Analisi ligure giugno 2011

Dopo due mesi di bonaccia, per dirla alla marinaresca, sull'arco ligure s'è presentato un giugno tutto sommato soddisfacente, con una coda di primavera degna finalmente di menzione. Come detto, aprile e maggio sono terminati con un pesante deficit di precipitazioni e il rischio di problemi idrici in pressoché tutta la regione con l'estate in arrivo era molto alto ma per fortuna la prima metà di giugno ha regalato non pochi episodi piovosi, risanando in parte il bilancio idrico e facendo schizzare i polverosi pluviometri ben sopra la media già nella prima metà di giugno. 

Le prime poco ispirate precipitazioni hanno avuto origine negli ultimi due giorni di maggio ma proprio al principio di questo mese, s'è scatenata la primavera, quella fatta di precipitazioni miste a tempo bello, in alternanza continua. Nel giorno 1 del mese, da Genova a La Spezia, precipitazioni diffuse, nell'ordine dei 60 mm sulla costa nel Genovese e comunque mai inferiori ai 40 mm. Discorso diverso nel Ponente, dove le precipitazioni sono andate scemando dal Savonese fino a Ventimiglia, con non più di 20 mm nei pluviometri. Dopo qualche giorno di pausa, dove si sono avuti scrosci sparsi e isolati lungo tutta la regione, si arriva al giorno 5, dove nella notte e durante la giornata si verificano buone precipitazioni, questa volta più localizzate nella parte occidentale della regione, con accumuli sull'ordine dei 15-20 mm, con i riscontri maggiori verificati a Genova e con locali “puntate” oltre ai 50 mm. Oltre alla pioggia e al maltempo, s'è verificato un buon evento: violente mareggiate hanno colpito buona parte della Liguria, provocando danni e locali allagamenti. I venti sono stati infatti di fortissima intensità e in alcune zone della regione si sono verificate locali trombe marine di buona entità. La situazione non cambia nei giorni successivi; dopo un giorno 6 di parziale stasi, il 7 assume la tendenza idrica dei giorni precedenti: pioggia un po' ovunque ma principalmente nella zona centro-orientale della regione, con cumulate che qua e là hanno sfiorato i 30 mm. Briciole invece per il Ponente, con pochi mm. Si arriva così al giorno 8: si ha l'apocalisse nella zona tra il Tigullio e le Cinque Terre, con forti temporali, venti di notevole entità e cumulate nell'ordine dei 50 mm che però si riferiscono all'arco della giornata e non riflettono la violenza monsonica della perturbazione. Il resto della regione ha avuto precipitazioni di portata e intensità decisamente minori, che sono andate progressivamente scemando verso ovest. La prima decade di un giugno che proprio giugno non sembra si conclude ancora con temporali di buona intensità nella zona centro-orientale della nostra regione e con accumuli che solo nei primi dieci giorni hanno abbondantemente superato, in buona parte del territorio, la media mensile di giugno. Le temperature si sono mantenute su valori tutto sommato contenuti, vista l'intensa fase perturbata: nei pochi sprazzi soleggiati andavano ovviamente ad alzarsi ma in generale si può dire che di caldo non se ne è patito, in questo finale di primavera astronomica.

prima decade giugno 2011

Ed è proprio a livello sinottico che si può notare come il bacino del mediterraneo sia stato “vittima” di una profonda saccatura che si è estesa dall' Islanda fino alle nostre regioni.

Ciò ha favorito l'entrata di aria più fresca ed instabile dall' Atlantico, che grazie anche al forte richiamo barico ha permesso altresì un imponente richiamo di correnti molto umide di origine africana. Ciò ha permesso ai fenomeni convettivi di poter avere a disposizione molta più umidità ed energia per poter formare dei fenomeni di così forte intensità.

Ma mentre la prima parte del mese ha regalato forti emozioni, la seconda decade di giugno ha avuto modo di non annoiarci più di tanto, regalandoci degli episodi caraterizzati da una spiccata variabilità  in cui ci si è potuto osservare per la maggior parte di questi giorni un bellissimo sole, alternati a maccaja afosa e a pochi sprazzi di pioggia. L'alternanza pressoché continua sulla nostra regione è tale che rende difficile analizzare con precisione questo periodo: mentre poteva essere sole e vento nel Ponente, nel Levante poteva essere maccaja e aria stagnante al mattino, al pomeriggio la situazione poteva ribaltarsi completamente. Da segnalare le temperature, che rimangono sostanzialmente in linea con quelle del periodo, senza avere quindi giornate di stampo estivo con puntate sopra i 30°C.

2 decade di giugno 2011

La sinottica che ci può permettere appieno di poter comprendere i motivi di questa forte variabilità. Perchè da come si può notare dall' immagine, in tutta la zona sud europea non si è potuto osservare un periodo di forte alta o bassa pressione. Questo momento in cui ci si è trovati di fronte ad una stagnazione barica ha dato la possibilità di radicarsi di alte pressioni, che favorendo lo schiacciamento al suolo delle correnti ha dato luogo alle famose nebbie marittime (maccaja) che hanno favorito il formarsi di nuvolosità bassa e foschie ma anche ha dato la possibilità a deboli passaggi perturbati di poter attraversare senza alcun disturbo le nostre zone.

Nella terza decade la situazione migliora leggermente per quanto riguarda il sole, presente con più costanza rispetto ai primi venti giorni del mese ma, per contro, aumenta l'umidità. L'incubo afa torna così prepotentemente, col solstizio d'estate: va detto che le temperature rimangono relativamente lontane dai 30°C, senza mai lambirli ma l'oppressione e il boccheggiamento sono alle stelle. Il peggioramento previsto per il giorno 23 peggiora la situazione, regalando un giorno di maccaja di quelli che si suda solo a rimanere fermi. Si migliora il giorno 25, dove una maggiore ventilazione e una generale bella giornata regalano un po' di sollievo rispetto ai giorni precedenti. I giorni successivi presentano generale bel tempo su tutta la regione, per tornare a peggiorare nel giorno 29, con maccaja persistente a Levante e temporali che riguardano prevalentemente il Ponente e Genova. Il mese si conclude con una giornata serena nelle zone colpite dai temporali il giorno precedente mentre a Levante, ancora forte maccaja, a concludere in maniera tutto sommato indegna un mese di giugno partito coi fuochi d'artificio. 

3 decade giugno 2011

Ma è nella terza decade in cui è stata sicuramente l'alta pressione ad avere un netto predominio su tutto il resto e non potevamo non scegliere quella che è stata l' immagine simbolo di questo periodo, in cui una forte invadenza di matrice africana ha potuto avvolgere le nostre zone da una forte ondata di caldo e di umidità ma di certo, non è stato solo il termine del mese a caratterizzare tutto il mese, perchè comunque rispetto ai due deficitari mesi precedenti, si può comunque parlare di un mese soddisfacente, con un bel po' di pioggia caduta sia sulla costa che sui rilievi, alternati a momenti anche più estivi che ci hanno fatto ricordare che la bella stagione ha ormai avuto inizio.

Autori: 

Emanuele Gianello (cronaca) – Andrea Redigolo (sinottica)

Un dicembre molto particolare per la Liguria

Questo dicembre, come un po' quest'anno che ormai si puo' dire concluso, si ricorderà a lungo per la sua dinamicità e per l'intensità con la quale si sono susseguito le cose, già avevamo preannunciato, con un articolo teleconnettivo, quanto questo fine del mese avrebbe potuto dare grandi sorprese ed in effetti non sono venute a mancare, perchè tanto ci sarebbe da parlare di questo mese, caratterizzato da molte caratteristiche sempre diverse, ma ci soffermeremo ed analizzeremo piu' a fondo una parte , quella cioè che va grosso modo dal 14 al 19 dicembre, la più viva e gelida, che ha caratterizzato molto la vita di tutti i giorni (non a caso è stato annullato il famoso derby della lanterna a causa della neve) insieme a quella dell'intenso peggioramento, di stampo più prettamente autunnale che ha caratterizzato il periodo prenatalizio.
Cominciamo quindi prendendo in esame il periodo che dal 14 al 19 dicembre ha caratterizzato il clima sia ligure ed altresì quello di tutto il nord Italia, dove tutti sono stati interessati da una forte ondata di gelo che ha fatto scendere la colonnina di mercurio di parecchi gradi su tutta la regione, regalando per ben due volte la neve su Genova e provocando parecchi disagi a causa del ghiaccio a causa delle continue temperature negative che hanno caratterizzato quei giorni.
Su scala globale la discesa fredda va inquadrata come risposta ad una situazione di blocking atlantico (non del “classico” tipo, ma più complesso ), con una vasta area di alta pressione che ha conquistato inizialmente l’area Britannica, si è andata a congiungere con una potentissima alta pressione dai valori eccezionali (fino a 1070 hpa!!) sulla Groenlandia. Il movimento di queste due gigantesche masse d’aria ha provocato nei giorni seguenti (16-17-18 dicembre) una risposta prepotente con una repentina e quasi folle caduta dei geopotenziali su tutta l’Europa centrale (in particolare sono da notare le notevoli  anomalie presenti sul territorio Franco- tedesco e Nord italia!).  
gfs 1
 
Iniziamo dalla giornata del 14 dicembre, il calo termico a tutte le quote continua incontrastato e il risveglio sia per le zone costiere sia sopratutto per le aree interne della regione è abbastanza gelido. Si registrano circa +3/+4° sui litorali, fino invece a oltre -8° nelle zone interne. Si sta intanto irrobustendo il famigerato “cuscino freddo” oltre Appennino nella pianura Alessandrina indispensabile per vedere la neve fin sulla costa a Genova.
In quota continua l'afflusso di aria gelida, piano piano ci si sta avvicinando alla temperatura di -8° a 850 hPa ampiamente prevista dai principali matematici di previsione.
A livello barico questa prima discesa delle temperature è la conseguenza di correnti nord orientali determinate da un’area di alta pressione con massimi di 1040 hpa piazzata a varie quote tra l’Islanda ed il Regno Unito. L’alta pressione ruotando in senso orario favorisce sul suo bordo “destro” la colata di correnti fredde che dall’area scandinava si muovono con direzione Europa centrale ed Italia settentrionale. Inoltre tale situazione, favorisce venti al suolo da nord est e permette all’aria gelida di aggirare in parte l’ostacolo delle Alpi (anche se in questa discesa una buona dose di aria gelida ha impattato proprio contro le Alpi e noi italiani siamo stati parzialmente protetti, come quasi sempre avviene). 
Il 15 prosegue sotto gli incessabili venti tempestosi dai quadranti settentrionali, con temperature sempre piu' rigide sia alla mattina che durante il giorno, sulla costa infatti le minime arrivano fino a toccare quasi gli 0°, e durante il giorno non si spingono oltre i +4°/+5°. Gelo intenso nell'interno dove in alcuni casi le temperature si spingono verso i -10°.
La giornata del 16 è pressapoco simile a quella precedenza, con temperature sulla costa in live calo, che localmente scendono di qualche decimo al di sotto dello 0°. 
Tali temperature non sono che le avvisaglie di un nuovo impulso freddo che arriva da nord, e che  questa volta è associato ad un rapido abbassamento dei geopotenziali che culmina poi nella giornata del 17.  Queste ulteriori correnti da nord, vanno lette a livello globale col cossiddetto “split” del vortice polare, che detto in parole più semplici vede la stessa area basso pressoria generalmente relegata a latitudini artiche (appunto il vortice polare) scendere fino nel cuore dell’Europa.  Questo in risposta ad una immensa massa d’aria d’alta pressione che si è letteralmente conquistata dei record sulla Groenlandia ed ha determinato come risposta la discesa di latitudine del vortice polare. 
Per rendere l’idea di quanto anomala sia stata tale situazione basti pensare che mentre qui eravamo sferzati da correnti gelide,  temperature ben più miti si registravano in Islanda o nel sud della Groenlandia dove perennemente è di casa il gelo. Ed a ciò vanno aggiunte le anomalie in termini di geopotenziali, quest’ultime ancora più marcate delle anomalie termiche. 
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Grazie a tutto il freddo imaggazzinato nell'interno e nella pianura padana, e le temperature già basse sulla costa, con oltre -8° a 1500m circa in libera atmosfera, mentre la città di Genova veniva battuta dalla tipica “tramontana scura” che nella notte del 17 vede una bellissima nevicata piu' che coreografica che regala 2/3cm di accumulo, della durata dura poche ore, infatti già dal primo mattino con la cessazione dei fenomeni lo spettacolo sembra apparentemente finire. Invece nel corso della tarda mattinata riprendono i fenomeni che durano a fasi alterne, che con un avvicendarsi di precipitazioni variabili e non costanti di intensità, tenderanno poi a stabilirsi nel pomeriggio fino al diventare anche intense fino alle prime ore del pomeriggio, ciò ha potuto permettere alla neve di poter attecchire al suolo  fin sulla costa ma è la città che ne paga il dazio maggiore, venendo nuovamente imbiancata per la seconda volta in questa giornata. 
Questa nevicata non è stata vista dai modelli di previsione se non in minima parte. Infatti è bastata la formazione di un minimo depressionario sul mar ligure, che ha determinato per alcune ore venti meridionali a media quota (850 hpa) forieri di precipitazioni. Questa situazione ha favorito lo scorrimento di aria umida e leggermente piu’ calda (si fa per dire….) su uno strato gelido portando per buona parte della notte del 17 neve di buona intensità e di buona qualità sul capoluogo. Questo nonostante che le correnti in quota fossero sfavorevoli, con la 500 hpa marcatamente occidentale e quindi non buona per le precipitazioni a Genova. In poche parole, a causa del molto freddo è bastato lo strato d’aria tra gli 850 hpa e i 700hpa per determinare le precipitazioni nevose. Quindi uno strato di nuvole piuttosto sottile e senza sviluppo verticale, ma sufficenti per produrre queste precipitazioni.Nell'entroterra sono circa 10 i cm caduti. Contemporaneamente la temperatura è in crollo, già dall'ora di pranzo Genova si trova al di sotto dello zero, fino a raggiungere in serata i -2°/-3° nella gran parte dei quartieri, anche costieri imperversati dal vento da N, il tutto senza nessun tipo di precipitazioni. Valori davvero notevoli e memorabili per la città di Genova che scende al di sotto dello 0° solo in casi particolari e rarissimi, durante le nevicate, ma mai in condizioni tranquille. A causa di queste temperature, le strade si trasformano in lastre di ghiaccio, come d'altronde anche i marciapiedi, provocando non pochi disagi, sopratutto nei quartieri collinari. Rimarrà sicuramente una giornata quasi record per le temperature sulla costa. Da notare come detto più volte la diversità del clima ligure: mentre su Genova in questo venerdì 17 ha imperversato neve e ghiaccio, nell'estremo ponente della regione, la giornata è stata prevalentemente serena con temperature fino a +8°/9° e durante la serata non sotto i +4°.
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Finito un episodio, si pensa già a quello dopo, questo 2010 non finisce mai di stupire..
Infatti dopo un sabato 18, ancora molto freddo al mattino, la giornata prosegue in modo più mite rispetto ai giorni precedenti, grazie e timidi venti dai quadranti meridionali che fanno in modo che la colonnina di mercurio guadagni qualche grado. La giornata inizialmente serenissima regala ben presto pero' sorprese sul mare con locali rovesci nevosi all'interno del golfo del mari Ligure, come anche nella zona dell'Imperiese. Nell'entroterra le stazioni appartenenti alla rete di monitoraggio dell' ARPA Piemonte rilevano valori degni di località alpine di alta quota: Sassello 385m (SV) -14.3°, Calizzano 647m (SV) -14.0°, questi i piu' importanti. 
Domenica 19, dopo i ripetuti impulsi freddi dei giorni precedenti si forma una depressione sul comparto iberico che avanza molto lentamente verso occidente e determina l’instaurarsi correnti meridionali sulla nostra regione con il pescaggio di aria caldo-umida molto a sud. Questo determina una repentina risalita delle temperature in quota ma permette anche qualche centimetro di neve fino in città a causa della resistenza del freddo nei bassi strati aiutato anche dall’azione della tramontana da travaso (o tramontana scura). 
Infatti dopo una mattinata solo ventosa e coperta, dal primo pomeriggio arrivano le prime precipitazioni sulle zone centrali della regione, regalando fin da subito la neve nel centro di Genova, imbiancato sempre di più con il passare delle ore da circa 3/4cm di neve con un paesaggio fiabesco. 
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Molto “selettiva” questa nevicata, oltre ai quartieri collinari ed interni, imbiancato solo il centro, le zone leggermente a levante normalmente protagoniste anch'esse durante le nevicate vedono solo pioggia e richiamo umido dal mare, mentre nelle restanti parti la tramontana  faceva il suo ottimo lavoro di travaso. La nevicata provoca l'annullamento dei derby cittadino in programma alla sera e parecchi disagi nelle zone collinari. Per fortuna la cessazione dei fenomeni in serata insieme all'aumento termico fa si che le scuole nella giornata di lunedì 20 siano aperte e la circolazione torni alla normalità. La sciroccata in quota prosegue piu’ che al suolo con la neve che arriva nei giorni successivi a traformarsi in pioggia fino a quote molto alte, addirittura ai 1500 metri delle vette della Val d’Aveto. 
Ed infatti i giorni seguenti sono stati poi caratterizzati da precipitazioni continue, molto calde, considerando le correnti di provenienza, che hanno annullato qualsiasi effetto di gelo nelle zone che erano state precedentemente colpite dai fenomeni nevosi.
Le località sciistiche, quali Santo Stefano d' Aveto o spostandosi più a ponente Monesi di Triora, situata al confine ligure-piemontese, vedono quasi annullare qualunque precipitazione nevosa dei giorno precedenti.
richiamo caldo
E' evidente quanto il collasso del vortice polare abbia portato ad una conclusione per nulla piacevole dei fenomeni, un periodo di alta pressione, avrebbe potuto rinfrancare gli operatori sciistici, garantendo un innevamento nelle alte quote, mentre invece sulla costa, senza l'impulso di correnti gelide quali la tramontana scura, avrebbe potuto far mancare quel gelo continuo, donando la possibilità di un ritorno alla normalità.
Questa situazione invece, come evidenzia la freccia color rosso, ha accelerato questo processo, portando con se una seria ondata di calore ed in effetti si sono riscontrati molti problemi, in quanto come detto in precedenza, non solo è venuta a mancare la neve, ma ne ha accelerato lo scioglimento. Ciò ha creato notevoli disagi, soprattutto nel levante ligure, che si è trovata nuovamente ad affrontare una situazione di pericolo idrogeologico a causa di questa situazione che in aggiunta alle precipitazioni che hanno incessantemente caratterizzato quei giorni.
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Staff meteoNetwork Liguria

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Un periodo scoppiettante alle porte del Natale?

Una stratosfera disturbata su 2 fronti: quello Atlantico e quello Pacifico ha lasciato sulla testa del vortice polare troposferico una vera e propria “Spada di Damocle”.
I continui riscaldamenti indotti da persistenti anomalìe positive a sud della Groenlandia da una parte e ben 3 impulsi caldi provenienti dalla zona aleutinica  (benchè il primo piuttosto effimero) rischiano di far convergere sul polo un consistente aumento di geopotenziali causando un deciso collasso del vortice polare.
Tutto ciò potrebbe avvenire dopo un tentativo di parziale ricompattamento, in troposfera del vortice polare, visibile dalla relativa risalita dell’Arctic Oscillation index verso valori prossimi alla neutralità,  e che avrà comunque il merito di creare quella sorta di reset circolatorio in grado di interrompere l’andamento fin qui più volte visto e prevalentemente caratterizzato da target decisamente oltralpe  da parte delle masse d’aria polare e conseguente successiva discesa delle stesse discesa in area iberica.
Ed ecco pertanto delinearsi il primo vero afflusso di aria continentale sulla nostra penisola dopo un breve passaggio di aria artico marittima essenzialmente diretto verso i Balcani e con influenza poco più che marginale sulle regioni adriatiche.
articolo mat 1
Questa prima fase assai ventosa ma foriera di pochi fenomeni di rilievo avrà inizio nella giornata di giovedì e sarà favorita da una graduale maggior invadenza da parte dell’anticiclone atlantico alle medie latitudini e sull’Europa occidentale con contributi sulla nostra penisola di aria più secca e gradualmente più fredda a cominciare dalle regioni adriatiche.
Ma il freddo, quello vero, sembra destinato a impossessarsi di tutta la nostra penisola a partire dalla prossima settimana con inizio a partire dalla giornata di martedì in quanto l’alta pressione tenderà gradualmente a ruotare il suo asse verso NE distendendosi maggiormente lungo i paralleli e andando ad alimentare peraltro con aria molto fredda le condizioni di instabilità ancora preesistenti specialmente sulle regioni centro meridionali .
articolo mat 2
Il tirreno in particolare sembra poter diventare il crocevia tra l’aria preesistente  e i nuclei molto freddi in ingresso dalla porta della Bora con probabile ciclogenesi sul Tirreno difficilmente al momento localizzabile con precisione ma certamente polo attrattore di ulteriori masse di aria gelida.
indice ao 3
I primi segnali di un nuovo successivo crollo dell’AO index accompagnati da prospettive di fatto omogenee da parte dei principali modelli di calcolo focalizzano l’attenzione da parte di tutti verso una possibile poderosa discesa di masse d’aria artica verso il vecchio continente che potrebbe essere in grado, grazie a forti spinte meridiane con lieve componente antizonale dovuta allo strappo e alla conseguente discesa di un lobo del vortice polare, di portare un’intensa ondata di gelo e di maltempo approdando verosimilmente la penisola scandinava nella giornata di Venerdì 17 dicembre.
Se è possibile quindi disegnare nelle grandi linee l’impianto circolatorio generale, proprio per le enormi potenzialità delle energie in gioco, diviene quanto mai complesso tentare di individuare il traguardo di questa  discesa gelida e in quale misura possa venire coinvolta l’Italia.
articolo mat 4
Tuttavia in base alle proiezioni delle carte emesse dal centro di calcolo di Reading e rappresentanti gli indici di Vorticità potenziale in seno al Vortice polare, ritengo non peregrino ad oggi pensare ad un coinvolgimento piuttosto deciso della nostra penisola, limando quelle che sono i naturali scostamenti dei modelli.
articolo mat 5
Aggiungerei peraltro che, a scongiurare l’ipotesi maggiormente “temuta” dagli amanti del freddo, di un target troppo occidentale, convergano, a favore, indici di natura sia predittiva che descrittiva.Nel primo caso l’attuale disposizione delle SSTA nel medio Atlantico in prossimità della penisola iberica rafforzate in tal senso dalle forti anomalìe presenti nelle coste occidentali del nord Africa
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 fanno pensare ad una certa resistenza del blocco in prossimità delle coste ispanico portoghesi e all’approfondirsi invece di un cavo d’onda, come una sorta di “scivolo naturale” tra Francia ed Italia con coinvolgimento, nel nostro caso, più diretto, da parte delle masse artiche, delle regioni settentrionali (segnatamente nord occidentali) ed alto tirreniche.
Inoltre la NAO viene ad oggi  mediamente vista dai vari clusters in territorio non esasperatamente negativo, il che potrebbe scongiurare, l’instaurarsi di un regime zonale basso 
che accrediterebbe maggiormente l'ipotesi del target iberico.
indice nao 7
Si tratta naturalmente ipotesi di natura puramente teleconnettiva, specie quest’ultima, in quanto al momento nessun modello deterministico può avallare con certezza l’evoluzione nel dettaglio di quanto previsto a livello circolatorio generale.
Staff MeteoNetwork Liguria 

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La Liguria nuovamente a bagno

Dopo l'articolo che ha trattato l'immane disastro dell' alluvione del 4 ottobre, è con immenso piacere che lo staff MeteoNetwork Liguria vi presenta l'analisi sinottica, corredata di cronaca, dell' ultimo peggioramento del ponte di ognissanti che ha caratterizzato le giornate della mite Liguria.
Un' analisi attenta degli eventi, sia su come questi si sono svolti, che dei notevoli disagi che hanno portato.
Non resta che augurarvi buona lettura!

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Staff MeteoNetwork Liguria

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peggioramento ponte ognissanti.pdf746.77 KB

Una relativa fase di quiete

Lo staff MeteoNetwork Liguria è lieta di presentarvi il nuovo articolo teleconnetivo a cura di Matteo Sacchetti, inerente ai prossimi sviluppi sinottici.
Una breve sintesi ed un aggiornamento, che fa seguito alla previsione redatta il mese scorso.
Non resta che augurarvi buona lettura!

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Staff MeteoNetwork Liguria

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L'alluvione che ha colpito al cuore la Liguria

La sezione ligure di MeteoNetwork è lieta di presentarvi una piccola cronaca rigurdante l'alluvione che ha colpito il 4 ottobre di quest'anno, la regione Liguria, precisamente le zone che vanno da Genova Sestri ponente e Varazze, con un evento molto deciso, che per certi versi ha ricordato le due grandi alluvioni del 1970 e del 1992.
Questo articolo vuole cercare di descrivere quanto vissuto dalla popolazione genovese, raccogliendo quanto descritto da tutti gli amici liguri che hanno partecipato attivamente al racconto, di una delle giornate più intense per la nostra regione, oltre ai dati ed immagini che sono stati disponibili.
Un racconto minuzioso e dettagliato, curato in ogni particolare da Matteo Capurro, non resta che augurarvi buona lettura!

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Analisi teleconnettiva inizio autunno e possibili evoluzioni future

La sezione ligure di MeteoNetwork è orgogliosa di presentarvi la prima analisi teleconnettiva, redatta da Matteo Sacchetti, in cui si vuole provare ad analizzare quali sono gli aspetti teleconnettivi che hanno caratterizzato questo inizio di stagione, con una piccola parentesi di quanto ci si potrebbe aspettare nei prossimi mesi autunnali, con un' analisi attenta di tutto quello che concerne il mondo teleconnettivo.
Questo è sicuramente solo l'inizio, in quanto vi invitiamo mese per mese a seguire i nostri futuri aggiornamenti, che non vi faremo di certo mancare sulla nostra home page.
Buona lettura

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Neve a Sanremo, 11 febbraio 2010

La Liguria spesso si è dimostrata protagonista di eventi nevosi, ma sappiamo bene che questi, quando riguardano la costa, sono tendenzialmente relegati al genovesato e al savonese.
Ma il 2010, dopo la bellezza di 24 anni, ha visto una delle zone “invernalmente” più miti d’Italia, la Riviera dei Fiori, imbiancarsi per una nevicata copiosa che ha colorato di bianco non solo colline e monti, ma anche le spiagge, le barche a vela ormeggiate ai vari porti turistici, i giardini delle ville rivierasche…
Lo staff ligure di MNW vi vuole far vivere una giornata storica attraverso l’entusiasmo dei suoi “inviati” sul campo.

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Peggioramento del 13- 22 dicembre in Liguria

Come inizio inverno, la Liguria si è trovata ad affrontare un deciso peggioramento, causato da una forte ondata di gelo che ha caratterizzato il clima di tutta la regione, con nevicate più o meno consistenti, che hanno permesso di imbiancare il paesaggio dal levante al ponente ligure, sicuramente la porzione di territorio meno abituata a questo fenomeno.
Ondata di gelo talmente forte, che ha fatto vivere ai genovesi ad un gelicidio di grande portata, che raramente ha avuto risconti nel passato.

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Staff MeteoNetwork Liguria

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Evento ligure di inizio inverno 2009-2010b.pdf1.51 MB

Peggioramento del 29-30 novembre

 Consorzio Lamma)

Alla vigilia dell’inverno 2009-2010 la Liguria si è ritrovata a dover affrontare un peggioramento serio, ma fortunatamente con limitati problemi. Il tutto causato da una perturbazione atlantica che ha portato continue piogge nel territorio ligure.
Notevoli gli accumuli, praticamente quasi tutti a tre cifre, che sono stati anticipati anche da diversi avvisi di allerta della Protezione Civile.
Per capire cosa è successo negli ultimi due giorni dell’autunno meteorologico ligure qui una breve analisi realizzata dal gruppo MNW Liguria.

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Sezione Regionale MNW Liguria

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