La posizione dell’Associazione MeteoNetwork riguardo la meteorologia “urlata” e l’emanazione delle allerte meteo

MeteoNetwork si unisce ad AISAM (Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e di Meteorologia) nell’esprimere il proprio parere negativo sulla diffusione di allerte meteo non autorizzate e sul ricorrente uso, purtroppo fatto proprio anche da autorevoli organi di informazione, del “sensazionalismo mediatico” per riportare notizie, volte più ad accumulare collegamenti on-line che a perseguire una corretta informazione meteorologica.
Pur consapevoli che “semplificare” sia la chiave per raggiungere il maggior numero possibile di utenti, non possiamo tuttavia accettare che tutto venga ridotto, per esempio, a schemi del tipo “freddo = buran = neve” o all’utilizzo di immaginifici nomi mitologici per i periodi di calura estiva.
Per l’implicazione che gli eventi atmosferici possono avere sull’economia e sulla sicurezza delle persone, MeteoNetwork invita quindi a ignorare i “titoloni” lanciati con settimane o, peggio, mesi di anticipo, ricorrendo invece alla corretta informazione meteorologica proveniente da strutture qualificate e, soprattutto nella gestione della pubblica incolumità, alle informazioni e agli avvisi emessi dai canali istituzionali a ciò deputati. MeteoNetwork consiglia inoltre di seguire i lavori della prossima Giornata Mondiale della Meteorologia, ove questi argomenti saranno trattati da illustri esponenti della meteorologia italiana. I lavori della Giornata, che si terranno presso Sapienza Università di Roma, saranno anche trasmessi in diretta streaming sul canale https://www.youtube.com/watch?v=mSRl4w9OErM. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di  AISAM

 

Consiglio Direttivo Meteonetwork
Consiglio Scientifico Meteonetwork
Comitato Tecnico-Scientifico Meteonetwork

CONVEGNO EVENTI METEOROLOGICI ESTREMI VENEZIA 17 FEBBRAIO 2018

Sabato 17 febbraio 2018 all’Osservatorio Meteorologico del Cavanis a Venezia, Meteonetwork, assieme ai volontari del Cavanis, ha organizzato un convegno dal titolo “Eventi meteorologici estremi. Downburst: dinamiche e impatto economico”. Il convegno aveva l’obiettivo di analizzare in profondità questo fenomeno “ molto pericoloso, ma poco conosciuto” ( così l’ha efficacemente definito nel titolo della sua esposizione Pierluigi Randi). Il downburst infatti è molto spesso confuso con il tornado, fenomeno di gravità simile, ma fisicamente molto diverso. Si ricorda in tal caso che il downburst è una colonna di aria fredda che impatta violentemente al suolo causando forti raffiche di vento lineari su zone dal diametro generalmente di qualche chilometro, mentre il tornado è una colonna di aria ascendente in veloce rotazione dal diametro ridotto ( al più poche centinaia di metri in Italia).

Dopo gli iniziali saluti di Padre Pennacchi, direttore del Cavanis, e di Andrea Chini, membro del direttivo di Meteonetwork, sono iniziati gli interventi dei relatori, moderati da Massimo Enrico Ferrario, ex meteorologo di ARPA Veneto, attualmente in forze ad ARPA Lazio. Pierluigi Randi, che tutti ben conosciamo, ha illustrato brillantemente il fenomeno, spiegando cos’è, le sue caratteristiche fisiche, le varie tipologie esistenti e ha brevemente analizzato l’evento molto violento del 10 agosto 2017. Successivamente Francesco De Martin e Nicola Carlon, membri del gruppo di previsioni temporali PRETEMP ( che ha recentemente iniziato una collaborazione con Meteonetwork ), hanno approfondito quali sono le condizioni atmosferiche ideali per lo sviluppo di questi fenomeni e come si può fare una previsione di downburst: si è qui evidenziato che non è attualmente possibile fare una previsione affidabile esclusivamente per questo tipo di fenomeno, mentre dal punto di vista più generico dei temporali forti i risultati sono più soddisfacenti. In seguito Alberto Gobbi, anche lui ben noto tra gli appassionati, ha analizzato alcuni eventi di downburst al radar: evidenziando alcuni particolari echi radar ( specie nelle mappe di velocità radiale), che spesso indicano un imminente downburst. Poiché infine Davide Rosa non è potuto essere presente per motivi personali, Alberto ha anche illustrato le caratteristiche dei danni da downburst, evidenziando la gravità degli stessi e il notevole impatto economico che possono causare ( per esempio nel caso del 10 agosto 2017 sul Nord-Est).

I relatori: da sinistra Alberto Gobbi, Pierluigi Randi, Nicola Carlon e Francesco De Martin

La giornata è poi proseguita con la visita dell’antico Osservatorio meteorologico del Cavanis. Marcello Cerasuolo, colonnello dell’aeronautica militare, ha raccontato brevemente la storia dell’Osservatorio. Cristiano Corte, che ha lavorato per anni al servizio maree di Venezia, ha illustrato gli antichi strumenti di misura qui presenti. Francesco De Martin ha presentato una piccola ricerca climatologica eseguita con i dati del Cavanis per fare un esempio dell’utilità nella raccolta di dati meteorologici. Infine i ragazzi del liceo Cavanis hanno accompagnato i visitatori sulla terrazza dove hanno mostrato gli strumenti qui rimasti ( tra cui la nuova stazione Davis e le 4 webcam installate da Meteonetwork) e il bel panorama su Venezia.

Cristiano Corte spiega gli strumenti esposti nell’Osservatorio

Il convegno è stato filmato in diretta, ma comunque la presenza di pubblico è stata oltre le aspettative.

Evidenzio in conclusione un particolare, secondo me molto virtuoso: nel complesso sono intervenuti durante le 3 ore dell’evento 11 persone, molto eterogenee tra di loro, con competenze ed età molto diverse. Hanno parlato sia professionisti della meteorologia che appassionati, sia adolescenti che colonnelli in pensione: una squadra variegata ma compatta che, attraverso esperienze e sensibilità diverse, ha impressionato positivamente tutti.

Questa è la buona meteorologia che appassiona e che vogliamo diffondere!

Francesco De Martin

PREVISIONI TEMPORALI FORTI: COLLABORAZIONE TRA METEONETWORK E PRETEMP

Vi presentiamo un’importante novità: una nuova collaborazione tra l’associazione Meteonetwork e PRETEMP (www.pretemp.it), che riguarderà la previsione di temporali forti e la rivitalizzazione del database Storm Report.

PRETEMP è un gruppo di studenti universitari che dall’estate 2015 fa quotidianamente previsioni per temporali forti per il Nord Italia. Il progetto è stato fondato da Nicola Carlon nell’agosto 2015, successivamente si sono uniti Francesco De Martin, Simone Buttura e Sebastiano Carpentari nei mesi successivi (maggiori informazioni riguardo ai membri del gruppo le potete trovare in questa pagina http://www.pretemp.it/previsori.html). In questi giorni inizierà a fare previsioni PRETEMP anche Giorgio Rotunno.

Dal 1 gennaio 2018 ci sono stati importanti cambiamenti nelle previsioni PRETEMP: si è esteso il dominio di previsione a tutta Italia e si è cambiato a fondo il format, allo scopo di rendere più facile la comprensione della previsione per il pubblico generico, senza sacrificare i dettagli per il pubblico più esperto. Attualmente la previsione è basata su 4 livelli di pericolosità, da 0 a 3, a cui corrispondono differenti fasce di probabilità per temporali forti o molto forti. Una completa spiegazione del format delle previsioni la potete trovare in questa pagina: http://pretemp.it/archivio/2018/nuovo_pretemp/Nuovo_PRETEMP.html.

Queste previsioni tuttavia, come si evidenzia nel disclaimer della cartina di previsioni, hanno solo scopo di studio e non devono essere utilizzate per fini operativi: per le allerte ufficiali bisogna rivolgersi agli enti preposti, quali i Centri Funzionali Decentrati della Protezione Civile.

Poiché con l’estensione a livello italiano del dominio di previsione si sarebbe creato una copia con il già esistente servizio offerto da Meteonetwork, si è deciso di cercare una collaborazione tra le due parti, nella ferma convinzione che l’unione fa la forza, e che in un panorama meteorologico frammentato come quello italiano non avrebbe giovato a nessuno avere l’ennesimo doppione. Abbiamo così unito le forze: Pierluigi Randi, che curava precedentemente la previsione di fenomeni temporaleschi di Meteonetwork, entra nel team previsori di PRETEMP e PRETEMP, oltre a pubblicare le previsioni sul suo sito, pubblicherà una parte anche sul sito di Meteonetwork. In particolare su Meteonetwork si pubblicherà la cartina di previsione e il testo sintetico, indirizzato al pubblico generico. Inoltre il servizio sarà attivo tutto l’anno, non più solo dal 1 aprile al 30 settembre.

Però la collaborazione tra PRETEMP e Meteonetwork non si esaurirà qua: stiamo infatti cercando di rivitalizzare insieme il database creato da Meteonetwork ancora nel 2008, ma poi lentamente (e purtroppo) caduto in disuso. Per fare ciò si pensava di coinvolgere le associazioni meteorologiche presenti nel territorio, con l’idea di creare un sistema “federale” in cui ciascuno dà il suo piccolo contributo per la sua zona. Nel mondo degli appassionati del 2018 c’è infatti il paradosso che si è sommersi di segnalazioni meteorologiche attraverso forum, social network e giornali, ma poi queste si perdono nei rivoli della rete, diventando inutilizzabili. Il database Storm Report vorrebbe quindi semplicemente organizzare e archiviare un’informazione (relativamente a fenomeni temporaleschi) che già viene raccolta dagli appassionati, per poterla poi utilizzare per creare statistiche e studi scientifici. Meteorologi professionisti e ricercatori di fisica dell’atmosfera potrebbero infatti utilizzare successivamente questi dati per effettuare le loro ricerche, anche internazionali. Si potrebbe quindi creare un canale di proficuo dialogo tra mondo degli appassionati e mondo dei professionisti, che arricchirebbe (di conoscenza ed efficienza, sia chiaro) entrambi, ma soprattutto la meteorologia italiana. Se quindi qualcuno volesse aiutarci (singolo individuo o associazione), inviando segnalazioni riguardanti fenomeni temporaleschi per la sua zona (provincia o regione che sia), non esiti a contattarci (previsione.temporali@gmail.com)!

Se qualcuno ci accuserà di essere troppo visionari, noi risponderemo che la meteorologia italiana ha bisogno di visionari.

Buona stagione temporalesca a tutti.

Francesco De Martin

Arriva la nuova App MeteoNetwork: più veloce, più interattiva e più bella!

L’applicazione MeteoNetwork cambia radicalmente, puntando sulla fluidità delle mappe, sulla semplificazione dell’interfaccia e sulla facilitazione della sua usabilità. Ed è ovviamente gratuita. L’intento è di trasformare la consultazione dei dati meteorologici in un’esperienza unica.

Disponibile su Google Play

A cosa serve?
L’applicazione MeteoNetwork ti consente di restare connesso con più di 1150 stazioni meteo in tutta Italia e non solo, e di conoscere e far conoscere le condizioni meteorologiche in atto sul territorio.

Come funziona?
Attraverso la funzione DatiRealTime, sfruttando il GPS del tuo dispositivo, puoi controllare sempre le informazioni che ti servono navigando agevolmente lungo il territorio e selezionando i principali parametri meteorologici. Per una consultazione più rapida e specifica puoi anche utilizzare la funzione Ricerca cercandole per località. Salvando le tue stazioni meteo in Preferiti, inoltre, avrai la possibilità di consultarle ancora più rapidamente con un semplice click.
La nuova App MeteoNetwork ti consente anche di diventare il protagonista con ScopriMeteo, segnalando le condizioni del tempo in modalità live attraverso una foto e consultando le altre segnalazioni in tempo reale attraverso la funzione “MeteoStream”.

Occorre registrarsi?
Si, la registrazione è richiesta ma solo la prima volta. È fondamentale a garantire la personalizzazione dell’App sulla base delle esigenze di ciascun utente, accrescendone l’esperienza di utilizzo.
È sufficiente registrarsi mediante indirizzo mail e password o collegandosi al proprio account facebook.

Dove è possibile scaricarla?
L’App MeteoNetwork è disponibile sia su PlayStore sia su AppStore .

Prima di scaricarla devo avere alcune accortezze?
Assolutamente si.
Se in passato hai utilizzato la precedente App MeteoNetwork o di recente le prime versioni della nuova, eliminale,  pulisci la cache e prosegui con la nuova installazione.

Anche Meteonetwork al Festivalmeteorologia di Rovereto

Poi le luci si spengono e rimani solo. Le immagini della giornata scorrono come titoli di coda e i ricordi di quello che hai visto. sentito, conosciuto e imparato emergono dal subconscio l’uno dopo l’altro, accavallandosi come le tumultuose rapide di un torrente. E ti accorgi di essere diventato un po’ più ricco, una ricchezza che non passa, che nessuno ti porterà mai via perchè ce l’hai dentro, come innestata sul DNA.

Il Festival della Meteorologia di Rovereto, la più grande kermesse scientifica dell’anno, ancora una volta ha colpito nel segno, unendo in un solo abbraccio appassionati e professionisti, grandi e piccoli, profani ed esperti, aziende e clienti, italiani e stranieri. C’eravamo anche noi di Meteonetwork, capeggiati da un Marco Giazzi quanto mai motivato e carico.

La meteorologia, quella vera, autentica, pulita, disinteressata, generosa, competente affonda le sue radici qui, partendo da una geniale intuizione del Professor Dino Zardi, docente dell’Università di Trento, patron della manifestazione – giunta alla sua terza edizione – ma soprattutto persona dal grande carisma e umiltà.

“Abbiamo anche un piccolo aspirante meteorologo”, sono le sue parole rivolte aFrancesco, sei anni, che ora, grazie al “percorso junior”, ha già conosciuto il celebre esperimento della nube in bottiglia, ha imparato il ciclo dell’acqua, ha capito perchè l’aria calda e fredda non si mischiano, ha constatato che conseguenze porta l’aria inquinata, ha scoperto cos’è l’anidride carbonica, cos’è il vapore acqueo.

Intanto tutt’intorno sale gremite, stand propositivi, tavole rotonde e il seme della buona meteorologia asperso sul terreno fertile della passione e dell’amicizia, dove i volti virtuali, liberi dal vincolo dello schermo, diventano finalmente umani, veri, reali.

Un Festival che non rimane fine a se stesso, ma che si chiude con una parola positiva da parte di ogni “grande della meteo“, dalla signorilità di Guido Caroselli alla perizia e grinta di Carlo Cacciamani, dall’esperienza e cordialità di Daniele Mocio, alla simpatia e immediatezza di Paolo Corazzon, per passare attraverso la disponibilità e professionalità del team Giuliacci e di tutti quei meteorologi che operano in silenzio dietro le quinte con un lavoro quotidiano duro e imprescindibile.

Un Festival nel segno di una meteorologia che viaggia una spanna sopra, che è passato, presente e futuro, dove anche Francesco può conoscere tutto un nuovo mondo, che sia Guido Caroselli oppure il papà – autore di questo articolo – a spiegarglielo.

Luca Angelini

Torna #SeasonsColors, il contest fotografico MeteoNetwork

Torna il contest fotografico dedicato alle stagioni, promosso e ideato da MeteoNetwork.

Minervino Murge (BT), foto di Antonio Ciani

#SeasonsColors, infatti, intende scandagliare il territorio italiano attraverso scatti fotografici originali e innovativi. L’intento è di ritrarre le tante bellezze del nostro stivale (siano esse naturalistiche, artistiche o culturali) rese però uniche grazie agli elementi tipici di una stagione meteorologica. Centri urbani innevati, scorci tempestosi, paesaggi inumiditi e nebbiosi, giornate terse e soleggiate.

Un caleidoscopico amalgama tra cielo e terra, insomma, che possa raccontare con un linguaggio nuovo e immediato lo stretto legame tra il territorio e la stagionalità.

Il concorso è gratuito e aperto a tutti. Per partecipare occorre inviare un massimo di cinque foto a partecipante all’indirizzo: seasonscolors@meteonetwork.it.
Le foto dovranno essere in verticale in alta definizione con una risoluzione di 3.500 pixel, o comunque non inferiore ai 2.800 pixel. Nell’oggetto mail occorre specificare “SeasonColors” e nel corpo della mail autore, luogo, data di realizzazione della foto.
L’invio delle foto implica l’accettazione della licenza Creative Commons by/nc/nd 3.0, che impegna mnw a impiegare le vostre foto a sostegno delle proprie attività senza scopi di lucro, senza modificarle e specificandone sempre l’autore.

Le foto vincitrici del concorso diverranno infine parte integrante del nuovo calendario associativo del 2018, che verrà realizzato in collaborazione con Ronca Editore. Ai vincitori verrà anche regalato il calendario 2018 e la tessera MeteoNetwork 2018.

La partecipazione al contest diventa così un modo per essere protagonisti della vita associativa, promuovendo parimenti paesi, scorci e angoli reconditi del Belpaese.

Il regolamento completo del concorso è consultabile in questi spazi: https://goo.gl/3x9zth.

TEMPO ESTREMO: SEVERE WEATHER 2017

Un evento organizzato da MeteoNetwork e Estremi Meteo4 sotto il patrocinio di AISAM, l’Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia  e del Comune di Verona. Questa la novità più rilevante di Tempo severo: severe weather 2017, il convengo che si è tenuto a Verona sabato 14 ottobre, con interventi sia da parte di appassionati che di professionisti della meteorologia, moderato da Marco Giazzi e Marco Tadini di MeteoNetwork, e conclusosi con un appassionato intervento del Prof. Dino Zardi, Presidente di AISAM.
Proprio il prof. Zardi ha ribadito il valore dell’associazionismo nel campo della meteorologia, del valore aggiunto che le associazioni possono portare quando collaborano per un fine comune (e l’organizzazione di questo evento ne è un esempio!), rimandando all’imminente Festival della Meteorologia di Rovereto (17, 18 e 19 novembre prossimi) per la presentazione della neonata Sezione delle Associazioni di AISAM, costituitasi con il contributo delle prime quattro associazioni iscrittesi ad AISAM con la qualifica di Soci Collettivi: Emilia Romagna Meteo, Meteo Trentino Alto Adige, Meteo Triveneto e MeteoNetwork.
Tornando a Severe Weather 2017, sono nell’ordine intervenuti:

Alberto Gobbi: “Radarmeteorologia: monitoraggio temporali intensi tra Veneto ed Emilia-Romagna”

Alberto Gobbi, classe 1981, è socio dell’Associazione MeteoNetwork ONLUS, laureato in Scienze Forestali e Ambientali e Dottore di Ricerca in Idronomia Ambientale presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università degli Studi di Padova. Coordinatore del team di autori per la stesura del libro “Temporali e Tornado”, ed. Alpha Test (2009), autore del sito www.fenomenitemporaleschi.it e relatore a vari corsi di formazione per osservatore di fenomeni meteo intensi e cacciatore di temporali. Attualmente lavora presso l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po come collaboratore idraulico.

Marco Rabito: “Conoscere il tempo che cambia e autoproteggersi: l’impegno dell’Associazione Serenissima Meteo”
Marco Rabito, presidente dell’Associazione SerenissimaMeteo, previsore del tempo e divulgatore scientifico. E’ da molti anni previsore e referente su meteorologia e clima per televisione, radio e quotidiani. E’ consulente per il sindaco di Vicenza, in merito alle situazioni di attenzione e allerta meteorologica. Referente responsabile per il Comune di Vicenza, Assessorato all’Istruzione e alle Politiche Giovanili, per il progetto a propria firma: “Meteorologia e Clima nelle scuole del Vicentino” che lo porta a tenere regolarmente lezioni di meteorologia presso istituti scolastici di ogni ordine e grado. E’ apprezzato docente di meteorologia e clima presso la Fondazione Rezzara, Università degli Adulti e Terza Età di Vicenza. Tiene regolarmente corsi di meteorologia e serate divulgative per svariati Enti ed Associazioni. Ha esperienza di stormchasing in territorio americano. E’ autore del libro “Tornado Alley”.

Pierluigi Randi: “Applicazione Szilagy Waterspout Nomogram e Szilagy Waterspout Index (swi) nella previsione delle trombe marine su alto Adriatico”
Pierluigi Randi, dal 2000 è socio fondatore di Meteocenter s.r.l., di cui è responsabile su meteorologia, climatologia, didattica e dati. Ha conseguito la certificazione di “Tecnico Meteorologo”, in conformità alle raccomandazioni WMO n° 1083, nel 2016. Dal 2002 svolge corsi multilevel di meteorologia/climatologia/agrometeorologia per indirizzi di ogni ordine e grado. Relatore/divulgatore in campo meteorologico e climatologico. Dal 2011 ricopre il ruolo di consulente presso alcune aziende per la previsione di scenari meteorologici a medio-lungo termine ad uso energy-trading. Dal 2015 fa parte dello staff tecnico-scientifico del portale Emilia-Romagna meteo con la carica di segretario dell’Associazione di Promozione Sociale (APS) ASMER. Socio AISAM, nel corso degli anni ha approfondito le proprie competenze su studio, analisi e previsione dei fenomeni temporaleschi, coautore del libro “Temporali e tornado”, I e II edizione, 2006 Alpha Test editrice.

Marco Tadini: “Tempo estremo: la gestione del severe weather in meteorologia aeronautica”
Marco Tadini è Vice Presidente di MeteoNetwork. Meteorologo professionista, è responsabile del servizio meteorologico di Enav.

Simone Buttura e Massimo Merzari: “Caratteristiche dei temporali nel Veronese”
Massimo Merzari è ingegnere per l’ambiente ed il territorio, consigliere Estremi di Meteo4, volontario Protezione Civile. Nella professione opera nell’idraulica ed idrologia.
Simone Buttura è studente di ingegneria per l’ambiente ed il territorio e previsore per il progetto Pretemp.

Silvio Davolio: “I modelli meteorologici: potenzialità, limiti applicazioni alla previsione di eventi intensi”
Silvio Davolio è laureato in Fisica (indirizzo Geofisico), conseguita presso il Dipartimento di Fisica – Università degli studi di Modena. Ricercatore presso gli istituti CNR ed ISAC (Bologna), è membro di commissione di dottorato presso il Dipartimento di Fisica dell’Università delle Isole Baleari (UIB) e presso ETHZ (Zurigo). Membro di numerose commissioni per conferimento di assegni di ricerca CNR, ha interessi scientifici in dinamica atmosferica, modellistica numerica, assimilazione dati, meteorologia. Esperto e stimato modellista (Moloch ISAC-CNR), ha scritto diversi articoli divulgativi su temi inerenti alla modellistica numerica meteorologica, le tecniche di previsione meteorologica e analisi delle carte, assimilazione dati nei modelli meteorologici, fenomeni meteorologici. Autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche, vanta partecipazioni a seminari, workshop e congressi a livello nazionale ed internazionale.

 

Le presentazioni di Simone Buttura con Massimo Merzari e il Prof. Silvio Davolio non sono disponibili sul sito in quanto di dimensioni ragguardevoli e WordPress non consente il caricamento di file oltre una certa dimensione, vi rimandiamo quindi al video :

Ed ecco alcune foto dell’evento scattate da Matteo Moro

Alberto Gobbi
Marco Rabito
Marco Tadini
Pierluigi Randi
Massimo Merzari e Simone Buttura
Silvio Davolio
Conclusioni finali con l’intervento del Prof. Dino Zardi, presidente AISAM

Meteonetwork entra nell’AISAM

Il Presidente Marco Giazzi nominato nel Consiglio Direttivo e il Segretario Luca Garbolino eletto nel Collegio dei Probiviri.

Nata ufficialmente il 27 luglio scorso e figlia della pluridecennale esperienza di AGI (Associazione Geofisica Italiana), l’AISAM è ad oggi l’unico punto di riferimento nazionale per i professionisti che operano nel variegato campo delle scienze dell’atmosfera e della meteorologia in generale, riservando comunque analoghe attenzioni anche ad altre discipline affini, come l’Oceanografia, l’Idrologia e le Scienze della Terra.

Un amalgama professionale di altissimo valore che comprende già ora diversi studiosi dei principali Enti di ricerca italiani (CNR, Ispra, Crea, Enea), altrettanti accademici di differenti atenei, numerosi soggetti attivi nel campo meteorologico pubblico e privato e un numero sostanzioso di studiosi italiani operanti all’estero. Il punto di riferimento italiano del settore, come si diceva, del quale fa parte dal 19 settembre scorso anche l’Associazione Onlus MeteoNetwork.

Una presenza, la nostra, tutt’altro che secondaria in virtù dell’elezione nel Collegio dei Probiviri del Segretario Generale Luca Garbolino e della nomina (da parte del neo Presidente, Prof. Dino Zardi) di Marco Giazzi direttamente all’interno del Consiglio Direttivo.

Una svolta epocale, insomma, che sancisce ufficialmente il riconoscimento della meteorologia amatoriale da parte dei professionisti del settore, ma che testimonia altresì l’assoluta competenza che la nostra associazione ha ormai raggiunto.

Un traguardo del tutto insperato, per noi inarrivabile e inconcepibile fino a pochi anni fa. Senza dubbio, però, un punto di partenza per pianificare al meglio il futuro della meteorologia italiana, con unità d’intenti e sguardo interdisciplinare.

La rete Meteonetwork sulla stima di parametri meteo superficiali in Emilia Romagna

Viste le differenti caratteristiche tra le reti osservative meteorologiche istituzionali (Arpa Emilia-Romagna) e quelle amatoriali (Associazione MeteoNetwork), il progetto qui presentato, si è posto come domanda se fosse possibile e utile utilizzare l’intero insieme dei dati per alcuni scopi, quali ad esempio l’analisi regionale di una variabile meteo e se la differente rappresentatività e i differenti errori strumentali potessero indurre un peggioramento delle stime conseguente all’introduzione di errori.

L’obiettivo di questo studio consiste, infatti, nel verificare la possibilità di integrare (in applicazioni specifiche) le reti di stazioni meteorologiche MeteoNetwork e Arpa Emilia-Romagna. L’analisi proposta è riferita al solo territorio regionale emiliano-romagnolo. La densità delle due reti osservative è differente come lo è la strumentazione e spesso anche la rappresentatività delle stazioni. L’associazione MeteoNetwork Onlus è sostenuta da meteo-amatori e ha tra gli scopi del suo statuto quello di sviluppare e diffondere la conoscenza delle scienze meteorologiche, climatologiche e dell’ambiente.

I risultati mostrano come le stazioni MeteoNetwork in Emilia-Romagna sembrano rappresentare coerentemente le variabili meteo superficiali quali temperatura e precipitazioni.

Per quanto riguarda l’umidità relativa non è invece possibile esprimere un giudizio univoco: il confronto puntuale tra stazioni ha generato risultati abbastanza soddisfacenti, ma lo studio dell’errore di previsione ha evidenziato una possibile distorsione sistematica delle osservazioni di umidità tra le stazioni MeteoNetwork e Arpa. I confronti tra coppie di stazioni vicine hanno evidenziato differenze generalmente paragonabili con il solo errore complessivo di misura. La collocazione della stazione e, quindi la sua rappresentatività, pare essere sostanziale e determinante rispetto all’errore di misura strumentale.

Qualità e quantità delle osservazioni MeteoNetwork sono significativamente migliorate negli ultimi due anni.

L’uso congiunto delle due reti per temperatura e precipitazione è generalmente migliorativo o al peggio neutro rispetto all’utilizzo della sola rete Arpa, specialmente nell’ultimo biennio osservato. Ulteriori verifiche sono necessarie per l’umidità per la quale l’uso è consigliato solo in situazioni particolari. L’integrazione futura delle due reti è quindi consigliabile rispetto agli scopi dichiarati in questo studio: con almeno due variabili sui tre esaminate. Infatti, la qualità delle stime si consolida con l’integrazione delle reti; si può considerare utile l’uso congiunto delle reti per alcune applicazioni.

Come Associazione MeteoNetwork, questo studio consolida e ribadisce l’importanza della Rete Nazionale di osservazioni meteo-climatiche, rete che è in continua crescita e miglioramento. L’associazione vuole ringraziare tutti i tecnici che lavorano quotidianamente alla gestione e sviluppo di questa realtà e tutti gli utenti che liberamente pubblicano i dati delle loro centraline sul nostro portale. L’invito è di continuare a gestire sempre meglio le proprie stazioni che già oggi hanno raggiunto un alto grado di efficienza, come questo studio ha dimostrato.

Leggi il report

Associazione MeteoNetwork OdV
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20142 Milano
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