La fase invernale di Pasqua

Quando ormai molti si erano rassegnati ad archiviare l’inverno 2007-2008 come una stagione da archiviare senza grossi ricordi, e quando molti ormai avevano i pensieri proiettati verso l’imminente primavera , ecco che abbiamo dovuto fare i conti con la più decisa pagina invernale proprio nel periodo di Pasqua. Nel nostro forum sono perciò stati sviluppati thread che descrivevano il succedersi degli eventi sia in termini didattici sia come semplice nowcasting.

E’ scaturita così l’idea di mettere insieme i numerosi frammenti di questo episodio e di farne un lavoro in due parti, dove potremo trovare sia le belle analisi sinottiche del nostro Catania, le analisi del nostro 4ecast , ma non potevano neppure mancare le foto che molti di voi hanno postato nel nostro forum.

Auguro a tutti buona lettura.

Luigi Bellagamba.

 

Blocchi e regimi di persistenza

Le correnti occidentali (westernlies) generalmente mostrano una ampia variabilità di situazioni, ma a volte possono subire una sorta di interruzione: questo tipo di pattern circolatorio va sotto il nome di blocco atmosferico. In relazione a questo argomento è stato redatto un breve contributo in pdf, diviso in più parti. Dopo aver identificato e classificato i blocchi, si è dato spazio al loro meccanismo di innesco e al loro mantenimento, facendo osservare come questi rappresentino un fenomeno dalle caratteristiche più generali quale quello di un persistente flusso anomalo. Nella seconda parte del lavoro è stata infatti affrontata la variabilità a bassa frequenza e i regimi di persistenza. La dispensa si rivolge anche ad un pubblico dotato di competenza tecniche, mostrando un semplice modello di formazione di onde stazionarie risonanti orografiche.

Partono le analisi del Progetto Clima: Novembre 2007

Con questa pubblicazione, anche il Progetto Clima incomincia a proporvi una serie di elaborati, a cadenza mensile, che svilupperanno l’analisi del comportamento del clima italiano. Scusandoci per il ritardo, iniziamo con il mese di novembre in cui proponiamo, nei due pdf allegati, il riassunto teleconnettivo e sinottico e la statistica di alcune città campione riferita ai parametri di temperatura e precipitazioni. 
   
Trattandosi della nostra prima uscita, abbiamo cercato di presentarvi un lavoro il più curato possibile, ma siamo noi i primi a riconoscere che si può fare ancora di più. A tal proposito, già con il mese di dicembre la parte statistica sarà ancora più ampia, articolata e dettagliata.
   
Il lavoro che vi appresterete a leggere è il frutto di una proficua collaborazione tra i ragazzi che hanno aderito a questo progetto e di un’organizzazione interna che ha equamente ripartito i compiti tra tutti i collaboratori: si tratta di un vero e proprio lavoro di squadra, portato avanti giorno dopo giorno con passione e costanza.
   
Sotto la supervisione del Comitato Scientifico, il Progetto Clima saprà sicuramente intraprendere, da qui in avanti, un cammino di sviluppo mirato a diffondere una corretta conoscenza ed interpretazione della climatologia italiana.
   
Buona lettura

Teleconnessioni – Introduzione Generale

Una tipica situazione di NAO negativa

Salve a tutti! Ho il piacere di inaugurare questa nuova sezione del portale, dove verranno raccolti i lavori redatti dai membri del Comitato Scientifico Meteonetwork, per permettere a chiunque l'approfondimento di tematiche che riguardano la previsione a lunga scadenza, l'analisi teleconnettiva e il raffronto climatologico.
   
L'obiettivo di “Teleconnessioni – Introduzione Generale” (la dispensa è qui allegata in formato pdf) è quello di fornire le prime nozioni basilari in campo teleconnettivo attraverso una forma semplice e sintetica, illustrando schematicamente tutti quegli elementi che entrano in gioco nel momento in cui si compie un'analisi a scala globale, con particolare focus sull'influenza – diretta e indiretta – di questi, nel condizionare l'evoluzione sinottica e climatica dell'area europea e mediterranea.
   
Il documento risulta così suddiviso:
   
1) Parte introduttiva e brevi cenni storici, dai primi studi teleconnettivi ai tempi recenti.
2) Elenco delle principali teleconnessioni atmosferiche (NAO, AO, EA, PNA, SCAND, EA/WR, POL, WP, EP/NP)
3) Teleconnessioni oceaniche (ENSO, PDO, AMO, IOD)
4) Teleconnessioni ibride derivanti dal coupling oceano-atmosfera (MJO)
5) Teleconnessioni stratosferiche (QBO).
6) Link utili e fonti web e bibliografiche.
  

Buona lettura!
Marco Magnani

A spasso per il mondo: Febbraio 2008

 Ecco una nuova puntata di “a spasso per il mondo”. In questo caso riflettori puntati sul  Febbraio 2008 per evidenziare quali possano essere state le caratteristiche più importanti  sia da un punto di vista teleconnettivo che attraverso l'analisi di altri parametri  quali le temperature oceaniche (SST) e i vector wind. Se da una parte in Italia si è  dimostrato un mese “senza arte ne parte”, nel resto del mondo ci sono stati dei  dati di rilievo.Un dato realmente importante anche in chiave di future previsioni estive è  senza dubbio stato il riscaldamento del territorio asiatico ed la concomitante drastica riduzione
dello snow cover, che dopo il record di Gennaio, si avvia ad un rapido decremento ugualmente
notevole. Ma andiamo a vedere cosa è successo…

Luigi Bellagamba

Proseguono le analisi del Progetto Clima: Gennaio 2008

Benritrovati al consueto appuntamento con le analisi mensili del Progetto Clima, che ci illustra l'andamento del primo mese del 2008. Nel primo allegato trovate l'analisi sinottica del mese di Gennaio a cura di Giacomo Tassi, con descrizione sintetica dei principali eventi meteo locali e a corredo la rielaborazione grafica delle mappe GFS-MNW. Nel secondo allegato l'analisi microclimatica per la città di Milano, corredata da grafici, confronti statistici e una minuziosa descrizione degli eventi osservati in città e dintorni, a cura di Gianfranco Bottarelli.

Le masse di aria fredda

La storia e le vicissitudini di una massa d’aria sono più affascinanti di quanto si possa pensare: il luogo di origine, la trasformazione termodinamica a cui va incontro lungo il proprio cammino e l’interazione con la morfologia del territorio su cui transita sono alcuni degli aspetti più importanti che la caratterizzano. Conoscere una massa d’aria significa, quindi, conoscere tutto il suo comportamento da quando parte a quando arriva, insieme alle sue potenzialità ed ai fenomeni ad essa associati.
   
In questa dispensa troverete un’accurata descrizione delle masse di aria fredda e un’analisi dei suoi parametri termodinamici, conservativi e non, che ci permettono di catalogarla. Ad una descrizione prettamente nozionistica si accompagna una parte descrittiva mirata ad illustrare l’interazione delle varie masse di aria fredda con il bacino del Mediterraneo: a tal proposito, troverete alcune illustrazioni sinottiche che favoriscono l’arrivo del freddo sulla nostra penisola ed un quadro sintetico della fenomenologia che può generarsi a seconda dell’estrazione della massa d’aria in arrivo.
   
In allegato, trovate anche un file excel creato dal nostro Alessandro Raolil che vi permette di calcolare la temperatura di rugiada e quella di bulbo umido: come sappiamo, quest’ultima riveste un ruolo determinante per sapere se ci sono le condizioni affinché nevichi.
   
Buona lettura

La radiazione elettromagnetica

Un'onda elettromagneticaLa radiazione elettromagnetica è un fattore molto importante alla base delle dinamiche atmosferiche. In questo lavoro si prendono in considerazione le onde elettromagnetiche che più le riguardano, ovvero il visibile, l'ultravioletto e l'infrarosso e viene mostrata l'enorme quantità di energia che trasportano con loro. Inoltre è spiegato in maniera qualitativa come avvengono gli scambi di energia e le interazioni con le molecole che compongono l'atmosfera, ovvero assorbimento, riflessione e trasmissione, ed è riportato un bilancio energetico globale che ci spiega l'insorgere dei moti atmosferici a livello globale.

La Quasi-Biennial Oscillation (QBO) e il suo impatto sul clima

La Quasi-Biennial Oscillation (QBO) domina la variabilità della bassa stratosfera equatoriale e può essere
brevemente descritta come la propagazione verso il basso di regimi di venti occidentali e orientali, con un periodo
medio variabile che in media è lungo 28 mesi. Sebbene sia un fenomeno tropicale, la QBO influenza il flusso
stratosferico da un polo all’altro modulando gli effetti delle onde extratropicali, incidendo sulla quantità di ozono
presente alle alte latitudini e sulla forza del vortice polare stratosferico (VPS). Lo studio della QBO non può essere
separato dallo studio dei moti delle onde atmosferiche (waves) che la guidano, da essa modulate e che verranno
sommariamente presentate all’inizio del primo capitolo. Anche la possibile influenza del ciclo solare di Schwabe
non può prescindere dal considerare la fase della QBO, a seconda della quale cambia l‘interazione tra stratosfera e
segnale solare. Ma secondo alcuni studi l’attività solare potrebbe influenzare il clima anche in un altro modo:
attraverso la modulazione dei raggi cosmici che sono in grado di modificare la nuvolosità delle basse latitudini (e
quindi le SST) con tutti gli effetti che ne derivano.

A spasso per il mondo

Inverno deludente?Dopo l’inverno 2006/2007 e quello appena trascorso, sempre più spesso ci capita di lamentarci di quanto la stagione fredda non soddisfi le nostre aspettative. Mi è sembrato opportuno perciò cominciare a lavorare in un’ ottica non più meramente “orticellistica”, e vedere se effettivamente quanto avvenuto negli ultimi due inverni in Italia sia da inquadrare in un ambito strettamente locale oppure in un ambito emisferico. Nasce così l’idea di una rubrica periodica mensile per capire se effettivamente tutto l’emisfero boreale si muove nella stessa direzione o se siamo semplicemente vittime del ciclico evolvere delle condizioni climatiche. Ecco quanto ottenuto dalla comparazione di alcuni parametri, quali la temperatura, la pressione, le SST ( temperature delle acque) e le precipitazioni sul nostro emisfero.
   
Buona lettura,
Luigi Bellagamba.

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