Cena Meteonetwork, Meteotriveneto e Unione Meteorologica Friuli Venezia Giulia.

















Cari amici,  Meteonetwork , in collaborazione con MeteotrivenetoUMFVG (Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia) , organizza un nuovo importante appuntamento di convivialità meteorologica. 

Sarà una cena molto speciale, e confermerà l’amicizia sempre più forte che lega Meteotriveneto, UMFVG , e la sezione Veneto di Meteonetwork.


L'occasione per ritrovarsi, tra amici vecchi e nuovi, e discutere insieme di questo autunno, le prospettive per l'inverno e soprattutto delle varie iniziative di tutte e 3 le associazioni.

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Ci tengo a ricordare che in tale sede si svolgerà la fase finale del 2° concorso fotografico organizzato da MeteoTriveneto “Meteoscatti Triveneti”, dove sarà possibile ammirare tutte le 19 foto finaliste e saranno proclamati dalla giuria i vincitori .


L’appuntamento sarà presso il Ristorante-Trattoria Pra Grande di Fossalta di Portogruaro (VE) venerdì 25 Novembre alle  ore 20.00.


Altre info e iscrizioni presso l’apposita pagina del forum LINK


Vi aspetto numerosi.

Il coordinatore di Meteonetwork Veneto

Giuliano Nardin 




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Meteo pizza Veneta


















Dopo una lunga estate, climaticamente parlando, è giunta l’ora di ritrovarci tutti insieme.

Con gli amici ci Meteotriveneto, organizziamo una pizza in compagnia per venerdì 14 ottobre a Castelfranco Veneto ( Treviso ) presso la pizzeria al Mandrillo , info e mappa  http://www.mandrillo.com




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Possono partecipare i meteoappasionati Veneti, ma sono benvenuti anche non Veneti, si possono portate pure amici, parenti e conoscenti, quindi è aperta a tutti !! 

Per iscrizioni presso l’apposita area del  nostro forum

http://forum.meteonetwork.it/meteoescursioni-raduni-pranzi-tutti-insieme-appassionatamente/137565-meteopizza-veneta.html





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vi aspettiamo numerosi,  il Coordinatore Veneto, Giuliano Nardin



p.s. per chi è nuovo o non ha i requisiti per scrivere nel forum può contattarmi direttamente  tramite e-mail : giuliano.nardin@meteonetwork.it

Analisi delle temperature massime di Agosto 2011 in Veneto

Il mese di agosto 2011 ha destato notevole interesse a causa della persistenza di condizioni anticicloniche che hanno permesso, in particolare nella terza decade, il susseguirsi di valori elevati di temperatura in tutta Italia, soprattutto nelle zone del nord e del centro, con valori massimi raggiunti nelle giornate tra il 20 ed il 23 agosto. Per questo motivo si è deciso di presentare una breve analisi climatologica che prima di tutto prende in considerazione le condizioni sinottiche medie che hanno caratterizzato il mese di agosto per poi descriverne gli effetti che si sono osservati in Veneto. 
Come già evidenziato, durante l’ultimo mese dell’estate meteorologica l’Europa meridionale e balcanica è stata interessata dall’anticiclone nord africano a partire dalla metà della seconda decade fino alla fine del mese determinando, nelle stesse zone, una anomalia positiva dell’altezza geopotenziale a 500 hPa  (rispetto alla media 1979-2009 ricavata dal modello di re-analisi climatologica CFSR del NCEP) (fig. 1a). Nelle stesse zone si è osservata una anomalia positiva di temperatura a 850 hPa che ha interessato prevalentemente le zone alpine e balcaniche sud-occidentali (fig. 1b) con valori di circa 2°C al di sopra della media.
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Fig. 1: (a) Anomalie di geopotenziale (m) a 500hPa e  (b) anomalie di temperatura (°C) a 850hPa per il mese di agosto 2011 rispetto alla media 1979-2009.
Se si vanno ad osservare in dettaglio le anomalie registrate nella terza decade, interessata per tutta la sua durata dal promontorio anticiclonico, si nota come siano presenti rilevanti anomalie sia nell’altezza geopotenziale a 500 hPa (fig. 2a) che nella temperatura a 850 hPa (fig. 2b) nelle zone dell’Europa meridionale ed orientale: anche la nostra penisola è stata interessata (tranne la Sicilia) da una significativa anomalia di temperatura a 850 hPa compresa tra +1°C sulle zone tirreniche e i +3°C sulle regioni settentrionali e adriatiche.

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Fig. 2: (a) Anomalie di geopotenziale (m) a 500hPa  e (b) anomalie di temperatura (°C) a 850hPa  per la terza decade di agosto 2011 rispetto alla media 1979-2009.

Da queste ultime mappe si può quindi osservare come la terza decade sia stata determinante nel conferire un’anomalia positiva (sia in termini di temperatura che di geopotenziali) al mese di Agosto 2011 rispetto alla media mensile 1979-2009.  

Per l’analisi delle temperature massime medie di agosto 2011 sul territorio veneto abbiamo utilizzato i dati di 35 stazioni meteorologiche automatiche dell’ARPAV (fig. 3), 5 per ogni provincia, scelte in maniera tale da avere una buona rappresentatività e copertura territoriale. In questo lavoro ci siamo concentrati in particolare sulle anomalie di temperatura piuttosto che sui valori assoluti; per fare ciò abbiamo elaborato la media 1992-2010 delle temperature massime in base alla serie storica di ciascuna stazione sia su scala mensile (Agosto) sia su scala decadale (I, II e III decade di Agosto) (fonte SCIA-APAT). 
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Fig. 3: Stazioni utilizzate per l’analisi delle temperature massime venete di Agosto 2011; prov. di Belluno: Arabba (AR), Santo Stefano di Cadore (SS), Domegge di Cadore (DO), Longarone (LO), Feltre (FE); prov. di Verona: Marano di Valpolicella (MR), Castelnuovo del Garda (CN), Illasi (IL), Villafranca di Verona (VF), Salizzole (SZ); prov. di Vicenza: Malo (MA), Breganze (BR), Rosà (RS), Montegalda (MG), Barbarano Vicentino (BV); prov. di Padova: Campodarsego (CD), Teolo (TE), Legnaro (LE), Este (ES), Balduina (BA); prov. di Treviso: Volpago (VO), Villorba (VI), Conegliano (CO), Vazzola (VA), Oderzo (OD); prov. di Venezia: Portogruaro (PO), Noventa di Piave (NO), Cavallino (CA), Mira (MI), Chioggia (CH); prov. di Rovigo: Castelnovo Bariano (CB), Lusia (LU), Frassinelle Polesine (FR), Villadose (VD), Porto Tolle (PT).
L’andamento mensile delle temperature massime medie ha visto una prima decade di agosto 2011 debolmente sottomedia con anomalie più accentuate sulla zona montuosa rispetto alla pianura (fig. 4a). Successivamente si è assistito ad un progressivo aumento delle temperature massime tant’è che la seconda decade di agosto 2011 ha presentato una media moderatamente superiore alla norma su tutto il territorio regionale con punte di oltre +2°C sulla pianura centro-occidentale (fig. 4b). L’ultima decade è stata caratterizzata da una forte ondata di calore (vedi analisi sinottica) che ha portato le temperature massime a superare abbondantemente le medie del periodo con punte di anomalia oltre i 5°C sulla pianura centro-occidentale veneta e in alcune zone Dolomitiche mentre nel resto del territorio non si è scesi sotto i +4°C se non in zone limitate come la regione costiera ove l’inerzia termica del mare ha limitato leggermente le anomalie (fig. 4c). Durante la terza decade molte stazioni venete hanno rilevato temperature massime molto elevate per il periodo con località di pianura che hanno superato anche i 38-39°C (fig. 5 – fonte rete MNW) e per più giorni consecutivi i 35-36°C.
 Tutto ciò ha portato il mese di agosto 2011 a chiudere con una media delle temperature massime moderatamente sopra la norma (fig. 4d), con la pianura centro-occidentale più penalizzata rispetto al resto del territorio con scarti dell’ordine dei +2/+2.5°C; tuttavia, anche nel resto della regione, anomalie inferiori ai +1°C si trovano solo localmente nell’area Alpina ove l’attività convettiva pomeridiana probabilmente ha limitato l’eccessiva crescita delle temperature massime, in particolare nella prima decade, andando a compensare per buona parte l’eccezionale anomalia positiva dell’ultima decade.
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Fig. 4: (a) Anomalie di temperatura massima (°C) a 2m nella prima decade di Agosto 2011  (b) come in (a) ma per la seconda decade, (c) come in (a) ma per la terza decade, (d) come in (a) ma per il mese di Agosto complessivo.
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Fig. 5: Temperature massime a 2m registrate dalle stazioni della rete MNW il 23 agosto 2011.


Facendo una media complessiva dei valori massimi di agosto 2011 misurati dalle stazioni presenti nel campione in esame e confrontandola con la media degli agosto 1992-2010 delle stesse stazioni, le anomalie suddivise per decadi risultano pari a -1.2°C per la prima decade, +1.6°C per la seconda e +4.8° per la terza. 

Vista l’entità dell’ondata di calore della terza decade di agosto 2011, ci è sembrato interessante fare un confronto con i valori eccezionali misurati nell’agosto 2003 anche in questo caso sia a livello mensile che a livello decadale. Come si può vedere dalle figure seguenti, il mese di agosto 2003 ha presentato anomalie fortemente positive in tutte e tre le decadi con i massimi di anomalia nella prima e valori progressivamente inferiori nelle decadi successive (fig. 6). 
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Fig. 6: (a) Anomalie di temperatura massima (°C) a 2m nella prima decade di agosto 2003  (b) come in (a) ma per la seconda decade, (c) come in (a) ma per la terza decade, (d) come in (a) ma per il mese di agosto complessivo.

L’anomalia complessiva a livello mensile quindi è risultata notevolmente superiore rispetto a quella dell’agosto 2011, tuttavia si osserva come prendendo in esame solamente la terza decade di agosto 2011, le anomalie misurate quest’anno risultano dello stesso ordine di grandezza delle anomalie più elevate misurate nell’agosto 2003: in altre parole la terza decade di agosto 2011 presenta anomalie, seppur lievemente inferiori, comparabili con le eccezionali prima e seconda decade di agosto 2003, soprattutto sulla pianura centro-occidentale; la differenza principale tra le due annate risiede quindi nella persistenza delle anomalie.
Per concludere abbiamo elaborato anche l’andamento temporale delle temperature massime medie del campione di stazioni utilizzate in questo breve studio. Come si può vedere a livello mensile (fig. 7a), agosto 2011 risulta si moderatamente sopra media ma comunque comparabile con molte altre annate dal 1992 a oggi (1992, 1994, 1998, 2001, 2009) mentre agosto 2003 spicca notevolmente nella serie con la sua eccezionalità. Focalizzandoci invece solamente sulla serie storica delle terze decadi di agosto (fig. 7b), è risultato che quella appena passata è la più calda dal 1992 con carattere anche di eccezionalità visti gli scarti considerevoli sulle terze decadi di agosto più calde passate (+1.4°C rispetto alla terza decade di agosto 2003 che risulta seconda nella classifica delle più calde dal 1992).
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Fig. 7: (a) Andamento temporale delle temperature massime medie di agosto dal 1992 al 2011; (b) come in (a) ma per le temperature massime medie della sola terza decade di agosto.

Conclusioni
La terza decade di agosto 2011 ha presentato anomalie di temperatura massima eccezionali, risultando sensibilmente la più calda almeno da 20 anni su tutto il territorio regionale. Tuttavia sia la limitatezza temporale di questa forte ondata di calore che la presenza di anomalie negative o neutre nella prima parte del mese, non hanno permesso il raggiungimento di valori medi eccezionali su base mensile come invece accaduto nell’agosto 2003. Questa ondata di calore è coincisa inoltre con un periodo di forte siccità sul territorio veneto, in particolare nella medio-bassa pianura dove, per la prima volta dopo molti anni, alcune stazioni hanno chiuso il mese con accumulo precipitativo pari a 0.0 mm, aumentando la sofferenza della vegetazione locale e anticipando notevolmente i periodi di mietitura e vendemmia. 


Autori: 

Andrea Chini, Gianluca Ferrari – Staff MNW Veneto

Veneto 30 giugno

L’approssimarsi  di una saccatura atlantica all’arco alpino ha causato la notte a cavallo tra il 30 giugno e primo luglio un calo dei geopotenziali anche sulla pianura veneta con infiltrazioni da Nord Ovest in quota di aria più fresca



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L’elevata energia a disposizione per la convezione unita ad alti tassi di umidità nei bassi strati ha fatto si che potessero formarsi sistemi temporaleschi molti intensi che nella durante le prime ore di venerdi 1 luglio si sono mosse dall’alto trevigiano verso la pianura Veneta.



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L’innesco dei fenomeni temporaleschi si è avuta intorno alle 22 di sera del 30 giugno sulla pedemontana trevigiana come si può ben notare dal seguente scatto radar



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Successivamente il sistema temporalesco multicellulare si è velocemente portato verso la pianura trevigiana dove grazie alla notevole umidità dei bassi strati si è notevolmente rinvigorito con valori di riflettività al radar ragguardevoli. 



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Riflettività al di sopra dei 55 dBz sono indice di forti scrosci di pioggia e soprattutto possibili chicci di grandine. Conferma di ciò ci è arrivata il giorno seguente dalla cronaca locale, con danni ai vigneti nella zona del prosecco lungo la pedemontana trevigiana.

In particolare i comuni di Resana e Zero Branco sono stati colpiti da violente raffiche di vento lineare in discesa dal temporale (downburst) che hanno recato alcuni danni alle campagne circostanti con qualche albero abbattuto e granoturco piegato. (foto di Gio76 di Meteotriveneto)

Da segnalare anche i notevoli rain rate di due stazioni amatoriali di Resana  che hanno rilevato una precipitazione a tratti superiore a 800 mm/h e un accumulo di 97 mm in un ora di precipitazioni con conseguenti allagamenti di cantine e garage.



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Il sistema temporalesco si è poi mosso verso la media pianura veneta interessando anche con brevi ma intensi scrosci di pioggia i comuni a nord di padova e a sud di Vicenza con una ventina di millimetri in media su tali zone.



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Autori: 

Nikos Chiodetto Meteonetwork Veneto

Convegno AGROMETEOROLOGIA E FENOMENI ESTREMI VIOLENTI

Primo convegno della sezione regionale veneta di  Meteonetwork. L’idea che sta alla base di questo convegno nasce dalla volontà di dare una risposta ad alcune domande fondamentali che spesso ci poniamo sul maltempo locale e violento: che cosa significa, che cosa identifica, come, quando, dove e perché si manifesta, come si prevede. La tematica del convegno verterà sulla fenomenologia violenta, analizzata attraverso un approccio integrato sia con l'ausilio della più moderna tecnologia che con l'osservazione dal vivo delle nubi temporalesche. L’interconnessione fra queste due metodologie di lavoro è indispensabile se si vogliono evitare errori valutativi e prevenire, o quantomeno limitare, i danni alle colture, in quanto i temporali sono caratterizzati da un’evoluzione rapida e da effetti molto variabili nello spazio e nel tempo. La ricerca di nuove strade per dominare tali fenomeni della natura o, almeno, per limitare i danni da essi provocati, è continua ed inarrestabile, anche se spesso dobbiamo constatare l’impotenza dell’uomo dinnanzi a questi avvenimenti ed accettare i propri limiti di fronte alle forze della natura e del clima.

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Matteo Chiopris Meteonetwork



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Marco Giazzi Presidente MeteoNetwork



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Dott. Alberto Bonini Baraldi Arpa Veneto



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Dott. Fulvio Stel UMFVG



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Dott. Alberto Gobbi Università di Padova.



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Valerio Nadal CO.DI.TV



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Dott. Marco Caselli – Eldes



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Dott. Andrea Chini meteonetwork



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Autori: 

Staff MeteoNetwork Veneto

L’evento di bora e neve sul Veneto di inizio marzo 2011

Nel corso di questo inizio di marzo sul bacino del mar Mediterraneo si è venuta a creare la più classica delle configurazioni invernali, con un attivo vortice di bassa pressione (sia al suolo che in quota) centrato sul mar Tirreno e un esteso ponte di alta pressione disteso dall’Oceano Atlantico fin sulle steppe russe. Questo ponte è una figura sinottica tipicamente invernale che vede la presenza di due cellule anticicloniche: una con massimo su Atlantico ed Europa occidentale con asse di promontorio zonale, di stampo dinamico subtropicale (alta delle Azzorre) ed una presente su Europa orientale o Russia di tipo termico. Esse sono raccordate sull’Europa centrale tramite un ponte anticiclonico non molto esteso in senso latitudinale che prende il nome di Asse di Woejkoff 


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Figura 1: mappa di analisi GFS Wetterzentrale di mercoledì 2 marzo 00 UTC con pressione in quota e al suolo.




Sul bordo meridionale di questa struttura anticiclonica sono scese forti correnti nord-orientali che sono poi entrate dalla porta di Trieste verso il Veneto. Il forte gradiente barico tra il minimo di pressione sulla Sardegna e l’alta sui Balcani ha portato alla genesi di forti venti di bora sulla pianura veneta con raffiche che sulla costa hanno sfiorato i 100 km/h nella giornata del 1° marzo


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Figura 2: raffica massima di vento del 1° marzo 2011 – Rete meteorologica MeteoNetwork-MeteoTriveneto


Per questo motivo il radar ARPAV di Teolo (PD), nella porzione in cui l’antenna vede ancora a quote basse, mostrava degli echi di riflettività sul mar Adriatico prospiciente la laguna veneta, dovuti alle particelle di sale e spruzzi d’acqua delle onde sollevati dal vento. L’area verde-giallo di riflettività sulla Romagna invece è “reale”: trattasi di precipitazioni collegate al fronte occluso in graduale risalita da sud verso la nostra regione.


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Figura 3: mappa radar ARPAV di Teolo, ore 22.30 locali del 1° marzo 2011.


Il sistema depressionario sul Tirreno è rimasto pressoché stazionario per alcuni giorni coinvolgendo in maniera più diretta il centro-sud Italia, ma nel corso della mattinata di giovedì 3 marzo il fronte occluso si è spinto più a nord portando nevicate anche sulla pianura veneta con maggior coinvolgimento del settore centro-meridionale della stessa. Non vi sono stati accumuli degni di nota viste le temperature ancora positive, tant’è che nel pomeriggio la neve è girata in pioggia. Sui Colli Euganei invece gli accumuli sono stati apprezzabili, sull’ordine degli 8-10 cm a circa 300 m di quota, regalando uno splendido paesaggio ammantato di bianco.


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Figure 4 e 5: nevicata del 3 marzo 2011 ore 16, Passo Roccolo – Galzignano Terme, altezza 350 metri circa. Foto di Nikos Chiodetto.



A livello regionale l’area maggiormente interessata è stata proprio quella dei Colli Euganei con cumulate in equivalente di acqua pari a 10 mm, sul rodigino 6-8 mm e 2-4 mm sui restanti settori. Si è trattato di un peggioramento “da ritornante” nel gergo meteorologico, ovverosia la risalita di un fronte con moto retrogrado (da est verso ovest), sempre fonte di grattacapi per i meteorologi.





Autori: 

Alberto Gobbi staff MeteoNetwork Veneto

Meteo cena Veneta


Il 21 dicembre si è svolta la meteo-cena Veneta organizzata dallo staff di Meteonetwork Veneto. La cena era stata programmata per il venerdì precedente, ma come sicuramente sappiamo tutti, la neve ed il ghiaccio ci hanno obbligato a posticipare la data.

Ci ha ospitato Roberto, nostro forumista (euganeo71), presso il suo ristorante “Osteria Vecio Veneto “ di Rovolon (PD) con le sue rinomate pietanze a base di carne.

La cena è stata organizzata nel periodo pre-natalizio per il classico scambio degli auguri, ma anche con un fine benefico, infatti al costo della cena è stato applicato un sovraprezzo di due euro (il costo di un sms) per gli alluvionati Veneti.

La maggioranza dei partecipanti ha versato ben di più della cifra prevista, anche se non eravamo in molti abbiamo raccimolato una inaspettata somma.


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distribuzione dei nuovi  adesivi Meteonetwork Veneto
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classica immagine del gruppo a fine cena
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Buon Natale
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Autori: 

staff MeteoNetwork Veneto

17-18 Dicembre la neve nel Veneto

Nevicata sul Veneto, dalle Dolomiti all’Adriatico, oltre che delle gelate dovute all’ulteriore abbassamento delle temperature, al di sotto della media stagionale, sui monti anche di 8 gradi centigradi. Da record, come di consueto, nel Vicentino, sulla Piana di Marcesina nell’Altopiano dei Sette Comuni, al confine col Trentino-Alto Adige: -26 gradi centigradi il picco, -18 gradi sempre nel Vicentino, ad Asiago e nel Bellunese, a Sappada. Anche il resto della provincia dolomitica è ai primi posti della classifica del gelo: in Cadore Santo Stefano e Auronzo a -16; Falcade a -15; Cortina e Val di Zoldo a -14; Feltre a -10 Belluno a -9. Manto nevoso anche a 20 centimetri di spessore sulle Dolomiti, una decina nei fondovalle fino a qualche centimetro sulla pianura. Traffico rallentato un po’ dappertutto, a Venezia la neve ha imbiancato i tetti e piazza San Marco offrendo ai turisti infreddoliti uno spettacolo decisamente romantico.



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1- Mappa di pressione al suolo (hPa) e altezza di geopotenziale (dam) a 500 hPa alle 00Z di sabato 18 dicembre 2010. Evidente il minimo barico di 995 hPa sull’alto Adriatico (modello GFS, fonte  Wetterzentrale)

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2- Mappa di pressione al suolo (hPa) e fronti al suolo. Il fronte occluso ha appena lasciato il Veneto (fonte: MetOffice)

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3- Radiosondaggio di Udine alle 00Z del 18 dicembre 2010 (fonte: University of Wyoming)

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L'episodio nevoso del 17 dicembre 2010

a Campolongo Maggiore (VE)   di Alberto Gobbi


I primi timidi fiocchi a Campolongo Maggiore (VE) sono comparsi all’ora di pranzo; a partire dalle ore 14 l’intensità è aumentata e in pochi minuti le strade erano già imbiancate con frequenti episodi di scaccianeve e i primi rallentamenti alla circolazione sulla statale che da Padova porta a Chioggia. Questo è avvenuto per il suolo gelato così come l’asfalto: la minima di -7.6°C rilevata dalla stazione Davis Vantage Vue è stata raggiunta intorno alla mezzanotte tra il 16 e il 17 dicembre (figura 4). Ad inizio evento nevoso i valori termici si attestavano sui -2.5°C/-3°C con bora moderata per poi subire un lento aumento nel corso della serata e della notte, restando comunque sempre negativi con una “massima” di -1.7°C alle ore 2 del 18/12. Alle 5 della mattinata successiva la minima si attestava a -7°C grazie ai rasserenamenti successivi al transito del fronte occluso (figura 2). La mattina del 19 dicembre la minima è scesa a -10°C, le strade secondarie erano ancora ricoperte di estese lastre di ghiaccio con seri pericoli per la circolazione stradale.

L’ evento, conclusosi intorno alle 23 del 17/12, ha portato ad un accumulo di 5-6 cm (figure 5 e 6), confrontando i valori di precipitazione registrati dalle due stazioni più vicine al mio paese (Legnaro (PD) 1.6 mm, Mira (VE) 2.0 mm) si evince l’ottima qualità della neve che quindi possedeva una densità di circa 30 kg/m3 a fronte di un valore medio di 100 kg/m3. La “farinosità” della neve è stata senz’altro dovuta alle temperature sempre negative nella medio-bassa troposfera e all’assenza di inversioni termiche come si evince dal radiosondaggio di Udine relativo alle 00Z del 18 dicembre quando a 850 hPa c’erano -5.9°C (addirittura -10.7°C alle 12Z del 17/12). Come si nota dal diagramma (figura 3), la coltre nuvolosa del tipo nembostrati si è elevata fino ad una quota di circa 5000 metri, livello al quale la curva di stato e di dew point si allontanano indicando un forte calo dell’umidità relativa a quote maggiori.




4 – Cristalli di ghiaccio all’alba del 17 dicembre 2010 nelle campagne tra Padova e Venezia (foto: Alberto Gobbi)

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5 – Neve al suolo nel primo pomeriggio del 18 dicembre 2010 nelle campagne tra Padova e Venezia (foto: Alberto Gobbi)

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6 – Neve al suolo nel primo pomeriggio del 18 dicembre 2010 nelle campagne tra Padova e Venezia (foto: Alberto Gobbi)

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L'episodio nevoso del 17 dicembre 

a Treviso di Matteo Chiopris


La neve, i modelli meteo, la “vedevano” da molti giorni. La situazione prevista in quota era ben chiara: dopo una consistente e gelida irruzione da est, nelle prime ore di venerdì 17 si profilava l'ingresso di una perturbazione “fredda” dalla porta del Rodano, con la formazione di un minimo pressorio sul mar Ligure in successivo spostamento verso est; fino all'ultimo momento erano però rimasti molti dubbi sull'effettivo posizionamento dello stesso, e dunque sugli apporti in centimetri stimabili nelle diverse zone del nostro territorio. Ad episodio perturbato concluso è giusto dire che il modello matematico più preciso si è rivelato GFS, che lasciava intravedere come il minimo basso-pressorio inizialmente formatosi sul Mar Ligure sarebbe poi traslato lentamente verso Nord-Est, ma con una traiettoria piuttosto bassa, che ha in effetti favorito maggiori accumuli sul Friuli, specie centro-orientale, rispetto al Veneto nel suo complesso, dove le coste hanno registrato apporti nevosi leggermente superiori al resto della regione.

Qui nella città di Treviso la nevicata ha fatto registrare un accumulo variabile tra i 5,5 e i 6,5 cm; nulla di paragonabile per quantità all'evento del 19 dicembre 2009, giorno in cui le misurazioni più pessimistiche, a fine precipitazione, avevano mostrato un manto nevoso spesso 18-20 cm. Rimane tuttavia un evento notevole e particolare per le condizioni in cui si è svolto: dai dati della stazione ARPAV, posizionata in pieno centro città, si evince come la temperatura durante la nevicata sia variata tra -1,7°C e -2,9°C; valori così bassi durante una precipitazione sono notevolissimi per le nostre zone, dove solitamente la neve cade con temperature prossime o superiori allo zero. 

Una temperatura così rigida ha fatto sì che praticamente alcun fiocco si perdesse durante la nevicata: sempre dai dati ARPAV rileviamo che i mm di pioggia caduti sono stati solo 2,2: visti i 6 cm misurati mediamente, il rapporto mm/cm è stato dunque 1 a 3. Questo dato sottolinea la straordinaria qualità della neve caduta e al contempo lascia un po' di amaro in bocca, pensando a che manto nevoso avremmo potuto godere se fossero caduti “solo” 10 mm di pioggia in più…! 

La precipitazione nevosa è cominciata verso le 13 di venerdì 17, per terminare nelle prime ore della mattina del giorno successivo; la neve è caduta sempre molto fine e asciutta, connotati drasticamente diversi da quelli di una normale nevicata “padana” da scorrimento, che presenta solitamente fiocchi grandi, pesanti e bagnati. I momenti di maggiore intensità della precipitazione si sono registrati nel primo pomeriggio del 17 e verso l'una della notte seguente; all'alba del 18 dicembre le schiarite si sono fatte via via sempre più evidenti, permettendo di gustare uno spettacolo straordinario, com'è sempre quello della neve che riluce sotto i raggi del sole.

I disagi sulle strade della città e della provincia questa volta si possono considerare trascurabili: probabilmente, per una volta, chi di dovere ha attivato le misure precauzionali necessarie a fronteggiare il modesto episodio nevoso. Le strade principali già poche ore dopo l'inizio della nevicata risultavano piuttosto sgombre da ghiaccio e neve; da rilevare solo alcuni prevedibili e fisiologici rallentamenti del traffico e qualche ingorgo nei punti più critici della viabilità provinciale.

Autori: 

Staff MeteoNetwork Veneto

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