Tornado di Moore Oklahoma, 20 maggio 2013, immagini satellitari.

La supercella che ha generato  il  tornado di Moore Oklahoma ieri 20 maggio, non è sfuggita ai satelliti  della NASA registrando  immagini spettacolari .

Ricordiamo che il tornado  ha lasciato una scia devastazione  di due miglia di larghezza e di 17 miglia di lunghezza. Al momento della pubblicazione, sono stati 24 morti accertati e più di 230 feriti. Le immagini qui sotto sono da vari satelliti della NASA, che hanno seguito l'evento .

MODIS-Moore

Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer della NASA (MODIS)  20 maggio 2013, alle 2:40 pm CDT,  il tornado  lungo il suo percorso attraverso Moore, Oklahoma. MODIS è a bordo di un satellite  delle Observing System Terra (EOS).

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MODIS-Map

La NASA  ha anche rilasciato questa versione con la path (percorso) del tornado, sempre  immagine da MODIS.  “il tornado ha toccato terra ovest di Newcastle alle 02:56  locali virando a nordest verso Moore.”

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NASA-OK-Storm

Il satellite GOES-13 del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha catturato questa immagine, possiamo vedere l'imponenza  in relazione al resto degli Stati Uniti. La tempesta si trova nella zona centro-meridionale del paese.

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OK-Storm-Globe

 Sempre dal GOES-13 possiamo vedere dall'immagine satellitare l'intero globo al momento dell'evento.

OK-Before

Questa invece è una visione satellitare notturna di Oklahoma City prima del tornado di Lunedi, acquisita dalla National Partnership satellite in orbita polare Suomi, nelle prime ore del mattino del 20 maggio. L'immagine mostra la luce (sia naturale che artificiale), della città  in quel momento.

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OK-After

L'immagine  mostra Oklahoma City la notte dopo la tempesta ha devastato la zona il 20 maggio. Suomi NPP satellite della NASA, NOAA ha scattato la foto di prima mattina, il 21 maggio.

Credits: NASA / NOAA

Isole e coste della Dalmazia sommerse dall'acqua alta

L'intensa depressione mediterranea che ha determinato sul nord-Italia forti nevicate fin sulle coste orientali ha provocato anche una nuova fase di acqua alta eccezionale sulla laguna veneta, tuttavia interessata dal fenomeno è risultata anche buona parte delle coste e delle isole della Dalmazia sull'Adriatico nord-orientale. Seppur il fenomeno si sia manifestato in modo meno intenso rispetto a quanto accaduto lungo le coste italiane e quindi non eccezionale, l'acqua del mare ha invaso comunque, a partire dalle 21.00 circa di lunedì 11 febbraio e per tutta la notte seguente, le aree più basse di molte località come Parenzo, Umago e Cittanova ma anche l'entroterra di alcune isole dell'Alto Adriatico, come Cherso. Il forte vento di scirocco con raffiche registrate anche di 120 chilometri orari oltre a determinare il fenomeno dell'acqua alta ha provocato anche mareggiate lungo tutte le coste della Dalmazia, da Spalato verso nord. Per documentare il fenomeno proponiamo alcuni scatti di Domeniko Surdić e di Zvonimir Barišin di Crometeo.hr, che hanno immortalato l'acqua alta sull'isola di Cherso e le mareggiate.

Fonte: Diario Meteorologico della Terra

Tornado e grandinate devastano le Fiandre (Belgio)

In questi giorni il Belgio si è trovato di fronte ad eventi insolitamente estremi: un tornado e fortissimi temporali grandigeni hanno letteralmente devastato la parte settentrionale del Belgio, la zona delle Fiandre. In molte zone si registrano alberi sradicati e tetti di case ed edifici letteralmente scoperchiati. Maggiormente colpito il comune di Oosterzele, nelle Fiandre Orientali, dove è già stato proclamato lo stato di emergenza e dove si registrano i maggiori danni. Il nuovo governatore Jan Briers è già sul luogo per ispezionare tutti i danni relativi agli eventi verificatosi nelle ultime ore. “Io non abito molto lontano da qui”, ha dichiarato Briers. “Fa quasi strano sentir dire che non vi sono stati feriti. Quello che vedo è un vero proprio campo di battaglia.” Secondo gli esperti la tempesta è durata per più di qualche minuto dato che la situazione risulta davvero drammatica davanti ai loro occhi: raccolti distrutti, case scoperchiate inabitabili e detriti ovunque. Questo è ciò che è rimasto di una mensa di una squadra di calcio locale. 

Situazione difficile anche nelle Fiandre Occidentali, dove il paese più interessato dall'acuta fase di maltempo sembra esser stato Meulebeke. Secondo le stazioni di rilevamento locali le raffiche di vento hanno superato abbondantemente i 100 km/h. Oltre al vento forte, i temporali sono stati accompagnati da intense grandinate, con chicchi che hanno raggiunto i 3 cm di diametro. Qui di seguito alcuni scatti relativi all'evento che ha scosso il Belgio nelle ultime ore. Seguiranno altri aggiornamenti relativi alle zone interessate. 

Fonte: Diario Meteorologico della Terra

Sussulto invernale nei prossimi giorni

La stagione invernale 2012/2013 è appena entrata nel terzo ed ultimo mese, tra “alti e bassi”, rimonte anticicloniche extra-stagionali e saccature artiche più o meno corpose. Dopo un'inizio stagionale dinamico con irruzioni fredde e neve a quote basse per buona parte della penisola, l'inverno si è preso un paio di pause regalandoci alcune giornate gradevoli, con temperature simil-primaverili.

L'alta pressione che nei giorni scorsi aveva i suoi massimi geopotenziali a ridosso del Canada, nei prossimi giorni si trasferirà nei pressi della Scandinavia, liberando masse d'aria gelide e spingendole verso il Mediterraneo. Il primo affondo artico interesserà la nostra Penisola tra il 2 ed il 4 febbraio con fenomeni da Nord, in rapido spostamento verso il Sud della penisola. Con questo primo sussulto artico avremo il primo calo termico e le temperature potranno rientrare nelle medie stagionali.

In seguito ritornerà per qualche giorno l'alta pressione ma già dal pomeriggio di martedì 5 febbraio un nuovo impulso artico si addosserà alle Alpi, dando il via ad una nuova fase di maltempo specie al Centro-Sud.

Sarà verso il prossimo fine settimana che un nuovo affondo artico riporterà estreme condizioni invernali sulla nostra penisola e questa volta il settentrione non dovrebbe mancare all'appuntamento nevoso. Per un miglioramento almeno temporaneo occorrerà attendere le giornate dell'11 e del 12 febbraio, in seguito il ritorno delle correnti atlantiche mitigherà le correnti gelide ma avvierà una nuova fase di maltempo seppur in un contesto termico mite.

Fonte modello: http://www.meteonetwork.it/models/

Porro Fabio

Montagne di schiuma sulle coste del Queensland

Come spiegato in un articolo di qualche giorno fa (Queensland devastato dalle piogge alluvionali), la tempesta tropicale Oswald ha lasciato dietro di sé una scia di devastazioni su buona parte del Queensland, lo stato situato a nord-est dell'Australia. A Brisbane, la capitale dello stato, sono a rischio circa 5.000 tra case e terreni. Il primo ministro australiano Julia Gillard, parlando da Gipsland – dove ha visitato le popolazioni afflitte dai recenti incendi – , ha detto che l'intero paese in questo momento “é messo alla prova dalla natura”. “Ma siamo una nazione forte ed intelligente e insieme ce la faremo”, ha aggiunto la premier. Oltre alle forti piogge e alle inondazioni, la tempesta tropicale, accompagnata da forti venti, ha permesso la formazione di un'enorme quantità di schiuma che si è riversata sulle spiagge di Mooloolaba (Sunshine Coast) e Burleigh Heads (Gold Coast). Questo fenomeno non del tutto usuale per la zona, ha permesso ha ragazzi e bambini di giocare con la schiuma presente. 

 

 

Fonte: Diario Meteorologico della Terra

Pioggia congelantesi in Polonia: decine di migliaia senza corrente

Uno dei fenomeni meteorologici più pericolosi e potenzialmente distruttivi è quello della pioggia congelantesi al suolo ed è proprio questo che è accaduto in vaste zone della Polonia sud-orientale nella giornata di ieri. La pioggia caduta con temperature al suolo al di sotto dello zero ha colpito in modo particolare l'area della città di Cracovia dove lo spesso strato di ghiaccio non ha ricoperto solo strade e marciapiedi creando situazioni difficili e pericolose alla circolazione sia delle auto che dei pedoni, ma ha avvolto anche le linee elettriche e i rami degli alberi. L'energia elettrica nella zona è stata interrotta ad oltre 16.000 famiglie a causa sia del ghiaccio che ha spezzato i cavi sia degli alberi caduti lungo lungo le linee. Oltre all'area di Cracovia, dove sono stati segnalati anche diversi incidenti, anche altre aree del sud Paese hanno avuto gravi problemi sempre a causa della pioggia congelantesi che ha lasciato senza riscaldamento 25.000 famiglie, in un contesto atmosferico dominato da temperature che si mantengono ben al di sotto dello zero. Un fenomeno analogo anche se più grave si era verificato nelle medesime zone nel 2010, quando centinaia di famiglie rimasero senza energia elettrica per settimane. Di seguito alcune foto scattate nell'hinterland di Cracovia ieri.

Fonte: Diario Meteorologico della Terra

Stagione invernale dinamica tra affondi atlantici ed incursioni gelide

Con le nevicate in corso al centro-nord, si conclude la seconda incursione gelida della stagione invernale, dopo la “crisi” nelle festività Natalizie.

Gli effetti  dello “splittamento” del Vortice Polare monitorato da alcune settimane dai maggiori centri previsionali, non ha “deluso” le aspettative, e le nevicate dei giorni scorsi fino a quote pianeggianti ne confermano tutto ciò.

Le correnti gelide dopo aver percorso buona parte del vecchio Continente, hanno raggiunto la nostra Penisola, con precipitazioni nevose abbondanti fino alle pianure, ed un calo termico ben corposo.

La prossima settimana avremo nuovamente condizioni perturbate su buona parte della Penisola: L'area depressionaria “stazionante” sulla noostra Penisola richiamerà aria fredda dal nord Atlantico, riportando la neve a quote nuovamente basse.

Verso la fine del mese alcuni  centri previsionali intravedono una nuovo affondo gelido verso la nostra Penisola.

Tuttavia rimangono ancora molte incertezze sull'evoluzione futura, poichè non tutti i centri previsionali “sposano” questa ipotesi.

Alcuni nel medio termine “propongono” una continuità atlantica con più piogge e meno neve a quote basse, altri più “inteferenze”da est e freddo accentuato.

Sarà nuovamente l'Alta pressione con i suoi “spostamenti” in alto Atlantico o in questa attuale, ad aver “in mano” le sorti invernali delle prossime settimane.

Fonti Immagine: http://www.meteonetwork.it/models/

Fabio Porro

Romania paralizzata da venti fortissimi e bufere di neve

Buona parte della Romania è stata interessata i giorni scorsi da venti forti e intense nevicate; non solo Romania ma anche la Moldavia (Stato confinante tra Romania e Ucraina) ha avuto a che fare con blizzard che hanno paralizzato il Paese. Strade bloccate e almeno un centinaio di persone bloccate in mezzo alla neve sugli autobus o sulle proprie auto, paralizzando intere cittadine. Su molte zone il manto nevoso supera il mezzo metro, come si evince dalla mappa che in seguito vi mostriamo, mentre le zone montuose superano addirittura il metro e mezzo. Le nevicate si sono verificate con temperature abbondantemente sotto lo zero e venti molto intensi che a tratti hanno toccato i 100 km/h. La località più fredda è stata Miercurea Ciuc situata a 662 mslm, dove la temperatura minima è scesa a -26.2°C. Qui di seguito vi mostriamo le mappe relative al manto nevoso attuale e alcuni scatti delle nevicate che hanno interessato buona parte del Paese. 

Fonte: Diario Meteorologico della Terra

Caldo devastante in Australia: è record

Il 7 gennaio 2013 entrerà nella storia meteorologica dell'Australia. La temperatura media massima registrata in tutto il Paese ha raggiunto i 40.33°C, battendo il precedente record di 40.17 fissato il 21 dicembre 1971. Solamente tre volte nella storia meteorologica australiana si sono registrate temperature medie massime superiori ai 40°C. Hobart, in Tasmania ha anche registrato il giorno più caldo in 130 anni di registrazioni il 4 gennaio 2013, con la temperatura che ha raggiunto i 41,8 gradi Celsius.

 

Per la prima volta l'Australia ha sperimentato 5 giorni consecutivi con una temperatura media massima superiore ai 39°C. Il sito meteorologico nazionale, Bureau of Meteorology, ha avvertito che l'ondata di caldo, che ha già colpito diversi stati, continuerà senza sosta anche la prossima settimana. Qui di seguito sono mostrate alcune delle ondate di calore più intense nella storia meteorologica australiana.

 

L'estremo sud costiero del New South Wales ha visto un drastico calo delle temperature, dove a Merimbula, la temperatura è scesa dai 41.1 gradi Celsius ai 24.1 gradi Celsius. In questi giorni sono previsti locali interruzioni di corrente e le zone dove i black-out potrebbero verificarsi aumenteranno con l'aumentare della canicola.  Secondo Markus Donat, dal Centro di ricerca sui cambiamenti climatici presso l'Università del New South Wales, i periodi di alte temperature sono aumentati negli ultimi decenni. Egli sottolinea che, per la maggior parte delle regioni, tra cui l'Australia, le temperature estremamente elevate sono diventate più frequenti e più intense. Temperature estremamente basse si sono verificate meno frequentemente di quanto non fossero a metà del 20° secolo. Incendi estremamente pericolosi si continuano a verificare nel NSW, alimentati da temperature altissime e forti venti. Più di 100 incendi stanno bruciando tutto lo Stato. Situazione tutta da monitorare, continuate a seguire i nostri aggiornamenti. 

Fonte: Diario Meteorologico della Terra

L'Inverno si risveglia: imminente fase gelida e nevosa

La stagione invernale è da poco “entrata” nel  suo secondo mese di “attività”, ma dopo l'inizio “scoppiettante” ai primi di Dicembre, con freddo e neve anche a quote di pianura, si è “assopito verso le Festività Natalizie.

Il freddo giunto sulla nostra Penisola nei primi giorni di Dicembre, è “frutto” dello “splittamento” del Vortice Polare, a causa dell'elevazione dell'Alta pressione sub-tropicale verso l'alto Atlantico. Il grande gelo “contenuto” nel Vortice Polare viene così indotto a dislocarsi in latitudini, non “usuali”.

Dopo il “ricompattamento” del Vortice Polare avvanuto a ridosso alle feste Natalizie, sulla nostra Penisola si è instaurato un robusto campo anticiclonico, di matrice nord-africana, che oltre ad impedire il transito di fronti atlantici, ha attivato correnti più miti, con termiche primaverili.

Difatti i giorni scorsi, complice anche il favonio, in alcune località tra Piemonte e Lombardia, si sono registrate massime “over” 20°C.

Ma le “novità” invernali arrivano nuovamente dalla stratosfera, a causa del riscaldamento  (Major Stratwarming),  sempre causato dall'Alta pressione in “spinta” verso latitudini polari, che produce lo snaturamento anche a livello troposferico del Vortice Polare. Una parte di questi andrà verso il Canada, l'altra verso la regione baltica-russa.

Ad inizio settimana l'attenuazione dei venti settentrionali consentirà il “rientro” delle temperature a valori stagionali, e l'arrivo di correnti unmide da ovest sarà il “segnale” del cedimento della cupola anticiclonica.

Tra Mercoledì 9 e Venerdì 11 Gennaio ritroveremo nuvolosità e pioviggini tra Liguria ed alta Toscana, termiche in calo ovunque.

A partire da Sabato 12 Gennaio una depressione si formerà a ridosso della nostra Penisola, che a sua volta inizierà a “richiamare” aria fredda  di matrice artico-continentale dall'Europa Nord-Orientale.

E' lecito aspettarci un ritorno di condizioni invernali su buona parte della Penisola, più marcato secondo gli ultimi rum dei modelli previsionali, al centro-nord.

Una nuova e più  cuenta  “incursione” gelida potrebbe colpire nuovamente la nostra Penisola, attorno al 15-18 Gennaio. Aria gelida dalla Siberia  con moto retrogrado, correnti umide atlantiche potrebbero creare i presupposti per nevicate con accumuli precipitativi anche rilevanti.

Tutto dipenderà dall'effettiva “traiettoria” dell'aria gelida, delll'interazione atlantica e anche del posizionamento del “muro” anticiclonico tra Regno Unito e Penisola Iberica.

Se tutte le “pedine” si posizioneranno al loro “posto”, la stagione invernale avrà il suo “riscatto” che si merita!

Credit immagine:http://www.meteonetwork.it/models/

Porro Fabio

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