La seconda replica (9-12 febbraio)

Dopo il sisma avvenuto in Europa nei giorni a cavallo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio ad opera di quella che abbiamo ribattezzato l’”Espresso Transiberiano”, almeno un’altra replica è attesa. L’Europa orientale è stata già messa in ginocchio ed in ginocchio si trovano alcune aree adriatiche e centrale della nostra penisola, da un vasto nucleo di aria continentale di prima qualità con temperature del nucleo fino a -25° a 850 hPa.
Ma la replica potrebbe peggiorare la situazione ed avere effetti forse anche doppi di quelli che ha avuto perché trova una situazione particolarmente grave. Inoltre il nuovo nucleo è di tipo artico-continentale ossia aria artica in distacco remoto sul nord della Russia che termicizza progressivamente a contatto di superfici interessate in questo momento (come nei prossimi 4 giorni), da un anticiclone termico mittleuropeo con minime comprese tra -25° e -30°.
Mentre scriviamo il nucleo artico continentale lascia la circolazione zonale sbalzata addirittura sopra il 75 parallelo nord da sconvolgimenti a carico dell’indice zonale (Artic Oscillation, AO) che lo ha portato durante la fase topica del trasporto antizonale del nucleo continentale a valori inferiori ai -3. Nel frattempo l’attività convettiva intertropicale si è intensificata sull’Indonesia (fase 6) e lo sarà ancora di più in fase 7 nel settore Indo-Pacifico, un settore che in genere è scarsamente interessato da questo tipo di azione in una fase come l’attuale di Nina moderata.
Fig 1 - MJO
Fig. 1. Madden-Julian Oscillation, MJO. Attuale e previsione Ensamble-GFS.
Le conseguenze sono le seguenti. Approfondimento ed abbassamento della depressione sull’Oceano Pacifico (PNA+) e relativa pulsazione ad onda molto corta ed intrusiva in area polare ad opera di un anticiclone presente su ovest Canada ed Alaska. Il Vortice Polare non riuscirà per almeno altri 4 o 5 giorni ad esplicare la sua azione di chiusura verso i nuclei continentali a spasso sul settore russo-siberiano. 
Fig 2 - PNA
Fig. 2. PNA index verso un massimo relativo intorno ai +1.5
L’indice di blocco al flusso zonale (blocking index, BI) è dirimente in tal senso: si sta estendendo dagli Urali (inizio giorno 6) fino alla Groenlandia (giorno 11) rimanendo connesso alla zona continentale in cui si è originato.
Fig 3 - BI
Fig. 3. Blocking Index, BI. Progressiva estensione dagli Urali alla Groenlandia. Siamo in presenza di una retrogressione del blocco alle correnti zonali in accordo fase 7 della MJO.
Nasce così un Ponte di Veikoff e cioè: 1. al suolo c’è un collegamento tra le HP delle Azzorre, della Scandinavia (entrambe con valori prossimi ai 1040 hPa) e quello termico russo-siberiano (valori intorno ai 1060 hPa); 2) in quota tale collegamento ha valori decrescenti di geopotenziali spostandosi dalle Azzorre alla Siberia.
Fig 4 - Veikoff
Figura 4. Apertura del Ponte di Veikoff che rimarrà attivo nei giorni 8-11 febbraio 2012.
La nascita di questo ponte che rimarrà attivo per 4 giorni consentirà al nostro nucleo artico-continentale di andare in progressione contraria alle normali correnti zonali, da nord-est verso sud-ovest. Domani esso è segnalato tra Finlandia e Russia.
Analizziamo adesso le diverse traiettorie.
1. ECMWF. Tra 2 giorni la goccia si trova sul Mar Baltico in prossimità della costa delle omonime Repubbliche. Venerdì si trova sul versante nord delle Alpi, centrato sul Tirolo con minimo al suolo sottovento alla traiettoria in quota e posizionato tra la Corsica e la Costa Azzurra. Sabato è centrato sull’Isola di Capraia, tra dito della Corsica e la costa livornese. Il minimo al suolo transita verso l’Abruzzo. L’obiettivo è quello nel senso che la goccia staziona lì anche il giorno di domenica.
2. GFS. Tra 2 giorni si trova sulla costa polacca del Mar Baltico. Venerdì si trova anch’essa sul Tirolo con minimo al suolo sempre tra la Corsica e la Costa Azzurra. Sabato il nucleo in quota si trova tra la Corsica e la Costa Azzurra con nucleo ampio esteso dalla bassa Toscana al sud della Francia. Minimo al suolo in prossimità di Roma. Il giorno dopo è centrata sul Mar Ligure.
3. UKMO. Tra 2 giorni si trova sulla del Mar Baltico a metà strada tra GFS e ECMWF. Venerdì si trova più ad est sulla Slovenia con minimo al suolo ad ovest delle Bocche di Bonifacio. Sabato il nucleo in quota si trova tra ad ovest della Sardegna con nucleo ampio che lascia fuori solo estremo sud ed Alpi. Minimo al suolo sul basso Tirreno tra Campania e Calabria. Il giorno dopo è centrata sul sud Italia.
Gli altri GM con minore risoluzione (GEM, NOGAPS, BOM) associano al nucleo traiettorie simili ad UKMO e dunque più orientali.
 
Fig 5 - Percorso del nucleo artico
Figura 5. Le traiettorie del nucleo di aria fredda artico-continentale nei giorni 8-10 febbraio 2012 ad opera dei 3 principali modelli. ECMWF: rosso. GFS: nero. UKMO: prugna.
Autori: 

Andrea Rossi

Ancora neve e gelo sull'Italia

La depressione Julia, che ha colpito l' Italia tra il 31 e il 4 febbraio 2012, ha generato copiose nevicate su gran parte del centro-nord (escluso tutto il nord-est), con accumuli ben al di sopra del metro in alcune località dell'Appenino romagnolo. Innevata anche Roma, che ha visto accumuli tra i 10 e 20 cm come non capitava da anni. Il freddo invece si è fatto sentire su tutto il centro-nord con temperature che sono rimaste al di sotto dello zero per molti giorni, nonostante una bora molto intensa. Nelle prossime ore un nuovo afflusso di aria fredda siberiana, genererà una nuova depressione con centro sullo Ionio, grazie anche alla profonda saccatura in quota che si estende fin dentro l'area del Maghreb. Attualmente la depressione è in fase di formazione, con precipitazioni sparse un po' su tutto il sud. Le altre perturbazioni atlantiche sono ancora bloccate dell'anticiclone russo-scandinavo e tendono a scorrere verso latitudini decisamente polari, di fatto bloccando la normale circolazione zonale, questo anche per via di un anticiclone termico sull'Europa centrale al suolo, formatosi grazie alle temperature estremamente fredde registrate in quelle aree(fino a -30°C) .
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Figura 1. Analisi satellitare sull'Europa rielaborata delle ore 17.00 UTC del 05-02-2012. Fonte www.sat24.com. 
Durante la nottata il ciclone si intensificherà al largo della Sicilia, approfondendosi e relegando le prime precipitazioni su tutto il centro sud. Nevicate saranno presenti dalle Marche in giù, con quota neve  via via più alta, attorno ai 1000m su Sicilia, Calabria e Puglia, per via del richiamo caldo da sud.(fig 2-3). Linee di instabilità dovute alle correnti orientali colpiranno il Tirreno e le coste tunisine e algerine. Al nord, se le condizioni lo permetteranno (assenza di vento e di copertura nuvolosa), saranno possibili temperature minime attorno ai -20°C.
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Figura 2. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 06/02/2012 sull'Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 3. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 06/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Domani in giornata il ciclone si approfondirà ulteriormente, con minimo valore di pressione che potrebbe arrivare a 990 hPa. Se i flussi di calore provenienti dal mare dovessero essere elevati, non si esclude la formazione di un mesociclone a ridosso della Puglia meridionale, con valori di pressione attorno ai 980 hPa. Le precipitazioni saranno abbondanti su tale regione e resto del Sud, anche se di natura liquida, mentre su tutto il resto della costa adriatica fino alla Romagna, e regioni centrali compresa Campania saranno nevose con quota neve in calo al sud (figg. 4-5). Da est arriveranno ancora forti venti di bora a sferzare il nord e l' alto adriatico, con temperature decisamente sotto media. 
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Figura 4. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 06/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 5. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 06/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork. 
Domani in serata il minimo si porterà sulla Grecia, rilasciando ancora precipitazioni su tutto il basso Adriatico, Grecia e Turchia. Precipitazioni nevose all'incirca nelle stesse aree delle 12 ore precedenti, e piogge sparse tra Sardegna e Sicilia. Ancora correnti tese nord orientali molto fredde saranno presenti in tutto il paese, con temperature molto rigide, e possibilità di minime molto basse laddove le condizioni lo consentiranno (figg. 6-7).
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Figura 6. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 07/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 7. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 07/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork. 
Durante la giornata di martedi 7, la depressione si allontanerà definitivamente sulla Grecia, ma permarranno forti correnti fredde orientali, con precipitazioni nevose su tutta la costa adriatica, causate per lo più da Stau.  (figg. 8-9).  La quota neve sarà in ulteriore calo, con neve che farà la sua comparsa anche a quote basse sulla Sicilia settentrionale e in Calabria. Nel frattempo, se le dinamiche dovessero rimanere tali, ci attenderà una nuova fase perturbata sul finire della settimana, che colpirà nuovamente il nord, e che con tutta probabilità apporterà ancora elevati quantitativi di neve su tutta l'area. L' influsso di aria fredda siberiana si protrarrà dunque almeno fino all'inizio della settimana successiva.
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Figura 8. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 07/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 9. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 07/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork. 
Autori: 

Cristian Rendina

L'inverno si sveglia dal…letargo invernale

In seguito all'inversione dell'indice dell'Arctic Oscillation la situazione sull'area europea andrà radicalmente cambiando nel corso dei prossimi giorni. Infatti un poderoso anticiclone situato in area russo-scandinava si prepara a convogliare aria molto fredda di origine siberiana (fino a -25° C alla pressione di 850 hPa). I suoi effetti si fanno già sentire in sede mediterranea, infatti un minimo sottovento al golfo del Leone e in rapido spostamento verso il mar Ligure sta generando precipitazioni nevose fino al piano sul nord Italia (fig 1.). Le altre perturbazioni atlantiche sono bloccate dell'anticiclone e tendono a scorrere verso latitudini decisamente polari, di fatto bloccando la normale circolazione zonale.
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Figura 1. Analisi satellitare sull'Europa rielaborata delle ore 17.45 UTC del 31-01-2012. Fonte www.sat24.com. 
Durante la nottata il ciclone traslerà sul mar Tirreno, approfondendosi e, nel caso i flussi di calore lo consentissero, formando un mesociclone al largo della costa Toscana. In questo frangente gran parte dell' Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana, Liguria, Basso Piemonte e Appennino centrale vedranno precipitazioni nevose fino al piano, con temperature che in quota raggiungeranno valori prossimi ai -10° C a 850 hPa (fig 2-3). Altrove ci saranno precipitazioni abbondanti un po' su tutte le regioni (escluso nord-est e Alpi in generale) ma piovose, con quota neve in aumento andando verso sud.
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Figura 2. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 01/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 3. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 01/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork.
Domani in giornata il ciclone si trasferirà lentamente verso sud-est, con precipitazioni che diventeranno nevose a bassa quota più a sud. Quasi tutta la penisola sarà colpita da precipitazioni abbondanti. Da est arriveranno forti venti di bora a sferzare il nord e l' alto adriatico, con temperature decisamente sottomedia, mentre il nucleo più gelido di origine siberiana si avvicinerà ancora verso l' Europa centrale. (figg. 4-5). Non si escludono in mattinata temperature minime negative a doppia cifra , soprattutto in Piemonte.
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Figura 4. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 01/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 5. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 01/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork. 
Domani in serata il minimo si porterà sulla Puglia, rilasciando ancora precipitazioni su tutto il basso Adriatico e Grecia. Nel frattempo parte dell'aria fredda siberiana avrà raggiunto la Francia, e grazie all'incurvamento del jet stream all'altezza della Spagna, un nuovo minimo di pressione si genererà sulle Baleari e comincerà ad interessarci dalla giornata di mercoledì. (figg. 6-7). Un ramo dell'occlusione insisterà sul centro nord, e grazie alle temperature rigide non è esclusa la presenza della neve lungo le coste marchigiane (il fattore determinante sarà il vento).
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Figura 6. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 00 UTC del 02/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 7. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 00 UTC del 02/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork. 
Durante la giornata di mercoledi 2, il nuovo minimo si sposterà lentamente verso est, coinvolgendo la Sardegna e la Corsica. A ovest, l'aria fredda genererà precipitazioni nevose fin sul sud della Spagna, piuttosto inusuale per la regione, e col passare delle ore potrebbero arrivare fino al piano, anche sulle Baleari. (figg. 8-9). In Italia residue precipitazioni interesseranno tutto il lato adriatico, nevose fino all' Abruzzo. Le temperature scenderanno di molti gradi su metà penisola, e dove il vento si calmerà saranno possibili minime negative a doppia cifra che potrebbero toccare anche i -20°C. In seguito il minimo stazionerà per alcune ore nei pressi della Sardegna, approfondendosi a causa dell'aria fredda in continua discesa dai quadranti settentrionali e orientali, mentre al sud il richiamo caldo favorirà un temporaneo aumento delle temperature, spaccando di fatto l' Italia in due. Se sarà un evento di portata storica ce lo dirà il tempo, non rimane che attendere la sua sentenza.
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Figura 8. Pressione al livello del mare (linee bianche), altezza di geopotenziale a 500 hPa (colori) previsti dal modello GFS per le 12 UTC del 02/02/2012 sull' Europa. Presenti anche i fronti al suolo. Plotting by MeteoNetwork.
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Figura 9. Precipitazioni accumulate in 6 h previste dal modello GFS per le 12 UTC del 02/02/2012 sull' Europa. Plotting by MeteoNetwork. 
Autori: 

Cristian Rendina

Transiberian Express. Chiamati ad assistere ad una configurazione molto rara

Due target si concatenano a fondo in questo incredibile finale di Gennaio 2012.
Il primo è il “piccolo target” in cui si attiva la fase continentale ad opera di due gocce nordiche, una in distacco sul Mar del Nord e l’altra in distacco sulla Scandinavia. Entrambe puntano il Mediterraneo occidentale percorrendo da Nord a Sud la Francia, ma la seconda con una traiettoria più orientale di un paio di centinaia di chilometri.
In pratica la prima punta sul Golfo del Leone la notte tra sabato e domenica, mentre l’altra punta la foce del Rodano la notte tra martedì e mercoledì (secondo modelli tipo ECMWF e UKMO). In altri modelli (tipo GEM e BOM) questa è più arretrata, ancora sull’Est della Francia, infine in GFS è già transitata sul Mediterraneo e si ritrova sul nord dell’Algeria.
L’obiettivo della prima goccia è la depressione afro-mediterranea che oggi ha iniziato ad interessare la Sardegna, le regioni del Nord-Ovest e quelle alto-tirreniche, e che sarà intercettata sulla Tunisia. Le due opposte masse d’aria approfondiranno la depressione mediterranea tra la Tunisia e la Sicilia, ed un cuscinetto di aria fredda pre-esistente sui Balcani verrà risucchiato sull’Italia attraverso l’Adriatico, ove è previsto un intenso Lake-effect Snow. Lo schema di attivazione ricalca quello proposto nel precedente editoriale, seppure con tempistiche un po’ più dilatate.

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Figura 1

L’obiettivo della seconda goccia ad oggi non sembra essere quello di riattivare la depressione mediterranea, che Mercoledì è vista sfuggire tra il Golfo della Sirte, la Cirenaica e Creta, ma dovrebbe essere quello di creare ex-novo una depressione in zona tirrenica. In tale fase i modelli (vedi UKMO) a più riprese fanno vedere una struttura fortemente baroclina sul Nord Atlantico ad opera del ramo canadese del Vortice Polare. In una struttura di questo tipo il getto si intensifica a Sud-Est della struttura, operando quindi un trasporto di calore dalle zone temperate dell’Oceano verso Nord-Est, in direzione dell’Oceano Artico, settore russo e scandinavo. Questo crea un ponte tra l’alta oceanica posizionata vicino alle Isole Azzorre e un lago caldo in quota rilasciato giorni fa dall’anticiclone dinamico asiatico. Una volta terminato il contributo dinamico, al suolo è iniziata la termicizzazone e l’alta pressione russo-siberiana si presenta con massimi intorno ai 1.065 hPa.

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Figura 2

A questo punto potrebbe esserci l’interazione con il Transiberian Express, un “enorme target” dove il ramo siberiano del Vortice Polare è visto macinare migliaia di chilometri in moto retrogrado verso l’Europa, alla velocità stimata di 1.000 km al giorno. E’ una massa d’aria continentale pura quella presente oggi sull’Altai Mongolo, laddove viene agganciata da una specie di affondo artico sul nord della Siberia, o meglio, da un travaso di aria polare marittima del ramo canadese del Vortice Polare. La temperatura è uniforme tra il suolo e i 1.300 m circa di altezza, intorno ai -35°C!

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Figura 3

Il nuovo ramo siberiano acquista dinamicità, e dalla zona del Lago Bajkal e del Nord della Mongolia, in 2 giorni lo vediamo (Figura 1) addossarsi già alla catena degli Urali. Fa da precursore al Transiberian Express, un nucleo freddo precedentemente staccatosi dal Kazakistan che si muove con velocità dimezzata e, dopo 5 giorni, sarà raggiunto dalla retrogressione continentale nei pressi dell’Ucraina come visto dalla media dei modelli (vedi Figura 2). A questo punto il nucleo siberiano si scinde dalla sua parte più avanzata, che ci appare come un enorme nucleo gelido posizionato due giorni dopo sulla Russia e sui Balcani in procinto di interagire con una depressione mediterranea.

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Andrea Rossi

Campania: Dicembre 2011

Il mese di Dicembre 2011 si è rivelato per la Campania nel complesso mite, con solo qualche episodio di freddo moderato dovuto ad una parziale meridianizzazione delle correnti; ciò è avvenuto a partire dal giorno 17, quando tutta la regione è stata interessata da una perturbazione atlantica seguita da aria fredda che ha causato una marcata diminuzione delle temperature; si sono registrate le prime nevicate su tutti i rilevi anche alle basse quote, mediamente fra i 600 e gli 800 metri. Ma andiamo con ordine e vediamo come sono andate esattamente le cose.
L’inizio del mese è stato caratterizzato da giornate umide e piovose, segnatamente nei giorni 2, 3, 4, 5 e 6. Mediamente su tutta la regione in questi giorni sono caduti oltre 50 mm di pioggia; le temperature si sono mantenute al di sopra della media stagionale; ventilazione sostenuta prevalentemente da ovest con raffiche anche intense nelle giornate del 5 e 6. Nei giorni 7, 8 e 9 la situazione è migliorata sensibilmente grazie all’affermazione di un campo di alta pressione di matrice oceanica. Una nuova debole perturbazione atlantica è intervenuta a partire dal giorno 10 causando un moderato peggioramento che ha dispensato altre precipitazioni fino al giorno 13. Le temperature si sono mantenute sempre miti per una ventilazione costantemente da ovest.
Tuttavia un moderato apporto di aria fredda ha causato tra il 12 ed il 13 brevi grandinate sui settori centro-occidentali della regione. Nella giornata del 15 il passaggio di un moderato fronte freddo ha causato violenti temporali specie nella parte settentrionale della regione con un nubifragio a Napoli. Vento sempre da ovest con intensità forte nelle giornate del 16 e 17.
Il giorno 18 la svolta: l’entrata di aria fredda provoca numerose cellule temporalesche che interessano un pò tutta la regione per l’intera giornata. Temperature in sensibile diminuzione e prime nevicate importanti su tutti i rilievi. Il vento si dispone da nord-est assumendo forte intensità specie nei giorni 21, 22 e 23 consentendo ampie schiarite lungo tutta la fascia costiera mentre addensamenti nuvolosi associati a deboli precipitazioni insistono nelle aree a ridosso dell’Appennino con spruzzate di neve sopra i 700-800 metri. Qualche fiocco di neve nella giornata del 22 ha raggiunto anche le colline esposte ad ovest.
Ecco alcune immagini relative alla prima moderata ondata di freddo della stagione sulla Campania:

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Foto 1 – Temporale nevoso in atto sui monti del napoletano il giorno 18
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Foto 2 – Una parte dei monti Alburni particolarmente innevata, vista da Altavilla Silentina (SA) il giorno 19
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Foto 3 – Monti Vesole, tra Capaccio e Roccadaspide, che affacciano su Altavilla Silentina (SA) innevati fin verso i 700 metri. Foto del giorno 19
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Foto 4 – La spolverata che c’è stata nel Beneventano alla quota di 200 metri s.l.m. Foto del giorno 18

Un altro impulso moderatamente freddo proveniente dai balcani ha interessato la regione a partire dalla serata del 24 con nuove precipitazioni un po’su tutta la regione; precipitazioni che hanno interessato anche la prima parte della giornata di Natale; si sono avute nevicate inizialmente a quote superiori ai 1.200 metri ma con limite che si è attesta intorno agli 800 a fine giornata quando le precipitazioni però si sono attenuate. Dopo questo peggioramento il rinforzo dell’alta pressione ha consentito un netto miglioramento delle condizioni anche se con una ventilazione tra debole e moderata, prevalentemente da est; le temperature si sono mantenute entro i valori medi del periodo; un nuovo moderato peggioramento è intervenuto nella giornata del 30 con altre deboli precipitazioni. L’ultimo dell’anno è trascorso con cielo sereno, venti moderati da nord-est e temperature piuttosto basse nelle ore notturne.

Ecco alcuni dati registrati dalla stazione meteo di Altavilla Silentina (SA) alla località Cerrelli per questo mese di Dicembre 2011:

Il totale delle precipitazioni mensili è stato di 150 mm.

La giornata più piovosa è risultata il 18 con 17,75 mm.

Le giornate senza alcuna precipitazione sono state 13.

La giornata più ventosa è risultata il 17 con un’intensità media del vento pari a 7,8 km/h ed una raffica max di 38,8 km/h.

La temperatura minima più bassa è stata registrata all’alba del giorno 20 con un valore di +1,2°C.

La temperatura massima più alta è stata registrata il giorno 8 con un valore di +18,1°C.

La media totale della temperatura in tutto il mese è stata di +11,2°C.

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Analisi Clima – Meteoreporter

Toscana: Dicembre 2011

Inizio mese perturbato in Toscana, con temperature comunque miti. Le precipitazioni hanno interessato a macchia di leopardo tutta la regione anche se gli accumuli sono risultati minimi.

Risultano perturbate le giornate di sabato 3 con pioviggini che localmente assumono carattere di rovescio come sul pratese e sulle zone interne della Toscana e di domenica 4 con precipitazioni intense nel pomeriggio e di minor intensità in serata. Temperature sempre sopra media.

Nella notte tra domenica e lunedì è il vento a farla da padrone con libeccio che in alcune zone ha passato i 50 kmh. In alcune zone il forte vento ha anche causato danni scoperchiando tetti o determinando danni a strutture. 

Nella mattinata del 5 nuovi rovesci sparsi, poi nel pomeriggio riprende a piovere con maggiore continuità, con un profilo termico comunque sempre sopra media. Nel pistoiese si raggiungono i 40 mm di precipitazioni quotidiane, considerando l'annata non è davvero poco. L'accumulo totale annuo infatti al momento supera di poco i 600 mm contro gli oltre 1000 mm di media.

Le giornate successive sono di tregua: entrano correnti sud occidentali miti, con mareggiate sulla costa. Le minime si assestano in pianura attorno ai 6°C, le massime sui 17-18°C. 

La giornata del 9 Dicembre si apre con pioviggini ma con scarsi accumuli, che diventano più importanti nella giornata del 10 Dicembre (nel pisano 10 mm a metà giornata) in aumento nel primo pomeriggio.

La mattina dell'11 la nebbia la fa da padrona nelle zone interne della Toscana poi i cieli permangono nuvolosi: sono le avvisaglie di un nuovo peggioramento e forse per la prima franca nevicata in Appennino.

La mattina infatti il risveglio è piovoso, con accumuli interessanti che raggiungono i 58 mm a Pisa, o i 27 mm di Prato, o i 55 mm di Roccastrada nel grossetano (dove viene anche evocato un RR di 42mm orari). Nel corso della giornata si alternano momenti di intensificazione e di tregua. La sorpresa arriva comunque in serata: l'ingresso di aria fredda porta alla formazione di temporali con grandine a Bardolone 760 m slm la temperatura scende a 4,6°C. Il temporale che nasce nella provincia di Massa si sposta lungo le zone interne coinvolgendo Prato, Firenze e marginalmente la provincia di Pisa.



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Prima neve sull’Appennino.



Il giorno 13 finalmente il panorama appenninico si presenta più consono al periodo, con neve che imbianca le cime. In Valdarno dalla collina si osserva la piana immersa nella nebbia e l'appennino che staglia col suo bianco candore.


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Prima neve e nebbia in valle, in questa suggestiva immagine


Nella notte anche le temperature hanno cominciato a capire che siamo a Dicembre e si registrano minime attorno ai 3°C.

La giornata passa tranquilla e solo in serata vengono segnalate pioviggini senza accumuli interessanti. L'ingresso di questo fronte perturbato riporta le temperature in alto tanto che la mattina del 14 si ritorna ad una minima di 9°C e durante la giornata persiste una compatta e sterile nuvolosità con accumuli al massimo di 5 mm.

Il 15 si verificano forti mareggiate tra Mar Tirreno settentrionale e ligure con venti da Libeccio che a Livorno toccano punte di 88 kmh.

Il giorno successivo continua ad imperversare il libeccio (in serata su Livorno raffiche a 110kmh) e le mareggiate lungo le coste toscane sono una costante. Le boe collocate alla Gorgona segnalano onde che superano i 6 m. La pressione tende al deciso ribasso toccando i 991 hPa nella serata. Dal tardo pomeriggio si cominciano a vedere le prime precipitazioni. A Lucca in tarda serata l'accumulo è di 20 mm anche se le precipitazioni più importanti sembrano limitate all'alta Toscana.


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Mareggiate: il 16 con onde oltre 3 metri sul tirreno settentrionale


Col passaggio del fronte freddo si registra inoltre un brusco calo delle temperature con minime intorno ai 5°C il giorno successivo. Il maltempo si concentra sulla parte meridionale della regione e fa notizia la prima spruzzatina stagionale di neve su Poppi (Ar).

Si arriva così al 20 Dicembre con gelate mattutine e di nuovo un segno negativo di fronte alle temperature su tutta la Toscana fino alle zone costiere, fino ai -6,8°C di Pracchia. Qualche debole precipitazione si realizza in giornata con quota neve relativamente bassa.

Il 21 Dicembre ancora temperature minime sotto zero, ma meno rigide. Nella nottata deboli nevicate sul Monte Serra con accumulo di circa 3 cm sopra i 500 m del versante lucchese.



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prima neve sul Serra con accumuli 



I giorni successivi nessuna novità in attesa di un live peggioramento annunciato per la vigilia di Natale. Pioviggini già dalla mattinata, con neve sull’Appennino anche a quote relativamente basse con temperature in progressivo aumento, tanto che le massime del 24 vengono raggiunte in tarda serata. 

Il tempo si ristabilisce temporaneamente il giorno di Natale, ma il giorno di Santo Stefano ritornano le pioviggini. Le minime del 27 sono da incubo per i freddofili, addirittura circa 10°C in alcune località e la pressione sale a 1034 hPa. Il 28 ritorna ad un profilo termico più consono per il periodo senza peraltro nessun fenomeno, così come il 29 con minime sotto lo 0°C; in serata c’è spazio per qualche debole precipitazione nevosa in montagna.

Piogge più insistenti si realizzano il 30: su Arezzo addirittura vengono segnalate fulminazioni e precipitazioni intense anche se si è trattato solo di fenomeni locali.

L’ultimo giorno di questo Dicembre si chiude in maniera anonima al pari di quanto successo in questo 2011.


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Autori: 

Analisi Clima – Meteoreporter

Seconda parte di gennaio. Osservazioni, Analisi e Prospettive.












Un significativo riscaldamento sulla stratosfera polare che è previsto in accordo ai due principali modelli, sui piani più alti della stratosfera, è capace di invertire sia il gradiente termico che la media zonale del venti a 60°N. L’alta del nord Pacifico, o Aleutinica associata alla wave 1, si sostituirà al vortice polare che guadagna l’arcipelago canadese.

Attualmente il nucleo freddo a 10 hPa è posizionato sui 60°N e 2.5°W con core di massima vorticità collocato più a nord est (75°N, 48°E). Il 18 gennaio il nucleo freddo perderà 10° di latitudine e si sposterà di ben 20° verso ovest, collocandosi in pieno Est Atlantico, ad ovest dell’Irlanda. Le maggiori incertezze riguardano invece il core di massima vorticità che è visto attualmente sganciarsi da quello termico per rimanere a latitudini del Mar Baltico.

Dunque siamo in presenza di un Minor Warming con Displacement del VPS su Est Atlantico/Scandinavia.



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Figura 1. Temperature a 10 hPa secondo GFS 0Z del 11 gennaio





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Figura 2. Temperature e altezze del geopotenziale a 10 hPa secondo ECMWF 12Z del 10 gennaio


Da notare la differenza tra le posizioni dei nuclei freddi alle varie quote isobariche il 18 gennaio: a 1 hPa sull’Arcipelago Canadese, a 10 hPa Est Atlantico mentre in basso a 100 hPa  l’inerzia termica per il freddo accumulato soprattutto intorno ai 30 hPa (-8° sulla media di dicembre sul Polo Nord) in questo inizio invernale non permette al momento al core termico di scendere sotto il Mar Bianco (area Barents). 

Dunque un colpo di maglio destrorso, tenendo a mente un avvitamento che entra in un foro in senso antiorario. Al netto della mancata discesa a latitudini temperate del nucleo freddo al limite della tropopausa e del nucleo di massima vorticità a 10 hPa, si sarebbe andati incontro ad un obiettivo mediterraneo di tutto rilievo.

Ma questa disposizione vagamente baroclina della struttura, pur non permettendo un allentamento troppo vistoso della tensione zonale foriero sul settore Atlantico di un’elevazione poco pronunciata (e forse anche duratura oltre il 60°N) dell’azzorriana associata alla wave 2, fa si che i massimi di vorticità positiva in troposfera si allentino sopra l’area groenlandese e si scindano verso l’area russo-siberiana. 


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Figura 3. Temperature a 100 hPa secondo ECMWF 12Z del 10 gennaio



Un ramo del getto polare interesserà la parte orientale della Groenlandia. Per esempio, il long range deterministico allude ad un debole canale di aria calda che mette in collegamento le due wave oceaniche in area SCAND/Nova Zemljia.

Considerando anche che l’effetto Baldwin-Dunkerton, vero deus ex machina delle analisi long-range e stagionali dell’inverno 2001-12 e relativo allo stratcooling del 20-25 novembre scorso volge al termine, fasi più neutrali dell’AO sono da attendersi. Il che significa incremento del wavenumber zonale cioè ondulazioni più pronunciate. La disposizione delle SSTA atlantiche, positive su una fascia temperata, non permette di catturare il getto troppo in basso. E questo evita un pericoloso slancio dell’indice Est Atlantico (EA+).


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Figura 4. SSTA atlantiche del 7 gennaio


Come queste dinamiche si possano riflettere sui regimi del tempo in Europa e sul Mediterraneo ? 

Il dato di fatto della stagione è il blocco basso-azzorriano. Per quanto detto e per le forzanti in ordine alla MJO non è possibile attendersi in questo mese un’elevazione troppo marcata di questo blocco. Ma una importante modifica intercorre sull’oscillazione dei venti troposferici: la GWO inizia a marcare territori o stages Nino-like dissociandosi dalla fase attuale di ENSO. Un maggiore forcing atteso dalla wave 1 con maggiore tendenza ad intrudere l’area artica dovrebbe permettere al getto un’uscita dal Nord America tale da ricollocare un po’ più verso ovest il blocco azzorriano, leggermente più centrato in Atlantico. 


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Figura 5. Global Wind Oscillation. Fasi Nina-like e Nino-like con momento angolare, rispettivamente, positivo (5-8) e negativo (1-4) (e variazione del momento angolare, rispettivamente, negativa e positiva)


Il secondo dato di fatto è la mancanza di innevamento sull’Europa orientale che la possiamo vedere collegata ad un deficit dei ghiacci artici in artico europeo (ma non altrove). Questo fatto non prelude certamente ad uno stazionamento troppo occidentale e/o troppo duraturo dell’aria fredda continentale. Associando questo fatto alla debole scissione del vortice polare in due rami, canadese e russo, ed un ricollocamento meno invadente dell’alta oceanica si assisterebbe dapprima ad una irruzione di aria fredda dai Balcani seguita all’interazione di una saccatura nord-atlantica con  l’aria continentale stagnante più ad est, su Russia e Mar Nero. A più riprese il long range deterministico ci propone questa soluzione. 

In conclusione non si dovrebbe andare incontro ad un cambiamento particolarmente sostanziale del tempo considerando che dopo la grande irruzione fredda dell’Epifania l’inverno sta facendo il suo dovere sulle regioni basso adriatiche e soprattutto sulla Puglia. Ma comunque confermando l’outlook del Comitato Tecnico-Scientifico l’inverno volgerà verso la sua parte più dinamica.


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Autori: 

Andrea Rossi

Liguria: Febbraio 2012 – Cronaca

Si parte da dove ci eravamo lasciati:il freddo glaciale non ci abbandona subito e anzi, regala ancora soddisfazioni ai freddofili della regione. La nevicata che ha colpito quasi tutta la regione si spegne lentamente fra la serata del 31 e la giornata dell'1, lasciando immagini e panorami che ci porteremo dentro al cuore per tutta la vita, per quanto sembrano irreali, come per esempio le foto delle Cinque Terre sotto una leggera coltre di neve. 
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Immagine da cartolina di Manarola (postata da Virgilio Rava)
Le temperature rimangono bassissime per tutta la giornata; sulle riviere le massime sono diffusamente inferiori ai 5°C, nella zona tra Genova e Savona si sfiora quasi la giornata di ghiaccio raggiunta in alcune zone e in praticamente tutto l'entroterra: in quello savonese, in particolare, la neve continua a scendere copiosa, regalando da un lato disagi pazzeschi e dall'altro scene mozzafiato. 
In serata la dama torna a visitare la costa ligure, in particolare da Genova verso oriente. Nella nottata i fenomeni cessano, lasciandosi dietro temperature quasi polari e anche un intenso favonio laddove non soffia la tramontana. 
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Monterosso (postata da Virgilio Rava)
Nei giorni successivi, permangono velature più o meno diffuse, con qualche sfiocchettio di neve qua e là non degno di troppa nota. La straordinarietà di questi giorni sono le temperature: in costa, dove il segno – davanti alle temperature è qualcosa di straordinario, si va sottozero per diversi giorni di fila. 
Nell'entroterra, nei “poli del freddo” della nostra regione si hanno intense giornate di ghiaccio, con minime agevolmente sotto i -10°C e localmente sotto i -15°C, con il clou di Sassello, che nonostante l'altitudine molto bassa, risente ben poco della vicinanza del mare, perché scende addirittura sotto i -20°C. 
A Genova si ghiacciano i torrenti principali, come il Bisagno e il Polcevera e si raggiunge la giornata di ghiaccio il 4 febbraio in più quartieri. La notte fra il 4 e il 5 febbraio è probabilmente il picco del gelo: minime sottozero in tutta la regione, con punte di 5-6°C sottozero nel capoluogo e in doppia cifra in tutto l'entroterra. Anche domenica 5 febbraio è da segnalare come giornata di ghiaccio nei quartieri di Genova maggiormente interessati dalla tramontana scura mentre nel resto della città e sulle coste le temperature massime non superano i 5°C. 
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Il Polcevera ghiacciato (postata da Andrea Calderini)
Con l'inizio della settimane le temperature si addolciscono lievemente, rimanendo al di sotto della media: sulle due Riviere, col sole e il cessare del vento, con giornate soleggiate, le massime tornano su valori più consoni, tra i 7 e i 9°C mentre il Genovesato rimane sotto l'incessante soffio della tramontana: le temperature però risalgono, con le massime che tornano progressivamente sopra lo zero. Nella giornata del 10 torna ad imperversare molto vento dai quadranti settentrionali su tutta la regione, con temperature che scendono nuovamente con decisione, senza raggiungere i valori raggiunti pochi giorni prima.
La seconda decade di febbraio si apre di nuovo con giornate molto fredde ma soleggiate: si va nuovamente sottozero anche in costa, sia pur di pochi decimi di grado mentre l'entroterra viaggia tra i -8°C e i -10°C, con punte fino a -17°C.A questo punto cambia completamente la situazione: dopo due settimane ricche di soddisfazioni per i freddofili, è di nuovo l'Anticiclone delle Azzorre ad impadronirsi dell'Italia. 
Il vento freddo cessa e i valori dell'umidità risalgono: nell'entroterra si rimane ancora sottozero di parecchio nelle minime ma le giornate soleggiate che si allungano sempre di più fanno salire le massime ben sopra lo zero, con escursioni termiche giornaliere superiori ai 20°C. 
Il gelo abbandona la costa, con minime ben sopra lo zero e massime in doppia cifra. Una perturbazione passa sulla nostra regione nella notte tra il 18 e il 19 febbraio, protraendosi localmente fino al 20: gli accumuli, bassi nella Riviera di Levante e addirittura nulli in quella di Ponente, non aiutano a risanare il pesante deficit idrico della nostra regione. Nell'entroterra, soprattutto nelle zone montuose, la perturbazione è nevosa, con accumuli molto modesti.
Si entra così stancamente nell'ultima decade del mese più corto dell'anno, che inizia con delle belle giornate di sole di tipico stampo primaverile, con le temperature che si alzano ogni giorno di più: in costa non si scende più sotto la doppia cifra in alcune zone, mentre nell'entroterra solo nella prima mattinata si riesce ad andare sottozero di qualche grado, con massime comunque positive. Si registra una giornata di maccaja sabato 25 febbraio come “novità”, così come a fine mese, nel giorno del29 febbraio, con temperature ovunque al di sopra della norma.
Questo febbraio lascia il sapore amaro in bocca della grande occasione non sfruttata per i nivofili: poche volte s'è visto nella storia un freddo così intenso senza la minima possibilità d'essere sfruttato. La successiva ripresa dell'Anticiclone, dopo la sfuriata continentale, ha di fatto eliminato ogni speranza di poter avere altri eventi freddi entro la fine dell'inverno meteorologico. 
Certo, l'ondata di freddo che ha colpito l'Italia è stata notevole e si sono sentiti molto bene gli effetti anche qua in Liguria, andata sottozero praticamente ovunque ma s'è trattato, di fatto, dell'unico evento che ha mostrato i suoi effetti sulla nostra regione in tutto l'inverno: notevole ma isolato. Vedremo se marzo, con l'inizio della primavera meteorologica, saprà regalarci qualche emozione in più. E se il Generale Inverno quest'anno ha nascosto completamente i suoi galloni, apparendoci come un semplice caporale, speriamo in un prosieguo di anno più dinamico!
Autori: 

Emanuele Gianello

Sardegna: Dicembre 2011

















L’ultimo mese dell’anno si è aperto con temperature miti e con l’alta pressione che nei primi 4 giorni ha protetto seppur in modo debole la Sardegna, regalando giornate tutto sommato variabili. Intorno al 6 dicembre si è avvicinato una saccatura artica sull’Italia, che ha portato in Sardegna un po’ di vento, facendo abbassare le temperature di qualche grado, e qualche rovescio sulla parte nord occidentale.


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Dopo questa situazione tornano le correnti zonali seguite da una perturbazione sempre artica sull’Italia settentrionale, con il maestrale molto più intenso rispetto alla prima decade, con numerose mareggiate sulla costa occidentale. Sono stati registrati a Sadali 60km/h e a Capo Carbonara 54 nodi, con onde di 6m circa nel mare di Sardegna. In questa previsione di Lamma Toscana la situazione è chiara:


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Nei giorni seguenti questa saccatura si è spostata velocemente verso levante, riportando condizioni stabili durante il periodo natalizio, grazie al ritorno dell’alta pressione delle azzorre con temperature anche di 20°C.


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Gli ultimi giorni del 2011 si chiudono tempo incerto e nuvoloso, soprattutto nella Sardegna meridionale a causa di una piccola goccia fredda nord africana, che ha portato aria umida da W. Non ci sono state precipitazioni di rilievo.


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Sestu (CA) :

Medie ed Estremi del mese di Dicembre 2011
Temperatura media 11.4°C
Umidità media 84%
P.to Rugiata medio 8.7°C
Pressione media 1019.9 hPa
Vel. Vento media 6.8 km/h
Vel. Raffica media 10.3 km/h
Direz. Vento media 316° (NO)
Precipitazioni mensili 36.0 mm
Precipitazioniannuali 441.0 mm
Pioggia max. / minuto 0.4 mm il 15 alle 07:35
Temperatura massima 19.7°C il 01 alle 14:31
Temperatura minima 2.2°C il 20 alle 07:38
Umidità massima 95% il 31 alle 13:19
Umidità minima 52% il 22 alle 15:26
Pressione massima 1031.0 hPa il 27 alle 10:13
Pressione minima 1005.7 hPa il 16 alle 22:45
Vel. vento massima 48.1 kmh da 338°(NNO) il 30 alle 20:58
Raffica vento max 68.5 km/h da 338°(NNO) il 30 alle 20:57
Indice di calore max 25.0°C il 06 alle 13:48
Growing degrees days :101.2 GDD


Va segnalato inoltre che il giorno 3 dicembre è avvenuto, come nel 2010, un evento più unico che raro: è stata avvistata una tromba marina vicino alla costa di Alghero, che ha raggiunto anche il suolo trasformandosi quindi un vero e proprio tornado durato solo pochi minuti vicino alla costa, senza causare danni. Esiste un bellissimo video della tromba marina ma non quello del tornado:  You Tube video

Infatti la tromba che qui sembra toccare terra, in realtà si trova in un’insenatura.


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Autori: 

Analisi Clima – Meteoreporter

Liguria: Febbraio 2012 – Statistica

La Liguria ha 19 stazioni operanti di cui sono risultate valide 10 per l’aspetto termico e 10 per quello pluviometrico

Il confronto delle medie termiche del 2012 rispetto a quelle del periodo precedente 2006-2011 apre a una considerazione di base che non dà adito a dubbi. Le temperature nel 2012 si sono dimostrate più basse di quasi 3 punti. Un notevole calo. Risulta invece praticamente invariata la temperatura massima registrata. 


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Passando al confronto puntuale tra le stazioni possiamo vedere che la temperatura media si è mantenuta sotto i 10°C con punte di temperatura massima che han toccato i 20°C a Ventimiglia.


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Dal punto di vista del bilancio pluviometrico ha piovuto di meno e in media anche per meno giorni, e ciò insieme alle temperature più basse danno il carattere forte a questi primi mesi del 2012.


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Per quanto riguarda invece lo zoom pluviometrico sulle stazioni, a farla da padrone è sicuramente la stazione di Loano con il suo accumulo mensile di circa 400 mm.


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Dando uno sguardo alla scala dei tempi a partire dal 2007 si nota per tutte le temperature (tranne che per l’estremo massimo ) un continuo declinare dell’andamento e questo ci dice che ogni anno che passa fa più freddo.


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L’andamento temporale delle precipitazioni invece mostra solo un ritorno alla diminuzione dell’accumulo e della massima precipitazione, quindi un’inversione di tendenza rispetto al periodo 2010-2011.

I giorni di pioggia si stanno assestando a valori usuali dopo l’impulso del 2010


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A Ventimiglia e Genova Oregina, reginette rispettivamente della temp max e min, si affianca Loano che merita il titolo di città ligure più piovosa del periodo


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Autori: 

Analisi Clima Statistiche e grafici a cura di Cristina Cappelletto, commento grafici di Francesco Leone

Associazione MeteoNetwork OdV
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