Outlook dicembre 2021

PREMESSA
La stagione autunnale è stata connotata da flussi assenti o al più deboli. Un flusso e un trasporto di momento sottotono sono in genere associati ad una maturazione del Vortice Polare Stratosferico (VPS) lento, in accordo al normale decadimento stagionale.
Il pattern emisferico associato al dipolo artico negativo (AD-) stabilitosi in fase di “imprinting” del VPS è andato progressivamente affermandosi nel corso dell’autunno; tuttavia, sul finire della stagione un approfondimento del Vortice Polare in media stratosfera ha modificato l’equilibrio attraverso un trasporto di momento negativo in troposfera.
L’ultima parte del mese di Novembre è stata così caratterizzata da una configurazione con anomalie negative di geopotenziale sull’Europa Settentrionale (SCAND-), una tipologia di pattern che, in accordo con recenti studi, compare in seguito alla propagazione verso il basso degli “influssi” stratosferici come quello che abbiamo appena sperimentato.
Secondo la recente letteratura, confermata da riscontri fattuali, la permanenza di questa tipologia di pattern favorisce l’incremento delle velocità zonali, che difatti in meno di 20 giorni sono all’incirca raddoppiate.
La discesa artica di fine novembre, avente come obiettivo la penisola italiana e non l’area balcanica, rappresenta una sorta di “mediazione” tra la fase precedente il rinforzo del vortice polare e un indice NAO che, in base a diversi parametri troposferici, non è “predisposto” a portarsi verso valori francamente positivi, come invece era propenso a fare nelle ultime stagioni invernali, in particolare fino al 2019/2020.

MESE DI DICEMBRE
Nel corso del mese di novembre, dopo una fase caratterizzata da una conformazione del Vortice Polare Troposferico esemplificativa di un dipolo artico negativo (AD-), le anomalie negative di geopotenziale si sono concentrate a ridosso dell’Artico orientale, con i minimi localizzati tra la penisola scandinava e la Russia occidentale e prevalentemente disposti con asse Ovest-Est.
Tuttavia, proprio l’incremento del gradiente meridionale di calore (meridional heat flux) testimoniato dalla ripresa dell’attività della Madden Julian Oscillation (MJO) porterà ad inizio del mese di dicembre e probabilmente per tutta la prima decade del mese un progressivo cambiamento nell’assetto circolatorio, non solo in troposfera ma anche in stratosfera, andando a disturbare un vortice fortemente approfondito a tutte le quote e rinforzato in modo particolare dalla media stratosfera verso i piani più bassi.
A motivo di questo, si ritiene che la ripresa del heat and momentum flux possa rivelarsi temporaneamente prevalente su w1 (una sola cresta d’onda) e nettamente divergente sulla seconda cresta d’onda, contestualmente al transito in fase 6 della MJO in troposfera.
A causa delle masse di vorticità potenziale strutturate dalla media troposfera (da 30 hPa) fino ai piani isobarici inferiori, la compressione della massa del VPS dovrebbe favorire una moderata trasmissione di moto zonale ed un progressivo allineamento delle masse artiche verso il comparto euro-atlantico.
Da questa azione dovrebbe derivare una forzatura anche sul segno della NAO, che potrebbe attestarsi temporaneamente su valori moderatamente positivi.
La soppressione della seconda onda dovrebbe comunque risultare limitata nel tempo, già entro fine della prima decade dovremmo avere una nuova attivazione di deboli disturbi a carico di entrambe le onde con vortice polare stratosferico che andrebbe a “stirarsi” con asse Canada-siberia centrale. Nel frattempo in troposfera dovremmo ancora smaltire gli effetti della precedente trasmissione di moto ma con effetti meno impattanti e possibilità di avere debole attività d’onda proprio sulla zona europea.
Qualche modifica più sostanziale dovrebbe intervenire a partire da metà mese, quando la progressiva traslazione della MJO verso una fase 7-8 dovrebbe riportare il segno della NAO su valori neutri o debolmente negativi, con attività d’onda in ripresa anche sull’oceano Pacifico e buona trasmissione fino in Atlantico.
Questo tipo di circolazione dovrebbe caratterizzare per buona parte il proseguo del mese di dicembre.

PROSPETTIVE
Con il panorama sopra descritto, si dovrebbe prospettare una primissima parte del mese di dicembre (i primi 5/7 giorni) caratterizzata da moderate oscillazioni del jet stream sul comparto euro-atlantico. Visti i massimi di GPT posizionati saldamente sull’Est Atlantico, è lecito attendersi un’alternanza di distensioni dell’alta pressione verso il Mediterraneo intervallata a cavi d’onda che potrebbe interessare maggiormente il Centro est Europa/ Balcani e, marginalmente, i settori più orientali della penisola italiana.
L’evoluzione di questo pattern dovrebbe vedere intorno alla fine della prima decade una progressiva meridianizzazione dell’asse dell’alta pressione, con il passaggio a condizioni meteorologiche sulla penisola via via più stabili. Non è escludibile, in questo contesto, un interessamento delle zone orientali da parte di correnti fredde dall’est Europa.


Qualche mutamento rispetto questo scenario è da mettere in conto nella seconda parte del mese di dicembre, quando la progressione della MJO verso le fasi 7-8 dovrebbe contribuire a un indebolimento del presidio dell’alta pressione proprio a ridosso dell’Europa meridionale, grazie anche all’infiltrazione di correnti fredde da Nord-Est di provenienza russa o balcanica.
In questo assetto, l’alta pressione sul comparto euro-atlantico dovrebbe posizionarsi a latitudini più elevate, lasciando l’Europa meridionale più esposta agli influssi di correnti fredde e a tratti instabili.

Meteorologia dinamica – introduzione parte III

Meteorologia dinamica – Vento geostrofico
di Claudio Giulianelli
A cura di CEMER – Centro Meteo per l’Etruria e Roma

Con queste equazioni semplificate/approssimate avevamo detto di essere in grado di descrivere molto bene il comportamento dell’atmosfera (nota: nella relazione sopra V_H è un vettore di componenti (x,y), non compare per errore il simbolo di vettore sopra la lettera).

Si possono fare ulteriori considerazioni e semplificazioni alle equazioni valide praticamente per ogni tempo senza commettere errori degni di nota. Ma facciamo prima un’approssimazione un po’ più forte e se vogliamo discutibile.Quello che si può dire, guardando l’equazione del vento per il piano, è che le accelerazioni orizzontali in atmosfera sono piccole, abbastanza piccole, e possiamo prenderle per nulle. Se per esempio guardiamo i cumuli viaggiare, vediamo un moto pressoché uniforme, non vediamo le nubi scattare rapidamente come un corridore nel giro di qualche minuto (sempre parlando di cumuli che viaggiano sulla nostra testa, non dei cumulonembi a sviluppo verticale dove le accelerazioni sono molto forti, ma come avevamo già detto non ci interessano). Sulla base di questa osservazione mandiamo a zero il termine di derivata parziale temporale e il termine avvettivo. Abbiamo ottenuto un equilibrio tra forze, chiamato equilibrio geostrofico. In questo equilibrio, il gradiente di pressione è un vettore che punta verso il minimo di bassa pressione, perpendicolare alle isobare, mentre sulla stessa direttrice ma puntando verso l’esterno di un vortice, agisce la forza di Coriolis. In modulo i vettori si eguagliano, come suggerisce la relazione ottenuta. Dunque la soluzione di questo equilibrio ,il vento geostrofico, è un vettore sempre tangente alle isobare ( per costruzione geometrica, se il gradiente di pressione è un vettore perpendicolare alle isobare, e quest’ultimo è perpendicolare al vento, il vento dovrà essere parallelo alle isobare), e dunque il vento geostrofico lo si individua da una mappa di geopotenziale a 500 semplicemente seguendo le linee di geopotenziale. Per le quote inferiori questo non è vero, infatti ci siamo lasciati dietro l’attrito con il suolo. Questo caso verrà ripreso in considerazione alla fine. Da questo momento in poi chiameremo u la componente zonale del vento, v quella meridionale e w quella verticale.

Abbiamo dunque trovato una soluzione alle equazioni, che ci ha fornito il vento e quindi la previsione di tutta la circolazione atmosferica. Purtroppo però quanto abbiamo trovato non è la soluzione più generale possibile, infatti l’approssimazione fatta sopra ha un problema: mandando a 0 il membro di sinistra dell’equazione abbiamo tolto la variazione temporale alle figure bariche in atmosfera. Ovviamente sappiamo che il tempo atmosferico evolve, cambia ogni giorno e quindi questa approssimazione è un po’ drastica. Ma la condizione di equilibrio geostrofico ci sta dicendo appunto che il vento ad un tempo fissato segue le linee di pressione. Per convincerci della validità di quanto visto possiamo pensare appunto a questo equilibrio come ad una soluzione stazionaria dell’equazione di Eulero per il piano. Il membro di sinistra dell’equazione, somma del termine di derivata pariziale nel tempo più termine avvettivo, come al solito può essere infatti riscritto come derivata totale della velocità nel tempo (secondo quanto visto negli articoli precedenti). Cercare una soluzione stazionaria vuol dire porre questa derivata totale nulla (e dunque condizione stazionaria sia nello spazio che nel tempo) . Questa condizione è ben soddisfatta in libera atmosfera e il vento in generale è geostrofico, e dovremo capire cosa ne determina la sua evoluzione nel tempo.Queste sono le equazioni del vento geostrofico, a cui si arriva dopo vari passaggi

Sopra è rappresentato il sistema di riferimento cartesiano utilizzato nella descrizione del problema, e le componenti di omega sugli assi y e z.

Segnaliamo un errore di battitura nei passaggi sopra: davanti il termine 1/rho per la derivata della pressione in x e in y nelle ultime due immagini è presente un segno meno che non dovrebbe esserci.Si è chiamato il prodotto 2*omega*sen(fi) con la lettera f,ed è noto come parametro di coriolis. Si noti che per fare il prodotto vettoriale tra omega e v,le componenti di omega sono state prese sul piano y e z invece che su x e z perchè ci interessava avere un’informazione sulla latitudine (l’angolo fi rappresentato in figura),che varia con la y. Mentre per la velocità si sono prese tutte e 3 le componenti del vento,tra cui la w,la velocità verticale, componente che compare nell’espressione per “i ” ma che abbiamo mandato a zero coerentemente con quanto detto per l’equilibrio idrostatico.Soffermiamoci qua sul vento geostrofico: le equazioni sopra scritte infatti legano il vento ai gradienti di pressione in x e y,ma le variazioni di pressione sul piano per dare un senso a queste equazioni devono essere ad una quota fissata. Inoltre nelle equazioni compare la densità che solitamente non si misura. Si preferisce dunque usare il geopotenziale (indicato con la lettera greca “fi” maiuscolo),definito come il lavoro che bisogna fare per portare una massa d’aria dal suolo ad una data quota z.

Se i valori di pressione a tale quota sono diversi,dovrò fare più lavoro per portare la massa d’aria laddove la pressione è maggiore. In questo modo alla quota z ho dei gradienti di geopotenziale che dunque mi definiscono molto bene il vento geostrofico. Vediamo ora come fare questo cambio di variabile,da pressione a geopotenziale.Osserviamo che la pressione è una funzione del tempo e delle 3 coordinate spaziali. Possiamo dunque scrivere la derivata totale della pressione in questo modo,usando poi l’equilibrio idrostatico ed il fatto che stiamo seguendo linee a pressione costante e dunque dP=0:

mentre posso esprimere in forma differenziale il geopotenziale in questo modo (i seguenti passaggi verranno fatti solo per la coordinata x ma sarà lo stesso per la y)

infine basta sostituire la relazione tra i differenziali di pressione nella relazione col geopotenziale per ottenere le equazioni nella nuova forma

oppure in termini di altezza geopotenziale Z, tenendo conto della definizione, abbiamo ancora

Nelle carte meteo viene rappresentato non il geopotenziale in senso stretto, infatti questa quantità qui usata dimensionalmente è un’energia. Viene usata l’altezza geopotenziale, con la seguente idea: l’energia spesa per portare la massa d’aria dal suolo ad una data quota (che possono essere i 500 hpa) è diversa in ogni punto. Oppure posso dire di fissare l’energia da spendere (per esempio il lavoro che serve per portare la massa d’aria da 1000 ai 500 hpa),ma a cambiare è l’altezza a cui devo arrivare. Laddove ho un’alta pressione avrò un’altezza di geopotenziale maggiore. Quindi guardo la quota isobarica di 500 hpa e vedo l’altezza geopotenziale. Seguire le linee di altezza geopotenziale mi da il vento a tale quota.Ecco evidenziata la situazione in questa carta: le frecce in verde rappresentano il vento, in rosso il gradiente di pressione ed in nero la forza di coriolis, con riferimento all’altezza geopotenziale (colori) a 500 hpa.

#seasonscolors 4.0 – quarto contest fotografico MeteoNetwork

Prende il via #seasonscolors 4.0, il quarto contest fotografico MeteoNetwork, dedicato a tutti i luoghi e le città d’Italia e alle stagioni.

L’obiettivo è quello di realizzare un calendario per l’anno 2022 che possa raccontare le località italiane attraverso una foto che ne ritragga i luoghi più conosciuti nei diversi mesi dell’anno.

Il calendario sarà realizzato in doppio formato:
A5 da tavolo, per l’invio in omaggio a tutti i Soci MeteoNetwork in regola con l’iscrizione;
A3 da parete, per la distribuzione a tutti i nostri partner.

Tutti gli utenti, anche non Soci, sono invitati a partecipare inviando una o più fotografie all’indirizzo photo@meteonetwork.it entro e non oltre il 7 novembre 2021.

Le foto dovranno rispettare le seguenti caratteristiche:

• per il calendario A3: immagini a taglio verticale, di formato 4000 pixel x 3000 pixel
• per il calendario A5: immagini a taglio orizzontale, di formato 2400 pixel x 1800 pixel

Le foto inviate saranno selezionate dall’Associazione e le 12 ritenute migliori, a insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo MeteoNetwork, andranno a caratterizzare il calendario 2022.

Gli autori delle foto vincitrici, oltre alla pubblicazione del proprio scatto, riceveranno entrambi i calendari all’indirizzo indicato nella liberatoria.

– Chi può partecipare?
Tutti gli utenti, anche non Soci di MeteoNetwork, raccontandoci con le foto una o più stagioni della località in cui vivono o di qualsiasi altro luogo italiano che li abbia colpiti.

– Come partecipare?
Inviando un massimo di cinque foto a partecipante all’indirizzo: photo@meteonetwork.it

L’invio delle foto implica l’accettazione della licenza Creative Commons by/nc/nd 3.0, che impegna MeteoNetwork a impiegare le vostre foto a sostegno delle proprie attività senza scopi di lucro, senza modificarle e specificandone sempre l’autore.
IMPORTANTE: All’atto dell’invio, le foto dovranno essere accompagnate dalla liberatoria*.

Attendiamo ora le vostre foto e… Buona Fortuna!!

*Il conferimento dei dati richiesti è facoltativo, ma necessario per consentire la partecipazione dell’interessato al contest e, pertanto, la loro eventuale omissione comporterà l’oggettiva impossibilità per MeteoNetwork di procedere ad operazioni di trattamento (quali la pubblicazione e/o diffusione delle immagini fotografiche) per le finalità connesse al citato contest, determinandone l’esclusione dallo stesso.
I predetti dati saranno trattati in forma documentale e/o con l’impiego di strumenti informatici nel rispetto delle misure di sicurezza adottate da MeteoNetwork ODV in conformità alla normativa sulla privacy ed alle direttive del Garante. I dati verranno conservati per il tempo strettamente necessario al perseguimento delle finalità indicate e, in caso di revoca del consenso prima del raggiungimento della finalità, saranno cancellati e non più utilizzati.
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Outlook agosto 2021

INTRODUZIONE

La circolazione, dalla seconda metà di luglio, è stata dominata da prevalenti correnti portanti sud occidentali calde e umide dalle medie latitudini dell’Atlantico verso l’Europa meridionale.

Questa sinottica è motivata da un forte sbilanciamento delle fasce altopressorie tropicali africane contraddistinte da un West ITF (la porzione occidentale dell’ITCZ Africano) sotto la media climatologica del periodo e, al contrario l’E-ITF (la porzione orientale oltre i 10°E) marcatamente traslato più a nord.
Ne deriva una sorta di “piano inclinato” in salita che crea una sorta di maggior resistenza e tenacia del promontorio nord africano a prediligere L’Europa centro orientale, il Mediterraneo orientale e le nostre regioni meridionali e in gran parte anche quelle centrali.
Diversamente il nord Italia, soprattutto le zone oltrepò e ancora più segnatamente quelle centro occidentali, si trovano in confluenza rispetto questa circolazione caldo-umida e le infiltrazioni più fresche capitanate dall’ampia depressione attualmente centrata sul Regno Unito.

PROIEZIONI PER IL MESE DI AGOSTO

Tale situazione che probabilmente contraddistinguerà anche la prima parte del mese di agosto sarà motivo di una sostanziale divisione dell’Italia in 2 sfere di influenza: il gran caldo al sud e parte del centro e delle isole maggiori (solo occasionalmente toccato dagli sconfinamenti dell’aria più fresca presente in quota) con deficit pluviometrico, la forte umidità ma in un contesto instabile al nord Italia con fasi piovose sparse ma localmente anche intense specialmente sulla Pianura padana, sulle regioni alpine e prealpine.
Le zone pianeggianti del nord, segnatamente centro occidentali, potrebbero vedere la formazione di eventi temporaleschi anche di notevole portata data la confluenza e l’apporto di aria umida di matrice nord africana e di aria più fresca oceanica.

La seconda parte del mese di agosto potrebbe essere contraddistinta da un ridimensionamento dell’E-ITF e da un temporaneo incremento nella parte occidentale intorno a metà mese. Ne conseguirebbe, quindi, uno spostamento dei massimi di anomalia geopotenziale verso la parte ovest del Mediterraneo nel corso della seconda decade, con graduale rimozione dell’aria stabile e molto calda che stazione da settimane tra centro-sud Italia e penisola balcanica.
Una temporanea ondulazione, figlia anche della “frustata” del PNA, potrebbe creare i presupposti per una breve ondata di calore ad interessare maggiormente le Isole Maggiori e le zone occidentali.
La progressione della MJO, unita al nuovo calo del PNA, dovrebbe garantire una ripresa della zonalità in tempi piuttosto brevi intorno a metà mese, con il possibile ingresso di aria più mite dai quadranti occidentali a spezzare la calura su tutto il nostro Paese.

L’ultima parte del mese dovrebbe continuare su questi binari, con getto piuttosto teso e probabile espansione verso est dell’anticiclone oceanico. In questo caso ovviamente ad avere clima più stabile e caldo (comunque non eccessivo) dovrebbero essere le regioni occidentali mentre il nord-est e le regioni adriatiche potrebbero risentire maggiormente di infiltrazioni più instabili da nord-ovest in un contesto non lo tanto dalle medie termiche di riferimento

Outlook Luglio 2021

INTRODUZIONE

L’andamento del mese di Giugno ha visto la graduale sostituzione del pattern che aveva caratterizzato la maggior parte della primavera con una configurazione pienamente estiva.
Diversamente da quanto previsto, si sono andate ad affermare anomalie di GPT positive sul Mediterraneo centrale, in seno ad una configurazione che ha visto un “omega block” passante per la penisola.

Figura 1 – Anomalie di geopotenziale a 500 hPa – Periodo 15-28 giugno 2021

Rispetto a quanto previsto, il differente setting circolatorio del mese di Giugno può essere spiegato con una netta modificazione delle caratteristiche della convezione equatoriale nell’Oceano Pacifico, che ha fatto traslare i centri di pressione più ad est (modifica del PNA con conseguente impatto sul treno d’onda) rispetto a quello che era indicato nell’outlook mensile.

PROSPETTIVE PER IL MESE DI LUGLIO

Per quanto concerne il mese di Luglio partiamo da una situazione termica fortemente connotata dal perdurare di una forte anomalia positiva di GPT e temperature sia al suolo che in quota.

Figura 2 – Anomalie termiche al suolo – Periodo 15-28 giugno 2021

Figura 3 – Anomalie termiche a 850 hPa – Periodo 15-28 giugno 2021

Durante la stagione estiva, una simile configurazione tende ad acquisire caratteristiche inerziali; servirebbero difatti eventi altrettanto importanti ma di segno opposto per smorzare un siffatto surplus termico. Tra l’altro, almeno per buona parte del mese di Luglio, non sembrano intervenire forzanti teleconnettive tali da rimodulare il jet-stream ad eccezione di una MJO prevista in rinforzo nelle fasi più tipicamente Niña-like (fasi 3-4-5).

Da tutto ciò ne consegue che in una prima fase potremmo osservare una prosecuzione delle dinamiche avute nella seconda metà del mese di Giugno, mentre successivamente potremmo assistere ad un riposizionamento dei massimi di GPT dell’alta subtropicale africana più ad Ovest.

In ragione di quanto sopra esposto, nella prima metà del mese ci aspettiamo il perdurare del pattern che ha connotato la seconda parte del mese di Giugno. con un regime circolatorio associabile ad un WR3 con asse di risalita che interesserebbe maggiormente il Centro-Sud della penisola, che continuerà a far registrare gli scarti termici più importanti rispetto alle medie del periodo. Dovremmo comunque assistere a temporanei inserimenti di aria atlantica più fresca da WNW, in grado di smorzare la calura segnatamente al Centro-Nord e sui versanti orientali della penisola.

Figura 4 – Anomalie di geopotenziale a 500 hPa previste per la prima parte di Luglio

All’incirca da metà mese dovremmo quindi assistere ad una rimodulazione dell’andamento del jet-stream, con una traslazione verso ovest dei massimi di GPT che prenderanno possesso dell’Ovest del Mediterraneo; questa evoluzione dovrebbe contribuire a smorzare progressivamente l’ampio sopra media previsto al Centro-Sud, anche se come detto in premessa dovrà smaltire una certa “inerzia termica” accumulata durante l’ultima decade di Giugno e la prima parte di Luglio. In questa fase il jet-stream dovrebbe orientarsi da NW verso SE sulla nostra penisola, con anomalie termiche positive che andranno ad interessare maggiormente le nostre isole maggiori, la Francia e l’Iberia.

Figura 5 – Anomalie di geopotenziale a 500 hPa previste per la seconda parte di Luglio

Visita Osservatorio meteorologico Cavanis, Venezia

Visita Osservatorio meteorologico Cavanis, Venezia

Dopo la lunga chiusura causata dalla pandemia, il 14 Giugno scorso l’Osservatorio Cavanis ha
riaperto le porte per una visita guidata ad un gruppo di giovani laureati di diverse università di
Europa, Australia, USA che stanno trascorrendo un semestre a Venezia impegnati in vari progetti in qualità di Postdoctoral Research Fellows in Environmental Humanities – Center for Humanities and Social Change – Ca’Foscari University of Venice.

La visita, iniziata con un discorso di benvenuto del Direttore, Padre Gigi Pennacchi, è proseguita
con la presentazione in lingua inglese a cura del Colonnello Marcello Cerasuolo, riscuotendo
grande apprezzamento da parte dei ricercatori, alcuni hanno richiesto informazioni e
documentazione per i loro progetti su specifici argomenti (nebbia, temperature).
Silvia Spanio e Giuliano Nardin (Meteonetwork) hanno curato la documentazione fotografica
dell’incontro, di seguito si pubblicano alcune istantanee.

Venezia 14.6.2021 – Giuliano Nardin

Outlook Giugno 2021

INTRODUZIONE

La primavera che sta per concludersi, ha risentito, nella prima parte di essa, dell’ESE cold avvenuto a fine inverno, seguito ad una stagione invernale che ha visto un VP debole ed instabile. Un VPS piuttosto compatto ma con vorticità deboli è proseguito per tutta la stagione e questo ha portato ad una quasi completa soppressione dei flussi di calore, con disaccoppiamento dei diversi piani atmosferici. Tutto questo si è tradotto in un FW late di tipo esclusivamente radiativo.
L’elemento cardine che ha caratterizzato il treno d’onda è stato, senza dubbio, la fase ormai pienamente negativa della PDO, che ha favorito l’instaurarsi di anomalie di geopotenziali ben positive su entrambi gli oceani. Questo elemento ha portato ad una primavera molto fresca e a tratti instabile su gran parte del Vecchio Continente

ANALISI TELECONNETTIVA

Le modalità e le tempistiche del FW non hanno apportato conseguenze alle dinamiche troposferiche e anzi, proprio dalla metà di maggio, i due principali indici che misurano lo stato di salute del VPT (AO e NAO), sono risaliti su valori neutri/debolmente positivi. In mancanza di altre forzanti, riteniamo probabile una prosecuzione di questo andamento anche per gran parte del trimestre estivo e questo dovrebbe garantire una buona vivacità del getto tra Atlantico e continente europeo.
Il quadro delle SSTA denota alcuni pattern “borderline” come ad esempio ENSO e IOD che pur essendo classificati neutri sono entrambi tendenti ad una fase debolmente negativa, con alisei più intensi della norma come dimostra il SOI positivo.

Questo si traduce in una attività convettiva tropico/equatoriale più intensa a ridosso del Continente Marittimo e parte occidentale del Pacifico, favorendo fasi 5 e 6 della MJO.


Un fattore invece ben definito continuerà ad essere la PDO- che andrà a modulare il getto, pur perdendo gradualmente di rilevanza col procedere della stagione.
In Atlantico, una pozza di acque più fredde della norma collocata alle medie latitudini, dovrebbe favorire una certa vivacità del jet stream. Anomalie positive nel golfo di Guinea e TNA negativo lasciano pensare ad un WAM lievemente sotto la linea climatologica o al più in media nelle prossime settimane

PROSPETTIVE

Con gli elementi indicati è possibile individuare un mese di giugno caratterizzato da un doppio pattern: l’uno prevalente e l’altro temporaneo.
Il primo caratteristico, per il mese di giugno, della Mjo in fase 6 proprio a ragione degli alisei intensi non solo nella fascia equatoriale pacifica nei pressi dell’America latina ma anche in prossimità della Regione 3.4 dell’Enso.
Tale pattern vede prevalenti anomalie negative di geopotenziale sulla Mitteleuropa dove l’estate farà molta fatica ad affermarsi.
Anomalìe lievemente negative di geopotenziale sono previste nei pressi dell’Atlantico portoghese per possibili cadute della corrente a getto.
Anomalìe marcatamente di segno opposto si concentreranno nel continente asiatico oltre gli Urali verso la Siberia.
Si potranno avere inoltre anomalìe positive nel Mediterraneo occidentale con parziale coinvolgimento dei settori meridionali di Spagna, Francia e, più marginalmente delle regioni tirreniche e delle Isole maggiori italiane mentre le Regioni settentrionali, più marcatamente quelle Alpine e prealpine centro orientali e quelle centro settentrionali dei versanti adriatici dovrebbero maggiormente risentire degli effetti di infiltrazioni di aria fresca, proprio a causa di una circolazione instabile che insisterà sull’Europa centrale.
Il secondo pattern, di carattere più transitorio, sarà dovuto a temporanei forcings di natura dinamica in grado di generare un ridge altopressorio dall’Atlantico verso l’Europa occidentale, sconfinando temporaneamente verso la penisola Scandinava e il nord Europa.
In questo quadro si potrebbero riscontrare, sulla nostra Penisola, oltre a quanto sopra evidenziato, anomalìe leggermente positive dal punto di vista precipitativo per il mese di giugno, nelle regioni settentrionali e, più segnatamente, su quelle dei versanti adriatici oltre che a sconfinamenti a ridosso dell’appennino centro-settentrionale.
Anche le temperature dovrebbero essere la conseguenza di questo tipo di circolazione presentando valori più elevati e leggermente sopra media nelle regioni tirreniche centro meridionali e nelle isole maggiori mentre dovrebbero allinearsi attorno alla media del periodo sulle altre regioni o temporaneamente inferiori alla media sulle regioni alpine e prealpine centro orientali.
Non sono da escludere brevi fasi caratterizzate da un promontorio dinamico del tutto transitorio passante per le nostre regioni. In questi intermezzi sono da mettere in conto moderate ma brevi onde di calore, più probabili ancora sulle regioni occidentali e Isole Maggiori.

 

Outlook febbraio 2021

Premessa

L’andamento del mese di Gennaio ha visto la realizzazione della dinamica T-S-T con un esito di MMW di tipo displacement.
Questa situazione al netto dell’andamento del Jet stream in troposfera ha generato un impulso dalla stratosfera che ha innescato una retrogressione del nucleo del VPT con zonalità negativa al di sopra dei 60°N.

Prospettive

Il mese di febbraio si apre con un episodio in troposfera che fa seguito al contingentamento del NAM successivo all’evento Major.
L’episodio suddetto prende la forma di uno split del VP e la particolarità del suo asse è quella di assumere una forma arcuata (a “L”) che permette al flusso antizonale prodotto nel settore eurasiatico di confluire in modo naturale con l’uscita del jetstream del ramo canadese, rompendo ogni tentativo di blocking in area atlantica.
L’interazione tra le due opposte masse d’aria porterà verso l’Europa una serie a catena di sistemi perturbati seguita da correnti umide atlantiche.
L’Europa centro settentrionale sarà invece meta della confluenza di aria molto fredda da est con sovrascorrimento di aria umida e più temperata da ovest e traguardo di intense nevicate.
Il ricrearsi seppur lento del gradiente sul nord Atlantico manterrà queste condizioni per la prima parte del mese pur non potendo a priori escludere il temporaneo afflusso di aria più fredda limitatamente alle aree alpine e marginalmente all’Italia settentrionale.
Nella seconda parte del mese di febbraio il riformarsi del vortice polare tra Groenlandia ed est Canada dovrebbe portare ad una temporanea onda stabilizzante in direzione di UK e dell’Europa occidentale. Si manifestano quindi i presupposti per un rientro freddo da nord est sul settore meridionale e orientale dell’Europa.
Questa dinamica tuttavia non dovrebbe necessariamente essere quella interamente caratterizzante la seconda parte di febbraio in quanto è attesa a nostro avviso un nuovo rinforzo delle correnti occidentali sul vecchio continente ma questa volta a latitudini più elevate proprio a ridosso della fine del mese.
Il VPS inoltre inizierà una sua ristrutturazione a tutte le quote a tal punto da non poter escludere uno stratcooling tardo invernale o in precoce primavera. Questo a maggior ragione sul finire della stagione forzerà il flusso umido occidentale a seguire il percorso delle medie latitudini portando una fase stabilizzante sul Mediterraneo centro occidentale e relegando le ultime velleità invernali al settore orientale.

Outlook Gennaio 2021

PREMESSA

Nella prima parte del mese di Dicembre l’area del Mediterraneo centro-occidentale è stata coinvolta da una prolungata fase polare marittima, figlia di una ritrovata attività d’onda in area Pacifica in grado di trasmettere una buona oscillazione del jet stream sull’Atlantico; l’ingerenza delle correnti polari oceaniche è progressivamente calata nella fase centrale del mese.

Nel frattempo abbiamo assistito ad un notevole rinforzo dell’attività d’onda in area Pacifica, che ha contribuito al trasporto di una ingente massa di aria calda oltre il circolo polare ed alla formazione di un vasto anticiclone dinamico. Tutto ciò ha portato ad una parziale dislocazione delle masse del Vortice Polare Troposferico (VPT) a latitudini più basse, con il conseguente incremento della componente zonale su buona parte dell’emisfero settentrionale.

Da sottolineare come le condizioni di partenza del Vortice Polare Stratosferico (VPS) fossero molto molto fredde, con parecchia energia “da dissipare” in ragione delle condizioni di partenza, ovvero bassi flussi di calore prevalentemente ripartiti su wave 2 (e quindi in modo bilanciato).

La successiva traslazione dell’anticiclone polare verso l’Artico siberiano ed il suo rapido indebolimento hanno contribuito all’accorpamento del VPT in posizione decentrata rispetto al polo geografico, più precisamente nel comparto siberiano-pacifico, favorendo in questo modo la riattivazione degli attriti dovuti proprio al suo posizionamento con conseguente forte rinforzo dei flussi verticali di calore verso la stratosfera. Questa riattivazione dei flussi ha di fatto impedito di giungere agli effetti che sarebbero conseguentemente derivati da un evento di tipo “ESE cold”, data l’iniziale profondità del vortice stratosferico.

Da notare, eccetto rarissime fasi, come il comparto canadese abbia registrato una assenza quasi totale di vorticità. Indubbiamente gli attriti tra una potentissima “Siberian High” e le vorticità del VPT quasi del tutto assenti in area canadese hanno dato manforte al mantenimento di questa energia proprio sul quel comparto.

 

STRATOSFERA

Gli intensi flussi di calore che hanno caratterizzato la fine del mese di Dicembre hanno prodotto una grave destrutturazione del VPS. Il notevole forcing (quasi da record) di W1 (wave 1) ad iniziare dalle alte e medio-alte quote della stratosfera (1-10 hPa), pur in presenza di W2 inizialmente su valori prossimi alla media climatologica a 10 hPa (300-350 gpm) ma in diminuzione, sta generando un riscaldamento stratosferico maggiore che presenta tutte le caratteristiche di un evento SSMMW (Sudden Stratospheric Major Midwinter Warming) di tipo “split”, dal quale tuttavia si andrà a differenziare per la mancata realizzazione della rottura delle Ertel Potential Vorticity (EPC), elemento discriminante rispetto ad una classificazione a tal punto residuale quale evento di tipo “displacement”, di cui tuttavia non presenta sostanziali caratteristiche.

In particolare, si deve notare l’opera compiuta non solo dalla forte intrusione di W1, ma anche gli attriti progressivamente realizzati da W2 nella massa centrale del VPS che di fatto ne comporterà un sostanziale svuotamento di vorticità.

Benché le possibilità maggiori vadano verso una classificazione dell’evento come “displacement”, non è per ora totalmente da escludere che la frattura della massa del VPS possa avvenire entro i 10 giorni dall’inversione dei venti zonali alla quota e alla latitudine previste dalla letteratura (10 hPa ≥ 60° N), con evento che andrebbe quindi classificato come “split”.

Tuttavia, sulla base delle analisi dei modelli questa eventualità non andrebbe comunque ad aggiungere granché rispetto gli effetti propagativi (“downward”) che questa dinamica presenta, e che di fatto l’accomuna in tutto e per tutto anche sotto questo aspetto ad un MMW di tipo “split”. Al più ci si potrebbe attendere un maggior contributo in termini di GPT e di profondità delle saccature in uscita dal comparto artico, in caso si vada verso uno “split”.

Nel corso della terza decade del mese di Gennaio riteniamo che sarà fisiologico assistere ad una progressiva ristrutturazione del VPS ad iniziare dai suoi piani alti (1-5 hPa), e ad un suo più consistente rinforzo nel corso del mese di febbraio fino ai piani medi e medio-bassi (10-50 hPa); farà probabilmente eccezione la bassa stratosfera, ove probabilmente le tempistiche di accorpamento delle masse di vorticità potenziale sarà più diluito nel tempo.

 

TROPOSFERA

In seguito agli effetti del forte sconquasso stratosferico dovuti all’afflusso di intensi “eddy heat flux” ed “eddy momentum flux” dalla troposfera, assisteremo al consolidamento delle condizioni di VPT debole (“weak”) e di velocità zonali molto basse (< 5 m/s in media troposfera) fino almeno a tutta la prima metà del mese di Gennaio.

Le caratteristiche principali fino ad allora dominanti saranno rappresentate da:

  • Un’intensa depressione aleutinica con baricentro traslato ad ovest (come ricorrente in caso di ENSO negativo)
  • Una imponente Siberian High, con valori massimi di pressone al suolo nelle aree continentali di pianura più fredde prossimi a valori record
  • Una scarsa o quasi nulla vorticità in area canadese, con forte caratterizzazione NAO negativa

Date le premesse, anche in considerazione delle condizioni presenti in stratosfera, è assai probabile attendersi almeno fino alla metà del mese di Gennaio condizioni di marcata stasi dei centri motori principali e dello status iniziale sopra indicato, in virtù della permanenza di velocità zonali molto basse (< 5 m/s) fino ai 50° N; solo al di sotto di tale latitudine la corrente a getto si mostrerà più tesa. Tali condizioni potrebbero proseguire fino all’inizio della terza decade.

Con queste prospettive l’Europa centro-meridionale rimarrà sede di confluenza tra masse artiche più fredde in discesa dalle alte latitudini europee e correnti più miti e umide in transito dalle medie latitudini dell’Atlantico; questa confluenza pare ad oggi coinvolgere maggiormente l’Europa centrale, con riflessi più diretti sul Nord Italia, ove maggiori saranno le probabilità di nevicate anche in pianura in un contesto termico inferiore alle medie. Quindi freddo ma non gelo per lo meno in questa fase.

Più marginale invece l’apporto di correnti fredde al di sotto dei 44° N, ove pertanto le temperature risulteranno più miti benché in un contesto assai umido. Dato il reiterarsi del pattern artico-polare sull’Europa centro-occidentale, non sono da escludere in questo frangente rapidi ma intensi prefrontali sulle regioni centro-meridionali.

Ci attendiamo invece una sostanziale modifica nella seconda parte del mese di Gennaio (indicativamente nella terza decade), quando una graduale ripresa delle velocità zonali in sede polare comporterà la traslazione verso latitudini più basse del jet stream subtropicale ed un progressivo incremento dell’attività d’onda in sede Nord Atlantica, dato il graduale aumento di vorticità in area canadese (valori NAO negativi meno estremi).

La forte compartimentazione del continente euro-asiatico, connotato da una estesa termicizzazione delle pianure russo-siberiane, potrebbe creare un isolamento importante rispetto alla circolazione che verrà ad instaurarsi in seguito alla ripresa della corrente a getto polare, gettando quindi i presupposti per la genesi di un’ampia azione retrograda delle masse continentali verso i meridiani europei che, in tal caso, verrebbero interessati da possibili ondate di freddo molto intenso, localmente di gelo.

Se le nostre ipotesi venissero rispettate, è lecito attendersi una fase prolungata di tempo molto instabile sul Mediterraneo e sull’Italia, dai connotati decisamente invernali. Le correnti molto fredde da Est o da Nord-Est potrebbero seguire tuttavia una traiettoria non eccessivamente bassa di latitudine, andando quindi ad interessare in modo più marcato le regioni settentrionali e quelle adriatiche centro-settentrionali, senza tuttavia escludere a priori fasi di influenza più estese all’intera penisola.

Per la prima parte del mese di Febbraio ci attendiamo una prosecuzione del pattern, con condizioni piuttosto fredde sul settore Europeo. Il graduale venir meno degli effetti del MMW dovrebbe portare ad un progressivo aumento degli indici AO e NAO nella parte finale del mese, con maggiore invadenza anticiclonica sul settore centro-occidentale europeo. Residue interferenze fredde ed instabili da Est potrebbero continuare ad interessare il comparto sud-orientale del continente, con coinvolgimento delle regioni del medio-basso Adriatico e del Sud. Ci riserviamo di tornare su questa previsione a fine Gennaio per maggiore accuratezza.

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