Analisi Meteo 13 Dicembre 2025

Aggiornamento Meteo: L’Italia Sotto il Cuscino di Alta Pressione

L’Italia si trova ancora saldamente sotto l’influenza di un robusto promontorio anticiclonico, un vasto scudo di alta pressione che da giorni domina il Mediterraneo e l’Europa occidentale. Questa imponente figura barica garantisce una persistente stabilità atmosferica su gran parte della nostra penisola, blindando di fatto il tempo.

Quando l’alta pressione si stabilisce così a lungo, il fenomeno chiave non è solo il bel tempo, ma la subsidenza: l’aria che scende lentamente dalle quote più alte. Questo movimento discendente agisce come un coperchio, inibendo la formazione di moti convettivi e, di conseguenza, rendendo decisamente improbabile la formazione di temporali.

Tuttavia, stabilità non è sinonimo di cieli azzurri e assenza di nuvolosità. Il “coperchio” dell’alta pressione, intrappolando il vapore acqueo e l’umidità nei bassi strati, favorisce la formazione di nuvolosità stratificata (cieli a tratti grigi e lattiginosi) e, nelle prime ore del mattino, lo sviluppo di nebbie, soprattutto nelle valli e nelle pianure.

Un effetto collaterale sgradevole di questa quiete atmosferica riguarda la qualità dell’aria: l’assenza di ventilazione e di moti verticali impedisce la dispersione degli agenti inquinanti, che restano costretti alle basse quote, peggiorando la situazione, specie nei grandi centri urbani.

Dal punto di vista termico, il quadro appare piacevole: le temperature si mantengono miti, soprattutto durante le ore centrali del giorno. I venti, in generale, resteranno deboli e a regime di brezza, data la quasi totale assenza di differenze significative di pressione tra le varie regioni. Inoltre, osservando la mappa della pressione al livello del mare, si potrebbero ipotizzare dei venti da Nord lungo tutto il mar Adriatico e da est o sud-est nel Tirreno centrale e nel Mediterraneo occidentale.

Mentre l’Italia vive questa fase di quiete, il resto del Mediterraneo occidentale è più dinamico. Un vortice ciclonico (un centro di bassa pressione) si è formato sul Nordafrica occidentale (in particolare sul Marocco), spingendosi fino alla Spagna meridionale. Questo vortice è il risultato di un profondo affondo della saccatura atlantica proveniente dall’Islanda che si è fatta strada tra i due anticicloni (quello delle Azzorre e quello sub-tropicale Africano). È proprio su queste aree che si concentreranno i fenomeni più intensi: il vortice sta generando instabilità diffusa, portando con sé la possibilità di piogge e fenomeni convettivi che si possono spingere fino alla Spagna Meridionale.

Infine, ai margini della grande alta pressione europea, le profonde depressioni tipiche delle alte latitudini (vicino all’Islanda e sulla Russia nord-occidentale) rimangono confinate a nord, bloccate dalla massiccia presenza dei sistemi anticiclonici che dominano il nostro continente.

Autore: Roberto Pinna

Analisi Meteo 11 Dicembre 2025

 

L’attuale quadro meteorologico sull’Europa occidentale e centrale è dominato dalla ferma e stabile presenza di un promontorio anticiclonico che si è solidamente installato ormai da alcuni giorni. Questa vasta area di alta pressione estende la sua influenza anche a tutta la penisola italiana, divenendo il fattore determinante delle condizioni atmosferiche per i prossimi giorni. La sua persistenza garantisce una notevole stabilità atmosferica, la quale si traduce in genere in un periodo caratterizzato da bel tempo e ampie schiarite.

 

Tuttavia, la persistenza di un’alta pressione non implica necessariamente un cielo sereno 24 ore su 24. Infatti, l’assenza di moti convettivi e i venti deboli o assenti permettono l’intrappolamento dell’umidità e degli inquinanti negli strati più bassi. Di conseguenza, è attesa la possibile formazione di nebbie e foschie, in particolare nelle ore notturne e al primo mattino, soprattutto nelle aree pianeggianti e nelle valli interne. Un altro fenomeno legato a questa situazione è la subsidenza, ovvero la discesa e compressione dell’aria dall’alto, che può condensare l’umidità a quote basse, dando vita a nuvolosità stratificata. Sebbene si tratti di nubi basse e, solitamente, innocue, senza potenziale temporalesco, in alcuni casi possono dar luogo a precipitazioni scarse.

 

Sul fronte termico, le condizioni risultano miti e gradevoli. L’effetto dell’alta pressione e la conseguente stabilità dell’aria contribuiranno a mantenere temperature su valori piacevoli, specialmente durante le ore centrali della giornata, in contrasto con le ore notturne in cui le temperature si potrebbero abbassare notevolmente. Si configura, dunque, una situazione di tempo stabile ma con fenomeni di bassa quota che richiedono attenzione, in particolare per la visibilità al mattino, nelle aree pianeggianti e nelle valli interne.

 

Autore: Roberto Pinna

Analisi Meteo 9 Dicembre 2025

Quadro Barico Europeo

La circolazione atmosferica sull’Europa è attualmente dominata da una robusta struttura anticiclonica (Alta Pressione) che si estende dall’Atlantico orientale e dal Nord Africa, protendendosi verso l’Europa centrale e il bacino del Mediterraneo.

  • Alta Pressione (Anticiclone): Un’ampia e significativa area di alta pressione, associata a un promontorio subtropicale, è il fattore sinottico dominante. I massimi di pressione (valori isobarici elevati) si trovano generalmente sull’Europa centro-occidentale e sul Mediterraneo occidentale, garantendo una notevole stabilità atmosferica.
  • Aree Depressionarie (Bassa Pressione):
    • La spinta anticiclonica da Sud Ovest verso l’europa Nord occidentale e anche centrale e che comprende interamente anche la penisola italiana, lascia il campo libero alla profonda saccatura depressionaria che dalle regioni polari e dall’Islanda, si estende verso sud, lungo l’oceano Atlantico fino alle isole Azzorre.
    • Potrebbe essere presente un residuo o un blando vortice ciclonico/depressione secondaria sui settori orientali del Mediterraneo o sulla penisola balcanica, ma l’influenza sull’Europa occidentale e sull’Italia è in genere minima o nulla.
  • Flussi Aerei: La predominanza dell’anticiclone determina un flusso di correnti occidentali o sud-occidentali in quota (all’altezza del livello barico di 500 hPa) che si mantiene alto in latitudine, favorendo l’afflusso di aria relativamente mite verso l’Europa centrale e meridionale.

Focus sull’Italia

L’Italia è pienamente inserita nel cuore del campo di alta pressione, con conseguente evoluzione verso una fase di tempo stabile, asciutto e insolitamente mite per il periodo.

Sono attese quindi schiarite o cieli poco nuvolosi su tutta la penisola italiana. Possibile presenza di banchi di nebbia da inversione termica in pianura padana. Il transito del ramo discendente del promontorio anticiclonico sul mar Ionio e la presenza del vortice depressionario (ormai in fase di dissipazione) sul mediterraneo occidentale, potrebbe essere foriero di venti di intensità moderata, provenienti da nord, in Puglia, Calabria e, più in generale, su tutto il mar Ionio.

Autore: Roberto Pinna

Analisi Meteo del 7 Dicembre 2025

 

Quadro Barico Europeo: Analisi Sinottica

  1. Dinamica Anticiclonica e Promontorio Subtropicale

Una significativa area anticiclonica di matrice subtropicale sta risalendo dall’Oceano Atlantico orientale e dal Nord Africa occidentale, determinando un’ampia area di alta pressione sull’Europa Occidentale.

Tale struttura barica interessa direttamente:

  • L’Europa occidentale, includendo la Penisola Iberica (Spagna), la Francia e le Isole Britanniche meridionali.
  • Gran parte della Penisola Italiana.

La presenza di questo promontorio è indice di un quadro di stabilità atmosferica su tutte queste regioni.

  1. Contesto Ciclonico Settentrionale

In contrasto, il Nord Europa, in particolare i Paesi Bassi, la Germania e la Penisola Scandinava, rimangono sotto l’influenza di una vasta saccatura depressionaria. Questa struttura mantiene condizioni di tempo perturbato e instabile sulle regioni settentrionali del continente.

 

Situazione Prevista per l’Italia

  1. Stabilità e Fenomeni di Inversione

L’affermazione dell’alta pressione sulla Penisola determinerà un regime di stabilità atmosferica con graduali schiarite diffuse.

Tuttavia, le condizioni di subsidenza (aria che scende e si comprime) potrebbero favorire l’insorgenza di fenomeni legati all’inversione termica e all’accumulo di umidità negli strati bassi:

  • Nebbie e/o nubi basse (stratificate), in particolare sulla Pianura Padana e nelle valli interne del Centro, che potranno persistere anche per gran parte della giornata.
  • Aumento dell’escursione termica giornaliera, con temperature minime rigide (rischio di gelate in pianura) e temperature massime più miti, specialmente sui rilievi.
  1. Ventilazione e Gradiente Barico

Osservando la mappa a 500 hPa l’Italia si trova in queste ore sul bordo orientale del campo anticiclonico, e potrebbe esporsi a un richiamo di correnti settentrionali:

  • Venti: Lungo il Tirreno e in Sardegna, la ventilazione da Maestrale (NW) potrà essere moderata.
  • Gradiente al Suolo: Nonostante la tendenza al rinforzo, non si prevedono gradienti barici orizzontali al suolo tali da sostenere venti forti o di burrasca. La ventilazione sarà quindi generalmente debole o moderata, con locali rinforzi sui bacini occidentali.
  • In Sintesi: venti deboli o moderati.

Inoltre, dalla mappa a 850 hPa non si osservano eventuali ulteriori avvezioni di aria fredda proveniente dall’ Europa Nord-Occidentale.

  1. Residua Instabilità Meridionale

L’ex vortice ciclonico che ha interessato il Mediterraneo centrale ha completato il suo spostamento verso il Mediterraneo orientale. La sua influenza marginale può ancora generare residua instabilità, con possibilità di rovesci o temporali isolati sui settori meridionali della Puglia e della Calabria ionica.

Autore: Roberto Pinna

Analisi Meteo del 6 Dicembre 2025

Quadro Barico Europeo

Il panorama meteorologico europeo è dominato dalla persistenza di due vortici ciclonici principali e dalla contemporanea risalita di un promontorio anticiclonico:

  • Atlantico/Nord Europa: L’imponente vortice ciclonico al largo delle Isole Britanniche persiste. Questo comporta condizioni di temporali e maltempo non solo sulle Isole Britanniche stesse, ma anche nel Centro-Nord della Francia e, in generale, in tutta l’Europa del Nord.
  • Mediterraneo Orientale: Il vortice ciclonico in quest’area persiste ma è in spostamento verso est, ed è ora (7:00 AM) centrato tra la Grecia e la Turchia. La sua influenza si estende ancora sull’Italia meridionale (Puglia e Calabria).
  • Mediterraneo Occidentale: Si sta osservando la risalita di un promontorio di alta pressione di origine atlantica. Questa figura anticiclonica interessa in particolare Spagna, Francia meridionale e Sardegna, promettendo condizioni più stabili.

 

Situazione Meteorologica in Italia

L’Italia si trova in una zona di confine, con l’anticiclone che avanza da ovest e l’influenza ciclonica che si ritira a est, causando una netta differenza tra le regioni.

  1. Italia Nord-Occidentale e Sardegna (Influenza Anticiclonica)

Le regioni occidentali sono le prime a beneficiare dell’anticiclone in risalita:

  • Regioni coinvolte: Sardegna, Liguria e Piemonte.
  • Previsione: Ci si aspettano schiarite significative, grazie al sopraggiungere dell’alta pressione.
  1. Italia Centro-Meridionale (Influenza Ciclonica Residua)

Il Centro e (soprattutto) il Sud Italia potrebbero ancora risentire dell’azione del ciclone in allontanamento sul Mediterraneo orientale:

  • Fenomeni: Si prevedono ancora piogge e venti di una certa intensità sulle coste orientali, in particolare in Puglia e Calabria.
  • Venti e Gradienti Barici:
    • I gradienti barici al suolo non risultano molto intensi, il che indica che i venti saranno al massimo di intensità moderata.
    • La direzione sarà prevalentemente da Nord-Ovest (NW), coerentemente con la circolazione attorno al centro di bassa pressione a est.
    • Si potrebbero osservare, tuttavia, picchi di intensità dei venti specificamente sulle coste della Puglia, a causa della sua esposizione al flusso prevalente da NW.

 

Sintesi

La situazione in Italia è bipartita: condizioni in netto miglioramento e stabili con ampie schiarite sui settori occidentali (Sardegna, Nord-Ovest) grazie all’alta pressione atlantica; e persistenza di instabilità con piogge e venti moderati (con possibili raffiche sulla costa pugliese) sui settori orientali del Sud a causa del vortice ciclonico mediterraneo in allontanamento. L’Europa del Nord rimane sotto maltempo a causa del ciclone Atlantico ancora attivo.

Autore: Roberto Pinna

Analisi Meteo 5 Dicembre 2025

Quadro Barico Europeo

La circolazione atmosferica sull’Europa in questo 5 dicembre 2025 è dominata dal rapido transito di una profonda saccatura atlantica.

Questa vasta depressione, che ha il suo centro motore (vortice ciclonico) posizionato in prossimità dell’Europa nord-occidentale (vicino alla Gran Bretagna), ha esteso un ramo d’instabilità fino al Mediterraneo Centrale, influenzando direttamente l’Italia.

Fasi del Transito:

  1. Fase Attuale: La saccatura si spinge verso est, con un minimo di pressione al suolo localizzato in risalita sullo Ionio, che alimenta l’instabilità sull’Italia meridionale.
  2. Fase Successiva: Il sistema perturbato è in rapido allontanamento verso l’Europa orientale e la Grecia. Contemporaneamente, un robusto promontorio di alta pressione di matrice subtropicale sta risalendo dall’Europa occidentale (Spagna/Francia) e si appresta a consolidarsi sul Mediterraneo. Questo imminente rinforzo anticiclonico determinerà un progressivo blocco all’ingresso di nuove perturbazioni nei giorni immediatamente successivi.

In sintesi, l’Europa si trova in una fase di rapido ricambio barico, con l’allontanamento dell’instabilità atlantica e l’imminente arrivo di un anticiclone che garantirà maggiore stabilità.

Situazione in Italia

Oggi la Penisola Italiana sta vivendo la fase terminale del transito della saccatura, con condizioni in miglioramento che si fanno strada da Nord a Sud.

  • Instabilità Residua: L’aspetto più evidente della giornata è l’instabilità residua, cioè la coda della perturbazione, che si manifesta con fenomeni sparsi, irregolari e meno organizzati rispetto ai giorni precedenti.
    • Nord: Cieli nuvolosi al mattino con residui fenomeni tra Lombardia e Triveneto (neve sulle Alpi oltre i 1000-1100 metri). In serata, il ristagno d’aria e l’umidità favoriscono la formazione di nebbie e foschie fitte in Pianura Padana.
    • Centro: Nuvolosità persistente sulle regioni adriatiche (Marche e Abruzzo) con possibilità di isolati piovaschi. Ampi spazi di sereno sul versante tirrenico.
    • Sud e Isole: Qui si concentra l’instabilità maggiore, con piogge e rovesci, anche temporaleschi, a causa di due minimi locali, uno tra la Sardegna e le coste Tirreniche orientali e l’altro centrato sul mar Ionio. I fenomeni tendono comunque ad attenuarsi nel corso del pomeriggio/sera. La persistenza di queste condizioni ha portato all’emissione di Allerte Arancioni e Gialle della Protezione Civile al Sud.
  • Venti di Maestrale: Il transito della bassa pressione sta richiamando venti forti o molto forti. In particolare, si registra un deciso rinforzo del Maestrale (vento di Nord-Ovest), con raffiche sostenute, specialmente sui bacini del Centro-Sud e tra le Isole Maggiori (Sardegna e Sicilia), dove il mare risulta molto mosso o agitato.

In sintesi: La giornata è caratterizzata dall’instabilità residua, ovvero i fenomeni di coda della perturbazione.

  • Maltempo: Precipitazioni sparse e isolate, localmente a carattere di rovescio, si concentrano principalmente sulle regioni meridionali e sulle Isole.
  • Venti: Forte ventilazione, dominata da intensi venti di Maestrale (Nord-Ovest), che rendono i mari agitati.
  • Trend: Miglioramento generale nel corso della giornata, preludio a una fase più stabile nel weekend.

Autore: Roberto Pinna

Il Respiro del Pianeta: Cosa Sono Alisei e Westerlies?

Il sistema meteoclimatico terrestre è una complessa macchina mossa da un unico motore fondamentale: il gradiente termico tra l’Equatore e i Poli. La Terra riceve una quantità di radiazione solare molto maggiore in prossimità dell’Equatore rispetto alle regioni polari. Questo squilibrio termico genera una circolazione atmosferica globale (o generale) il cui scopo primario è redistribuire il calore in eccesso dalle latitudini basse a quelle alte. Senza questo meccanismo di trasporto, l’Equatore diverrebbe insopportabilmente caldo e i Poli glaciali, rendendo gran parte del pianeta inabitabile.

La Circolazione Generale Semplificata e il Ruolo di Coriolis

Il primo modello di circolazione, proposto da George Hadley nel 1735, ipotizzava una “Terra non rotante” e una singola cella convettiva per emisfero: l’aria, riscaldata all’Equatore, salirebbe, si muoverebbe in quota verso i Poli, si raffredderebbe, scenderebbe e tornerebbe all’Equatore in superficie.

Tuttavia, la rotazione terrestre introduce un elemento fondamentale: la Forza di Coriolis. Questa è una forza apparente che agisce su ogni corpo (inclusa l’aria) in movimento in un sistema rotante, deviandone la traiettoria:

  • Nell’emisfero boreale (Nord), i corpi in movimento sono deviati verso destra.
  • Nell’emisfero australe (Sud), i corpi in movimento sono deviati verso sinistra.

L’effetto di Coriolis è nullo all’Equatore e massimo ai Poli, ed è essenziale per comprendere la direzione dei venti su scala planetaria. La sua azione impedisce il modello a cella singola, suddividendo la circolazione in un modello più realistico a tre celle per emisfero:

  1. Cella di Hadley (0° – 30° Latitudine)
  2. Cella di Ferrel (30° – 60° Latitudine)
  3. Cella Polare (60° – 90° Latitudine)

Gli Alisei (Trade Winds): I Venti Tropicali Costanti

Gli Alisei sono i venti prevalenti che soffiano nella Cella di Hadley, nella fascia compresa approssimativamente tra l’Equatore e i 30° di latitudine (la fascia subtropicale).

  • Genesi: All’Equatore, l’aria calda e umida sale (creando la Zona di Convergenza Intertropicale, ITCZ, una fascia di bassa pressione), si raffredda in quota e si dirige verso i Poli. L’effetto di Coriolis la devia progressivamente. Raggiunta la fascia subtropicale (circa 30°), l’aria, ormai secca, scende (creando le fasce di alta pressione subtropicale). Questa discesa è associata a condizioni di tempo stabile e secco, tipiche delle regioni desertiche.
  • Direzione: L’aria a livello del suolo, che torna dall’alta pressione subtropicale verso la bassa pressione equatoriale (ITCZ), viene deviata da Coriolis:
    • Emisfero Nord: Soffiano da Nord-Est (NE).
    • Emisfero Sud: Soffiano da Sud-Est (SE).
  • Caratteristiche: Sono venti noti per la loro costanza e regolarità, da cui il nome inglese Trade Winds (Venti Commerciali), essenziali per la navigazione a vela storica.

💨 I Venti Occidentali (Westerlies): I Venti delle Medie Latitudini

I Venti Occidentali (o Westerlies) sono i venti dominanti nelle medie latitudini, all’interno della Cella di Ferrel (tra 30° e 60° di latitudine), e in quota nelle altre celle.

  • Genesi: A 30° l’aria scende (alta pressione subtropicale); parte di quest’aria si muove verso i Poli, richiamata dalla bassa pressione subpolare a 60° (il Fronte Polare), dove incontra l’aria fredda della Cella Polare e sale. Questo movimento ascendente e la convergenza di masse d’aria di diversa temperatura e umidità sono responsabili della maggior parte delle perturbazioni (cicloni extratropicali, piogge) che caratterizzano il clima temperato.
  • Direzione: L’aria in superficie che si muove dalla fascia di alta pressione subtropicale verso la fascia di bassa pressione subpolare viene deviata da Coriolis:
    • Emisfero Nord: Soffiano da Sud-Ovest (SW).
    • Emisfero Sud: Soffiano da Nord-Ovest (NW).
  • Caratteristiche: A differenza degli Alisei, i Westerlies sono molto più variabili e instabili in direzione e intensità, soprattutto nell’emisfero settentrionale, a causa della presenza di masse continentali e delle profonde Onde di Rossby, che ne determinano le oscillazioni. Sono particolarmente intensi e costanti nell’emisfero australe (dove le grandi masse oceaniche riducono l’attrito), dove prendono nomi suggestivi come i “Quaranta Ruggenti” (tra 40° e 50° S) e i “Cinquanta Urlanti” (tra 50° e 60° S).

Conclusione: L’Equilibrio Dinamico

In sintesi, la circolazione generale dell’atmosfera è un meccanismo di termoregolazione planetaria. La combinazione del riscaldamento differenziale e della Forza di Coriolis dà vita al sistema a tre celle, che definisce in modo cruciale le fasce climatiche e meteorologiche del nostro pianeta. Gli Alisei portano venti regolari e costanti verso l’Equatore, mentre i Venti Occidentali, più turbolenti, dominano le medie latitudini, determinando il “tempo che fa” in gran parte del mondo.

Autore: Roberto Pinna

La Circolazione Generale dell’Atmosfera

Il Motore Invisibile del Clima: La Circolazione Generale dell’Atmosfera

L’atmosfera terrestre è in un perpetuo e complesso stato di movimento. Questo vasto sistema dinamico, noto come Circolazione Generale dell’Atmosfera, è essenziale per la vita sul nostro pianeta, agendo come un gigantesco nastro trasportatore che ridistribuisce il calore e l’umidità tra l’Equatore e i Poli. Senza questa circolazione, le regioni equatoriali si surriscalderebbero progressivamente e le regioni polari si congelerebbero, rendendo la Terra inospitale. Il motore primario di questo movimento è il riscaldamento solare differenziale , ovvero il fatto che l’energia del Sole arriva in modo molto più intenso ed efficace all’Equatore rispetto ai Poli.

Questo squilibrio termico genera un gradiente di temperatura che mette in moto l’aria, cercando di ripristinare un equilibrio termico che, per la rotazione terrestre e altri fattori, non viene mai completamente raggiunto.

Il Modello Semplificato: La Cella di Hadley

Il primo tentativo di spiegare questa circolazione risale al 1735 con il modello di George Hadley. In un’ipotetica “Terra non rotante”, l’aria riscaldata e in espansione all’Equatore salirebbe verso l’alto, creando una zona di bassa pressione al suolo. Una volta in quota, quest’aria calda si muoverebbe verso i Poli, raffreddandosi e diventando più densa. Ai Poli, l’aria raffreddata scenderebbe verso il basso (zona di alta pressione) e tornerebbe all’Equatore a livello del suolo. Si sarebbe così formata un’unica grande cella di circolazione in ciascun emisfero.

Tuttavia, la Terra non è ferma. La sua rotazione è un fattore cruciale che altera radicalmente questo modello semplice, introducendo la fondamentale Forza di Coriolis.

La Rotazione e il Modello a Tre Celle

La rotazione terrestre devia il movimento delle masse d’aria: nell’emisfero boreale (Nord) verso destra e nell’emisfero australe (Sud) verso sinistra. Questa forza, combinata con il gradiente di temperatura, genera il modello più accettato, quello a tre celle di circolazione in ciascun emisfero. Queste celle sono:

  1. Cella di Hadley (0° – 30° Latitudine):
    • È la cella più vicina all’Equatore e la più fedele al modello originale. L’aria sale nella Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ), un’area di bassa pressione quasi costante dove convergono i venti dai due emisferi.
    • In quota, l’aria si muove verso i Poli, ma viene deviata dalla Forza di Coriolis fino a circa 30° di latitudine, dove scende, creando la Fascia Subtropicale di Alta Pressione. Questa discesa è associata a condizioni di tempo stabile e asciutto, luogo di formazione di molti dei grandi deserti del mondo.
    • Al suolo, l’aria torna verso l’Equatore, creando gli Alisei, venti costanti che spirano da nord-est nell’emisfero nord e da sud-est in quello sud.
  2. Cella di Ferrel (30° – 60° Latitudine):
    • Questa cella rappresenta le medie latitudini. A differenza delle altre due, non è primariamente “guidata termicamente”, ma è il risultato dinamico del movimento delle altre celle.
    • L’aria sale attorno ai 60° di latitudine (il Fronte Polare, zona di bassa pressione) e scende a 30° (Alta Pressione Subtropicale).
    • Al suolo, la Cella di Ferrel genera i Venti Occidentali Dominanti (Westerlies), che soffiano da ovest verso est e sono responsabili del tempo mutevole delle zone temperate. Questa cella è spesso debole o poco evidente rispetto al mescolamento orizzontale operato dalle onde di Rossby.
  3. Cella Polare (60° – 90° Latitudine):
    • Questa cella è guidata termicamente, simile alla Hadley, ma in senso opposto. L’aria fredda e densa affonda ai Poli (Alta Pressione Polare), dirigendosi verso l’Equatore al suolo.
    • Incontra l’aria più calda e ascendente al Fronte Polare (60°).
    • Al suolo genera i Venti Polari Orientali (Polar Easterlies), che soffiano da est verso ovest.

Le Correnti a Getto e le Onde di Rossby

A quote elevate (tra i 9.000 e i 15.000 metri), lungo i confini tra le celle di circolazione, si trovano i veri “fiumi di vento” dell’atmosfera: le Correnti a Getto (Jet Stream). La più importante è la Corrente a Getto Polare, che scorre lungo il Fronte Polare tra i 40° e i 60° di latitudine.

Le Correnti a Getto non sono rettilinee; esse si muovono in grandi onde orizzontali e sinuose, chiamate Onde di Rossby. Sono queste onde a determinare il tempo meteorologico delle medie latitudini , consentendo lo scambio di calore:

  • Quando un’onda si spinge verso il polo, trasporta aria calda verso nord (creando una cresta).
  • Quando si spinge verso l’equatore, trasporta aria fredda verso sud (creando un cavo).

Queste onde sono fondamentali perché, di fatto, sono il meccanismo principale per il trasporto di calore dai tropici ai poli nelle medie e alte latitudini, completando l’opera iniziata dalle celle di Hadley e polare.

 

L’Interconnessione Globale

La Circolazione Generale dell’Atmosfera non è un fenomeno isolato: essa interagisce profondamente con gli oceani, formando sistemi accoppiati come El Niño e La Niña, che hanno un impatto sulle condizioni meteorologiche globali. La comprensione della Circolazione Generale è la base della climatologia e della meteorologia, permettendo di comprendere la distribuzione delle zone climatiche e di prevedere, con una certa affidabilità, i modelli meteorologici a lungo termine.

Autore: Roberto Pinna

Comprendere le basi della Meteorologia

Comprendere le basi della Meteorologia

 

La meteorologia è la scienza che studia l’atmosfera e i suoi fenomeni (il tempo meteorologico), con l’obiettivo principale di prevederne l’evoluzione. Comprendere il tempo richiede la conoscenza di alcune grandezze fondamentali e dei principi fisici che regolano il movimento dell’aria e la formazione delle nubi. L’obiettivo di questa pagina è quello di fornire le basi per comprendere i fenomeni che verranno affrontati nelle pagine successive.

  1. Le Grandezze Meteorologiche Principali

L’atmosfera è lo strato gassoso che avvolge il nostro pianeta. Come è noto, è composto da una miscela di molecole di vario tipo tra cui azoto (al 78% circa), ossigeno (al 21% circa) e argon (0.6%).      In percentuali inferiori sono presenti anche vapore acqueo (0.3%) e anidride carbonica (0.04%) che, come è noto, influenzano in modo decisivo le condizioni meteorologiche giorno per giorno. Sono presenti tantissimi altri composti molecolari che fluttuano costantemente in atmosfera ed è impossibile studiare e prevedere il moto di tutte le molecole che compongono l’atmosfera stessa. Tuttavia, per comprendere gran parte dei fenomeni meteorologici, una buona base di partenza richiede la conoscenza di tre grandezze fondamentali: temperatura, pressione e umidità relativa.

  1. Temperatura

La Temperatura misura il grado di agitazione termica delle molecole dell’aria. In meteorologia, è cruciale perché influenza la densità dell’aria e, di conseguenza, il suo movimento verticale. Si misura tipicamente in gradi Celsius (°C) o in Kelvin (K).

  1. Pressione Atmosferica

La Pressione Atmosferica è la forza esercitata dal peso della colonna d’aria su una superficie unitaria. Si misura in Pascal (Pa) o più comunemente in Hectopascal (hPa), equivalenti al millibar (mb).

  1. Umidità

L’Umidità è la quantità di vapore acqueo presente nell’aria. È un fattore chiave per la formazione di nubi e precipitazioni. Si esprime in diversi modi:

  • Umidità Assoluta: è la massa di vapore acqueo per unità di volume di aria.
  • Umidità Relativa: è dato dal rapporto (espresso in percentuale) tra la quantità di vapore acqueo effettivamente presente e la quantità massima che l’aria può contenere a quella specifica temperatura. Quando l’umidità relativa raggiunge il 100%, l’aria si dice che è satura e si ha la condensazione.
  1. I Principi Fisici Chiave

Le grandezze fisiche che abbiamo appena elencato sono coinvolte in numerevoli fenomeni meteorologici. In questa sezione, è importante ricordarne alcuni, i principali, che serviranno per comprendere tutti gli altri argomenti che verranno affrontati nelle pagine seguenti.

  1. Il Gradiente di Pressione e il Vento

Il principio fondamentale che genera il vento è che l’aria si muove sempre dalle aree in cui la pressione atmosferica è maggiore a quelle in cui è minore.

  • Questa differenza di pressione è chiamata Gradiente di Pressione. Maggiore è il gradiente (cioè la differenza di pressione su una certa distanza), più forte è il vento.
  • Il vento è, per definizione, il movimento orizzontale dell’aria che tenta di riequilibrare queste differenze di pressione.
  1. La Convezione Termica

Questo principio si basa sulla relazione tra temperatura e densità: l’aria calda è meno densa e tende a salire, mentre l’aria fredda è più densa e tende a scendere.

  • Quando il Sole riscalda il suolo, l’aria a contatto con esso si scalda, diventa più leggera e si innalza (moti convettivi).
  • L’aria che sale si raffredda e, se satura di vapore acqueo, porta alla formazione di nubi convettive (come i Cumuli e i Cumulonembi).
  1. Condensazione, Evaporazione e Scambio di Calore

I passaggi di stato dell’acqua, come l’evaporazione e la condensazione, sono processi fondamentali che influenzano notevolmente la temperatura dell’aria. Tutto si basa su quello che viene chiamato “calore latente”, cioè il calore che viene assorbito o rilasciato quando una sostanza cambia stato, senza che la sua temperatura cambi immediatamente.

3.1. Quando l’Acqua Evapora: L’Aria si Raffredda

Quando l’acqua passa dallo stato liquido a quello di vapore (evaporazione), ha bisogno di una grande quantità di energia per rompere i legami tra le molecole.

  • Cosa succede: Questa energia viene letteralmente “rubata” sotto forma di calore all’ambiente circostante, che nel nostro caso è l’aria.
  • L’effetto: L’aria che cede calore diventa più fredda.
  • Esempio quotidiano: È per questo che, quando usciamo dall’acqua dopo una nuotata, sentiamo freddo: l’acqua sulla nostra pelle evapora, assorbendo calore dal corpo e raffreddandoci.

3.2. Quando il Vapore Condensa: L’Aria si Riscalda

La condensazione è il processo inverso: il vapore acqueo passa dallo stato di gas a quello liquido.

  • Cosa succede: L’energia (il calore latente) che era stata immagazzinata durante l’evaporazione viene rilasciata nell’aria circostante.
  • L’effetto: L’aria che riceve questo calore si riscalda.

L’Esempio delle Nuvole e dei Temporali

Questo meccanismo è cruciale nella formazione delle nuvole e nell’energia dei fenomeni atmosferici:

  1. L’aria sale e si raffredda: L’aria umida e calda vicino al suolo sale. Man mano che sale, si espande e si raffredda.
  2. Si formano le nuvole: Quando l’aria si raffredda abbastanza, il vapore acqueo in essa contenuto inizia a condensare, formando le minuscole goccioline che vediamo come nuvole.
  3. Il rilascio di calore: Ogni volta che si forma una gocciolina d’acqua (condensazione), viene rilasciato il calore latente nell’aria circostante.
  4. L’aria continua a salire: Questo calore rilasciato riscalda l’aria all’interno della nuvola, rendendola più leggera. L’aria più calda e leggera continua a salire con più vigore, alimentando la nuvola e, nei casi più estremi, trasformandola in un temporale o un uragano. È il calore nascosto rilasciato dalla condensazione a dare energia e forza a questi fenomeni meteorologici.

Conclusioni

In questa pagina abbiamo voluto tentare di fornire qualche strumento per comprendere meglio la meteorologia e le cause dei fenomeni che cerchiamo di osservare tutti i giorni per poter fare delle previsioni. Abbiamo visto che la temperatura, la pressione e l’umidità sono le grandezze fondamentali da osservare per capire “che tempo che fa”. Queste grandezze “interagiscono” tra loro in tantissime modalità e sono responsabili di alcuni fenomeni “chiave” coi quali è possibile spiegare gran parte di ciò che osserviamo in cielo, ovvero:

  1. l’aria si muove sempre dalle aree in cui la pressione atmosferica è maggiore a quelle in cui è minore.
  2. l’aria calda è meno densa e tende a salire, mentre l’aria fredda è più densa e tende a scendere.
  3. Quando il vapore acqueo condensa in goccioline, l’aria si riscalda mentre, quando l’acqua evapora, questa si raffredda.

Autore: Roberto Pinna

OUTLOOK GENNAIO 2025

PREMESSA

Il mese di dicembre ha confermato le linee dell’analisi precedente evidenziando, in modo particolare, il basso flusso degli eddy (flussi vorticosi verticali con trasferimento di calore e di momento) che ha indotto un notevole raffreddamento della medio alta stratosfera polare dove i venti zonali si sono intensificati in maniera importante.
La troposfera, emissaria principale delle dinamiche d’onda, in grado quindi o meno di intrudere in stratosfera e di disturbare il vortice polare, ha mantenuto un pattern multionda (fino a 6 k-waves) che ha notevolmente frammentato i flussi di calore verticali inibendo la propagazione verticale di fasi d’onda in stratosfera ma anche, in ultimo, ostacolando una propagazione in orizzontale, a causa di progressive, benché intermittenti, accelerazioni dei venti zonali, limitatamente al di sopra dei 60/65°N.
Il pattern attuale si presenta con 3 waves troposferiche di rilievo: un ridge a ridosso del settore orientale del Pacifico settentrionale in direzione dell’Alaska, un altro più debole verso la catena himalayana, un terzo più basso di latitudine nel settore centro orientale del Nord Atlantico.
Quest’ultimo sta attualmente accompagnando il tempo sull’Europa centro meridionale permettendo un’alternanza di fronti freddi con direttrice principale da nord ovest verso sud est con distensioni zonali verso l’Europa centrale che favoriscono una risposta più fredda da est o da nord est anche verso il Mediterraneo centrale che, a tratti condiziona il tempo soprattutto delle regioni adriatiche centro meridionali.

 

ANALISI TELECONNETTIVA

Un primo debole e fugace (anche dubbio in quanto non verificato secondo tutti i metodi di calcolo) superamento della soglia NAM di 1,5 è avvenuto tra il 6 e l’ 8 dicembre (con valori elaborati dal LAMMA di 1.5/1.6). Anche qualora si tenessero per buoni questi ultimi valori, a discapito di quelli elaborati da Lawrence su stratobserve, e quindi decretando un primo ESE Cold per quei giorni, i parametri troposferici non erano indirizzati verso un condizionamento, che infatti, per quella fase, non si è verificato. Durante una fase di condizionamento, generalmente, per l’appunto, si ha un temporaneo azzeramento degli eddy, sia di momento che di calore e una altrettanti temporanea, soppressione della convezione tropicale. In quella fase di inizio dicembre, a fronte di un debolissimo e brevissimo azzeramento del momentum flux, gli heat flux sono rimasti piuttosto attivi, così come la MJO che ha insistito in fase 5 con buona magnitudo.
Tuttavia la continuazione di un regime di flussi di calore molto basso renderà assai verosimile il fatto che l’evento rilevato sul piano statistico da Baldwin e Dunkerton è stato successivamente accompagnato da un vero low flux event che rappresenta una media di 45 giorni di flussi bassi (al di sotto di una soglia minima definita) a 100 hpa. A questo si è accompagnato un nuovo, stavolta più chiaro e marcato, superamento della soglia NAM dal 23/12. Un primo debole e del tutto temporaneo impulso dalla stratosfera verso la troposfera si è avuto intorno a Natale, con allineamento della colonna del VP e lieve risalita dell’AO. Tuttavia questa debolezza e temporaneità della trasmissione di moto, sta lasciando spazio, in questo finale di dicembre, ad una moderata risposta troposferica, con attivazione dei flussi a carico della prima onda e dislocamento del VP, un po’ a tutte le quote, sul settore eurasiatico.
A livello tropicale, l’elemento caratterizzante il mese di dicembre che sta per concludersi è sicuramente stata la lunga fase di convergenza che abbiamo avuto sul settore del Continente Marittimo. Questo ha portato ad un’accelerazione della NINA, con calo delle anomalie superficiali specialmente sul Pacifico Centrale.
La MJO, con una siffatta configurazione, ha insistito per gran parte del mese sulle fasi 5 e 6 con magnitudo debole/moderata. Solo negli ultimissimi giorni del mese si è avuta una progressione verso est, con una debolissima fase 7.
L’East Wind Burst (EWB) equatoriale che ha portato alla convergenza sopra descritta dovrebbe venire meno nella fase di transizione tra il mese di dicembre e il mese di gennaio, con MJO che dovrebbe dapprima distribuirsi su due centri convettivi (uno in Atlantico e l’altro sulla parte più occidentale dell’Oceano Indiano) e successivamente posizionarsi con maggiore insistenza verso le fasi 2/3.

Dopo un mese contraddistinto da un’anomalia positiva di momento angolare (GLAAM), gennaio dovrebbe portare ad un cambiamento anche in questo indice, con valori previsti negativi dalla seconda parte della prima decade. Ricordiamo che un movimento angolare positivo è essenziale per la formazione delle onde di rossby mentre una fase negativa generalmente propende per una graduale destrutturazione delle stesse.
Lo stesso si può dire per il GWO, che, passato durante dicembre per lo stage 2 (frictional e mountain torque positivi), ha praticamente saltato lo stage 3 che porta alla fase vera e propria di strutturazione delle onde atmosferiche e la ritroveremo dapprima in stage 4 (opposto allo stage 2) ad inizio gennaio e probabilmente in stage 1 da metà mese.

EVOLUZIONE PREVISTA PER IL MESE DI GENNAIO

​Il mese di Gennaio esordisce con le medesime caratteristiche, esposte nel precedente outlook, riguardo agli ultimi giorni di Dicembre: un anticiclone esteso zonalmente sull’Europa centro-meridionale e sul Mediterraneo settentrionale che relega il flusso perturbato atlantico sul nord Europa. Il sud Italia è invece marginalmente interessato da una goccia fredda che scorre verso est, tra il nord Africa e la porzione più meridionale del Mediterraneo.
Nei primi giorni dell’anno il raffreddamento stratosferico inizierà ad intrudere la troposfera con nuclei di vorticità positiva che verranno trasmessi in zona Scandinava a seguito di una fase di allungamento del VPS che assume temporaneamente una forma ellittica e un posizionamento dell’intera colonna in area eurasiatica. La Rossby wave atlantica che ne consegue, carica di aria fredda e secca di recente origine stratosferica, si innesta su un Atlantic Ridge (ATR) pregresso ed è prevista interessare l’Europa nel suo spostamento verso sud-est intorno alla metà della prima decade. Il contributo di aria polare porterà la saccatura ad interessare l’Italia centro settentrionale in modo marginale e temporaneo, con rapidi fenomeni nevosi a bassa quota su Alpi orientali e Appenino centro-settentrionale.
In seguito al passaggio della saccatura, un promontorio atlantico concorrerà alla formazione di un blocco al flusso zonale che permetterà la discesa di aria artica verso il nord-est Atlantico e le Isole Britanniche, entro la fine della prima decade. Il blocco atlantico dovrebbe essere solo temporaneo in quanto il momento angolare (GLAAM) transiterà in fase negativa, dunque in attesa della fase di rottura d’onda anticiclonica. Riteniamo pertanto probabile l’aggancio del blocco di aria artico con nuclei di bassa pressione alle medie latitudini atlantiche che lo porteranno in retrogressione verso il taglio della radice del blocco atlantico.
La fase che ne consegue vedrà un cambio di segno del pattern EA (East Atlantic). Sostenuto da una variabilità naturale resiliente al trend climatico, l’EA- che ha contrassegnato la prima parte dell’inverno, lascerà spazio ad un reversal pattern soprattutto per quanto riguarda la prima metà del mese. Avremo quindi un netto rinforzo del getto subtropicale fino circa a metà mese, con condizioni invernali sull’Europa settentrionale (e centrale in una prima fase) mentre il Mediterraneo a l’area balcanica saranno interessati più spesso dal richiamo mite del getto. In questa fase le temperature, in una primissima fase sottomedia un po’ su tutta Italia, saranno destinate a salire fino a valori sopra la media climatologica, soprattutto al sud. Abbondanti nevicate potrebbero registrarsi sul settore alpino e, in alcune fasi, sulle vette più alte dell’Appennino settentrionale.

Anomalie di geopotenziali attese per la prima metà di gennaio

Verso metà mese dovrebbero emergere in maniera più netta gli effetti del condizionamento troposferico a seguito dell’Evento Stratosferico Estremo avvenuto in dicembre. Ci attendiamo pertanto un riaccentramento del nucleo del VP sul polo geografico con netto rialzo della corrente a getto sul settore euro-atlantico. Sarà quindi possibile avere una distensione zonale dell’anticiclone, che andrebbe a proteggere maggiormente l’Europa centro-meridionale.
Clima quindi più stabile anche sul nostro Paese, con temperature che dovrebbero riavvicinarsi alle medie del periodo, specie al centro-sud.

Anomalie di geopotenziali attese per la seconda metà del mese

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