Il ciclone mediterraneo formatosi nei pressi della Sardegna tra la serata di venerdì e la mattinata di sabato ha richiamato aria caldo-umida ed instabile verso le regioni ioniche italiane, alimentando violenti nubifragi dapprima sulla Sicilia orientale e a seguire su Calabria e Puglia meridionale.

La penisola salentina è stata investita in poche ore da due intensi sistemi temporaleschi (MCS) in rapida successione, i quali, muovendosi da SW verso NE, hanno dato luogo a precipitazioni ingenti con intensità fino a 400mm/h accompagnate da raffiche di vento superiori agli 80km/h (punta di 110km/h a Gallipoli) ed elevata attività elettrica. In zona, in poche ore, caduti quasi 9.000 fulmini.

Fulmini tra le 08:40 e le 14:40 (meteo.it)
I nubifragi hanno interessato tutta l’area compresa tra il Capo di Leuca ed i settori meridionali di tarantino e brindisino, ma i fenomeni più intensi hanno colpito con particolare insistenza la provincia di Lecce centro-meridionale. Moltissimi disagi alla circolazione stradale soprattutto nelle aree urbane a causa di allagamenti e alberi divelti dalla furia del vento.

Melendugno (Michele Pellè) e Nardò (Paola Antico)

Maglie (telerama.it)
Taurisano (Stefano Marigliano)
Tra Maglie e Melpignano il crollo della copertura di una stazione di servizio ha fatto temere il peggio, ma fortunatamente non vi era nessuno nei paragi.

(Margherita Scarafile)
Molti disagi anche alla viabilità extra-urbana a causa di numerosi tamponamenti avvenuti sia sulla tangenziale di Lecce sia lungo la Lecce-Maglie, causati dalla visibilità ridotta durante i nubifragi e dalla presenza di foglie, rami e detriti lungo le carreggiate. Nel primissimo pomeriggio il traffico è andato in tilt, causando una coda di autovetture lunga diversi km.

Incidente e incolonnamenti sulla SS16 Lecce-Maglie (leccenews24.it)
Il peggio sembra oramai passato, ma fino alla prima parte di domenica permarranno generali condizioni di instabilità atmosferica con possibilità di rovesci e temporali irregolari, i quali tuttavia non raggiungeranno l'intensità delle scorse ore.
Riportiamo gli accumuli pluviometrici più rilevanti registrati fino alle ore 16:30 dalla Rete Stazioni MeteoNetwork.it e dalla Rete della Protezione Civile regionale:
42mm Collepasso
43mm Tuglie
44mm Ruffano
45mm Soleto
49mm Felline
50mm Galatina
51mm Maglie
56mm Nardò
64mm Vignacastrisi
65mm Melendugno e Minervino
66mm Presicce
70mm Spongano
71mm Corigliano d’Otranto
75mm Cerfignano
80mm Otranto
Staff MeteoNetwork Puglia | 10.10.2015
Gli oceani si comportano come giganteschi polmoni, in grado di assorbire dall’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, il più incisivo tra i gas serra. Tra questi, particolare attenzione è rivolta all'Oceano Antartico, cintura di mare che circonda il continente di ghiaccio. Si è calcolato che le sue acque assorbono da sole il 40 per cento delle emissioni di CO2 in eccedenza, ossia quelle dovute al consumo di combustibili fossili.


Tanto tuonò che piovve, naturalmente a Ferragosto. Dopo un'estate trascorsa fino a qui su binari vistosamente anomali, ora caso vuole che la stagione decida di rientrare nei ranghi proprio nel weekend più amato dai vacanzieri. Estate anomala fino a qui vero, tanto da ispirare da più parti figure retoriche come quella del caldo eccezionale. Beh, alla sesta ondata di caldo estiva, con un totale di 65 giorni di temperature generosamente al di sopra della media su 75 totali, questo caldo non può più dirsi “l'eccezione” ma più logicamente “la nuova regola“.

L’estate sta calando l’asso, mettendo in fila una sequela di giornate soleggiate e calde. Fiumi e torrenti tacciono, a parte quelli valdostani e piemontesi che si stan facendo carico della fusione dei rispettivi ghiacciai. Nessuna perturbazione all’orizzonte. Il momento sarebbe certamente il più propizio per mettere in pratica i buoni propositi seguiti all’ultima alluvione e rinforzare, ripristinare o rifare in toto argini e alvei.
Aria artica sull'Italia nel bel mezzo dell'estate? Sono eventi che, per quanto non del tutto infrequenti, si contano sulle dita di una mano. Anche risalendo alla letteratura di riferimento



Il caldo di inizio luglio ci lascia un po’ con il fiato sospeso. La discriminante che sembra ancora una volta risultare determinante nell’evoluzione del tempo sul Mediterraneo, potrebbe essere un coriaceo blocco anticiclonico (blocco primario n.1 in figura) esteso verso la Russia centrale. Le correnti atlantiche, costrette ad impattare contro questo blocco, tendono ad ondulare con una spinta che si propaga a ritroso (verso ovest). Per questo motivo un asse di saccatura protes