Meteorologia dinamica – introduzione parte III

Meteorologia dinamica – Vento geostrofico
di Claudio Giulianelli
A cura di CEMER – Centro Meteo per l’Etruria e Roma

Con queste equazioni semplificate/approssimate avevamo detto di essere in grado di descrivere molto bene il comportamento dell’atmosfera (nota: nella relazione sopra V_H è un vettore di componenti (x,y), non compare per errore il simbolo di vettore sopra la lettera).

Si possono fare ulteriori considerazioni e semplificazioni alle equazioni valide praticamente per ogni tempo senza commettere errori degni di nota. Ma facciamo prima un’approssimazione un po’ più forte e se vogliamo discutibile.Quello che si può dire, guardando l’equazione del vento per il piano, è che le accelerazioni orizzontali in atmosfera sono piccole, abbastanza piccole, e possiamo prenderle per nulle. Se per esempio guardiamo i cumuli viaggiare, vediamo un moto pressoché uniforme, non vediamo le nubi scattare rapidamente come un corridore nel giro di qualche minuto (sempre parlando di cumuli che viaggiano sulla nostra testa, non dei cumulonembi a sviluppo verticale dove le accelerazioni sono molto forti, ma come avevamo già detto non ci interessano). Sulla base di questa osservazione mandiamo a zero il termine di derivata parziale temporale e il termine avvettivo. Abbiamo ottenuto un equilibrio tra forze, chiamato equilibrio geostrofico. In questo equilibrio, il gradiente di pressione è un vettore che punta verso il minimo di bassa pressione, perpendicolare alle isobare, mentre sulla stessa direttrice ma puntando verso l’esterno di un vortice, agisce la forza di Coriolis. In modulo i vettori si eguagliano, come suggerisce la relazione ottenuta. Dunque la soluzione di questo equilibrio ,il vento geostrofico, è un vettore sempre tangente alle isobare ( per costruzione geometrica, se il gradiente di pressione è un vettore perpendicolare alle isobare, e quest’ultimo è perpendicolare al vento, il vento dovrà essere parallelo alle isobare), e dunque il vento geostrofico lo si individua da una mappa di geopotenziale a 500 semplicemente seguendo le linee di geopotenziale. Per le quote inferiori questo non è vero, infatti ci siamo lasciati dietro l’attrito con il suolo. Questo caso verrà ripreso in considerazione alla fine. Da questo momento in poi chiameremo u la componente zonale del vento, v quella meridionale e w quella verticale.

Abbiamo dunque trovato una soluzione alle equazioni, che ci ha fornito il vento e quindi la previsione di tutta la circolazione atmosferica. Purtroppo però quanto abbiamo trovato non è la soluzione più generale possibile, infatti l’approssimazione fatta sopra ha un problema: mandando a 0 il membro di sinistra dell’equazione abbiamo tolto la variazione temporale alle figure bariche in atmosfera. Ovviamente sappiamo che il tempo atmosferico evolve, cambia ogni giorno e quindi questa approssimazione è un po’ drastica. Ma la condizione di equilibrio geostrofico ci sta dicendo appunto che il vento ad un tempo fissato segue le linee di pressione. Per convincerci della validità di quanto visto possiamo pensare appunto a questo equilibrio come ad una soluzione stazionaria dell’equazione di Eulero per il piano. Il membro di sinistra dell’equazione, somma del termine di derivata pariziale nel tempo più termine avvettivo, come al solito può essere infatti riscritto come derivata totale della velocità nel tempo (secondo quanto visto negli articoli precedenti). Cercare una soluzione stazionaria vuol dire porre questa derivata totale nulla (e dunque condizione stazionaria sia nello spazio che nel tempo) . Questa condizione è ben soddisfatta in libera atmosfera e il vento in generale è geostrofico, e dovremo capire cosa ne determina la sua evoluzione nel tempo.Queste sono le equazioni del vento geostrofico, a cui si arriva dopo vari passaggi

Sopra è rappresentato il sistema di riferimento cartesiano utilizzato nella descrizione del problema, e le componenti di omega sugli assi y e z.

Segnaliamo un errore di battitura nei passaggi sopra: davanti il termine 1/rho per la derivata della pressione in x e in y nelle ultime due immagini è presente un segno meno che non dovrebbe esserci.Si è chiamato il prodotto 2*omega*sen(fi) con la lettera f,ed è noto come parametro di coriolis. Si noti che per fare il prodotto vettoriale tra omega e v,le componenti di omega sono state prese sul piano y e z invece che su x e z perchè ci interessava avere un’informazione sulla latitudine (l’angolo fi rappresentato in figura),che varia con la y. Mentre per la velocità si sono prese tutte e 3 le componenti del vento,tra cui la w,la velocità verticale, componente che compare nell’espressione per “i ” ma che abbiamo mandato a zero coerentemente con quanto detto per l’equilibrio idrostatico.Soffermiamoci qua sul vento geostrofico: le equazioni sopra scritte infatti legano il vento ai gradienti di pressione in x e y,ma le variazioni di pressione sul piano per dare un senso a queste equazioni devono essere ad una quota fissata. Inoltre nelle equazioni compare la densità che solitamente non si misura. Si preferisce dunque usare il geopotenziale (indicato con la lettera greca “fi” maiuscolo),definito come il lavoro che bisogna fare per portare una massa d’aria dal suolo ad una data quota z.

Se i valori di pressione a tale quota sono diversi,dovrò fare più lavoro per portare la massa d’aria laddove la pressione è maggiore. In questo modo alla quota z ho dei gradienti di geopotenziale che dunque mi definiscono molto bene il vento geostrofico. Vediamo ora come fare questo cambio di variabile,da pressione a geopotenziale.Osserviamo che la pressione è una funzione del tempo e delle 3 coordinate spaziali. Possiamo dunque scrivere la derivata totale della pressione in questo modo,usando poi l’equilibrio idrostatico ed il fatto che stiamo seguendo linee a pressione costante e dunque dP=0:

mentre posso esprimere in forma differenziale il geopotenziale in questo modo (i seguenti passaggi verranno fatti solo per la coordinata x ma sarà lo stesso per la y)

infine basta sostituire la relazione tra i differenziali di pressione nella relazione col geopotenziale per ottenere le equazioni nella nuova forma

oppure in termini di altezza geopotenziale Z, tenendo conto della definizione, abbiamo ancora

Nelle carte meteo viene rappresentato non il geopotenziale in senso stretto, infatti questa quantità qui usata dimensionalmente è un’energia. Viene usata l’altezza geopotenziale, con la seguente idea: l’energia spesa per portare la massa d’aria dal suolo ad una data quota (che possono essere i 500 hpa) è diversa in ogni punto. Oppure posso dire di fissare l’energia da spendere (per esempio il lavoro che serve per portare la massa d’aria da 1000 ai 500 hpa),ma a cambiare è l’altezza a cui devo arrivare. Laddove ho un’alta pressione avrò un’altezza di geopotenziale maggiore. Quindi guardo la quota isobarica di 500 hpa e vedo l’altezza geopotenziale. Seguire le linee di altezza geopotenziale mi da il vento a tale quota.Ecco evidenziata la situazione in questa carta: le frecce in verde rappresentano il vento, in rosso il gradiente di pressione ed in nero la forza di coriolis, con riferimento all’altezza geopotenziale (colori) a 500 hpa.

Outlook agosto 2021

INTRODUZIONE

La circolazione, dalla seconda metà di luglio, è stata dominata da prevalenti correnti portanti sud occidentali calde e umide dalle medie latitudini dell’Atlantico verso l’Europa meridionale.

Questa sinottica è motivata da un forte sbilanciamento delle fasce altopressorie tropicali africane contraddistinte da un West ITF (la porzione occidentale dell’ITCZ Africano) sotto la media climatologica del periodo e, al contrario l’E-ITF (la porzione orientale oltre i 10°E) marcatamente traslato più a nord.
Ne deriva una sorta di “piano inclinato” in salita che crea una sorta di maggior resistenza e tenacia del promontorio nord africano a prediligere L’Europa centro orientale, il Mediterraneo orientale e le nostre regioni meridionali e in gran parte anche quelle centrali.
Diversamente il nord Italia, soprattutto le zone oltrepò e ancora più segnatamente quelle centro occidentali, si trovano in confluenza rispetto questa circolazione caldo-umida e le infiltrazioni più fresche capitanate dall’ampia depressione attualmente centrata sul Regno Unito.

PROIEZIONI PER IL MESE DI AGOSTO

Tale situazione che probabilmente contraddistinguerà anche la prima parte del mese di agosto sarà motivo di una sostanziale divisione dell’Italia in 2 sfere di influenza: il gran caldo al sud e parte del centro e delle isole maggiori (solo occasionalmente toccato dagli sconfinamenti dell’aria più fresca presente in quota) con deficit pluviometrico, la forte umidità ma in un contesto instabile al nord Italia con fasi piovose sparse ma localmente anche intense specialmente sulla Pianura padana, sulle regioni alpine e prealpine.
Le zone pianeggianti del nord, segnatamente centro occidentali, potrebbero vedere la formazione di eventi temporaleschi anche di notevole portata data la confluenza e l’apporto di aria umida di matrice nord africana e di aria più fresca oceanica.

La seconda parte del mese di agosto potrebbe essere contraddistinta da un ridimensionamento dell’E-ITF e da un temporaneo incremento nella parte occidentale intorno a metà mese. Ne conseguirebbe, quindi, uno spostamento dei massimi di anomalia geopotenziale verso la parte ovest del Mediterraneo nel corso della seconda decade, con graduale rimozione dell’aria stabile e molto calda che stazione da settimane tra centro-sud Italia e penisola balcanica.
Una temporanea ondulazione, figlia anche della “frustata” del PNA, potrebbe creare i presupposti per una breve ondata di calore ad interessare maggiormente le Isole Maggiori e le zone occidentali.
La progressione della MJO, unita al nuovo calo del PNA, dovrebbe garantire una ripresa della zonalità in tempi piuttosto brevi intorno a metà mese, con il possibile ingresso di aria più mite dai quadranti occidentali a spezzare la calura su tutto il nostro Paese.

L’ultima parte del mese dovrebbe continuare su questi binari, con getto piuttosto teso e probabile espansione verso est dell’anticiclone oceanico. In questo caso ovviamente ad avere clima più stabile e caldo (comunque non eccessivo) dovrebbero essere le regioni occidentali mentre il nord-est e le regioni adriatiche potrebbero risentire maggiormente di infiltrazioni più instabili da nord-ovest in un contesto non lo tanto dalle medie termiche di riferimento

Visita Osservatorio meteorologico Cavanis, Venezia

Visita Osservatorio meteorologico Cavanis, Venezia

Dopo la lunga chiusura causata dalla pandemia, il 14 Giugno scorso l’Osservatorio Cavanis ha
riaperto le porte per una visita guidata ad un gruppo di giovani laureati di diverse università di
Europa, Australia, USA che stanno trascorrendo un semestre a Venezia impegnati in vari progetti in qualità di Postdoctoral Research Fellows in Environmental Humanities – Center for Humanities and Social Change – Ca’Foscari University of Venice.

La visita, iniziata con un discorso di benvenuto del Direttore, Padre Gigi Pennacchi, è proseguita
con la presentazione in lingua inglese a cura del Colonnello Marcello Cerasuolo, riscuotendo
grande apprezzamento da parte dei ricercatori, alcuni hanno richiesto informazioni e
documentazione per i loro progetti su specifici argomenti (nebbia, temperature).
Silvia Spanio e Giuliano Nardin (Meteonetwork) hanno curato la documentazione fotografica
dell’incontro, di seguito si pubblicano alcune istantanee.

Venezia 14.6.2021 – Giuliano Nardin

Andamento pluviometrico in Puglia nel 2020

L’anno volge al termine e il ritorno della stabilità atmosferica ci consente di poter tirare le somme sull’andamento pluviometrico del 2020, un anno indimenticabile per ragioni ben lontane dal mondo della meteorologia.

Come già fatto in passato, abbiamo scelto di campionare varie stazioni meteorologiche di rilevamento che potessero soddisfare alcuni requisiti fondamentali: copertura del territorio, rappresentatività delle principali aree microclimatiche pugliesi e della distribuzione dei fenomeni nel corso del 2020. In tutto abbiamo preso in esame 23 località monitorate da decenni dalla Protezione Civile regionale, ma in due casi, a causa di malfunzionamenti della strumentazione, abbiamo ritenuto opportuno prendere come riferimento i dati raccolti dalla rete MeteoNetwork.

L’analisi dei dati lascia evincere a livello generale un buon andamento pluviometrico. Facendo una media regionale delle precipitazioni cadute negli ultimi 12 mesi, si riscontra una media del 98% rispetto all’andamento climatico di riferimento. Tuttavia, è importante precisare che un territorio particolarmente vasto ed eterogeneo come quello pugliese e fortemente condizionato dall’orografia delle aree geografiche circostanti , difficilmente potrà restituire dati omogenei da nord a sud. Suddividendo i dati a livello provinciale si rilevano infatti valori nella media sulle province settentrionali, sopra media su quelle centrali e al di sotto della norma su quelle meridionali.

Analizzando i dati più nel dettaglio, si possono evidenziare tre rilevanti fasce di andamento pluviometrico: una con precipitazioni al di sopra delle medie climatiche che si estende lungo tutte le zone interne centro-settentrionali, su Subappennino, Tavoliere, Tarantino occidentale e tutta l’area murgiana; una con precipitazioni grossomodo nella media riguardante parte del Gargano e i settori costieri di BAT e medio-alto Barese e il Capo di Leuca; una terza con andamento più critico, a causa di piogge più avare su alto Foggiano e medio-alto Salento.

Tra le 23 località prese in esame spiccano i dati fortemente positivi di Foggia (123%), Altamura (130%) e Taranto (121%), e quelli ampiamente negativi di Lesina, Brindisi, Lecce e Gallipoli, con particolar riferimento a queste ultime due che hanno chiuso l’anno con precipitazioni di poco sopra la metà della media annuale.

 

Terminiamo, infine, questa breve analisi con uno sguardo sullo stato di salute dei nostri invasi che, rispetto all’andamento dei mesi precedenti, hanno dimostrato un buon recupero di risorse idriche grazie alle abbondanti precipitazioni che hanno interessato le relative zone. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, difatti, ieri si rilevava uno scarto medio di 24 milioni di mc di acqua con un recupero di circa 70mln di mc rispetto alla prima settimana di novembre.

 

Lo Staff

Cerchiamo informatici volontari

Chi conosce l’Associazione, sa che da 18 anni ci impegnamo a fondo a favore di una corretta divulgazione scientifica, e per la realizzazione di prodotti e strumenti atti a dare valore aggiunto ai dati meteorologici delle nostre stazioni.
La raccolta, il controllo, la gestione, l’elaborazione e infine la rappresentazione dei dati richiedono un grande impegno da parte dell’Associazione, impegno che viene coperto da volontari, il cui tempo libero ci permette di dare continuità a tutti i servizi di MeteoNetwork, che, ti ricordiamo, sono forniti in maniera totalmente gratuita dai nostri canali (sito, app, social).
Le crescite costanti della rete e del numero dei progetti che seguiamo, richiedono da parte nostra un impegno costante, che a volte facciamo fatica a coprire interamente.
Per questo motivo siamo alla ricerca di persone motivate, che abbiano il tempo e la voglia di aiutarci, cui interessi l’ambito in cui operiamo, per affiancarci nelle nostre attività, sempre a titolo di volontariato.
In particolare abbiamo bisogno di figure con competenze in ambito informatico, e nello specifico in una o più tra quelle elencate di seguito:
– Sviluppatori Laravel o un framework PHP
– Buona dimestichezza con i database, soprattutto PostgreSQL
– Buona dimestichezza con sistemi operativi Linux
– Ottima conoscenza di WordPress e del suo sistema di templating, di programmazione PHP ad oggetti e di sistemi di caching tramite CDN
– Buona dimestichezza con i software in ambito meteorologico (NCL, GRID…)
– Sviluppatori grafici
– Content Editor su base WordPress
Il tuo aiuto è per noi prezioso per mantenere e ampliare i progetti in corso, e per te potrebbe rappresentare una concreta opportunità di impegno sociale e scientifico attraverso le tue competenze.
Se abbiamo destato il tuo interesse, se condividi i nostri scopi e se hai una o più competenze di quelle elencate (o anche altre!) contattaci all’indirizzo:
info@meteonetwork.it

Andamento pluviometrico in Puglia: gennaio-ottobre 2020

Terminato ottobre, con un’altra giornata stabile e soleggiata, possiamo approfittarne per fare il punto della situazione sull’andamento pluviometrico in Puglia in questi primi 10 mesi dell’anno.

Abbiamo considerato un campione di 18 località distribuito in maniera più o meno regolare sul territorio regionale, prendendo come riferimento i dati campionati dalla Protezione Civile, ad eccezione delle stazioni di Vieste e Lecce riportanti un campione incompleto, per tale ragione abbiamo preferito sostituirlo con i dati della rete MeteoNetwork, campionati al 100% dal primo gennaio (stazioni pgl019 e pgl040).

Complessivamente a livello regionale le piogge misurate da inizio anno sono risultate moderatamente al di sotto delle medie climatiche di riferimento, coprendo circa l’87% della media storica. Le precipitazioni più frequenti e consistenti hanno interessato in particolar modo i settori centrali e settentrionali pugliesi, superando la soglia del 90% della media storica nelle province di Taranto e Foggia, raggiungendo il 95% nel barese e il 99% nella BAT. Meno precipitazioni, invece, sulle province meridionali con valori del 77% nel brindisino e del 71% nel leccese, risultando quest’ultima la provincia con meno piogge della regione da inizio anno.

Tuttavia un territorio così vasto e disomogeneo orograficamente non può prescindere da un livello di dettaglio ancor più approfondito. Delle 18 località da noi campionate lo scarto positivo maggiore riguarda Foggia (122% rispetto alla media storica) e Altamura (126%), mentre la maggiore penuria di fenomeni sta interessando Lesina (68%) e Lecce (60%), quest’ultima già reduce da un 2019 decisamente avaro di piogge (circa il 70% della media annuale). I restanti dati sono consultabili nella seguente tabella.

andamento pluviometrico gennaio-ottobre 2020 e confronto con media climatica

Lo Staff

#seasonscolors 3.0  – terzo contest fotografico MeteoNetwork

Prende il via #seasonscolors 3.0, il terzo contest fotografico MeteoNetwork, dedicato a tutti i luoghi e le città d’Italia e alle stagioni.

L’obiettivo è quello di realizzare un calendario per l’anno 2021 che possa raccontare le località italiane attraverso una foto che ne ritragga i luoghi più conosciuti nei diversi mesi dell’anno.

Il calendario sarà realizzato in doppio formato:

  • A5 da tavolo, per l’invio in omaggio a tutti i Soci MeteoNetwork in regola con l’iscrizione;
  • A4 da parete, per la distribuzione a tutti i nostri partner.

Tutti gli utenti, anche non Soci, sono invitati a partecipare inviando una o più fotografie all’indirizzo photo@meteonetwork.it entro e non oltre il 30 ottobre 2020.

Le foto dovranno rispettare le seguenti caratteristiche:

  • per il calendario A4: immagini a taglio verticale, di formato 2400×3700 pixel
  • per il calendario A5: immagini a taglio orizzontale, di formato 2400 pixel x 1800 pixel

Le foto inviate saranno selezionate dall’Associazione e le 12 ritenute migliori, a insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo MeteoNetwork, andranno a caratterizzare il calendario 2021.

Gli autori delle foto vincitrici, oltre alla pubblicazione del proprio scatto, riceveranno il calendario A4 all’indirizzo indicato nella liberatoria.

– Chi può partecipare?

Tutti gli utenti, anche non Soci di MeteoNetwork, raccontandoci con le foto una o più stagioni della località in cui vivono o di qualsiasi altro luogo italiano che li abbia colpiti.

– Come partecipare?

Inviando un massimo di cinque foto a partecipante all’indirizzo: photo@meteonetwork.it

L’invio delle foto implica l’accettazione della licenza Creative Commons by/nc/nd 3.0, che impegna MeteoNetwork a impiegare le vostre foto a sostegno delle proprie attività senza scopi di lucro, senza modificarle e specificandone sempre l’autore.

All’atto dell’invio, le foto dovranno essere accompagnate dalla seguente liberatoria:

Io sottoscritto/a dichiaro di voler partecipare al contest #seasonscolors 3.0 per il Calendario MeteoNetwork:

Cognome/Nome……………………………………………………………………………

Nato a……………………………………………………………………… il……………………………………………….

Residente in Via………………………………………………………………………………………….

Città………………………………………………………………CAP…………………..

Prov…………      Telefono………………..          Cellulare………………………………………….

e-mail………………………………………………………………………………………

A tal fine, allego alla presente n° … fotografia/e, avente/i le caratteristiche specificate nel presente comunicato, da valutarsi per il calendario (barrare quale d’interesse):

O A4

O A5

Nel caso di partecipazione con più immagini per entrambi i formati, dettagliare quali immagini debbano essere associate a quale formato.

Dichiaro di essere stato/a informato/a che i dati personali saranno trattati per le finalità di cui al contest, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali Reg.(UE)2016/679.

Io sottoscritto/a con la presente dichiaro inoltre di essere il solo autore ed il solo titolare di ogni diritto di proprietà autoriale delle immagini fotografiche allegate.

All’atto delle invio delle immagini, dichiaro, contestualmente, di accettare i termini della licenza Creative Commons by/nc/nd 3.0, che impegna MeteoNetwork a impiegare le foto a sostegno delle proprie attività senza scopi di lucro, senza modificarle e specificandone sempre l’autore.

Con la presente dichiaro di obbligarmi a manlevare e tenere indenne MeteoNetwork da ogni azione, onere o conseguenza derivante dalla asserita o attuale violazione di diritti d’autore pertinenti a terze parti in relazione o comunque connesse all’uso di dette immagini.

Dichiaro di essere stato/a informato/a che i dati personali saranno trattati per le finalità di cui alla presente comunicazione, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali Reg.(UE)2016/679.

Il conferimento dei dati richiesti è facoltativo, ma necessario per consentire la partecipazione dell’interessato al contest e, pertanto, la loro eventuale omissione comporterà l’oggettiva impossibilità per MeteoNetwork di procedere ad operazioni di trattamento (quali la pubblicazione e/o diffusione delle immagini fotografiche) per le finalità connesse al citato contest, determinandone l’esclusione dallo stesso.

I predetti dati saranno trattati in forma documentale e/o con l’impiego di strumenti informatici nel rispetto delle misure di sicurezza adottate da MeteoNetwork ODV in conformità alla normativa sulla privacy ed alle direttive del Garante. I dati verranno conservati per il tempo strettamente necessario al perseguimento delle finalità indicate e, in caso di revoca del consenso prima del raggiungimento della finalità, saranno cancellati e non più utilizzati.

In relazione al trattamento oggetto della presente informativa è possibile esercitare il diritto di accedere ai propri dati personali, di chiederne la rettifica, l’aggiornamento e la cancellazione, se incompleti, erronei o raccolti in violazione della legge, di chiedere la limitazione del trattamento, di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi nonché il diritto alla portabilità dei dati e di proporre reclamo all’autorità di controllo competente.

Attendiamo ora le vostre foto e… Buona Fortuna!!

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