Si parla di qualcosa come 1°C, o poco più, in 150 anni: secondo una nota appena diramata del Met Office, le temperature globali del nostro Pianeta hanno superato l’unità rispetto alla media pre-industriale. Il valore esatto, secondo set di dati HadCRUT gestito congiuntamente dal Met Office e il Climate Research Unit presso l’Università dell’est Anglia, sarebbe+1,02°C, con un margine di errore di circa +/- 0,11°C.
A prima vista sembrerebbe un valore irrilevante, ma in realtà non lo è affatto. Stephen Belcher, direttore del Met Office Hadley Centre, indica l’attuale episodio di El Nino quale responsabile principale di questa nuova impennata del campo termico planetario, ma con il contributo delle emissioni cumulative di origine antropica non è escluso che ben presto potremo inoltrarci verso condizioni climatiche fino ad ora inesplorate.
Peter Stott, capo del Climate Monitoring and Attribution, ha dichiarato: “Quest’anno segna un importante precedente, ma questo non significa necessariamente ogni anno da ora in poi dovrà attestarsi ad 1°C o più al di sopra dei livelli pre-industriali, dato che la variabilità naturale sarà ancora giocare un ruolo nel determinare la temperatura a scala annuale”. Ciò nulla toglie al trend di salita pressochè inarrestabile che, alla fine, è quello che conto ai fini di analisi.
Secondo il Met Office, le ricerche ancora in corso suggeriscono che è ancora possibile limitare il riscaldamento a 2 ° C rispetto ai livelli preindustriali a patto che vengano tagliate da subito le emissioni cumulative di CO2.
Luca Angelini






Gli oceani si comportano come giganteschi polmoni, in grado di assorbire dall’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, il più incisivo tra i gas serra. Tra questi, particolare attenzione è rivolta all'Oceano Antartico, cintura di mare che circonda il continente di ghiaccio. Si è calcolato che le sue acque assorbono da sole il 40 per cento delle emissioni di CO2 in eccedenza, ossia quelle dovute al consumo di combustibili fossili.


Tanto tuonò che piovve, naturalmente a Ferragosto. Dopo un'estate trascorsa fino a qui su binari vistosamente anomali, ora caso vuole che la stagione decida di rientrare nei ranghi proprio nel weekend più amato dai vacanzieri. Estate anomala fino a qui vero, tanto da ispirare da più parti figure retoriche come quella del caldo eccezionale. Beh, alla sesta ondata di caldo estiva, con un totale di 65 giorni di temperature generosamente al di sopra della media su 75 totali, questo caldo non può più dirsi “l'eccezione” ma più logicamente “la nuova regola“.

L’estate sta calando l’asso, mettendo in fila una sequela di giornate soleggiate e calde. Fiumi e torrenti tacciono, a parte quelli valdostani e piemontesi che si stan facendo carico della fusione dei rispettivi ghiacciai. Nessuna perturbazione all’orizzonte. Il momento sarebbe certamente il più propizio per mettere in pratica i buoni propositi seguiti all’ultima alluvione e rinforzare, ripristinare o rifare in toto argini e alvei.
Aria artica sull'Italia nel bel mezzo dell'estate? Sono eventi che, per quanto non del tutto infrequenti, si contano sulle dita di una mano. Anche risalendo alla letteratura di riferimento