Analisi ligure giugno 2011

Dopo due mesi di bonaccia, per dirla alla marinaresca, sull'arco ligure s'è presentato un giugno tutto sommato soddisfacente, con una coda di primavera degna finalmente di menzione. Come detto, aprile e maggio sono terminati con un pesante deficit di precipitazioni e il rischio di problemi idrici in pressoché tutta la regione con l'estate in arrivo era molto alto ma per fortuna la prima metà di giugno ha regalato non pochi episodi piovosi, risanando in parte il bilancio idrico e facendo schizzare i polverosi pluviometri ben sopra la media già nella prima metà di giugno. 

Le prime poco ispirate precipitazioni hanno avuto origine negli ultimi due giorni di maggio ma proprio al principio di questo mese, s'è scatenata la primavera, quella fatta di precipitazioni miste a tempo bello, in alternanza continua. Nel giorno 1 del mese, da Genova a La Spezia, precipitazioni diffuse, nell'ordine dei 60 mm sulla costa nel Genovese e comunque mai inferiori ai 40 mm. Discorso diverso nel Ponente, dove le precipitazioni sono andate scemando dal Savonese fino a Ventimiglia, con non più di 20 mm nei pluviometri. Dopo qualche giorno di pausa, dove si sono avuti scrosci sparsi e isolati lungo tutta la regione, si arriva al giorno 5, dove nella notte e durante la giornata si verificano buone precipitazioni, questa volta più localizzate nella parte occidentale della regione, con accumuli sull'ordine dei 15-20 mm, con i riscontri maggiori verificati a Genova e con locali “puntate” oltre ai 50 mm. Oltre alla pioggia e al maltempo, s'è verificato un buon evento: violente mareggiate hanno colpito buona parte della Liguria, provocando danni e locali allagamenti. I venti sono stati infatti di fortissima intensità e in alcune zone della regione si sono verificate locali trombe marine di buona entità. La situazione non cambia nei giorni successivi; dopo un giorno 6 di parziale stasi, il 7 assume la tendenza idrica dei giorni precedenti: pioggia un po' ovunque ma principalmente nella zona centro-orientale della regione, con cumulate che qua e là hanno sfiorato i 30 mm. Briciole invece per il Ponente, con pochi mm. Si arriva così al giorno 8: si ha l'apocalisse nella zona tra il Tigullio e le Cinque Terre, con forti temporali, venti di notevole entità e cumulate nell'ordine dei 50 mm che però si riferiscono all'arco della giornata e non riflettono la violenza monsonica della perturbazione. Il resto della regione ha avuto precipitazioni di portata e intensità decisamente minori, che sono andate progressivamente scemando verso ovest. La prima decade di un giugno che proprio giugno non sembra si conclude ancora con temporali di buona intensità nella zona centro-orientale della nostra regione e con accumuli che solo nei primi dieci giorni hanno abbondantemente superato, in buona parte del territorio, la media mensile di giugno. Le temperature si sono mantenute su valori tutto sommato contenuti, vista l'intensa fase perturbata: nei pochi sprazzi soleggiati andavano ovviamente ad alzarsi ma in generale si può dire che di caldo non se ne è patito, in questo finale di primavera astronomica.

prima decade giugno 2011

Ed è proprio a livello sinottico che si può notare come il bacino del mediterraneo sia stato “vittima” di una profonda saccatura che si è estesa dall' Islanda fino alle nostre regioni.

Ciò ha favorito l'entrata di aria più fresca ed instabile dall' Atlantico, che grazie anche al forte richiamo barico ha permesso altresì un imponente richiamo di correnti molto umide di origine africana. Ciò ha permesso ai fenomeni convettivi di poter avere a disposizione molta più umidità ed energia per poter formare dei fenomeni di così forte intensità.

Ma mentre la prima parte del mese ha regalato forti emozioni, la seconda decade di giugno ha avuto modo di non annoiarci più di tanto, regalandoci degli episodi caraterizzati da una spiccata variabilità  in cui ci si è potuto osservare per la maggior parte di questi giorni un bellissimo sole, alternati a maccaja afosa e a pochi sprazzi di pioggia. L'alternanza pressoché continua sulla nostra regione è tale che rende difficile analizzare con precisione questo periodo: mentre poteva essere sole e vento nel Ponente, nel Levante poteva essere maccaja e aria stagnante al mattino, al pomeriggio la situazione poteva ribaltarsi completamente. Da segnalare le temperature, che rimangono sostanzialmente in linea con quelle del periodo, senza avere quindi giornate di stampo estivo con puntate sopra i 30°C.

2 decade di giugno 2011

La sinottica che ci può permettere appieno di poter comprendere i motivi di questa forte variabilità. Perchè da come si può notare dall' immagine, in tutta la zona sud europea non si è potuto osservare un periodo di forte alta o bassa pressione. Questo momento in cui ci si è trovati di fronte ad una stagnazione barica ha dato la possibilità di radicarsi di alte pressioni, che favorendo lo schiacciamento al suolo delle correnti ha dato luogo alle famose nebbie marittime (maccaja) che hanno favorito il formarsi di nuvolosità bassa e foschie ma anche ha dato la possibilità a deboli passaggi perturbati di poter attraversare senza alcun disturbo le nostre zone.

Nella terza decade la situazione migliora leggermente per quanto riguarda il sole, presente con più costanza rispetto ai primi venti giorni del mese ma, per contro, aumenta l'umidità. L'incubo afa torna così prepotentemente, col solstizio d'estate: va detto che le temperature rimangono relativamente lontane dai 30°C, senza mai lambirli ma l'oppressione e il boccheggiamento sono alle stelle. Il peggioramento previsto per il giorno 23 peggiora la situazione, regalando un giorno di maccaja di quelli che si suda solo a rimanere fermi. Si migliora il giorno 25, dove una maggiore ventilazione e una generale bella giornata regalano un po' di sollievo rispetto ai giorni precedenti. I giorni successivi presentano generale bel tempo su tutta la regione, per tornare a peggiorare nel giorno 29, con maccaja persistente a Levante e temporali che riguardano prevalentemente il Ponente e Genova. Il mese si conclude con una giornata serena nelle zone colpite dai temporali il giorno precedente mentre a Levante, ancora forte maccaja, a concludere in maniera tutto sommato indegna un mese di giugno partito coi fuochi d'artificio. 

3 decade giugno 2011

Ma è nella terza decade in cui è stata sicuramente l'alta pressione ad avere un netto predominio su tutto il resto e non potevamo non scegliere quella che è stata l' immagine simbolo di questo periodo, in cui una forte invadenza di matrice africana ha potuto avvolgere le nostre zone da una forte ondata di caldo e di umidità ma di certo, non è stato solo il termine del mese a caratterizzare tutto il mese, perchè comunque rispetto ai due deficitari mesi precedenti, si può comunque parlare di un mese soddisfacente, con un bel po' di pioggia caduta sia sulla costa che sui rilievi, alternati a momenti anche più estivi che ci hanno fatto ricordare che la bella stagione ha ormai avuto inizio.

Autori: 

Emanuele Gianello (cronaca) – Andrea Redigolo (sinottica)

L'alluvione che ha colpito al cuore la Liguria

La sezione ligure di MeteoNetwork è lieta di presentarvi una piccola cronaca rigurdante l'alluvione che ha colpito il 4 ottobre di quest'anno, la regione Liguria, precisamente le zone che vanno da Genova Sestri ponente e Varazze, con un evento molto deciso, che per certi versi ha ricordato le due grandi alluvioni del 1970 e del 1992.
Questo articolo vuole cercare di descrivere quanto vissuto dalla popolazione genovese, raccogliendo quanto descritto da tutti gli amici liguri che hanno partecipato attivamente al racconto, di una delle giornate più intense per la nostra regione, oltre ai dati ed immagini che sono stati disponibili.
Un racconto minuzioso e dettagliato, curato in ogni particolare da Matteo Capurro, non resta che augurarvi buona lettura!

Autori: 

Staff MeteoNetwork Liguria

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peggioramento 4 ottobre.pdf551.64 KB

Analisi teleconnettiva inizio autunno e possibili evoluzioni future

La sezione ligure di MeteoNetwork è orgogliosa di presentarvi la prima analisi teleconnettiva, redatta da Matteo Sacchetti, in cui si vuole provare ad analizzare quali sono gli aspetti teleconnettivi che hanno caratterizzato questo inizio di stagione, con una piccola parentesi di quanto ci si potrebbe aspettare nei prossimi mesi autunnali, con un' analisi attenta di tutto quello che concerne il mondo teleconnettivo.
Questo è sicuramente solo l'inizio, in quanto vi invitiamo mese per mese a seguire i nostri futuri aggiornamenti, che non vi faremo di certo mancare sulla nostra home page.
Buona lettura

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Analisi e prospettive future teleconvettive.pdf252.52 KB

Neve a Sanremo, 11 febbraio 2010

La Liguria spesso si è dimostrata protagonista di eventi nevosi, ma sappiamo bene che questi, quando riguardano la costa, sono tendenzialmente relegati al genovesato e al savonese.
Ma il 2010, dopo la bellezza di 24 anni, ha visto una delle zone “invernalmente” più miti d’Italia, la Riviera dei Fiori, imbiancarsi per una nevicata copiosa che ha colorato di bianco non solo colline e monti, ma anche le spiagge, le barche a vela ormeggiate ai vari porti turistici, i giardini delle ville rivierasche…
Lo staff ligure di MNW vi vuole far vivere una giornata storica attraverso l’entusiasmo dei suoi “inviati” sul campo.

Autori: 

Staff MeteoNetwork Liguria

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Peggioramento del 13- 22 dicembre in Liguria

Come inizio inverno, la Liguria si è trovata ad affrontare un deciso peggioramento, causato da una forte ondata di gelo che ha caratterizzato il clima di tutta la regione, con nevicate più o meno consistenti, che hanno permesso di imbiancare il paesaggio dal levante al ponente ligure, sicuramente la porzione di territorio meno abituata a questo fenomeno.
Ondata di gelo talmente forte, che ha fatto vivere ai genovesi ad un gelicidio di grande portata, che raramente ha avuto risconti nel passato.

Autori: 

Staff MeteoNetwork Liguria

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Evento ligure di inizio inverno 2009-2010b.pdf1.51 MB

Peggioramento del 29-30 novembre

 Consorzio Lamma)

Alla vigilia dell’inverno 2009-2010 la Liguria si è ritrovata a dover affrontare un peggioramento serio, ma fortunatamente con limitati problemi. Il tutto causato da una perturbazione atlantica che ha portato continue piogge nel territorio ligure.
Notevoli gli accumuli, praticamente quasi tutti a tre cifre, che sono stati anticipati anche da diversi avvisi di allerta della Protezione Civile.
Per capire cosa è successo negli ultimi due giorni dell’autunno meteorologico ligure qui una breve analisi realizzata dal gruppo MNW Liguria.

Autori: 

Sezione Regionale MNW Liguria

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Il gennaio molto particolare ligure

Cosa si può dire di gennaio? Nella nostra regione solitamente in costa si ha freddo molto moderato, che l' umidità spesso acuisce ma che raramente fa scendere il termometro sotto lo zero. Diverso il discorso nell'entroterra, dove la morfologia accidentata della nostra regione elimina, su vari livelli,quasi del tutto gli effetti del mare, raggiungendo a quote collinari temperature a tratti anche rigide rispetto alla costa in cui l' azione mitigatrice del mare fa sentire maggiormente i suoi effetti. Ciò che contraddistingue maggiormente gennaio è però il regime delle precipitazioni, facendo di questo mese uno dei più importanti per la piovosità annua, con apporti spesso nevosi nell'entroterra.
Questo è un gennaio “classico”,benché di classico nella nostra regione, climaticamente parlando,negli ultimi mesi ci sia stato ben poco. E questo gennaio non fa eccezione: se potessimo storpiare un famoso detto diventerebbe un anno nuovo, vita vecchia. Se non che…
L'anno inizia con una imponente alta pressione che ormai da qualche mese tende a stazionare nel bacino del mediterraneo, il ristagno delle masse d'aria nei bassi strati  dell' atmosfera ci regalano delle impietose giornate di maccaja, di quelle che ti tagliano le gambe da quanto sono noiose, con temperature simili su tutta la Riviera e di qualche grado più basse nell'entroterra. E successivamente le giornate si aprono in modo ancor peggiore con giornate più brutta, con pioviggine diffusa su tutta la regione e qualche sporadico fiocco nell'entroterra genovese e savonese. Sul capoluogo la situazione è più dinamica, visto l'ingresso della tramontana scura nel pomeriggio che fa precipitare le temperature verso valori più consoni al periodo. Si tratta però di un fuoco di paglia: nei giorni successivi la temperatura si alza decisamente,così come le nuvole, lasciando campo libero a giornate di stampo prettamente primaverili sempre grazie all' alta pressione che sembra ormai aver piantato le radici nelle nostre zone, è solo verso il 6 gennaio che grazie alla befana arriva in regalo un intenso favonio, che fa scendere l'umidità a livelli incredibilmente bassi per la nostra regione, con punte minime anche inferiori al 10% che ristabilisce temporaneamente la forte umidità registrata nei giorni precedenti. La decade comunque si conclude senza storia: le minime non sono nemmeno poi così distanti dalla norma ma le massime sulla costa fanno pensare d' essere a maggio, più che a gennaio, soprattutto nei giorni caratterizzati dalle correnti di favonio. Si difendono decisamente meglio alcune zone dell'entroterra, soprattutto sulle minime, che raggiungono valori intorno allo zero e talvolta decisamente sotto. 
inizio gennaio 2012
Fig: 1 L'alta pressione tende a spostarsi leggermente verso ovest aprendo un debole corridoio ad est del nostro paese che impattando nelle Alpi creerà l'importante favonio registrato negli ultimi giorni della prima decade. 
 
La seconda decade si apre nuovamente con una forte alta pressione che ci porterà ad osservare nuovamente dei giorni di forte maccaja sulla costa, con pioggia molto sottile, quasi come se fosse spray. 
inizio 10 gennaio
Fig 2: l'altra pressione con valore di 1035 hpa si impadronisce del comparto europeo.
Ma la situazione cambia leggermente verso metà decade e metà mese, dove si registra un brusco calo delle temperature: nulla di trascendentale ma uno spiraglio d'inverno sia pur soleggiato in una stagione che d'invernale ha avuto poco o nulla. Infatti da come si può notare dall' immagine sinottica, l'alta pressione che era ormai ben radicata da mesi tende  a cedere, a diminuire di valori di pressione e di geopotenziale. Ciò indica che sta per verificarsi un cambio di circolazione atmosferica, grazie anche soprattutto ad un piccolo break del vortice polare. Il 16 gennaio, in particolare, si registrano finalmente delle buone minime, sotto la media anche in costa: nel pomeriggio, s'attiva anche una bella tramontana chiara sul capoluogo ligure, che fa scendere di molto le temperature. Nell'entroterra la temperatura è diffusamente sottozero, col raggiungimento della doppia cifra negativa in più di una località. 
inizio 16 gennaio
Fig 3: L' alta pressione tende a dare segni di cedimento e a posizionarsi in pieno altantico. Il gelo nella zona eurasiatica potrebbe favorire il formarsi di un' alta pressione termica.
L' effetto invernale e raffreddante è però di breve durata, perchè una nuova colata di aria artica impatta sulle Alpi creando nuovamente condizioni di favonio, che anche se non troppo accentuato come riduzione di umidità favorisce in ogni caso un lieve aumento delle temperature grazie anche ad un maggiore irragiamento solare. Difatti sembra più iniziare la primavera: le prime giornate si susseguono senza storia, con temperature minime accettabili e massime da focaccia in riva al mare con la giacca appoggiata su una panchina. Nell'entroterra la situazione non è dissimile: decisamente più freddo alla notte ma con sole caldo durante la giornata, con escursioni termiche molto elevate.
inizio 20 gennaio
Fig 4: Il raffreddamento della zona eurasiatica e una maggiore ondulazione del getto sembra sempre più prendere piede da far capire che a fine mese qualcosa potrebbe cambiare.
 Però si respira un'atmosfera davvero diversa per il futuro, finalmente invernale: i modelli sembrano concordare con largo anticipo su una massa d'aria gelida proveniente dalla profonda Russia, in un cammino che terrà fino all'ultimo tutti col fiato sospeso. In attesa di conferme o smentite,l'inverno comunque torna: nulla di eccezionale, ma finalmente qualcosa che faccia pensare che il Generale Inverno sia vivo e che non molli.  È nel pomeriggio di venerdì 27 che cominciano, seppur debolmente, precipitazioni diffuse su buona parte della regione, finalmente nevose nell'entroterra grazie ad una prima goccia di aria artica che discende nel territorio francese, trovando l'apice dei fenomeni nella giornata di sabato 28.
inizio 28 gennaio
Fig 5: l' alta pressione eurasiatica tende a rafforzarsi e dei minimi di geopenziale tendono a formarsi nell' area centrale dell' Europa
Ed è in questo momento che l'inverno comincia a fare sul serio: neve abbondante sull'entroterra savonese e genovese, con conseguenti disagi su tutte le strade e autostrade appenniniche e pioggia, non troppo copiosa, sui litorali. E nonostante il poco travaso di aria dalla Pianura Padana e una tramontana non troppo vigorosa, anche su Genova scende la dama bianca: anche se poca, si vede fin sui litorali e in maniera più copiosa nelle zone collinari. La situazione non cambia di molto la domenica: nevicate nell'entroterra, con locali sconfinamenti fin sulla costa nel capoluogo mentre sul resto dei litorali piove più o meno intensamente. Ancora una volta Genova, nonostante il posizionamento geografico marittimo e nonostante il nocciolo freddo non troppo consistente in quota, riesce comunque a vedere la neve, sicuramente ben oltre le aspettative. Ovviamente, le temperature in questi giorni si sono abbassate notevolmente, mantenendosi intorno allo zero in collina e su valori tra i 5 e i 9°C sulla fascia costiera della Liguria in condizioni di assenza dei fenomeni. Lunedì 30 il cielo è per lo più sereno nella fascia costiera, ma le temperature cominciano ad abbassarsi, anche se nella prima mattinata cessano le precipitazioni nell'entroterra, ma si comprende che è solo una pausa in quanto i modelli hanno già inquadrato una seconda goccia fredda molto più consistente di quella dei giorni precedenti che molto probabilmente potrebbe innescare al formazione di un minimo barico sulla costa azzurra che potrebbe favorire decisamente le precipitazioni. Ma mentre la giornata passa febbrilmente nel mondo dei meteoappassionati, accecati dal desiderio della dama bianca su tutta la regione. 
Nella serata, nel Ponente, cominciano le prime e poco convinte precipitazioni. Ma è nella mattinata del 31 che la realtà dà conferma alle previsioni: nell'estremo Ponente comincia a cadere pioviggine mista a nevischio ad una quota di 150 mt, di cui sicuramente l'estremo ponente ligure è poco avezza, mentre sul capoluogo comincia a fioccare in maniera discretamente intensa a metà mattinata. E non finisce qua perché nevica a livello del mare non solo nel capoluogo ma anche in tutta la Riviera di Levante, un coast to coast nevoso che solo la settimana prima sarebbe stato quasi impossibile immaginare.
Ovviamente anche l'entroterra vede importanti quantitativi nevosi, con accumuli che in alcune zone sfiora il mezzo metro e in quote elevate, favorite da una temperature inferiori riesce a superare agevolmente il metro di altezza. Le precipitazioni continuano per tutto il pomeriggio e cominciano a scemare in serata e in nottata: le previsioni indicano che non è ancora finita ma il mese sì! E dopo questo gennaio svegliatosi casualmente nei giorni della merla, speriamo che febbraio ci sappia regalare ancora soddisfazioni.
inizio 31 gennaio
Fig 6: la seconda goccia gelida scende dalla francia e successivamente nel pomeriggio tenderà a posizionarsi al largo della costa azzurra e a formare un minimo barico.
Autori: 

Emanuele Gianello, Andrea Redigolo

2 Novembre, Genova a bagno

Una giornata di intensa passione meteo in Liguria

Più ci si avvicina all’inverno, passando per l’autunno, più la passione meteo prende corpo sempre più anche grazie ad eventi che stimolano curiosità e interesse. Così novembre 2009 inizia in Liguria all’insegna di un evento piovoso che colpisce in particolar modo il centro della regione, con Genova che la fa da padrona in termini di precipitazioni.
Qui una dettagliata cronaca, a cura del Dott. Massimo Bandini, che racconta la giornata meteorologica del 2 novembre 2009 in Liguria tra pioggia e disagi, ma anche emozioni.

Autori: 

Staff MeteoNetwork Liguria

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L' alluvione su Genova

Come accaduto per l'alluvione di un paio di settimane fa nel Levante, la violenza del peggioramento ha creato le condizioni per un allagamento lampo di proporzioni esagerate, non ai livelli del tragico ottobre 1970 ma comunque assolutamente disastrose, purtroppo con un esito anche mortale. 
Già l'immagine del satellite del 2 novembre lascia presagire che quanto sarebbe avvenuto nei giorni successivi non sarebbe stato molto facile per la zona ligure. 
Un importante fronte si estende dall'Islanda alla zona del Maghreb, raramente si possno vedere situazioni così tanto estese ed importanti.
satrit
La perturbazione ha inizio nella notte tra il 3 e il 4 novembre; le zone colpite dalla precedente alluvione vengono fortunatamente graziate a causa di un impianto barico favorevole, con un minimo posizionato nel comparto francese, in discesa poi nel Golfo del Leone; questo fatto, grazie anche ad un imponente muro di alta pressione, ci ha portato ad avere uno scirocco molto intenso.
vento suolo
Fortunatamente in caso di scirocco il levante ligure già colpito dalla scorsa perturbazione viene graziato dalle violente precipitazioni dei giorni successivi perchè se nel Golfo del Tigullio soffia un forte scirocco, non permette alla pioggia di scendere mentre invece al di là del monte il tempo si sa perfettamente che potrà avere potenzialità ben maggiori. 
E i modelli matematici sono stati sicuramente molto chiari a prevedere una situazione alquanto esplosiva nella zona del genovesato.
moloch prec genova
mappa smi genova
Ma nella cronaca di quel giorno, è già dal mattino che si può capire quanto la situazione possa divenire più delicata nelle ore successive, in quanto si segnalano allagamenti e frane locali a Camogli mentre fortunatamente il territorio tra Recco e Bogliasco riesce a smaltire le piogge senza grosse difficoltà. 
I disagi cominciano ad aver luogo dai quartieri orientali di Genova: in quel di Nervi si hanno allagamenti diffusi, così come a Quarto. Ma ciò è nulla in confronto a quanto avviene nelle zone immediatamente settentrionali del centro cittadino. Già in mattinata i pluviometri della zona centro-orientale di Genova raggiungono con terrificante scioltezza la tripla cifra in quanto a millimetri caduti. 
Problemi serissimi emergono intorno a mezzogiorno, con l'inizio dell'esondazione del Rio Fereggiano, torrente che scorre in mezzo al quartiere di Marassi: il letto cementificato e canalizzato non riesce a sopportare il terribile fardello di acqua. 
A metà giornata, in alcune zone della città, s'era già raggiunta la spaventosa cifra di 300 mm. 
La situazione è drammatica, si verificano allagamenti in ogni dove: davanti a Brignole, in Corso Sardegna, in fondo a Via XX Settembre bidoni della spazzatura corrono insieme alle macchine, in balia degli elementi. Dopo il Fereggiano,anche il Bisagno incute timore: l'altezza dell'acqua sale al livello dei numerosi ponti, inondandone addirittura alcuni e allagando completamente Borgo Incrociati. Si segnala anche una voragine apertasi in Via Donghi. 
via donghi
Fonte: genovatoday.it
Alle ore 14 Quezzi raggiunge l'immane quantità di 500 mm di pioggia caduti; nel resto della città, i pluviometri raggiungono livelli molto vari mentre da segnalare come nelle delegazioni occidentali, a parte qualche scroscio notevole, la situazione si manteneva tutto sommato tranquilla, mentre invece assume contorni drammatici  in Valle Scrivia, dove la pioggia,che alle 14 aveva raggiunto e superato i 200 mm, ha fatto ingrossare pericolosamente il torrente Scrivia mentre al largo della costa dei quartieri orientali, in testa alla linea autorigenerante della perturbazione si sono formati dei mesocicloni che hanno generato addirittura dei tornado. 
fereggiano bisagno
fonte: eco di bergamo
Questo è il punto in cui il rio Fereggiano si va ad incontrare nella sua foce con il fiume Bisagno. 
Si può notare come l' incrocio delle loro direzioni sia di ostacolo per un normale deflusso delle acque, ma per fortuna è nel primo pomeriggio il momento in cui le piogge vanno scemando, spostandosi verso i quartieri occidentali della città, dove è ancora vivo nelle menti di tutti il disastro dell'ottobre 2010, quando si verificò l'alluvione a Sestri Ponente. Per fortuna, pur gonfiando in maniera preoccupante il Polcevera e il Chiaravagna, le precipitazioni nella zona occidentale della città si mantengono moderate, con rain rate decisamente inferiori a quelli monsonici avuti in buona parte della città. Nell'entroterra lo Scrivia esonda a Casella, alimentando ulteriori preoccupazioni.
mappa pioggia
In tarda serata, un'altra coltellata: poco prima della mezzanotte, altri violenti scrosci che aumentano ancor di più gli esagerati accumuli della giornata: Quezzi terminala giornata del 4 novembre con 556,5 mm di accumulo, di cui 158,5 in un'ora. Nelle altre zone delle città, va sopra i 400 Marassi, in altri quartieri si svaria da 150 a 300 mm di pioggia. Nell'entroterra, si segnalano oltre 400 mm anche a Casella, mentre nel resto della regione, la situazione è del tutto tranquilla.
La tensione e la paura giocano brutti scherzi il giorno successivo, che si apre con pioggia moderata, a livelli infinitamente minori rispetto alla giornata precedente: si teme una nuova esondazione del Fereggiano, nonostante il livello sia sceso di diversi metri. Per fortuna, la rottura di un argine non ha creato problemi al decorso del fiume ma la reazione di paura e panico è comprensibile. 
La situazione rimane di stallo:continua a piovere su Genova, in maniera però moderata mentre l'intensità è maggiore nell'entroterra della parte centro-occidentale della regione e nella zona orientale del Golfo del Tigullio. La perturbazione si espande anche verso Ponente, dove è incorso peraltro una mareggiata: è da segnalare anche l'esondazione del Var nei pressi di Nizza.
Il sabato a Genova si conclude con qualche raggio di luna visibile tra le nuvole, dopo una giornata intera di pioggia moderata. La situazione si fa invece critica nell'entroterra: in Valle Scrivia si sale in tripla cifra per il secondo giorno consecutivo e si segnala il cedimento di una massicciata della SSP 226 della Valle Scrivia a Savignone, che taglia in due la parte alta della vallata. La perturbazione si concentra ormai nell'entroterra con caratteristiche di stau: si segnalano accumuli significativi, oltre alla già citata Valle Scrivia, nell'entroterra ingauno e imperiese. 
Nonostante un leggero miglioramento nelle giornate di domenica e lunedì, la svolta meteorologica è ancora lontana: nella notte tra lunedì 7 e martedì 8 novembre tornala paura. Un nuovo temporale rigenerante colpisce la città che tenta faticosamente di rialzarsi: i dati sono nuovamente terribili, si raggiungono quantità superiori ai 100 mm in molte zone della città,con nuovi rischi di esondazione da parte del Fereggiano ma per fortuna non ci sono ulteriori danni. La perturbazione scema quindi verso Ponente, senza causare però preoccupazioni.
Si può dire che la tempesta sia finalmente passata. Qualche dato: a Quezzi si sono registrati oltre 750 mm di pioggia tra venerdì e martedì, a Marassi circa 550 mm, ad Albaro 600 mm, a San Fruttuoso 500 mm, a Struppa 380 mm, a Quarto Alto oltre 400 mm. Una considerazione: è notevole la differenza di pioggia caduta da una zona all'altra della città, ennesima prova della stupefacente variabilità del clima della regione.
Purtroppo, c'è da fare un altro bilancio, molto più triste: sei vite sono state strappate via dalla furia dell'acqua, che ha invaso magazzini, negozi, garage e androni della zona di Marassi e di Quezzi. A loro e alle loro famiglie vanno le nostre più sincere condoglianze. 
A perturbazione conclusa, Genova sta tentando lentamente di rialzarsi, come già successo dopo la disastrosa alluvione dell'ottobre del 1970: gli Angeli del Fango sono già al lavoro dal fine settimana scorso e la popolazione genovese e non si sta rimboccando le maniche, per tornare alla normalità il prima possibile. 
Vorremmo concludere questa fredda analisi con una citazione, letta su internet in questi giorni.
NoiLiguri siamo gente strana: la nostra Terra ci ha insegnato che non ci si devono aspettare regali, che tutto deve essere guadagnato con il lavoro, i nostri nonni si sono guadagnati ogni singolo metro di terra da coltivare, strappandola da una parte al mare e dall' altra all'Appennino che ci si tuffa dentro, costruendo case su speroni di roccia trasportando pietra dopo pietra su dalle ripide creuze. Per questo siamo diffidenti e scontrosi, eppure leali con chi lo merita. 
Un Ligure piange dentro mentre si rimbocca le maniche ed inizia per l'ennesima volta a ricostruire quello che la natura gli ha tolto. Accettiamo gli aiuti con pudore, ringraziando con un mezzo sorriso ed un bicchiere di vino. Noi Liguri siamo fatalisti, guai a toglierci il diritto al mugugno, ma mentre mugugnamo spaliamo il fango dalle nostre case, e recuperiamo i nostri ricordi. Dai Liguria che ti rialzi anche questa volta. (cit. Paolo Solari)
Autori: 

Emanuele Gianello (cronaca) – Andrea Redigolo (sinottica)

Peggioramento 19-20 gennaio

La sezione ligure di MeteoNetwork, ha il piacere di presentarvi una precisa analisi di quanto accaduto nel territorio ligure durante le giornate del 19/20 gennaio.
Preannunciato alcuni giorni prima, dai piu importanti previsori privati, il levante ligure, è stato interessato da una violenta ondata di maltempo, non tipica per il periodo invernale.
Diversi danni sono stati riportati, a causa anche della quota neve parecchio alta per il periodo, che ha provocato lo scioglimento della neve già presente in quota, creando notevoli disagi come frane,strade interrote, smottamenti e fiumi straripati, che hanno messo a dura prova gli abitanti.

Autori: 

Staff MeteoNetwork Liguria

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