Dopo aver disertato gran parte della stagione autunnale ed invernale, ora le perturbazioni atlantiche, lanciate lungo uno scivolo di pressione creato dall’anticiclone delle Azzorre alla deriva sull’oceano, si inseguono a tambur battente ponendosi come obiettivo il Mediterraneo centrale e l’Italia. La struttura depressionaria che ci interesserà a partire da sabato 6 marzo, bloccata nella sua evoluzione dalla presenza di un campo anticiclonico tra il Medio Oriente e la Russia centrale, insisterà ancora per alcuni giorni sul nostro Paese, rigenerando condizioni di tempo variabile, a tratti instabile e con precipitazioni. Dunque si parte sabato 6 con una nuova perturbazione che coinvolgerà con condizioni di maltempo diverse zone del settentrione e le regioni centrali tirreniche, in serata anche la Campania.

Il continuo apporto di aria fredda, giorno dopo giorno, sta determinando un generale calo del limite delle nevicate. Sabato notte, il rapido peggioramento previsto, potrebbe portare la neve a raggiungere quote prossime a 500-700 metri su Alpi e Prealpi, 1.200-1.300 metri sull’Appennino settentrionale. Tuttavia lapossibilità di temporali lungo il passaggio del fronte freddo, atteso per sabato mattina, potrebbe determinare localmente un ulteriore, seppur temporaneo, calo del limite delle nevicate anche a quote inferiori, collinari o, nelle Alpi, anche di fondovalle. Possibilità di grandinate o precipitazioni solide sotto forma di graupel (neve tonda). I fenomeni potranno risultare anche intensi sui settori montuosi, mentre saranno più deboli e discontinui sulla pianura del basso Piemonte e su quella romagnola.

Nel pomeriggio di sabato i fenomeni raggiungeranno ancheToscana, Umbria e Lazio, accompagnati da vento forte diLibeccio. Neve in calo sino a 1.000 metri su Toscana e Umbria, con possibilità di episodi nevosi o grandinigeni anche a quote più basse in caso di temporali, 1.500 metri sul Lazio. Interessati solo marginalmente i settori adriatici, con fenomeni più deboli e sbrigativi, ad eccezione dei settori prossimi ai crinali appenninici di confine regionale.
In serata ultimi rovesci sul Friuli Venezia Giulia, poi il nord passa a variabilità. Ulteriori precipitazioni attese invece su Umbria, Lazio, in trasferimento verso la Campania. Quota neve in calo tra 1.000 e 1.300 metri. Possibilità di brevi temporali e vento forte di Libeccio, in rotazione a Ponente. Mari occidentali fino ad agitati.
Insomma, benvenuta primavera!
Luca Angelini
Alla ricerca del freddo perduto, siamo arrivati ormai alle ultime battute di questo non inverno 2015-16. Anche oggi, 18 febbraio, siamo pronti ad accogliere, nostro malgrado, una ennesima fiammata mite, “fiutata” già da diversi giorni dalla modellistica numerica e che avrà il suo culmine tra domenica 21 e lunedì 22. Ancora una volta Africa protagonista assoluto del tempo mediterraneo, sia per la sfornata di anticicloni, sia per l’infilata di depressioni.
Ricordate quel tale che aveva cavalcato l’insana moda di battezzare le perturbazioni e gli anticicloni? Ebbene, rimasto ben presto a corto di fantasia, considerato soprattutto il gran numero di alte pressioni rispetto ai limitati personaggi dell’inferno dantesco, pensò bene di imbastire previsioni imboccando la strada degli aforismi popolari, che altro non sono se non i comuni proverbi. Si, esatto proprio quelli: rosso di sera, nubi a pecorelle… et voilà previsione cannata.. ehm pubblicata.
Domanda semplice semplice: chi di voi, cari amici, avrebbe il coraggio di bere attingendo da una fonte non sicura? La risposta è quasi scontata. Ma se l’acqua non potabile è un rischio serio per la nostra salute, le notizie di dubbia provenienza lo sono per la nostra informazione. Perchè dunque molta gente attinge notizie dai social media piuttosto che affidarsi a fonti ufficiali e qualificate?

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Da quel lontano dicembre del 1997, quando al tavolo delle trattative i leader di 180 Paesi si erano dati la mano per assicurare al Pianeta un ambiente più dignitoso, ne è passata di acqua sotto i ponti. Nel frattempo i

Si parla di qualcosa come 1°C, o poco più, in 150 anni: secondo una nota appena diramata del Met Office, le temperature globali del nostro Pianeta hanno superato l’unità rispetto alla media pre-industriale. Il valore esatto, secondo set di dati HadCRUT gestito congiuntamente dal Met Office e il Climate Research Unit presso l’Università dell’est Anglia, sarebbe+1,02°C, con un margine di errore di circa +/- 0,11°C.