Outlook Inverno 2016-17. Aggiornamento


Autori: 
Stefano Agustoni, Luca Bargagna, Francesco Biagini, Daniele Cavazzoni, Andrea Rossi, Matteo Sacchetti, Giuseppe Tancredi, Alessandro Vannuccini
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Martedì 24 Gennaio 2017
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A) TROPOSFERA
Siamo ormai alla conclusione della debole fase de La Nina west based che ha contribuito (unitamente a Wqbo) a mantenere generalmente basso il livello di convezione tropico-equatoriale influendo in modo contenuto sulla limitata trasmissione dinamica delle onde di Rossby sviluppate dall'Oceano Pacifico, ove fino in sede subpolare hanno insistito anomalìe positive di geopotenziale (Figura 1). 

Figura 1. Anomalia GPT a 500 hPa nel settore aleutinico / stretto di Bering nella prima parte della stagione.

La situazione di blocco alle correnti occidentali che si reitera a ridosso del vecchio continente ormai dalla fine della passata stagione estiva, riceve un importante contributo da una gelida circolazione di aria artico continentale che si è insediata dalla fine dello scorso autunno nelle pianure siberiane e che ha esteso la propria influenza verso la Russia occidentale e buona parte dell'Europa centro-orientale.
La modifica di questa circolazione sarà legata al mutamento degli assetti della circolazione tropico-equatoriale che, a partire dal mese di febbraio, non dovrebbe venir ulteriormente condizionata dal fattore Enso il quale, come dicevamo, sta rapidamente rientrando verso una fase di neutralità con progressiva estensione delle anomalie oceaniche positive che gradualmente si stanno estendendo verso il meridiano centrale del Pacifico (Figura 2) rendendo possibile,compatibilmente ad una decisa riattivazione dei flussi verticali di calore (vedi anche STRATOSFERA), una progressione della Madden Julian Oscillation verso fasi maggiormente propizie ad una modifica generale degli assetti circolatori (Figura 3).

Figura 2. Anomalie delle temperature globali della superficie degli oceani.

Figura 3. Progressione verso est delle SSTA+.


B) STRATOSFERA
Dopo una fase che ad oggi ha contraddistinto un vortice polare stratosferico strong con alternate fasi di risonanza nell'attività d'onda anche in troposfera ove tuttavia non si sono palesate le condizioni caratteristiche di condizionamento stratosferico, siamo agli albori di un deciso Sudden Stratospheric Warming che si tradurrà in un progressivo aumento di geopotenziali a carico della wave 1 e in un conseguente marcato disturbo all'attività del vps (Figura 4).

Figura 4. La decisa spinta della wave 1 sul vortice polare stratosferico che si abbassa in ovest Europa.

La dinamica appare particolarmente efficace in quanto la cresta della wave 1 comporterà un rapido decadimento delle velocità zonali in alta stratosfera ed una progressiva diminuzione delle stesse anche in media stratosfera.
Su tali fattori esplica un ruolo fondamentale l'avanzamento della stagione e quindi il maggior irraggiamento solare in concorso con una forte concentrazione di molecole di Ozono tra i 40 ed i 50 hpa anomalmente presenti nonostante la fase occidentale della Quasi Biennial Oscillation .
Tale anomalìa è verosimilmente da far risalire al blocco evolutivo della stessa Qbo causato dal pregresso Nino strong che ha mantenuto bloccata dal basso una fase orientale nel periodo estivo/autunnale fino ai 40 hpa favorevole quindi al trasporto dell'Ozono in sede stratosferico polare.

PROSPETTIVE FINO ALLA CONCLUSIONE DELL'INVERNO 2016/2017

Su tali basi, tenuto conto di questa prima fase contraddistinta da una forte compressione della massa del vps a causa del SSW sulla wave 1 e stante la caratteristica recessiva benché non assente della seconda cresta d'onda (wave 2), è lecito aspettarsi una decisa risonanza in troposfera di tale dinamica con traslazione della massa del vortice polare in direzione del continente euroasiatico.

Questo movimento traslativo dovrebbe portare un abbassamento del fronte polare in Atlantico attivando una circolazione a prevalente componente occidentale dai meridiani centrali dell'atlantico fino all'artico euroasiatico ponendo quindi fine, entro il termine della settimana in corso, al blocco Europeo che ha consentito il mantenimento di correnti orientali retrogressive fino all'Europa centrale (Figura 5).

Figura 5. Smantellamento del blocco stagionale su Europa ma contestualmente suo conseguente spostamento ad est.


Tuttavia, i tentativi da parte della corrente a getto polare di forzare il blocco ad est costituito da aria molto fredda pellicolare preesistente, dovrebbero riuscire con notevole sforzo verso fine mese portando verso il Mediterraneo aria progressivamente più umida a stemperare l'aria fredda preesistente e ancora in parte intrappolata nei bassistrati delle pianure del nord.
In questa fase di transizione e quindi fino almeno a fine mese di gennaio ma con possibile sconfinamento temporale alla prima decade del mese di febbraio, non si può escludere, dato l'abbassamento del fronte polare, che il transito di qualche sistema di matrice atlantica possa ad andare ad influenzare parte della ns. penisola (specie nord e forse marginalmente centro Italia) mentre la restante parte del territorio dovrebbe usufruire di un generale contesto mediamente più mite e stabile.
Questo tipo di circolazione nel comparto euratlantico (NAO oscillante su valori leggermente positivi) dovrebbe evolvere modificandosi nel prosieguo del mese di febbraio grazie ad una decisa evoluzione dell'attività convettiva tropico-equatoriale in grado di riattivare una risposta dinamica ove si dovrebbe registrare un calo delle velocità zonali su tutta la colonna fino in troposfera.
Un'eventuale insorgenza di un riscaldamento maggiore di tipo split (ipotesi da contemplare oggi a nostro avviso nella percentuale del 25/30%) porterebbe progressivamente alla propagazione di un disturbo con maggiore evidenza e persistenza. Tuttavia anche la semplice diminuzione delle velocità zonali dovrebbe tradursi in una negativizzazione dell'indice AO/NAO in grado di modificare gli assetti circolatori anche in Atlantico e nel continente Europeo, contestualmente alla permanenza di un indice EA (East Atlantic pattern) moderatamente negativo.
Si prospetta, come scenario evolutivo quindi nel corso del mese di febbraio, una fase progressivamente più umida interessare l'Europa meridionale e il Mediterraneo e grazie alla quale potrebbe aversi un parziale recupero del deficit pluvio-nivometrico che ha contraddistinto buona parte dell'inverno delle regioni settentrionali e tirreniche.
Con queste prospettive le temperature complessivamente dovrebbero, in una prima prossima fase, aumentare assestandosi su valori non lontani dalle medie del periodo o leggermente superiori ad esso per poi attestarsi su valori anche leggermente inferiori nella seconda parte del mese stesso.