Analisi Ligure Febbraio 2011

Il mese di febbraio 2011 per la Liguria è stato caratterizzato, nel suo complesso, da una spiccata presenza alto pressoria e da incursioni perturbate per lo più di moderata intensità che hanno garantito quantitativi di precipitazioni nella media e per alcune zone anche superiori. 
Il mese si apre con una depressione mediterranea in via di esaurimento e la nostra regione che rimane fuori dalla zona perturbata, con correnti dai quadranti settentrionali a portare un miglioramento del tempo.  La prima decade di febbraio prosegue con una rimonta di alta pressione decisamente potente e ben strutturata con valori anche di 1030 hpa e geopotenziali molto alti. 
Questo si traduce in un tempo sostanzialmente stabile che si protrae per quasi tutta la prima decade di febbraio, caratterizzato per la nostra regione da temperature miti, da giornate soleggiate e qualche giornata di cielo coperto (dalla classica macaia) ma con totale assenza di precipitazioni. 
In questa situazione si sono registrate temperature miti e senza escursione termica sulla costa, mentre nell’entroterra e nelle valli appenniniche ha fatto la sua comparsa il fenomeno dell’inversione termica con minime al suolo anche sottozero per strati di freddo puramente “pellicolare” che stagnano nei fondovalle e nelle conche soggette al poco rimescolamento dell’aria. 
Un altro fattore caratterizzante della prima decade di febbraio sono le temperature in quota  fortemente sopramedia, con punte di 10-12 ° C fino sulle vette della Val d’Aveto a oltre 1500 metri d’altezza. 
Bisogna leggere questa situazione nel contesto più ampio della zona Mediterranea  che in questa prima decade è caratterizzata da una netta anomalia pressoria positiva con pressioni al suolo che nella nostra regione toccano i 1030 mb. 
In tali situazioni,  l’aria è soggetta a pochissimo rimescolamento e tende quindi a stagnare formando la ben nota (e temuta!) “cappa” di macaia e di sostanze inquinanti. 
Le temperature minime sulla nella fascia costiera non scendono quasi mai sotto i 5 gradi (nella prima decade), mentre le massime sono sempre superiori ai 10 gradi con punte di 15-16 C nelle giornate di sole. A tal proposito si vedano i quasi 16 gradi registrati a Savona dalla rete stazioni Meteonetwork nella giornata del 4 febbraio, con la maggior parte della stazioni meteo costiere allineate sui 15 C di massima.   
Anche la seconda decade del mese inizia con un clima mite, meteorologicamente poco dinamico e caratterizzato dall’assenza di piogge.
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Questa situazione di stabilità dura fino al 13 febbraio, quando pian piano la pressione comincia a calare e si affacciano nel Mediterraneo una serie di fronti provenienti dall’Atlantico che interessano la nostra regione nelle giornate del 14-15 e 16 febbraio. Questi fronti portano piogge moderatamente copiose che accumulano 60-70 mm in alcune zone del genovesato ed accumuli localmente anche maggiori. 
Questo peggioramento risulta piuttosto intenso per molte zone della Liguria: pur senza arrecare danni si ripetono nella gionata del 15 febbraio episodi di grandine su tutto il genovesato, con chicchi copiosi ma (per lo più) di modesta dimensione.  
Si tratta di due giorni caratterizzati da rovesci molto intensi ma di breve durata che iniziano in maniera repentina cosi come terminano improvvisamente per poi ricominciare. In altre parole rovesci di stampo tardo invernale-primaverili che più facilmente si verificano nei mesi di marzo e aprile.   
Per citare qualche dato, vengono registrati 88 mm di pioggia nella sola giornata del 15 febbraio presso la stazione della rete Meteonetwork di Campomorone, nell’immediato entroterra genovese.
In questo contesto le temperature si abbassano di qualche grado e grazie anche alle piogge tornano a stento nella media di febbraio.  Nelle zone più alte dell’Appennino Ligure si rivede finalmente la neve, che fa la sua comparsa a quote superiori ai 1000-1200 metri.
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La giornata del 16 febbraio vede un nuovo peggioramento, con altra pioggia per la costa e con la neve che scende fino a quota 800 metri nel’entroterra e localmente anche a quote inferiori. Un esempio ne è il sassello che si imbianca con qualche centimetro di neve. Il tutto favorito da un calo delle temperature in quota e dei geopotenziali.
I giorni seguenti, fino alla fine della seconda decade sono caratterizzati da instabilità residua, con qualche pioggia debole e temperature che ritornano sopramedia su tutta la regione. 
Dal bilancio complessivo della seconda decade di febbraio emerge un tempo perturbato con cumulate complessive della decade che toccano in certe zone della Liguria anche gli 80 – 90 mm. Cumulate di tutto rispetto soprattutto se considerate nel contesto del mese di febbraio, generalmente poco piovoso. 
Le temperature invece possono essere considerate nel complesso della decade ancora leggermente sopramedia rispetto al periodo.
La terza decade si apre con una bassa pressione sul Mar Ligure e delle piogge  moderate su tutta la Liguria, con la neve che fa di nuovo la sua comparsa sui rilievi liguri al di sopra dei 1100 metri.  Non è un peggioramento molto intenso e con l’esaurirsi della depressione prevalgono per la nostra regione correnti da nord e da est, con qualche residuo d’instabilità ma anche con sprazzi di sole.  
Questa ultima parte di febbraio verrà ricordata soprattutto per le correnti di tramontana, non eccessivamente fredde ma secche che perdurano per più giorni in un contesto in cui la Liguria rimane sul bordo occidentale di una rimonta alto pressoria in sede Iberica. 
Proprio gli ultimi giorni del mese vedono una nuova depressione di origine nord atlantica inserirsi nel mediterraneo, quindi un nuovo peggioramento del tempo ma questa volta con effetti veramente scarsi in termini di precipitazioni. Le temperature subiscono un  drastico calo cosi come la quota neve (per la verità solo pochi centimetri) che si attesta sui 500 metri anche sul versante costiero. 
Quest’ultima parte del mese è caratterizzata da forti venti dai quadranti settentrionali, con una raffica massima, registrata presso la stazione di Quarto Alto (rete Meteonetwork) di 101 km/h nella giornata del 28 febbraio.
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Autori: 

Massimo Bandini – Staff MNW Liguria

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Un dicembre molto particolare per la Liguria

Questo dicembre, come un po' quest'anno che ormai si puo' dire concluso, si ricorderà a lungo per la sua dinamicità e per l'intensità con la quale si sono susseguito le cose, già avevamo preannunciato, con un articolo teleconnettivo, quanto questo fine del mese avrebbe potuto dare grandi sorprese ed in effetti non sono venute a mancare, perchè tanto ci sarebbe da parlare di questo mese, caratterizzato da molte caratteristiche sempre diverse, ma ci soffermeremo ed analizzeremo piu' a fondo una parte , quella cioè che va grosso modo dal 14 al 19 dicembre, la più viva e gelida, che ha caratterizzato molto la vita di tutti i giorni (non a caso è stato annullato il famoso derby della lanterna a causa della neve) insieme a quella dell'intenso peggioramento, di stampo più prettamente autunnale che ha caratterizzato il periodo prenatalizio.
Cominciamo quindi prendendo in esame il periodo che dal 14 al 19 dicembre ha caratterizzato il clima sia ligure ed altresì quello di tutto il nord Italia, dove tutti sono stati interessati da una forte ondata di gelo che ha fatto scendere la colonnina di mercurio di parecchi gradi su tutta la regione, regalando per ben due volte la neve su Genova e provocando parecchi disagi a causa del ghiaccio a causa delle continue temperature negative che hanno caratterizzato quei giorni.
Su scala globale la discesa fredda va inquadrata come risposta ad una situazione di blocking atlantico (non del “classico” tipo, ma più complesso ), con una vasta area di alta pressione che ha conquistato inizialmente l’area Britannica, si è andata a congiungere con una potentissima alta pressione dai valori eccezionali (fino a 1070 hpa!!) sulla Groenlandia. Il movimento di queste due gigantesche masse d’aria ha provocato nei giorni seguenti (16-17-18 dicembre) una risposta prepotente con una repentina e quasi folle caduta dei geopotenziali su tutta l’Europa centrale (in particolare sono da notare le notevoli  anomalie presenti sul territorio Franco- tedesco e Nord italia!).  
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Iniziamo dalla giornata del 14 dicembre, il calo termico a tutte le quote continua incontrastato e il risveglio sia per le zone costiere sia sopratutto per le aree interne della regione è abbastanza gelido. Si registrano circa +3/+4° sui litorali, fino invece a oltre -8° nelle zone interne. Si sta intanto irrobustendo il famigerato “cuscino freddo” oltre Appennino nella pianura Alessandrina indispensabile per vedere la neve fin sulla costa a Genova.
In quota continua l'afflusso di aria gelida, piano piano ci si sta avvicinando alla temperatura di -8° a 850 hPa ampiamente prevista dai principali matematici di previsione.
A livello barico questa prima discesa delle temperature è la conseguenza di correnti nord orientali determinate da un’area di alta pressione con massimi di 1040 hpa piazzata a varie quote tra l’Islanda ed il Regno Unito. L’alta pressione ruotando in senso orario favorisce sul suo bordo “destro” la colata di correnti fredde che dall’area scandinava si muovono con direzione Europa centrale ed Italia settentrionale. Inoltre tale situazione, favorisce venti al suolo da nord est e permette all’aria gelida di aggirare in parte l’ostacolo delle Alpi (anche se in questa discesa una buona dose di aria gelida ha impattato proprio contro le Alpi e noi italiani siamo stati parzialmente protetti, come quasi sempre avviene). 
Il 15 prosegue sotto gli incessabili venti tempestosi dai quadranti settentrionali, con temperature sempre piu' rigide sia alla mattina che durante il giorno, sulla costa infatti le minime arrivano fino a toccare quasi gli 0°, e durante il giorno non si spingono oltre i +4°/+5°. Gelo intenso nell'interno dove in alcuni casi le temperature si spingono verso i -10°.
La giornata del 16 è pressapoco simile a quella precedenza, con temperature sulla costa in live calo, che localmente scendono di qualche decimo al di sotto dello 0°. 
Tali temperature non sono che le avvisaglie di un nuovo impulso freddo che arriva da nord, e che  questa volta è associato ad un rapido abbassamento dei geopotenziali che culmina poi nella giornata del 17.  Queste ulteriori correnti da nord, vanno lette a livello globale col cossiddetto “split” del vortice polare, che detto in parole più semplici vede la stessa area basso pressoria generalmente relegata a latitudini artiche (appunto il vortice polare) scendere fino nel cuore dell’Europa.  Questo in risposta ad una immensa massa d’aria d’alta pressione che si è letteralmente conquistata dei record sulla Groenlandia ed ha determinato come risposta la discesa di latitudine del vortice polare. 
Per rendere l’idea di quanto anomala sia stata tale situazione basti pensare che mentre qui eravamo sferzati da correnti gelide,  temperature ben più miti si registravano in Islanda o nel sud della Groenlandia dove perennemente è di casa il gelo. Ed a ciò vanno aggiunte le anomalie in termini di geopotenziali, quest’ultime ancora più marcate delle anomalie termiche. 
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Grazie a tutto il freddo imaggazzinato nell'interno e nella pianura padana, e le temperature già basse sulla costa, con oltre -8° a 1500m circa in libera atmosfera, mentre la città di Genova veniva battuta dalla tipica “tramontana scura” che nella notte del 17 vede una bellissima nevicata piu' che coreografica che regala 2/3cm di accumulo, della durata dura poche ore, infatti già dal primo mattino con la cessazione dei fenomeni lo spettacolo sembra apparentemente finire. Invece nel corso della tarda mattinata riprendono i fenomeni che durano a fasi alterne, che con un avvicendarsi di precipitazioni variabili e non costanti di intensità, tenderanno poi a stabilirsi nel pomeriggio fino al diventare anche intense fino alle prime ore del pomeriggio, ciò ha potuto permettere alla neve di poter attecchire al suolo  fin sulla costa ma è la città che ne paga il dazio maggiore, venendo nuovamente imbiancata per la seconda volta in questa giornata. 
Questa nevicata non è stata vista dai modelli di previsione se non in minima parte. Infatti è bastata la formazione di un minimo depressionario sul mar ligure, che ha determinato per alcune ore venti meridionali a media quota (850 hpa) forieri di precipitazioni. Questa situazione ha favorito lo scorrimento di aria umida e leggermente piu’ calda (si fa per dire….) su uno strato gelido portando per buona parte della notte del 17 neve di buona intensità e di buona qualità sul capoluogo. Questo nonostante che le correnti in quota fossero sfavorevoli, con la 500 hpa marcatamente occidentale e quindi non buona per le precipitazioni a Genova. In poche parole, a causa del molto freddo è bastato lo strato d’aria tra gli 850 hpa e i 700hpa per determinare le precipitazioni nevose. Quindi uno strato di nuvole piuttosto sottile e senza sviluppo verticale, ma sufficenti per produrre queste precipitazioni.Nell'entroterra sono circa 10 i cm caduti. Contemporaneamente la temperatura è in crollo, già dall'ora di pranzo Genova si trova al di sotto dello zero, fino a raggiungere in serata i -2°/-3° nella gran parte dei quartieri, anche costieri imperversati dal vento da N, il tutto senza nessun tipo di precipitazioni. Valori davvero notevoli e memorabili per la città di Genova che scende al di sotto dello 0° solo in casi particolari e rarissimi, durante le nevicate, ma mai in condizioni tranquille. A causa di queste temperature, le strade si trasformano in lastre di ghiaccio, come d'altronde anche i marciapiedi, provocando non pochi disagi, sopratutto nei quartieri collinari. Rimarrà sicuramente una giornata quasi record per le temperature sulla costa. Da notare come detto più volte la diversità del clima ligure: mentre su Genova in questo venerdì 17 ha imperversato neve e ghiaccio, nell'estremo ponente della regione, la giornata è stata prevalentemente serena con temperature fino a +8°/9° e durante la serata non sotto i +4°.
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Finito un episodio, si pensa già a quello dopo, questo 2010 non finisce mai di stupire..
Infatti dopo un sabato 18, ancora molto freddo al mattino, la giornata prosegue in modo più mite rispetto ai giorni precedenti, grazie e timidi venti dai quadranti meridionali che fanno in modo che la colonnina di mercurio guadagni qualche grado. La giornata inizialmente serenissima regala ben presto pero' sorprese sul mare con locali rovesci nevosi all'interno del golfo del mari Ligure, come anche nella zona dell'Imperiese. Nell'entroterra le stazioni appartenenti alla rete di monitoraggio dell' ARPA Piemonte rilevano valori degni di località alpine di alta quota: Sassello 385m (SV) -14.3°, Calizzano 647m (SV) -14.0°, questi i piu' importanti. 
Domenica 19, dopo i ripetuti impulsi freddi dei giorni precedenti si forma una depressione sul comparto iberico che avanza molto lentamente verso occidente e determina l’instaurarsi correnti meridionali sulla nostra regione con il pescaggio di aria caldo-umida molto a sud. Questo determina una repentina risalita delle temperature in quota ma permette anche qualche centimetro di neve fino in città a causa della resistenza del freddo nei bassi strati aiutato anche dall’azione della tramontana da travaso (o tramontana scura). 
Infatti dopo una mattinata solo ventosa e coperta, dal primo pomeriggio arrivano le prime precipitazioni sulle zone centrali della regione, regalando fin da subito la neve nel centro di Genova, imbiancato sempre di più con il passare delle ore da circa 3/4cm di neve con un paesaggio fiabesco. 
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Molto “selettiva” questa nevicata, oltre ai quartieri collinari ed interni, imbiancato solo il centro, le zone leggermente a levante normalmente protagoniste anch'esse durante le nevicate vedono solo pioggia e richiamo umido dal mare, mentre nelle restanti parti la tramontana  faceva il suo ottimo lavoro di travaso. La nevicata provoca l'annullamento dei derby cittadino in programma alla sera e parecchi disagi nelle zone collinari. Per fortuna la cessazione dei fenomeni in serata insieme all'aumento termico fa si che le scuole nella giornata di lunedì 20 siano aperte e la circolazione torni alla normalità. La sciroccata in quota prosegue piu’ che al suolo con la neve che arriva nei giorni successivi a traformarsi in pioggia fino a quote molto alte, addirittura ai 1500 metri delle vette della Val d’Aveto. 
Ed infatti i giorni seguenti sono stati poi caratterizzati da precipitazioni continue, molto calde, considerando le correnti di provenienza, che hanno annullato qualsiasi effetto di gelo nelle zone che erano state precedentemente colpite dai fenomeni nevosi.
Le località sciistiche, quali Santo Stefano d' Aveto o spostandosi più a ponente Monesi di Triora, situata al confine ligure-piemontese, vedono quasi annullare qualunque precipitazione nevosa dei giorno precedenti.
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E' evidente quanto il collasso del vortice polare abbia portato ad una conclusione per nulla piacevole dei fenomeni, un periodo di alta pressione, avrebbe potuto rinfrancare gli operatori sciistici, garantendo un innevamento nelle alte quote, mentre invece sulla costa, senza l'impulso di correnti gelide quali la tramontana scura, avrebbe potuto far mancare quel gelo continuo, donando la possibilità di un ritorno alla normalità.
Questa situazione invece, come evidenzia la freccia color rosso, ha accelerato questo processo, portando con se una seria ondata di calore ed in effetti si sono riscontrati molti problemi, in quanto come detto in precedenza, non solo è venuta a mancare la neve, ma ne ha accelerato lo scioglimento. Ciò ha creato notevoli disagi, soprattutto nel levante ligure, che si è trovata nuovamente ad affrontare una situazione di pericolo idrogeologico a causa di questa situazione che in aggiunta alle precipitazioni che hanno incessantemente caratterizzato quei giorni.
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Staff meteoNetwork Liguria

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Un periodo scoppiettante alle porte del Natale?

Una stratosfera disturbata su 2 fronti: quello Atlantico e quello Pacifico ha lasciato sulla testa del vortice polare troposferico una vera e propria “Spada di Damocle”.
I continui riscaldamenti indotti da persistenti anomalìe positive a sud della Groenlandia da una parte e ben 3 impulsi caldi provenienti dalla zona aleutinica  (benchè il primo piuttosto effimero) rischiano di far convergere sul polo un consistente aumento di geopotenziali causando un deciso collasso del vortice polare.
Tutto ciò potrebbe avvenire dopo un tentativo di parziale ricompattamento, in troposfera del vortice polare, visibile dalla relativa risalita dell’Arctic Oscillation index verso valori prossimi alla neutralità,  e che avrà comunque il merito di creare quella sorta di reset circolatorio in grado di interrompere l’andamento fin qui più volte visto e prevalentemente caratterizzato da target decisamente oltralpe  da parte delle masse d’aria polare e conseguente successiva discesa delle stesse discesa in area iberica.
Ed ecco pertanto delinearsi il primo vero afflusso di aria continentale sulla nostra penisola dopo un breve passaggio di aria artico marittima essenzialmente diretto verso i Balcani e con influenza poco più che marginale sulle regioni adriatiche.
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Questa prima fase assai ventosa ma foriera di pochi fenomeni di rilievo avrà inizio nella giornata di giovedì e sarà favorita da una graduale maggior invadenza da parte dell’anticiclone atlantico alle medie latitudini e sull’Europa occidentale con contributi sulla nostra penisola di aria più secca e gradualmente più fredda a cominciare dalle regioni adriatiche.
Ma il freddo, quello vero, sembra destinato a impossessarsi di tutta la nostra penisola a partire dalla prossima settimana con inizio a partire dalla giornata di martedì in quanto l’alta pressione tenderà gradualmente a ruotare il suo asse verso NE distendendosi maggiormente lungo i paralleli e andando ad alimentare peraltro con aria molto fredda le condizioni di instabilità ancora preesistenti specialmente sulle regioni centro meridionali .
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Il tirreno in particolare sembra poter diventare il crocevia tra l’aria preesistente  e i nuclei molto freddi in ingresso dalla porta della Bora con probabile ciclogenesi sul Tirreno difficilmente al momento localizzabile con precisione ma certamente polo attrattore di ulteriori masse di aria gelida.
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I primi segnali di un nuovo successivo crollo dell’AO index accompagnati da prospettive di fatto omogenee da parte dei principali modelli di calcolo focalizzano l’attenzione da parte di tutti verso una possibile poderosa discesa di masse d’aria artica verso il vecchio continente che potrebbe essere in grado, grazie a forti spinte meridiane con lieve componente antizonale dovuta allo strappo e alla conseguente discesa di un lobo del vortice polare, di portare un’intensa ondata di gelo e di maltempo approdando verosimilmente la penisola scandinava nella giornata di Venerdì 17 dicembre.
Se è possibile quindi disegnare nelle grandi linee l’impianto circolatorio generale, proprio per le enormi potenzialità delle energie in gioco, diviene quanto mai complesso tentare di individuare il traguardo di questa  discesa gelida e in quale misura possa venire coinvolta l’Italia.
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Tuttavia in base alle proiezioni delle carte emesse dal centro di calcolo di Reading e rappresentanti gli indici di Vorticità potenziale in seno al Vortice polare, ritengo non peregrino ad oggi pensare ad un coinvolgimento piuttosto deciso della nostra penisola, limando quelle che sono i naturali scostamenti dei modelli.
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Aggiungerei peraltro che, a scongiurare l’ipotesi maggiormente “temuta” dagli amanti del freddo, di un target troppo occidentale, convergano, a favore, indici di natura sia predittiva che descrittiva.Nel primo caso l’attuale disposizione delle SSTA nel medio Atlantico in prossimità della penisola iberica rafforzate in tal senso dalle forti anomalìe presenti nelle coste occidentali del nord Africa
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 fanno pensare ad una certa resistenza del blocco in prossimità delle coste ispanico portoghesi e all’approfondirsi invece di un cavo d’onda, come una sorta di “scivolo naturale” tra Francia ed Italia con coinvolgimento, nel nostro caso, più diretto, da parte delle masse artiche, delle regioni settentrionali (segnatamente nord occidentali) ed alto tirreniche.
Inoltre la NAO viene ad oggi  mediamente vista dai vari clusters in territorio non esasperatamente negativo, il che potrebbe scongiurare, l’instaurarsi di un regime zonale basso 
che accrediterebbe maggiormente l'ipotesi del target iberico.
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Si tratta naturalmente ipotesi di natura puramente teleconnettiva, specie quest’ultima, in quanto al momento nessun modello deterministico può avallare con certezza l’evoluzione nel dettaglio di quanto previsto a livello circolatorio generale.
Staff MeteoNetwork Liguria 

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La Liguria nuovamente a bagno

Dopo l'articolo che ha trattato l'immane disastro dell' alluvione del 4 ottobre, è con immenso piacere che lo staff MeteoNetwork Liguria vi presenta l'analisi sinottica, corredata di cronaca, dell' ultimo peggioramento del ponte di ognissanti che ha caratterizzato le giornate della mite Liguria.
Un' analisi attenta degli eventi, sia su come questi si sono svolti, che dei notevoli disagi che hanno portato.
Non resta che augurarvi buona lettura!

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Una relativa fase di quiete

Lo staff MeteoNetwork Liguria è lieta di presentarvi il nuovo articolo teleconnetivo a cura di Matteo Sacchetti, inerente ai prossimi sviluppi sinottici.
Una breve sintesi ed un aggiornamento, che fa seguito alla previsione redatta il mese scorso.
Non resta che augurarvi buona lettura!

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Staff MeteoNetwork Liguria

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L'alluvione che ha colpito al cuore la Liguria

La sezione ligure di MeteoNetwork è lieta di presentarvi una piccola cronaca rigurdante l'alluvione che ha colpito il 4 ottobre di quest'anno, la regione Liguria, precisamente le zone che vanno da Genova Sestri ponente e Varazze, con un evento molto deciso, che per certi versi ha ricordato le due grandi alluvioni del 1970 e del 1992.
Questo articolo vuole cercare di descrivere quanto vissuto dalla popolazione genovese, raccogliendo quanto descritto da tutti gli amici liguri che hanno partecipato attivamente al racconto, di una delle giornate più intense per la nostra regione, oltre ai dati ed immagini che sono stati disponibili.
Un racconto minuzioso e dettagliato, curato in ogni particolare da Matteo Capurro, non resta che augurarvi buona lettura!

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Analisi teleconnettiva inizio autunno e possibili evoluzioni future

La sezione ligure di MeteoNetwork è orgogliosa di presentarvi la prima analisi teleconnettiva, redatta da Matteo Sacchetti, in cui si vuole provare ad analizzare quali sono gli aspetti teleconnettivi che hanno caratterizzato questo inizio di stagione, con una piccola parentesi di quanto ci si potrebbe aspettare nei prossimi mesi autunnali, con un' analisi attenta di tutto quello che concerne il mondo teleconnettivo.
Questo è sicuramente solo l'inizio, in quanto vi invitiamo mese per mese a seguire i nostri futuri aggiornamenti, che non vi faremo di certo mancare sulla nostra home page.
Buona lettura

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Neve a Sanremo, 11 febbraio 2010

La Liguria spesso si è dimostrata protagonista di eventi nevosi, ma sappiamo bene che questi, quando riguardano la costa, sono tendenzialmente relegati al genovesato e al savonese.
Ma il 2010, dopo la bellezza di 24 anni, ha visto una delle zone “invernalmente” più miti d’Italia, la Riviera dei Fiori, imbiancarsi per una nevicata copiosa che ha colorato di bianco non solo colline e monti, ma anche le spiagge, le barche a vela ormeggiate ai vari porti turistici, i giardini delle ville rivierasche…
Lo staff ligure di MNW vi vuole far vivere una giornata storica attraverso l’entusiasmo dei suoi “inviati” sul campo.

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Peggioramento del 13- 22 dicembre in Liguria

Come inizio inverno, la Liguria si è trovata ad affrontare un deciso peggioramento, causato da una forte ondata di gelo che ha caratterizzato il clima di tutta la regione, con nevicate più o meno consistenti, che hanno permesso di imbiancare il paesaggio dal levante al ponente ligure, sicuramente la porzione di territorio meno abituata a questo fenomeno.
Ondata di gelo talmente forte, che ha fatto vivere ai genovesi ad un gelicidio di grande portata, che raramente ha avuto risconti nel passato.

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Staff MeteoNetwork Liguria

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