei ghiacci artici in artico europeo (ma non altrove). Questo fatto non prelude certamente ad uno stazionamento troppo occidentale e/o troppo duraturo dell’aria fredda continentale. Associando questo fatto alla debole scissione del vortice polare in due rami, canadese e russo, ed un ricollocamento meno invadente dell’alta oceanica si assisterebbe dapprima ad una irruzione di aria fredda dai Balcani seguita all’interazione di una saccatura nord-atlantica con l’aria continentale stagnante più ad est, su Russia e Mar Nero. A più riprese il long range deterministico ci propone questa soluzione.
In conclusione non si dovrebbe andare incontro ad un cambiamento particolarmente sostanziale del tempo considerando che dopo la grande irruzione fredda dell’Epifania l’inverno sta facendo il suo dovere sulle regioni basso adriatiche e soprattutto sulla Puglia. Ma comunque confermando l’outlook del Comitato Tecnico-Scientifico l’inverno volgerà verso la sua parte più dinamica.
Andrea Rossi




Emanuele Gianello

L’ultimo mese dell’anno si è aperto con temperature miti e con l’alta pressione che nei primi 4 giorni ha protetto seppur in modo debole la Sardegna, regalando giornate tutto sommato variabili. Intorno al 6 dicembre si è avvicinato una saccatura artica sull’Italia, che ha portato in Sardegna un po’ di vento, facendo abbassare le temperature di qualche grado, e qualche rovescio sulla parte nord occidentale.

Dopo questa situazione tornano le correnti zonali seguite da una perturbazione sempre artica sull’Italia settentrionale, con il maestrale molto più intenso rispetto alla prima decade, con numerose mareggiate sulla costa occidentale. Sono stati registrati a Sadali 60km/h e a Capo Carbonara 54 nodi, con onde di 6m circa nel mare di Sardegna. In questa previsione di Lamma Toscana la situazione è chiara:

Nei giorni seguenti questa saccatura si è spostata velocemente verso levante, riportando condizioni stabili durante il periodo natalizio, grazie al ritorno dell’alta pressione delle azzorre con temperature anche di 20°C.
Gli ultimi giorni del 2011 si chiudono tempo incerto e nuvoloso, soprattutto nella Sardegna meridionale a causa di una piccola goccia fredda nord africana, che ha portato aria umida da W. Non ci sono state precipitazioni di rilievo.

Sestu (CA) :
Medie ed Estremi del mese di Dicembre 2011
Temperatura media 11.4°C
Umidità media 84%
P.to Rugiata medio 8.7°C
Pressione media 1019.9 hPa
Vel. Vento media 6.8 km/h
Vel. Raffica media 10.3 km/h
Direz. Vento media 316° (NO)
Precipitazioni mensili 36.0 mm
Precipitazioniannuali 441.0 mm
Pioggia max. / minuto 0.4 mm il 15 alle 07:35
Temperatura massima 19.7°C il 01 alle 14:31
Temperatura minima 2.2°C il 20 alle 07:38
Umidità massima 95% il 31 alle 13:19
Umidità minima 52% il 22 alle 15:26
Pressione massima 1031.0 hPa il 27 alle 10:13
Pressione minima 1005.7 hPa il 16 alle 22:45
Vel. vento massima 48.1 kmh da 338°(NNO) il 30 alle 20:58
Raffica vento max 68.5 km/h da 338°(NNO) il 30 alle 20:57
Indice di calore max 25.0°C il 06 alle 13:48
Growing degrees days :101.2 GDD
Va segnalato inoltre che il giorno 3 dicembre è avvenuto, come nel 2010, un evento più unico che raro: è stata avvistata una tromba marina vicino alla costa di Alghero, che ha raggiunto anche il suolo trasformandosi quindi un vero e proprio tornado durato solo pochi minuti vicino alla costa, senza causare danni. Esiste un bellissimo video della tromba marina ma non quello del tornado: You Tube video
Infatti la tromba che qui sembra toccare terra, in realtà si trova in un’insenatura.
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Analisi Clima – Meteoreporter

La Liguria ha 19 stazioni operanti di cui sono risultate valide 10 per l’aspetto termico e 10 per quello pluviometrico
Il confronto delle medie termiche del 2012 rispetto a quelle del periodo precedente 2006-2011 apre a una considerazione di base che non dà adito a dubbi. Le temperature nel 2012 si sono dimostrate più basse di quasi 3 punti. Un notevole calo. Risulta invece praticamente invariata la temperatura massima registrata.

Passando al confronto puntuale tra le stazioni possiamo vedere che la temperatura media si è mantenuta sotto i 10°C con punte di temperatura massima che han toccato i 20°C a Ventimiglia.

Dal punto di vista del bilancio pluviometrico ha piovuto di meno e in media anche per meno giorni, e ciò insieme alle temperature più basse danno il carattere forte a questi primi mesi del 2012.

Per quanto riguarda invece lo zoom pluviometrico sulle stazioni, a farla da padrone è sicuramente la stazione di Loano con il suo accumulo mensile di circa 400 mm.

Dando uno sguardo alla scala dei tempi a partire dal 2007 si nota per tutte le temperature (tranne che per l’estremo massimo ) un continuo declinare dell’andamento e questo ci dice che ogni anno che passa fa più freddo.

L’andamento temporale delle precipitazioni invece mostra solo un ritorno alla diminuzione dell’accumulo e della massima precipitazione, quindi un’inversione di tendenza rispetto al periodo 2010-2011.
I giorni di pioggia si stanno assestando a valori usuali dopo l’impulso del 2010

A Ventimiglia e Genova Oregina, reginette rispettivamente della temp max e min, si affianca Loano che merita il titolo di città ligure più piovosa del periodo

Analisi Clima Statistiche e grafici a cura di Cristina Cappelletto, commento grafici di Francesco Leone